domenica 8 settembre 2013

Usa: respinte offerte, Empire State Building a Wall Street Famiglia Malkin boccia proposte acquisto, avanti con ipo (ANSA)

(ANSA) - NEW YORK, 7 SET - L'Empire State Building andra' a Wall Street. Dopo un'attenta revisione delle proposte di acquisto ricevute, la famiglia Malkin, che gestisce il grattacielo simbolo di New York, ha deciso che e' nel miglior interesse degli investitori procedere con l'initial public offering. Lo comunica la stessa famiglia Malkin, che intende cosi' andare avanti con il progetto iniziale, ovvero far confluire l'Empire State Building in un fondo con altre proprieta' immobiliari, per poi quotarlo. (ANSA).

Usa: Ny 'superstiziosa', no a 13mo piano, da 12 si va a 14 Alcuni aboliscono anche il 4, numero sfortunato in Cina (ANSA)

(ANSA) - NEW YORK, 7 SET - New York dice no al 13esimo piano: solo il 5% dei grattacieli ce l'ha, negli altri si passa dal 12 al 14. E anche se molti studi accademici mostrano come la maggioranza dei newyorkesi non crede al fatto che il 13 porti sfortuna e si dichiari non superstiziosa, i costruttori non rischiano, cosi' come i potenziali acquirenti.    


Il trend del 'no' al 13esimo piano affonda le sue radici negli anni: nel 1970 in un edificio residenziale di Miami il 13esimo piano non e' stato venduto e nessuno e' andato a vederne gli appartamenti, fino a che non e' stato 'ribattezzato' 14esimo piano sei mesi piu' tardi. A New York i pochi palazzi che hanno il 13esimo piano sono - secondo gli agenti immobiliari - quelli che vendono piu' lentamente, e il 13esimo piano per ultimo e con difficolta'. "Se anche c'e' solo un 1% di rischio che qualcuno possa non essere interessato al 13esimo piano, perche' correrlo? E' solo un cambio di numero. Inoltre passando dal 12 al 14 - afferma Kevin Maloney, di Property Markets Group - si acquista un piano in piu', il palazzo e' cosi' piu' alto e per New York e' importante". La superstizione del 13 ormai vive da sola, e difficilmente cambieranno le cose. Anzi, molti costruttori stanno dicendo addio al quarto piano: il 4 e' il numero sfortunato secondo la cultura cinese.(ANSA).

Buyers russi alla Spezia, questione di potenziali investimenti immobiliari - cittadellaspezia.com

La Spezia - Nonostante un calo delle compravendite in Liguria del 48% in 8 anni ed il mercato immobiliare che a stento riesce a tirare avanti, ecco un’iniziativa di I.R.A. – Italian Russian Association che va controcorrente. Sono 45 buyers russi che l’associazione guidata da Paolo Bellini, Presidente Nazionale ANAMA Confesercenti, porta alla Spezia per un incontro con gli operatori spezzini e liguri, al fine di far nascere degli affari. 
“Non vogliamo rassegnarci alla crisi”, afferma Bellini, “e, quindi, ci siamo impegnati a favorire l’incontro tra gli investitori russi e le agenzie immobiliari italiane”. “In particolare”, ribadisce il Presidente IRA, “abbiamo voluto toccare nel nostro tour la Liguria, con l’area di Levante, così vicina alla Toscana, ma comunque ricca di bellezze naturali, di storia, e di tradizioni che ne fanno una zona di forte attrattiva per l’investitore russo delle nuove generazioni”.
Dal 15 al 22 settembre l’IRA – Italian Russian Association guida la delegazione di operatori russi che incontreranno le realtà italiane di settore nel Nord Italia. I territori toccati sono: Pisa, il Lago di Garda, le colline veronesi, Venezia, l’isola di Albarella e La Spezia, appunto, considerata, con Porto Venere e le Cinque Terre, un gioiello territoriale da far conoscere ai russi.
L’incontro nella città spezzina avverrà, non nelle austere sale della politica o delle istituzioni, ma presso una struttura ricettiva che ha messo a disposizione i locali e l’accoglienza degli ospiti russi. Infatti il tour IRA di settembre (dal 15 al 22 settembre p.v.) è sostenuto esclusivamente dalle sponsorizzazioni e dai contributi dati dalle aziende e dai soci IRA. Gli Enti pubblici, seppur sollecitati, non hanno risposto concretamente all’appello, lasciando il peso organizzativo ed economico tutto in capo alle imprese. 
“Siamo convinti”, affermano in IRA, “che solo la volontà degli operatori potrà far uscire l’Italia, e quindi anche la Liguria, dal torpore economico in cui giace. Inutile attendere sostegni da chi non vive direttamente le problematiche che attanagliano il settore immobiliare. Ciò che conta è unirsi, favorendo iniziative come la nostra, che vanno nel concreto. L’obiettivo è investire in accoglienza, affinché gli acquirenti russi possano toccare con mano le realtà immobiliari italiane e vivere a contatto con un’Italia accogliente e desiderosa di fare affari con loro”. 
IRA nasce nel 2008 per volontà dell’ANAMA (www.anama.it) l’associazione delle agenzie immobiliari della Confesercenti, e rappresenta una delle realtà più autorevoli nel settore delle relazioni fra l’Italia e la Russia. Ha sede a Roma e a Mosca, con un Centro Servizi molto attivo e dinamico, che organizza e gestisce un numero considerevole di iniziative sia in Italia sia in Russia. I risultati parlano chiaro: sono centinaia gli operatori italiani coinvolti in questi sei anni di attività, e molti gli affari conclusi grazie alla volontà di IRA e dei suoi operatori. 

Informazione per italiani all’estero? Filosa: ‘ItaliaChiamaItalia è ilnumero uno’



Ricky Filosa è un giornalista italiano, da oltre 15 anni residente nella Repubblica Dominicana. Negli ultimi anni – per lavoro – vive fra Santo Domingo e Roma. Nel 2006 ha fondato Italiachiamaitalia.it, un quotidiano online che si occupa di attualità, approfondimento politico, economia, sport, salute e molto altro. Ma soprattutto, di italiani residenti all’estero. Sì, è proprio questo il focus e la particolarità di ItaliaChiamaItalia (www.italiachiamaitalia.it), un giornale online all news che ha fra le sue sezioni quella dedicata agli italiani nel mondo e a tutto ciò che li riguarda.

Abbiamo contattato Filosa telefonicamente per rivolgergli alcune domande. Prima di tutto, gli abbiamo chiesto di spiegarci cos’è ItaliaChiamaItalia e perché è nato: “ItaliaChiamaItalia – ci racconta il giornalista - nasce nel 2006 da un’idea di un gruppo di amici, tutti italiani residenti all’estero. Nel 2006, per la prima volta, entrarono nel parlamento italiano 18 rappresentanti degli italiani all’estero: insomma, la politica dedicata agli italiani nel mondo cominciava a fare sul serio. Almeno, questa era la speranza. Dunque, il nostro quotidiano online, da piccolo progetto editoriale, è diventato col passare degli anni una grande realtà, sia in Italia che oltre confine. Non penso di esagerare quando dico che per ciò che riguarda l’informazione dedicata agli italiani all’estero, ItaliaChiamaItalia è il numero uno: non fosse altro per il fatto che siamo online 365 giorni l’anno, senza pause, e senza un centesimo di contributo pubblico”.

Come fate ad andare avanti, dunque? Dove prendete le risorse?

“Il nostro, al 99,9%, è puro volontariato. Alcuni affezionati lettori ci sostengono con piccole donazioni, ma sono poca cosa, comunque importante per noi. Sono poche anche le sponsorizzazioni… Fino ad oggi, ho sempre pensato io a coprire i costi della nostra attività editoriale: ricevevo risorse da altre attività e con parte di quelle riuscivo a mandare avanti il giornale. Ora, però, le cose non stanno più così. Dunque, la verità è che con ItaliaChiamaItalia non si guadagna. Ma si offre un servizio agli italiani all’estero, e spesso attraverso il nostro giornale riusciamo ad aprire porte che altrimenti sarebbero rimaste chiuse, con ogni probabilità. Detto questo, quello attuale è un periodo difficilissimo per noi: se non riusciremo a trovare in qualche modo delle entrate, per la prima volta in otto anni rischiamo davvero di chiudere”.

Possibile non riusciate ad andare avanti, proprio voi, che siete in contatto con deputati e senatori ogni giorno? I parlamentari, la politica, non vi sostiene, non vi aiuta?

“I politici pensano sempre e solo a se stessi. E al proprio portafoglio. Più hanno e meno sono disposti a dare. E quando ti tendono una mano, poi pretendono il braccio. Per fortuna, fra i tanti politici inutili e schiavi del denaro e della propria presunzione, c’è qualcuno che ci è amico e che nel momento del bisogno ci ha ridato ossigeno. Ma fino a quando si potrà andare avanti così, fra continui alti e bassi? Dovete pensare che dietro a ItaliaChiamaItalia c’è una squadra di giovani che dedica la maggior parte del proprio tempo al giornale: se il giornale non consente loro di vivere, prima o poi sceglieranno di fare altro. E il nostro progetto sarà destinato a scomparire”.

Sarebbe davvero un peccato…

“Lo so. Per questo, fino all’ultimo, mi batterò perché questo non accada. Farò e faremo di tutto per trovare risorse che ci consentano di andare avanti. Gettare al vento quasi dieci anni di lavoro sarebbe un sacrilegio. Soprattutto, per migliaia di italiani che ci seguono, ai quali verrebbe a mancare un servizio puntuale, libero, indipendente. Verrebbe a mancare un punto di riferimento che negli anni ha dato voce a moltissimi italiani all’estero, di ogni schieramento politico, di ogni colore, estrazione sociale, condizione economica, dalle Americhe all’Australia. Ripeto, farò e faremo di tutto per evitare di affondare”.

Vi facciamo un grosso in bocca al lupo. Cambiando tema, parlaci della Repubblica Dominicana, dove vivi da molti anni.

“E’ un Paese splendido, benedetto da Dio per le sue bellezze naturali, le sue coste, le spiagge, il mare azzurro cristallino. E per il suo popolo, i dominicani, gente calda e felice dentro. Occhio, però: la Repubblica Dominicana è piena di contraddizioni, dunque è un Paese che bisogna saper vivere nel modo giusto, altrimenti si rischia di diventarne prima schiavi e poi vittime”.

Consiglieresti a un italiano di andare a vivere nella RD, oggi? Gli consiglieresti di investire lì?

“Prima di tutto, suggerirei a chi fosse interessato a trasferirsi nella Repubblica Dominicana, di andare a visitarla, per rendersi conto con i propri occhi di ciò che può offrire, delle luci e delle ombre da considerare prima di decidere; come in tutte le realtà di forte impatto turistico, occorre sapersi destreggiare. Se poi l'investimento riguardasse attività imprenditoriali consiglio di informarsi sulla legislazione del settore e sulle eventuali difficoltà per le pratiche burocratiche, magari chiedendo il supporto di qualche società di servizi italiana già attiva sul territorio. Posso dire che io in tanti anni mi sono sempre trovato bene, per me alcune zone dell’isola rappresentano un vero e proprio paradiso terrestre. Devo anche aggiungere, però, che nella RD ho anche lavorato, e non è stato facile, perché la mentalità del dominicano è molto diversa dalla nostra e occorre tempo per capirla. Provare per credere, se ve la sentite”.

Noi ci occupiamo di immobili all’estero: vale la pena comprare a Santo Domingo? 

“Sì, vale la pena. Con i soldi che dovresti sborsare a Roma per comprare un box auto in centro, lì ti compri un bell’appartamento. Investimenti immobiliari interessanti se ne possono fare, nella RD, sempre valutando attentamente con chi si entra in affari e da chi si compra”.

USA: mercato immobiliare +12% - infobuilt.it

L’edizione di luglio 2013 del report del Mercato Immobiliare USA, su 52 aree metropolitane include qualsiasi tipologia di immobile residenziale.
Stilata da RE/MAX Italia, a giugno segna il 17° mese consecutivo in cui sia le vendite che i prezzi delle case sono stati più elevati  rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il prezzo mediano delle case vendute nel mese di giugno è stato di 193.750 dollari, che è del 12.6% superiore al prezzo medio di giugno dello scorso anno. Il National Housing Report stilato da RE/MAX sulla base dei dati raccolti in 52 aree metropolitane, ha anche riscontrato che le vendite di case nel mese di giugno sono state del 4.1% più elevate rispetto alle vendite nel mese di giugno nel 2012. La ripresa immobiliare, che è iniziata nel 2012, continua a produrre un aumento significativo dei prezzi delle case e del numero di vendite, mentre il numero di case in vendita rimane molto più basso di un anno fa, nella percentuale del 23.9%  più basso rispetto giugno 2012.
“Le vendite estive sono tradizionalmente le più forti dell’anno, ma quest’anno stiamo assistendo ad un ritmo incalzante di due cifre percentuali superiori alla scorsa estate. Anche dopo la recessione, l’interesse a diventare proprietari di abitazioni rimane molto elevato. Bassi tassi di interesse sui mutui e prezzi attraenti stanno creando le migliori opportunità viste negli ultimi anni” –  ha dichiarato Margaret Kelly, CEO di RE/MAX, LLC.
Una scarsa offerta di case si traduce in prezzi più elevati, ma rende più difficile per gli acquirenti trovare la casa dei loro sogni. Al ritmo attuale di vendita, il numero di mesi per esaurire l’intero inventario di case invendute è solo di 3.9, rendendo il mercato più favorevole ai venditori.
Nel 1° trimestre, gli immobili di oltre 800.000 proprietari hanno riacquistato un po’ di valore, rendendo i proprietari più fiduciosi nel mettere in vendita la loro casa sul mercato, il che dovrebbe dare manforte al basso numero di case in vendita.
TRANSAZIONI MEDIE SU BASE ANNUAIl report di giugno mostra una diminuzione nel numero di transazioni chiuse pari al 4.3%, ma nel contempo un aumento del 4.1% delle vendite di giugno. Ciò fa di giugno il 24° mese consecutivo in cui si riportano vendite più elevate rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
In questo periodo si continua a registrare un numero in crescita di vendite rispetto all’inversione di tendenza del 2012. Delle 52 aree metropolitane statunitensi prese in esame, 31 hanno registrato vendite più elevate di giugno e 13 aumenti a doppia cifra tra cui: Albuquerque, NM +42.9%, Providence, RI +25.3%, Chicago, IL +20.7%, Charlotte, NC +19.6%, Baltimore, MD +18.0%, Raleigh & Durham, NC +17.4%.
PREZZI DI VENDITA SU BASE ANNUAPer tutte le case vendute a giugno, il prezzo mediano è stato di 193.750 dollari, che è stato del 5,0% superiore alla media registrata a maggio e del 12.6% più alto rispetto al prezzo nel giugno 2012. Giugno segna il 17° mese consecutivo in cui il prezzo è stato superiore a quello registrato lo stesso mese l’anno precedente. Con un’alta domanda da parte degli acquirenti e una bassa disponibilità di case sul mercato, si prevede che i prezzi degli immobili rimarranno significativamente più alti rispetto al 2012. Delle 52 aree metropolitane esaminate a giugno solo una ha visto una caduta dei prezzi, stiamo parlando di Albuquerque con – 4.2%. In ogni caso 30 delle altre aree hanno mantenuto una crescita a doppia cifra.
Detroit, MI +47.9%
Atlanta, GA +43.1%
Las Vegas, NV +33.3%
San Francisco, CA +31.0%
Los Angeles, CA +29.1%
Miami, FL +25.8%
GIORNI MEDI SUL MERCATOPer tutte le case vendute a giugno, la media dei giorni sul mercato era solo di 65. Questo dato è di 5 giorni inferiore alla media vista nel mese di maggio ed è stata di 19 giorni inferiore rispetto alla media di giugno 2012 con 84. La media di 65 giorni di  giugno è la più bassa degli ultimi 12 mesi. Una media bassa di giorni sul mercato è il risultato diretto di poche case in vendita e una domanda elevata da parte degli acquirenti. La media di giorni in cui un’abitazione resta sul mercato prima di essere venduta rimane bassa a causa di una disponibilità globale di immobili ridotta.
I giorni sul mercato sono il numero medio di giorni che intercorre dalla presa di incarico alla firma del contratto.
INVENTARIO MENSILE  – Media delle 52 Aree MetropolitaneIl numero di case in vendita a giugno è stato più basso del 2.3% rispetto a maggio e del 23.9% rispetto a giugno 2012.  Con basse perdite percentuali e con 18 aree metropolitane che riportano aumenti nell’inventario da maggio, il problema della poca disponibilità di immobili dovrebbe tendere verso un cambio di tendenza. Delle 52 aree metropolitane nel sondaggio giugno, 49 riportano livelli più bassi rispetto allo scorso anno: San Francisco, CA 1.2, Denver, CO 1.6, Los Angeles, CA 1.7, Phoenix, AZ 1.9, San Diego, CA, 2.0 ,Seattle, WA 2.1, Washington, DC 2.1.
L’analisi dell’inventario mensile indica quanti mesi sarebbero necessari per vendere tutte le case in vendita sul mercato al tasso di vendita corrente; un mercato  equilibrato si stabilizza sui 6 mesi. I dati MLS ricavati dalle Agenzie RE/MAX sono di proprietà di ogni organizzazione MLS locale e vengono costantemente aggiornati ed elaborati per garantirne la massima accuratezza.