Secondo uno studio di Casa.it. Spunti da quartieri emergenti (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 29 lug - Nel primo semestre dell'anno e' proseguita a livello nazionale la flessione delle compravendite delineatasi nel 2012, con un calo stimato in una forchetta che va dal -14% al -22% rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso. E' quanto emerge da una ricerca del Centro studi Casa.it, che ha preso in esame l'andamento della domanda e dell'offerta e l'andamneto dei prezzi degli ultimi 12 mesi (luglio 2012-luglio 2013). Il mercato ha dato segnali piu' positivi relativamente ai dati delle maggiori citta' italiane, dove gli scambi hanno piu' vivacita', soprattutto nei quartieri emergenti. A Milano sono emersi segnali di tamponamento dell'emorragia delle compravendite (-11% da -25% II sem 2012). Il processo di ridefinizione dei prezzi tuttavia continua e le quotazioni delle abitazioni offerte oggi hanno subito un calo medio del 3,7% rispetto a inizio 2013. A Roma il mercato nel centro storico fa segnare note positive e la ricerca ha rilevato scambi in crescita anche nei quartieri periferici piu' vicini alle aree della metropolitana. A Torino la domanda tende a stagnare anche nelle zone centrali, nonostante il ribasso del 6% dei prezzi di vendita dell'ultimo anno. Alla fine del 2012 Torino e' risultata la citta' in cui gli scambi (-22,3%) sono stati migliori rispetto agli altri grandi capoluoghi, dove le flessioni delle compravendite sono state superiori ai 23 punti percentuale. A fine anno per il capoluogo piemontese le riduzioni medie dovrebbero assestarsi tra il -6% e il -10% annuo.
martedì 30 luglio 2013
lunedì 29 luglio 2013
Istat: a luglio sale la fiducia delle imprese Per il settore costruzioni l'indicatore sale da 71,1 di giugno a 76,5 29 (ANSA)
(ANSA) - ROMA, 29 LUG - A luglio la fiducia delle imprese italiane segna un aumento, con l'indice che sale a 79,6 da 74,6 di giugno. Lo rileva l'Istat, sottolineando come si registrino miglioramenti su tutti i settori economici. In particolare la fiducia per le aziende manifatturiere raggiunge il livello più alto dal novembre del 2011.Infatti, fa sapere sempre l'Istat, l'indice di fiducia delle imprese manifatturiere passa da 90,5 di giugno a 91,7, con un rasserenamento del clima che riguarda sia i giudizi sugli ordini che le attese di produzione. Quanto alle costruzioni, l'indicatore sale da 71,1 di giugno a 76,5, con miglioramenti anche per le aspettative sull'occupazione. Sempre in crescita risultano sia la fiducia per le imprese dei servizi di mercato (da 70,7 a 75,6) sia del commercio al dettaglio (da 80,9 a 82,1), dove però è solo la distribuzione tradizionale a spingere la fiducia, invece in calo nella grande distribuzione. (ANSA).
Le Agenzie Immobiliari e il percorso d'acquisto - Nicola Bello Affiliato Retecasa Treviso Ovest
Chiariamo subito un concetto:
dare un buon servizio è cosa diversa dall’offrire al cliente un ventaglio di
bevande e infusi da far invidia a una sala da tè, o fargli trovare eleganti riviste
nella zona d’attesa. Sono cose utili, certo, ma che potrebbero non bastare a
togliere nell’acquirente la fastidiosa sensazione di aver pagato decisamente
troppo per ciò che gli viene fornito.
L'asticella della soddisfazione
si è alzata, e la vecchia definizione di agente immobiliare come “mediatore che
mette in relazione due parti per la conclusione di un affare” è superata dalle attese
dei clienti. Individuare una casa che piaccia in fondo è semplice, acquistarla serenamente
lo è molto meno, e questa è la sfida per chi fa il nostro mestiere oggi:
passare da mediatore a consulente professionale capace di lavorare in team,
diventare un facilitatore e una guida che conduca le parti fino al rogito notarile,
individuando il percorso migliore, schivando le trappole, superando gli
ostacoli che si possono incontrare lungo il cammino.
Ecco di seguito alcuni degli
elementi che, se praticati, forniscono un grande valore aggiunto agli
acquirenti che si rivolgono a un'agenzia immobiliare:
− La ricerca mirata: inquadrare col cliente i principali
parametri della richiesta accorcia il tempo necessario a trovare l'immobile
giusto. La capacità di lavorare “in rete”, collaborando con altre agenzie
qualificate, permette di avere un solo referente e un ampio ventaglio di
scelta.
− La definizione della spesa: un colloquio con un consulente
creditizio all'inizio della ricerca consente di definire con precisione il
passo economico da affrontare, e permette al cliente di avere molte probabilità
di ottenere il mutuo necessario all'acquisto.
− La realistica indicazione del
prezzo di un immobile: le agenzie immobiliari più
attente propongono in vendita soluzioni in linea con la propria valutazione, tralasciando quelle che presentano richieste troppo esose da parte dei proprietari.
− La regolarità
urbanistico/edilizia: non tutti sanno che un immobile dev'essere
acquistato in regola sia da un punto di vista catastale che progettuale.
Tecnici specializzati possono accertare che sia effettivamente così prima che una
persona acquisti una casa.
− La valutazione ipotecaria: le migliori agenzie immobiliari
collaborano con studi notarili per verificare la bontà di un acquisto sin dal momento
della compilazione della proposta.
Queste sono alcune delle azioni
volte a semplificare, chiarire e rendere sereno il percorso d'acquisto. E
questo è il senso di quel che si chiama “servizio al cliente”. Poi vengono il marketing,
i piani di promozione, la capacità di negoziare, gli strumenti tecnologici;
tutti elementi importanti ma inutili se non trattiamo ogni cliente come
vorremmo essere trattati noi se fossimo al suo posto.
Affiliato Retecasa
Treviso Ovest
domenica 28 luglio 2013
Imu, tutti pensano alla prima casa Ma la seconda è tartassata (quotidiano.net)
NON C’È solo l’abitazione principale. Nella furia delle polemiche e delle promesse politiche sull’Imu qualcuno ha dimenticato che esiste una categorie di immobili che continua a pagare. E, in base alle regole dell’imposta in vigore dallo scorso anno, pagherà anche parecchio. Perché, rispetto alla vecchia Ici, le possibilità di svicolare ...
NON C’È solo l’abitazione principale. Nella furia delle polemiche e delle promesse politiche sull’Imu qualcuno ha dimenticato che esiste una categorie di immobili che continua a pagare. E, in base alle regole dell’imposta in vigore dallo scorso anno, pagherà anche parecchio. Perché, rispetto alla vecchia Ici, le possibilità di svicolare dalla morsa del fisco è ridotta quasi a zero. E la morsa dei Comuni rischia di stringersi con forza sempre maggiore.
IL CONCETTO di abitazione principale è molto diverso da quello di prima casa, utilizzato prima di entrare nell’era dell’imposta municipale unica. L’Ici, infatti, aveva maglie piuttosto larghe, nelle quali molti si infilavano per pagare di meno. Era sufficiente provare in qualsiasi modo la presenza nell’abitazione e il gioco era fatto: ad esempio, bastava l’allaccio delle utenze. Con l’Imu la questione cambia. Bisogna avere non solo la dimora abituale nell’immobile, ma anche la residenza anagrafica. Senza la registrazione presso gli uffici del Comune, facilissima da verificare per l’amministrazione, non ci sono speranze e si ricade irrimediabilmente nel perimetro delle seconde case. Che, come è facile capire, sono molto aumentate con le nuove regole.
Ma non finisce qui. Anche le unità immobiliari contigue vengono stangate. Fino a qualche anno fa, anche se risultavano censiti in catasto separatamente, gli appartamenti vicini di uno stesso proprietario venivano considerati un’abitazione unica. Adesso, invece, se non c’è l’unità catastale, per legge l’immobile diventa seconda casa. Anche se si trova a un pianerottolo di distanza da quella principale.
ANCORA, per estendere il regime agevolato dall’abitazione principale alle pertinenze bisogna rispettare diversi paletti. La proprietà dei due beni deve coincidere e, soprattutto, si potrà ottenere solo uno sgravio per categoria catastale: i proprietari di due garage, allora, pagheranno sul secondo la stessa aliquota di una casa al mare. Di regola, poi, sono considerate seconde case quelle dei residenti all’estero e dei ricoverati in strutture di lungodegenza. Anche se, in questi due casi, alle amministrazioni è lasciata la possibilità di prevedere eccezioni. Solitamente ai ricoverati viene riservato un trattamento di favore.
RESTA DA DIRE quanto pagano in più le seconde case. L’abitazione principale ha un’aliquota base del 4 per mille, ritoccabile del 2 per mille dalle amministrazioni, e un sistema di detrazioni che la ammorbidisce. La seconda, invece, paga il 7,6 per mille, che può salire fino al 10,6 per mille o scendere al 4,6. Nel 2012 questo ha significato un versamento medio di 818 euro con un gettito di 7,9 miliardi di euro complessivi pagati da sette milioni di contribuenti.
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