lunedì 30 settembre 2013
Londra riscopre il rischio bolla in casa - Il Sole 24 Ore
Back to square one, dicono gli inglesi, ancora al punto di partenza. Non è ancora così, ma il rischio che si torni alle origini della crisi economico-finanziaria, con la creazione di una nuova bolla immobiliare, evidentemente non deve essere così remoto in Gran Bretagna. Altrimenti il cancelliere
Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/DUvsz
Prelios cede Casa Agency al colosso americano Remax di Carlo Festa - ilsole24ore
Il gruppo Prelios vende Casa Agency, la rete retail di agenzie immobiliari, al colosso statunitense Remax. Il gruppo milanese si riesce così a liberare di un altro ramo secco, che nel 2012 aveva generato oltre 3 milioni di perdite, stando ai libri contabili.
Chiusa l'operazione di rilancio industriale e di aumento di capitale di Prelios, sarebbe dunque ormai imminente, secondo quanto risulta a «Il Sole 24 Ore», la cessione a Remax (uno dei player mondiali nel settore del brokeraggio immobiliare) della rete di agenzie immobiliari La Casa Agency, composta da circa 100 punti vendita, tutti in franchising.
Chiusa l'operazione di rilancio industriale e di aumento di capitale di Prelios, sarebbe dunque ormai imminente, secondo quanto risulta a «Il Sole 24 Ore», la cessione a Remax (uno dei player mondiali nel settore del brokeraggio immobiliare) della rete di agenzie immobiliari La Casa Agency, composta da circa 100 punti vendita, tutti in franchising.
Casa Agency era nata nel settembre 2011 dalle ceneri dell'imponente progetto della rete Pirelli Re Agency, che nel massimo punto di splendore arrivò a riunire oltre 600 agenzie immobiliari in franchising sotto il vecchio marchio, ma che con gli anni ha generato per Prelios decine di milioni di perdite.
Con l'accordo siglato con Remax, il nuovo management va dunque avanti nella focalizzazione del business di Prelios sulle attività core cedendo i business marginali ad altri operatori di settore: l'operazione permette infatti alla società di uscire definitivamente dal settore delle agenzie immobiliari retail, e focalizzarsi fortemente sulla commercializzazione, gestione e frazionamento di grandi patrimoni.
Una decisione per certi versi preannunciata dalla "svolta" nel modello di business di Prelios: il settore dell'intermediazione retail richiede infatti competenze professionali e gestionali specifiche ed è adatto a società monoprodotto: infine mal si concilia con un asset manager integrato come Prelios.
Con l'accordo siglato con Remax, il nuovo management va dunque avanti nella focalizzazione del business di Prelios sulle attività core cedendo i business marginali ad altri operatori di settore: l'operazione permette infatti alla società di uscire definitivamente dal settore delle agenzie immobiliari retail, e focalizzarsi fortemente sulla commercializzazione, gestione e frazionamento di grandi patrimoni.
Una decisione per certi versi preannunciata dalla "svolta" nel modello di business di Prelios: il settore dell'intermediazione retail richiede infatti competenze professionali e gestionali specifiche ed è adatto a società monoprodotto: infine mal si concilia con un asset manager integrato come Prelios.
In questo senso, Remax, gigante internazionale del settore con quartier generale a Denver in Colorado e con oltre 90.000 consulenti sparsi in 90 Paesi del mondo, e in rapida espansione in Italia, potrebbe rappresentare una prospettiva interessante per gli attuali affiliati. Nel frattempo Prelios sta rinforzando il proprio network territoriale a supporto delle diverse attività.
Secondo i rumors in circolazione tra gli addetti ai lavori, alla cessione della rete in franchising farebbe da contraltare un nuovo modello di presidio locale allineato alla nuova strategia del gruppo: quella appunto di essere un gestore "puro" di portafogli immobiliari per conto di investitori terzi.
Secondo i rumors in circolazione tra gli addetti ai lavori, alla cessione della rete in franchising farebbe da contraltare un nuovo modello di presidio locale allineato alla nuova strategia del gruppo: quella appunto di essere un gestore "puro" di portafogli immobiliari per conto di investitori terzi.
Dopo le indiscrezioni che davano per certa l'apertura di un desk operativo nella City per coordinare le attività crossborder, è ora dall'Italia che sembrano venire le maggiori novità in termini organizzativi.
Sarebbe infatti imminente l'apertura di "flagships" Prelios rivolti alla clientela business in alcune tra le principali città. Oltre all'headquarter milanese, nuovi uffici sono stati già aperti a Roma in Via Colombo, mentre sono stati rilanciati quelli a Torino, dove Prelios gestisce tra l'altro il fondo Città di Torino partecipato dal Comune. Nuove aperture sono ora previste anche a Genova e Mestre (quest'ultimo servirà in particolare tutto il Triveneto): il piano in via di realizzazione prevede di realizzare vere e proprie centrali operative destinate alla sola clientela business.
Sarebbe infatti imminente l'apertura di "flagships" Prelios rivolti alla clientela business in alcune tra le principali città. Oltre all'headquarter milanese, nuovi uffici sono stati già aperti a Roma in Via Colombo, mentre sono stati rilanciati quelli a Torino, dove Prelios gestisce tra l'altro il fondo Città di Torino partecipato dal Comune. Nuove aperture sono ora previste anche a Genova e Mestre (quest'ultimo servirà in particolare tutto il Triveneto): il piano in via di realizzazione prevede di realizzare vere e proprie centrali operative destinate alla sola clientela business.
Casa, cara casa. Mappa mondiale dello sboom immobiliare - formiche.net
Il mercato immobiliare in Europa mostra un andamento molto differenziato: mentre in Spagna, Paesi Bassi e Italia la fase di caduta dei prezzi continua ormai da alcuni anni, nel Regno Unito e in Germania si registrano aumenti consistenti. I due paesi vengono però da storie completamente diverse: il Regno Unito tra il 1997 e il 2007 ha sperimentato uno degli aumenti più alti al mondo, e nonostante le quotazioni abbiano poi cominciato a scendere le statistiche indicano ancora una forte sopravalutazione (20% circa). In Germania i prezzi dopo dieci anni di flessione dal 2008 hanno cominciato a salire e da allora hanno registrato una crescita del 20,5%, ma il mercato risulta ancora sottovalutato.
Mercato immobiliare statunitense
Più netta è la situazione negli USA dove gli indicatori puntano tutti verso una ripresa consistente del settore immobiliare. A luglio le vendite di case nuove sono cresciute del 3,6% mentre nella vendita di case esistenti continua a diminuire la quota di quelle pignorate. Sono però soprattutto i prezzi a inviare segnali positivi: a giugno il prezzo riferito alle principali città del paese è salito del 12,1% a/a, uno degli aumenti maggiori da marzo 2006. In tal modo, nel paese si è in gran parte recuperata la flessione degli anni di crisi.
I paesi emergenti
La situazione in molti paesi emergenti desta preoccupazioni che si sommano a quelle derivanti dalla fase di rallentamento economico in corso: in Cina il prezzo delle abitazioni ha ricominciato a crescere in modo sostenuto, ad agosto i prezzi sono cresciuti in media del 8,3% a/a, un valore che insieme a quello dei tre mesi precedenti si colloca ben al di sopra della media dell’ultimo biennio. Timori sulla presenza di una bolla immobiliare hanno di recente riguardato anche il Brasile (dove i prezzi si sono duplicati in cinque anni) e la Turchia, dove i prezzi delle abitazioni da inizio 2010 sono aumentati sempre a due cifre.
Uno sguardo alla penisola
In Italia il mercato immobiliare continua ad attraversare una fase difficile. Nel I trimestre di quest’anno i prezzi sono scesi dell’1,2% t/t e del 5,7% a/a; ma è la flessione delle compravendite a destare maggiore preoccupazione: dopo il picco di 877mila unità registrato nel 2006 il mercato ha intrapreso un sentiero di ripida discesa che ha visto nel 2012 l’anno peggiore. Lo scorso anno il numero complessivo di compravendite è infatti arrivato a 448mila unità, un valore così basso non si registrava dal 1985. L’andamento non sembra essere migliorato nei mesi più recenti: tra gennaio e marzo le compravendite sono scese del 14,2% a/a e del 20% t/t. La flessione dell’immobiliare peggiora la condizione del settore delle costruzioni, uno dei più penalizzati dall’avvio della scorsa recessione.
La ricerca completa si può scaricare qua
domenica 29 settembre 2013
Sempre più italiani all’estero, ‘mollo tutto e scappo dall’Italia’ - italiachiamaitalia.it
in certi casi per cambiare vita bastano 50mila euro
Anche solo per vendere birre in un chiringuito sulla spiaggia, dove è estate tutto l’anno
Sempre più italiani decidono di mollare tutto e “fuggire” all’estero, alla ricerca di una vita migliore, di nuove opportunità.Lasciare l’Italia anche solo per vendere birre in un chiringuito sulla spiaggia, in uno di quei Paesi dove è estate tutto l’anno, dove sole caldo e mare cristallino fanno da cornice ad ogni giornata.
Cresce il fenomeno dell’emigrazione, nell’ultimo periodo, anche a causa della crisi economica e di un’Italia che non funziona come dovrebbe. E così gli italiani “scappano” altrove. Ne sa qualcosa Gianluca Santacatterina, titolare di Luxury and Tourism, immobiliare specializzata nella vendita d’immobili all’estero, che nei giorni scorsi – intervistato da ItaliaChiamaItalia – spiegava come fosse ormai sempre maggiore il numero di persone disposte a lasciare lo Stivale per cambiare vita oltre confine.
Gianluca, intervistato dal sito web del settimanale Panorama, spiega: “Tra le mete più ambite non ci sono solo Caraibi o Mar Rosso. Il sogno americano, con Miami e New York in testa, rappresenta ancora la speranza di tante persone che vanno a caccia di lavoro, merce rara in Italia…”.
Quali sono le persone che scelgono di vivere all’estero? continua a leggere nel sito di italiachiamaitalia
Plaza Milano : storia di un imprenditore Italiano in Repubblica Dominicana
La vera qualità di un
imprenditore è riuscire ad anticipare i tempi ma anche , e soprattutto, credere
in ciò che si fa.
I costruttori in Italia – ma in
genere un po’ tutti gli operatori del settore immobiliare – non stanno
certamente vivendo un momento ricco di soddisfazioni e pochi ,organizzatisi per
tempo, sono riusciti ad aprire gli occhi e a guardare oltre il proprio naso.
E’ per esempio il caso dell’intervento
immobiliare Plaza Milano di Puerto
Plata in Repubblica Dominicana ora in costruzione ad opera di un
imprenditore italiano.
La peculiarità dell’intervento
sta nel fatto che le unità in costruzione – e già quasi tutte vendute –
andranno a soddisfare una specifica esigenza da parte di professionisti
(avvocati, progettisti, medici) locali.
Leggiamo con tristezza ogni
giorno che il comparto del settore immobiliare italiano riguardante gli uffici
mostra sofferenze sempre più forti… esistono invece paesi – Repubblica Dominicana
è uno dei numerosi esempi – dove la voglia , e la possibilità, esiste.
Il nostro imprenditore edile
Milanese ha di fatto esportato le indubbie competenze italiane – che tutto il
mondo ci invidia – per fornire un prodotto adatto anche al mercato interno
domenicano in piena crescita e sviluppo.
Un importante messaggio di
speranza in un momento delicato come questo!
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