lunedì 16 settembre 2013

GOLF PEOPLE REAL ESTATE - Sii viaggiare.....


REAL ESTATE. Sii Viaggiare…

Monday, September 16, 2013


Sii Viaggiare… evitando le buche più dure cantava un’indimenticabile Lucio Battisti.




Mi capita spesso, molto spesso, di accompagnare i clienti interessati ad acquistare immobili in Florida nella bellissima Miami.




Ogni volta ripercorro con loro la strada che da Miami va a Key West e che, per eccellenza e antonomasia, rappresenta per me il titolo della canzone di Lucio Battisti.




La “overseas highway US 1” – circa km 260 –


collega Miami a Key West passando per 
Key Largo, Islamorada, Marathon, Big Pine percorrendo una fantastica strada “letteralmente in mezzo al mare” che collega parte delle 1700 isole denominate Florida keys…..




Dopo aver visitato casa dove dal 1931 per 10 anni ha vissuto 
Ernest Hemingway, The Mel Fisher Maritime Museum
, la foto di rito al Southernmost Point,




la sera ci rilassiamo finalmente cenando nel porticciolo parlando di … immobili.




Dalle normative regolanti il mercato immobiliare statunitense dovremmo tutti – noi agenti immobiliari, chi ci governa e i clienti – imparare molto. La trasparenza e la tutela per il cliente (l’acquirente) sono in assoluto i due punti cardine. Tramite la consultazione di un apposito database (MLS) gli agenti immobiliari hanno la possibilità di consultare tutte, ma veramente tutte, le informazioni e “la storia” di ogni immobile. Si potrà sapere nome dei precedenti proprietari, prezzo delle precedenti transazioni, costo delle tasse annuali, delle spese condominiali ed eventuali gravami.


Vi sembra poco?


Nel momento i cui poi deciderete di acquistare l’immobile il versamento di acconti e saldo non andrà nelle tasche del venditore ma transiterà attraverso l’escrow account. Solamente in occasione del trasferimento di proprietà e previa verifica degli avvocati che tutti i documenti siano in ordine, la somma verrà svincolata e trasferita a favore del venditore.


Anche questo vi sembra poco?


Trasparenza e tutela per gli acquirenti sono le parole d’ordine del processo di sviluppo – iniziato da poco ma che già sta dando ottimi frutti – del mercato immobiliare in Repubblica Dominicana.




L’italiano sta conoscendo solo ora le reali opportunità che il mercato immobiliare della meravigliosa isola caraibica offre all’insegna della trasparenza e tutela e mi sto personalmente impegnando affinché ciò avvenga.




Lo ripeterò fino a rimanere senza voce, o senza inchiostro, che la procedura di acquisto di immobili nostro tramite avverrà all’interno del Consolato Generale della Repubblica Dominicana di Milano il quale sovraintenderà, previe verifiche sull’immobile, a che le procedure vengano rispettate pedissequamente.


Vi sembra poco?


Con non poca fatica siamo riusciti inoltre a convincere buona parte dei costruttori-sviluppatori (credetemi non è facile dove non è imposto dalla legge) ad utilizzare l’Escrow Account…




Anche questa, credetemi, una grandissima soddisfazione.




Sono certo – e ogni giorno me rendo conto – che proporre immobili all’estero con questo tipo di approccio consentirà anche all’italiano, normalmente non abituato all’acquisto oltre confine, di avvicinarsi a questo tipo di investimento sicuramente più redditizio di quello sul suolo nazionale.


Al prossimo appuntamento.
Gianluca Santacatterina
mob ph +39 348.4513200

Immobiliare italiano rischia di collassare - wallstreetitalia.com

Gli investimenti nel settore avvantaggiati da una bolla. Malgrado il calo dei prezzi, i 30-40enni non acquistano più casa.

ROMA (WSI) - Tutti sono preoccupati per il settore immobiliare in Spagna, ma il calo del mercato italiano dovrebbe fare altrettanto paura. Come ha sottolineato Bloomberg, a Roma non si vedono segnali di un miglioramento, con la fase di deterioramento dei prezzi che prosegue senza interruzione e viene affiancata dalla carenza di operazioni di acquisto.

Nonostante la svalutazione delle proprieta' immobiliari, le cifre sulle vendite di case restano deprimenti. Le persone di eta' compresa tra i 30 e i 40 anni non comprano piu' e sara' cosi' fino alla fine del decennio. 

Come si vede nel grafico allegato, le operazioni di acquisto di una casa hanno avuto un andamento strettamente correlato a quanto ha fatto questa fetta specifica della popolazione, solitamente la piu' attiva nell'immobiliare. 

La contrazione è stata di oltre 1 milione di persone dal 2005 a oggi (e calera' a 8,5 milioni entro il 2020). Nel frattempo i prezzi continuano ad abbassarsi. Certamente, come e' normale che accada, le autorita' sottolineano che il ribasso del valore degli immmobili non fara' che spingere i 30-40enni ad accendere un mutuo o comprare un immobile. Ma questo concetto si scontra con iltrend demografico lungo dieci anni

Sul fronte dei prezzi, in realta', se da un alto a livello nazionale il prezzo medio degli immobiliin vendita è diminuito del 3,2% su base annua (da giugno 2012 a giugno 2013), la contrazione dello 0,6% nella prima parte dell'anno porta a leggere con meno apprensione del solito i dati sul mattone. Detto questo, dire che l'Europa e l'Italia sono in ripresa pare assolutamente un azzardo.

Lavoce.info ha studiato l'andamento del settore immobiliare negli ultimi decenni, focalizzando l'attenzione sui fattori che hanno favorito nel tempo il settore edilizio, ovvero sui motivi che spingevano i costruttori a edificare nuove abitazioni. C'era una reale domanda di immobili, un reale desiderio di comprare casa con un finanziamento a lungo termine? La risposta è no: sembra piuttosto che ci sia stata un'enorme bolla molto duratura, i cui effetti sono andati ben oltre la semplice crisi del settore.

I continui investimenti sul mattone hanno fatto sì che in Italia gli impieghi bancari fossero decisamente più sbilanciati verso le costruzioni che non sull'industria. Il fenomeno è ovviamente più visibile, secondo l'analisi, nel periodo dell'ultima bolla immobiliare degli anni 2000, ma la tendenza si manifestava già molto prima.

La Gran Bretagna rischia lo scoppio di una bolla immobiliare - lastampa.it

Il rischio è quello di una bolla immobiliare. E' quanto emerge da un report stilato dal Royal Institution of Chartered Surveyors ed inoltrato alla Bank of Englad. Secondo gli esperti del RICS infatti, la BOJ dovrebbe cercare di arginare l'inflazione annuale sui prezzi delle abitazioni, perché in caso contrario vi sarebbe il rischio concreto che scoppi una bolla immobiliare. Per il RICS la BOJ dovrebbe applicare quanto prima il nuovo codice normativo ed imporre un tetto del 5% come limite per l'incremento del prezzo delle case. Londra ha da poco annunciato il settimo mese consecutivo d'incremento dei prezzi delle case, saliti nel mese di agosto dello 0,4%. Un andamento rialzista quello del mercato immobiliare inglese determinato dalle decisioni prese dal Governo, che dal luglio 2012 ha elaborato una politica volta a facilitare i mutui attraverso il Funding for Lending, l'accesso ai fondi della BOJ a basso costo per le banche che agevolano i mutui. E' stata inoltre introdotta la Help of Buy, l'aiuto diretto ai mutui; tutte misure che hanno dato origine ad un mercato fortemente squilibrato, e creato un divario fra Londra ed il resto del Paese, con la capitale considerata un bene rifugio per grandi capitale stranierei in cerca di investimenti sicuri. Ma la Gran Bretagna non è l'unico Paese a rischiare lo scoppio di una bolla immobiliare. Il Fondo Monetario Internazionale ha lanciato l'allarme sulla Norvegia, dove la sopravalutazione delle case tocca il 40% e al confine tra Occidente ed Oriente c'è la Turchia, protagonista di un forte sviluppo delle infrastrutture e dell'apertura ai finanziamenti internazionali. L'edilizia ad Istanbul è cresciuta in modo esponenziale ma la compravendita di abitazioni sta diminuendo ed il livello d'indebitamento dei turchi ha toccato livelli record. Tutti elementi che fanno concorrere la Turchia alla "gara" per lo scoppio di una bolla immobiliare.

Immobili di lusso: chi compra in Italia? di Michael Vittori - mondoliberoonline.it

Il portale onlinewww.Luxforsale.it ha recentemente pubblicato uno studio relativo al mercato immobiliare del lusso.
La fonte, specializzata nelle promozione di immobili di grande pregio, ha così evidenziato che – pare – siano gli americani i principali acquirenti di beni immobili di prestigio all’interno dei confini italiani.
Innanzitutto le regioni italiane che vanno distinguendosi per avere il maggior numero di immobili di lusso sonoLiguria e ovviamente Toscana dove l’offerta di casali e ville in vendita a Castelfalfi, Poppi, Barga, Suvereto per citarne alcuni può contare su un patrimonio, quello di borghi e villaggi medievali, senza pari. Esattamente come nel 2012 le due regioni rappresentano rispettivamente il 19,03% e il 15,96% delle proposte.
Il terzo posto va alla Lombardia con il 9,89% delle proposte, immediatamente pedinata dalla Sicilia, Lazio, Sardegna, Puglia e infine il Veneto.
In Italia le regioni con meno proposte relative a immobili di prestigio sono la Basilicata con lo 0,06%, la Valle d’Aosta con lo 0,22%, la Calabria con lo 0,31% e il Molise con lo 0,47% delle proposte immobiliari.
Dove si trovano esattamente le case lussuose? In Italia è semplice: il primo posto indiscusso va alle località marittime (35,71%), località paesane (33,46%) e al terzo posto le aree cittadine (20,88%).
Quanto costano però queste case di grande prestigio? Secondo Luxforsale.it il 32% circa delle case ha un prezzo di vendita inferiore ai 750.000 euro, il 26,24% un prezzo invece fra i 750 mila e 1 milione e 250 mila euro. Il 24,39% invece presenta un costo finale tra 1 milione e 250 mila e i (vertiginosi) 2,5 milioni di euro.

Luxforsale.it propone anche un dato molto interessante e cioè la tipologia di casa di lusso che più di frequente viene acquistata. Ebbene, si tratta del castello, seguito dal classico e cittadino attico, infine il casale.
Gli acquirenti italiani provengono per lo più da grandi centri urbani, così indica Luxforsale.it.
Bologna, Milano, Roma, Napoli, Torino, Venezia, Firenze sono le città da cui nasce maggiormente l’interesse per acquisti di una certa portata.
Da questa ricerca emerge un altro dato interessante: la provenienza geografica degli acquirenti stranieri di case di lusso. Questa infatti si sta modificando portando gli americani in testa al gruppo. Il 41,52% degli acquisti in Italia avviene da parte di cittadini USA, che con un grande distacco si separa dalla Svizzera (10,76%) e dalla Francia (6,27%).
Il periodo immobiliare italiano sembra trovarsi di fronte ad un forte cambiamento: gli italiani comprano sempre meno a causa della morsa fiscale e crescono invece gli investitori stranieri d’oltreoceano.
Ciò che è certo è che il prezzi italiani sono più vantaggiosi rispetto agli ultimi anni e chi vende si trova in una situazione di oligopolio, avendo pochissima concorrenza. E poi, un bene immobile di lusso in Italia come potrebbe non allettare uno straniero?

L'uomo che ha messo un aereo nella villa E ora ci paga l'Imu sopra di Andrea Pasqualetto - corriere.it



FONTANAFREDDA (Pordenone) - Era il giugno del 1981, Giovanni Spadolini stava formando il nuovo governo, la lira precipitava sui mercati internazionali e la signora Amelia, moglie dell’impresario Rino De Marco, tirava il suo primo urlo: «Rinooo! L’è massa gross!».

UN ENORME GIOCATTOLO-Troppo grosso per il giardino, per il paese, per tutto. Quel giorno il creativo signor Rino era infatti tornato a casa con una sorpresa più ingombrante del solito: un aereo di linea dell'Alitalia. Proprio così, un Caravelle da 105 posti ancora perfettamente funzionante. Lui vedeva realizzarsi il sogno di una vita, lei del sogno notava soprattutto le dimensioni: 31 metri di lunghezza, 9 di altezza, 40 tonnellate di peso. Gigantesco. De Marco lo piazzò nel suo giardino di Fontanafredda, fra i campi di mais della pianura pordenonese ai piedi del Piancavallo, e lì rimase per sempre, imponente e tricolore come un enorme giocattolo. La cronaca dell’epoca si ferma alla bizzarra idea di De Marco, che allora aveva 44 anni, due figli e del velivolo avrebbe voluto fare un ristorante o una gelateria da collegare a una casetta in calcestruzzo che in parte ha costruito.
Pordenone: l'aereo Alitalia nel giardino 
Pordenone: l'aereo Alitalia nel giardino
    
Pordenone: l'aereo Alitalia nel giardino
    
Pordenone: l'aereo Alitalia nel giardino
    
Pordenone: l'aereo Alitalia nel giardino
   
Pordenone: l'aereo Alitalia nel giardino
L'IDEA IMPRENDITORIALE-La cronaca di oggi racconta invece un altro fatto curioso: sul terreno che rese edificabile per l’aereo, il settantaseienne imprenditore, titolare negli anni ruggenti di quattro imprese edilizie per 200 dipendenti, ci paga l’Imu: «Adesso l’Imu, prima l’Ici, una volta la Bucalossi. Tutto per l’aereo. Quest’anno mi sembra mille euro, ma di queste cose sa tutto Amelia. Ameliaaa!». La signora esce cupa dalla cucina: «Lassa star, Rino, lassa star che mi dà fastidio… 1208 euro». E richiude. De Marco è più loquace della moglie e mentre parla ti mostra i progetti e le cartelle delle imposte, partendo dall’anno 1983: «Guarda qua: trentun milioni di lire al Comune di Fontanafredda come tassa di costruzione.Io dico, capirei se ci fosse il ristorante ma è tutto fermo da trent’anni, eh».
TRASPORTO ECCEZIONALE- Fra l’acquisto e l’ultimo balzello c’è dunque la tormentata storia del signor Rino, del suo Caravelle e di un sogno rimasto tale. Una storia grottesca, buona per un film dei fratelli Coen. A partire dall’odissea del primo giorno. «Ho dovuto smontare le ali e la coda e svuotarlo altrimenti i due camion dei trasporti eccezionali non me lo portavano dalle Officine Aeronavali di Tessera (Venezia, ndr) a qui». Cento chilometri evitando autostrade e ponti. Ma c’è stato comunque il problema dell’altezza della fusoliera: «Hanno dovuto staccare e rimettere i fili della luce in dieci paesi perché non ci passava». Costi?«L’aereo l’ho pagato 25 milioni di lire, le prime, perché poi ne ho spesi più di cento per smontarlo, trasportarlo, rimontarlo e fissarlo a terra». Apre un lucchetto, scioglie una catena ed eccola, dunque, l'opera incompiuta:
PERMESSI NEGATI-«Dovevano venire 94 posti originali a sedere, schiena con schiena, montacarichi di collegamento con le cucine a terra, piano sotterraneo alto 4 metri, lì doveva esserci la grotta dell’enoteca, lì i bagni, lì l’ingresso da sotto». Usciamo: «E li' volevo mettere due aerei piccoli, due caccia, già fermati per 15 milioni. Gli aerei sono la mia passione sa», elenca energico con l’entusiasmo di un bambino, portandoci a vedere questo gigante che un tempo solcava i cieli di mezzo mondo, dall’Italia al Sudafrica agli Emirati Arabi, e che ora giace vuoto e arrugginito sul suo giardino. «Avevo tutti i permessi, Comune, pompieri… poi sono arrivati quelli dell’Usl e si sono impuntati sul discorso della scarsa aerazione dei locali, ma guarda lì se non c’era aria: finestroni. Non c’è stato niente da fare, brutto demonio».
PROBLEMI DI AREAZIONE-All’Usl di allora, oggi Azienda sanitaria locale, il disco rosso arrivò da un tecnico della prevenzione, Franca Pusiol, ancora lì dopo trent’anni: «De Marco non la racconta giusta. Le cose andarono così: il Comune mi chiese un parere e fu negativo perché secondo me la struttura non era adeguata per essere adibita a pubblico esercizio. Non c’entra l’aerazione, il problema era l’aereo, che fra l’altro non aveva nemmeno l'ancoraggio a terra. De Marco si è però arreso subito. Se avesse ripresentato la domanda magari gli avremmo dato un parere diverso e invece ha mollato». Lui, un combattente che alterna ardore a delusione, non ci sta: «Io non ho mollato un bel niente. Non c’era verso, dai… lasciamo perdere, mmmh, meglio se non dico altro». Comunque sia, l’ha risolta così: «Ho fermato subito i lavori e ho portato a casa plancia, installazioni della carlinga, sedili… anche perché me li stavano rubando». È finito tutto accatastato nel garage della sua bella villetta familiare, dignitosa ma non abbastanza grande da ospitare un simile ammasso di cose. Ci sono sedili infilati ovunque. La strumentazione della cabina di pilotaggio spunta in mezzo alla taverna, «nel bagno di sopra ho messo le macchinette di aspirazione, ho roba dappertutto». Praticamente trent’anni fa ha traslocato il Caravelle nella sua abitazione. Dove la signora Amelia cerca di trattenersi: «Basta con quell’aereo, Rino, bastaaa».
Andrea Pasqualetto