domenica 22 settembre 2013

Investire sul mattone oggi, è ancora conveniente? Ecco la guida di The Blazoned Press

Il mattone torna attraente?

L’amore degli italiani per la casa non lo scopriamo certo oggi e, ne siamo certi, non può essere stato spazzato via con un colpo di spugna dalla crisi. Gli operatori del settore parrebbero essere concordi su un ritorno d’interesse per il mattone.
È ovviamente indispensabile procedere con estrema cautela e mantenendo una certa lucidità analitica nella valutazione del possibile investimento ma possiamo dire che “qualcosa sembra muoversi” nel mercato immobiliare. Non abbiamo certo a che fare con un risveglio massiccio del settore, la crisi immobiliare è ancora tangibile ma finalmente si intravedono importanti spiragli di ripresa e chissà che questo non possa essere il momento giusto per approfittare del calo dei prezzi e tornare a investire sulla casa.
Il calo dei prezzi negli ultimi cinque anni è stato ben evidente, tanto che può essere stimato mediamente tra il 20e il 25% con l’ultimo dato Istat che ha segnalato a marzo una discesa su base annua del 5,7%. È stato però proprio il calo vertiginoso dei prezzi a risvegliare una fetta importante di potenziali acquirenti, in possesso di liquidità e alla ricerca di occasioni pregiate per arricchire il proprio patrimonio.
Un altro segnale incoraggiante giunge da una progressiva riapertura dei rubinetti del credito; l’accesso al mutuo resta infatti un fattore indispensabile per la ripresa del mercato immobiliare, soprattutto per quanto riguarda le prime case che coprono circa il 70% degli acquisti. In questa direzione si muove quanto segnalato nell’ultima indagine del Crif, secondo cui la domanda di mutui sarebbe tornata a crescere (+2% a luglio e +4,1%ad agosto).
È innegabile quindi che a un aumento della richiesta dei mutui debba corrispondere, nei mesi successivi, un aumento dei contratti immobiliari. Infine è opportuno tenere nella dovuta considerazione il “pacchetto casa” varato dal Governo all’interno del pacchetto Imu, secondo cui la Cassa Depositi e Prestiti metterà a disposizione degli istituti bancari 2 miliardi da destinare ai finanziamenti per la casa, favorendo inoltre criteri meno rigidi per la concessione dei prestiti.

Il mercato è quindi in ripresa?

Il direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini ha confermato che, alla luce dei dati appena considerati, tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 si potrebbe registrare una sostanziale inversione di tendenza nei flussi di finanziamento, cosa che secondo l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) potrebbe significare l’acquisto di oltre 40mila case in più.
Il trend positivo è stato, proprio in questi giorni, confermato anche dal Forum di previsioni e strategie di Scenari Immobiliari, secondo cui l’inversione di tendenza è già in atto e porterà nel 2014 alla ripresa del settore, con un mercato trainato dal residenziale di lusso e dai grandi centri commerciali. Secondo le stime attuali il fatturato del comparto immobiliare dei primi cinque Paesi europei è destinato a crescere dell’1,7%, mentre la crescita di quello italiano si attesterà attorno all’1%.
Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari ha spiegato: “Ormai abbiamo toccato il fondo e l’abbiamo superato, quindi è il momento adatto per comprare soprattutto nel residenziale. Poiché ormai chi vuole vendere ha messo il proprio immobile sul mercato da diversi mesi, oltre allo sconto di mercato si può portare a casa un altro sconto, che già tra pochi mesi probabilmente non sarà più ipotizzabile”. Effettivamente l’analisi di Breglia risulta quantomeno attendibile, visto che negli ultimi sette anni i prezzi immobiliari nei principali cinque Paesi europei sono scesi fino al 36%, con un calo riguardante il nostro Paese calcolabile tra il 18 e il 27% a seconda delle varie zone.
Un’inversione di tendenza è finalmente stata incentivata anche dai palazzi governativi. Per la prima volta, dall’inizio della crisi economica, il Governo sta infatti tentando di agevolare il settore immobiliare, non solo favorendo l’accesso al credito, ma anche riducendo le tasse sulle compravendite al fine di restituire “ossigeno al mercato”. Giuliano Olivati, presidente di Fiaip Bergamo, conferma che il Decreto Legge entrato in vigore il 12 settembre (quello che accorpa Imu e Tares per finanziare i comuni) farà abbassare le imposte sulla compravendita immobiliare. Il decreto in questione dispone infatti che dal 1° gennaio 2014, nelle compravendite non soggette a Iva(quindi quelle con persona fisica proprietaria dell’immobile), le imposte ipotecarie e catastali si abbassino sino a una cifra forfettaria di 100 euro e che il carico sul trasferimento immobiliare scenda dal 3 al 2% nel caso dell’abitazione principale e al 9% per tutte le altre compravendite.

Come scegliere l’investimento giusto?

È quindi il caso di avviare una “corsa all’oro” nel tentativo di accaparrarsi la prima buona offerta? Ovviamente no, bisogna ben tener presente che difficilmente il mercato immobiliare potrà tornare su livelli pre-crisi, per cui è bene valutare minuziosamente quale può essere il giusto investimento. Secondo Vincenzo Albanese, presidente di Sigest “l’investimento residenziale è tornato a essere sostenibile e in molti casi più performante rispetto ad altri settori”.
Per quanto riguarda la scelta della tipologia di casa su cui investire, l’economista Mario Deaglio sottolinea che stiamo andando incontro a una sempre maggiore frammentazione del mercato con una forbice tra mercati “ricchi” e mercati “poveri” che è destinata ad ampliarsi. Per Deaglio, così come per quasi tutti gli esperti del settore “le aree più povere peggiorano sempre più, mentre le altre migliorano”. Posto che l’investimento giusto non riguarda l’intero mercato immobiliare, si deve considerare che vi è un comparto destinato ad acquisire sempre maggior valore, quello cosiddetto della “smart city” cioè della città intelligente, ecologica e sensibile alle necessità del cittadino. Ecco quindi che l’occasione perfetta può essere facilmente identificata nelle nuove aree e negli edifici green. Luca Dondi, direttore Generale di Nomisma descrive così l’investimento ben oculato: “Non bisogna farsi prendere dall’ansia di comprare, tanto le occasioni non scappano. Diventa sempre più importante la qualificazione dell’impianto dal punto di vista energetico. La certificazione oggi è un parametro imprescindibile, è una delle poche garanzie che oggi ha chi investe”.
Risulta quindi importante, al fine di accaparrarsi un immobile che garantisca buone prospettive di redditività nel medio-lungo periodo, scegliere una casa dotata di certificazione energetica e con un buon indice di walkabilityovvero di vicinanza ai servizi, alle infrastrutture principali, ai distretti del business e del commercio.
È poi fondamentale scommettere sul giusto luogo dell’investimento, Dondi avverte che “scommettere nelle piccole città è ancora rischioso” mentre è ben più indicato l’investimento nelle città grandi e nelle aree maggiormente “produttive” del Paese. I centri storici di MilanoRoma e Torino sono quelli che in assoluto hanno risentito meno della crisi, non hanno visto un sostanziale abbassamento dei prezzi e garantiscono un’affidabilità certa in termini di investimento. Un’occasione speciale del momento è offerta dal centro di Genova dove i prezzi sono scesi particolarmente e il valore degli immobili sembra inevitabilmente destinato a riprendere a salire nel breve periodo (al momento un immobile nuovo o ristrutturato cosa mediamente 2.066 €/mq). Scelta la città è però opportuno valutare bene la zona, visto che generalmente le periferie e i cosiddetti “quartieri dormitorio” stanno perdendo il loro valore (vi sono casi in cui questo dato viene smentito, primo tra tutti Bologna dove a perdere maggiormente valore è la zona centrale di pregio).
Va poi specificato che quando l’acquisto è finalizzato a colmare un’esigenza familiare a scopo prettamente abitativo, le periferie e le piccole città possono risultare utili per assicurarsi un buon prezzo, anche se è tutt’altro che certo che il valore dell’immobile non sia destinato a continuare a scendere.

Investire all’estero conviene?

Se c’è un settore del comparto immobiliare che non pare aver conosciuto crisi alcuna è proprio quello dell’estero. L’estero negli ultimi anni ha offerto a moltissimi italiani garanzie maggiori in quanto a redditività e sono state, solo nel 2013, oltre 42mila le compravendite di immobili situati in “terra straniera” con un aumento del 5,5% rispetto al 2012.
L’investimento straniero offre quindi molte garanzie ma attenzione, anche questo è soggetto a criteri ben precisi. È infatti fondamentale concentrarsi su zone residenze di alto livello in zone centrali di grandi città europee o in zone turistiche di pregio. Spesso gli italiani scelgono di acquistare la seconda casa al mare (almeno un terzo di essi), magari in località turistiche del Mediterraneo dove i prezzi sono in calo e il collegamento con l’Italia è offerto da compagnie aeree low cost. Gli italiani in questo 2013 hanno privilegiato Spagna e Grecia (un quarto di coloro che hanno acquistato hanno poi deciso di trasferirsi in questi Paesi). La spesa media dell’immobile acquistato è di 130mila euro, anche se l’oscillazione è molto ampia. Il 22% delle case acquistate in questo anno dagli Italiani si trova in Spagna, il 16% negli Stati Uniti, il 13% in Grecia, il 10% in Svizzera, il 10% nell’Est Europa e il 6% inFrancia.

In Friuli il mattone rende di più - ilfriuli.it

In Friuli il mattone rende di più



Il ricavo annuo lordo di un’abitazione data in affitto in regione è il più alto in Italia, mentre il saldo delle locazioni in base alla residenza dei proprietari fa fuggire altrove ogni anno sette milioni di euro


21/09/2013
Il rendimento del mattone dato in affitto in Friuli Venezia Giulia è il più alto di tutta Italia. Lo ‘certifica’ il rapporto annuale 2012 sugli immobili, pubblicato dall’Agenzia delle Entrate. Il rendimento lordo annuo di un immobile dato in locazione da un proprietario residente è, infatti, del 3,4%, mentre la media nazionale è del 2,6 per cento. notevolmente inferiore, pari al 2,3% è invece il rendimento assicurato da immobili che friulani hanno in altre regioni italiane, che è tra i più bassi in Italia. Evidentemente, chi ha una seconda casa in Sardegna o in Trentino non ha necessità di spremere alti profitti, sia per il fatto della stagionalità legata al turismo, sia per la scelta di lasciarlo spesso sfitto.

Passione per la seconda casa

Il valore del metro quadrato dell’immobile in regione dato in affitto è di 1.299 euro (il valore medio generale di tutte le abitazioni in regione è di 1.167 euro al metro qiadrato), mentre quando questo è in un’altra parte dell’Italia sale a 2.229 euro. Per contro, nel primo caso l’affitto medio annuo dichiarato è di 4.492 euro, mentre nel secondo caso è di appena 4.705 euro.

Giro d’affari di 241 milioni

Nel complesso, il flusso di ricavi di residenti da locazioni in regione è di 211 milioni all’anno. Esiste, poi, un confronto tra quanto incassano i friulani con immobili fuori regione e i ‘foresti’ con proprietà nella nostra regione. Una bilancia economica che va pendere l’ago altrove. Infatti, le proprietà di corregionali fuori dal Friuli Venezia Giulia, ascrivibili a un patrimonio complessivo di 6,4 miliardi di euro, rendono 23 milioni di euro all’anno, mentre gli immobili qui presenti locati da non residenti (il totale delle loro proprietà vale 5,1 miliardi) fanno incassare 30 milioni, con un saldo quindi di sette milioni che prende la strada lungo lo stivale. Complessivamente, quindi, il giro d’affare degli affiti di abitazioni in Friuli Venezia Giulia è di 241 milioni di euro.

Federcasa:nel 2013 boom domande alloggi popolari, +25% Confermare stop a edilizia pubblica,risparmi saranno reinvestiti (ANSA)



(ANSA) - ROMA, 20 SET - Boom di richieste di case popolari nel 2013, che finora ha fatto registrare ''addirittura un +25% rispetto allo scorso anno''. Lo ha detto il presidente di Federcasa Emidio Ettore Isacchini, al termine dell'audizione davanti alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera sul decreto Imu, sottolineando che ''ci troviamo di fronte a una situazione potenzialmente esplosiva, di vera e propria emergenza sociale, che rischia di assumere contorni drammatici''. ''Solo pochi giorni fa - ha ricordato - la sede romana dell'Anci è stata occupata da decine di famiglie di sfrattati che chiedevano risposte concrete alle Istituzioni. Il Governo deve essere consapevole della gravità del momento''. Le risorse per l'edilizia residenziale pubblica ''sono esigue e di certo non sufficienti''. Anche per questo arriva la richiesta di ''escludere definitivamente i nostri Istituti dal pagamento dell'Imu'' in modo che le risorse risparmiate si possano impiegare ''per la ristrutturazione di vecchi alloggi, oggi inutilizzati, e per la costruzione di nuovi edifici''. (ANSA).

Mercato Immobiliare: Il ruggito del coniglio - aiutomutuo.finanza.com

Ci risiamo. Finita la vacanza estiva la ripresa dei lavori ripresenta immancabile il solito carosello di consuntivi tragici e previsioni rosee.
Un coro quasi unanime di voci assonanti intona il vecchio canto del “la ripresa è alle porte” sulla falsa riga del solito spartito de “il peggio è passato”.
Sembra quasi che gli addetti ai lavori vivano in una realtà parallela ed eterea dove il potere delle parole ha la capacità di influenzare il mercato reale o meglio, dovremmo dire che le dichiarazioni colme di speranza e prudente ottimismo abbiamo la forza di convincimento sulle masse come se le masse avessero bisogno di un incoraggiamento all’acquisto.
In attesa di un improbabile rapido risveglio dal torpore dei ricordi di fasti passati passiamo in rassegna qualche caso di ottimismo di maniera dettato da ragioni oscure o risibili.
Confedilizia gongola al pensiero che non esista più l’IMU sulle prime case; l’aver svincolato (temporaneamente?) la tassa dal concetto di proprietà legandolo a quello di godimento del bene a loro giudizio dovrebbe dare sollievo ai proprietari locatari ed incentivare le compravendite per investimento. Probabilmente non si sono assolutamente resi conto che la stragrande maggioranza delle persone pagava cifre ridicole come IMU prima casa ed era ed è consapevole che quello che è uscito dalla porta rientrerà dalla finestra della service tax. Inoltre l’aver gravato di ulteriori tasse gli inquilini (evento probabilmente inevitabile e prevedibile in ogni caso) in questo periodo di forte crisi economica non facilita certo il mantenimento dei valori dei canoni (e dunque delle rendite) che continuano imperterriti la loro costante discesa.
L’Ance, con un rinnovato slancio presenzialista in tv e sui giornali, ha messo a preventivo già tot miliardi di euro derivanti dal coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti nel duplice ruolo di fornitore di liquidità aggiuntiva alle banche da un lato e compratore di mutui in sofferenza cartolarizzati dall’altro. Mentre si fregano ancora le mani per l’aiuto che credono di aver ricevuto e si sperticano in lodi nei confronti del governo forse si renderanno conto che la manovra serve unicamente alle banche (ed ai loro amici) per scaricare un pò di crediti inesigibili sul risparmio privato e fare spazio nei bilanci per crearne di nuovi tra gli stessi aspiranti mutuatari ed alle stesse condizioni senza coinvolgere alcuna parte delle nuove costruzioni se non quelle di diretto interesse degli istituti di credito.
Scenari Immobiliari tra un calice di champagne e l’altro alle solite patinate conventionreitera il mantra dei prodotti di qualità, della convenienza degli immobili di pregio, della necessità di puntare sulle nuove tecnologie, ecc … insomma sui motivi per i quali val la pena comprare i loro studi di settore perennemente improntati al futuro radioso del mattone di classe tanto agognato dai fantomatici investitori esteri (ormai eclissati da anni consapevoli che gli alti prezzi e la fiscalità ballerina non sono forieri di ottimi affari). Consiglio di custodire gelosamente la serie dei loro rapporti periodici, ancorchè sembrino tutti uguali (a parte le date per la ripresa) poichè non è escluso che a breve diventino materiale prezioso per collezionisti di rare stampe d’epoca. Probabile scadenza per gli ultimi acquisti: l’Expo del 2015.
Tecnocasa con un temerario capolavoro di cerchiobottismo pervaso da un trionfo di condizionali ci fa sapere che il mercato sta cambiando (!). Come dire che, comunque vada, avranno avuto ragione loro. In realtà il difficile equilibrismo rispecchia la volontà di incoraggiare i venditori ad abbassare celermente i prezzi ed i compratori ad affrettarsi a non perdere le “occasioni” che il mercato si prepara ad offrire.
FIAIP, bontà loro, con una incredibile inversione a 180 gradi passano dalle querule lamentazioni sull’abbandono del mercato da parte della classe dirigente del paese alle lodi sperticate per il governo per i provvedimenti adottati ed in un slancio di ottimismo confondono l’aumento della domanda di mutui con l’aumento della domanda di case e dichiarano che il miglioramento in atto (quale, quello dei click sui portali immobiliari?) è dovuto all’aumento dell’erogazione di finanziamenti.
In realtà gli unici veri (e piccoli) provvedimenti a favore del settore sembrano essere le ridotte tasse di registro sulle compravendite delleprime case (con contemporaneo aggravio sulle seconde!). Ogni riduzione vera di tassazione è sempre ben accolta, sia perchè sgrava di oneri i contribuenti in generale sia perchè dovrebbe essere segnale di margini di miglioramento economico, però ovviamente una piccola variazione di importi poco potrà contro l’immane catastrofe degli squilibri creati dalla bolla immobiliare ancora pesantemente presente nel nostro paese.
Sia chiaro che il perdurare della sofferenza del mercato non fa maturare punti per avere diritto alla ripresa delle compravendite. Non c’è un “inevitabile e fisiologico” bisogno di immobili da soddisfare che si ripresenta ciclicamente sul mercato ogni tot anni per il quale basta avere pazienza e presto o tardi verrà soddisfatto a qualsiasi prezzo. Anzi le proiezioni demografiche lasciano intuire l’esatto contrario.
Viviamo, per fortuna, in un paese colmo di case e di proprietari immobiliari e l’allegra macchina da guerra della cementificazione non ha mai smesso di sfornare nuovi lotti ogni anno. Negli anni scorsi è già stato venduto tutto il vendibile ivi compreso case a coloro che non potevano assolutamente permetterselo (tant’è che in molti non hanno pagato nulla oltre le prime rate del mutuo). Ci vorranno anni ed anni prima che si ricreino le condizioni per un mercato, non dico efficente e frizzante ma anche soltanto pacatamente equilibrato (com’è probabile che si ripresenti quando saranno soddisfatte tutte le condizioni).
Preso atto delle manovre del governo e delle dichiarazioni degli addetti ai lavori, è probabile che, nonostante tutto, il vero nodo del blocco del mercato e cioè la scollatura tra alti prezzi di vendita e potere d’acquisto delle fasce giovani non sarà sciolto a breve. Il ritorno della convenienza per l’acquisto tende ad allontanarsi. Nei prossimi trimestri probabilmente assisteremo a dichiarazioni ancora più raccapriccianti dovute alla necessità della alienazione di immobili da parte delle amministrazioni pubbliche, delle banche e degli enti. Non appena gli attori in gioco avranno conferma che la fettina di torta si è rimpicciolita all’inverosimile si scatenerà una lotta all’ultimo sangue per accaparrarsi gli ultimi compratori solvibili.
Non lasciatevi indurre in tentazione proprio adesso; mettetevi comodi e partecipare al massimo in qualità di spettatori, il vero show deve ancora cominciare.

Golf Club La Pinetina - Appiano Gentile (CO)



21 settembre 2013

Nella meravigliosa cornice del Golf Club La Pinetina di Appiano Gentile (CO) nell'ambito della Gara GolfWeek 




quale sponsor della manifestazione ha messo in palio un soggiorno di una settimana presso il Bahia Azul Grand Paradise di Puerto Plata in Repubblica Dominicana .



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