lunedì 14 ottobre 2013

Finale Circuito PF Golf al Golf Club Bergamo L'Albenza 15.10.2013

Finale Circuito PF Golf al Golf Club Bergamo L'Albenza 15.10.2013



Vi aspettiamo tutti al Golf Club Bergamo l'Albenza il giorno 15.10.2013 dalle ore 10.00 in occasione della gara Finale del Circuito PF Golf (Associazione Italiana Promotori Finanziari Golfisti www.pfgolf.it/ )



H4S - Società Leader nella commercializzazione di Immobili in Repubblica Dominicana e sponsor della Gara



sarà lieta di offrire a tutti i partecipanti , golfisti e non, un piacevolissimo omaggio.
Vi aspettiamo numerosissimi.
info@luxuryandtourism.com













in collaborazione con : 



domenica 13 ottobre 2013

Investimenti da fuori Europa nel mattone: Milano all'ottavo posto, batte Barcellona e Stoccolma di Michela Finizio - Il Sole 24 Ore

Milano è l'ottava destinazione europea per gli investimenti nell'immobiliare commerciale provenienti da fuori Europa. A dirlo è Cbre, una delle società di consulenza immobiliare più grandi al mondo, in uno studio pubblicato che considera i flussi complessivi investiti nel mattone commerciale dal 2007 al primo semestre del 2013.
Sul podio, come mete preferite degli investimenti cross regional nel real estate euorpeo, svetta Londra, seguita a distanza da Parigi e Francoforte. Il report di Cbre registra un significativo incremento di investimenti internazionali catalizzati dal mattone europeo rispetto agli anni passati, provenienti in particolare da Asia e Nord America. L'Europa è il continente più esposto a livello globale agli investimenti cross regional: dal 2007 a oggi i flussi provenienti da fuori (extra-continentali) hanno rappresentato il 18% del totale. E questa percentuale è progressivamente incrementata negli ultimi anni, raggiungendo per esempio il 22,4% tra il 2012 e il primo semestre 2013.
Più in generale, per numero di transazioni gli investimenti nel real estate commercialeprovenienti da fuori Europa sono uguali a quelli realizzati dai Paesi Ue, dentro i confini del continente. E ciascuno dei due flussi è mediamente responsabile del 20% dei volumi acquisiti. A fare la differenza è la tipologia differente di operazioni: nel real estate gli investitoricross-regional (che investono cioè in più continenti) solitamente portano a termine acquisizioni in tutto il mondo, concentrandosi su differenti tipologie di proprietà e location. I capitali provenienti da fuori Europa, infatti, sono importanti non solo per l'entità dei loro volumi: le transazioni internazionali tendono a concentrarsi su asset di grandi dimensioni e di alto profilo, posizionati in specifici range di mercato. In questi segmenti, dunque, l'arrivo di questi capitali significa innalzare il target del turnover e di conseguenza dei prezzi.
Nel dettaglio, i deal immobiliari sono molto differenti tra loro in base al tipo di investitore.Nel primo semestre 2013 gli investitori "domestici" in Europa (i cui capitali restano nello stesso Paese di provenienza) si sono prevalentemente concentrati su piccole transazioni, con una dimensione media di circa 21 milioni di euro; gli investitori cross-border (che provengono da altri Paesi europei) hanno puntato su proprietà più grandi, con operazioni medie da 42 milioni di euro; gli investitori cross-regional, invece, che arrivano da fuori Europa, investono interamente su asset di grandi dimensioni, con transazioni del valore medio di 94 milioni di euro. Ad esempio, su un totale di 35 operazioni immobiliari realizzate nel Regno Unito nel primo semestre 2013 di importo superiore ai 100 milioni di euro, 22 sono quelle realizzate - in tutto o in parte - con capitali provenienti da fuori Europa.
Anche la distribuzione dei capitali cross-regional è davvero ristretta, concentrata soprattutto sulle prime 10 città metropolitane d'Europa per il 60% del totale investito tra il 2012 e il primo semestre 2013. Londra, Parigi e le principali città tedesche (in ordine Francoforte, Monaco e Berlino) catalizzano la maggior parte dei flussi in entrata, grazie alla trasparenza e alla fluidità delle opportunità di investimento.
Sul mattone di Milano, dal 2007 al primo semestre 2013, sono atterrati un totale di 1,5 miliardi di euro di investimenti provenienti dall'esterno del vecchio continente. I volumi investiti nel capoluogo lombardo da Paesi europei, invece, ammontano a 1,4 miliardi di euro, mentre il totale di tutti gli investimenti nel real estate meneghino si attesta in questi sei anni e mezzo a 10,2 miliardi di euro. Londra guida la classifica degli investimenti da fuori Europa: dal 2007 allo scorso giugno ha attirato 44 miliardi di euro dal resto del mondo. Al secondo posto Parigi con, però, meno della metà dei volumi.
I capitali dal Nord America arrivano in Europa tramite veicoli di investimento collettivi.Questi fondi spesso si muovono per conto di realtà istituzionali, ma sono più inclini a usare la leva finanziaria e sembrano molto più concentrati sui rendimenti che non sulla diversificazione. Hanno tipicamente sempre investito in un ampio range di destinazioni rispetto ad altri e sono più inclini a valutare acquisizioni opportunistiche e con valore aggiunto. In particolare i veicoli nord-americani hanno sempre mostrato una forte propensione per la Germania.
I buyers del Middle East, invece, si distinguono per avere altre caratteristiche, con una vasta gamma di capitali istituzionali (prevalentemente fondi sovrani) e privati che compongono il totale degli investimenti. Un volume sproporzionato di risorse provenienti dall'area mediorientale si concentra su settori alternativi, in particolare quello alberghiero. La maggior parte delle operazioni ha avuto come destinazione il Regno Unito, anche se un significativo ammontare di risorse ha raggiunto la Francia e la Germania.
Gli investimenti asiatici, infine, tendono ad essere diretti da parte di realtà istituzionali(fondi sovrani, fondi pensione e compagnie assicurative). Si concentrano in un numero relativamente piccolo di destinazioni, con una netta prevalenza per il Regno Unito e per il settore degli uffici. Come è noto, questi investitori sono responsabili per la maggior parte delle operazioni di maggiore dimensione.
Jonathan Hull , responsabile Emea capital markets di Cbre ha commentato: «Il real estate europeo mantiene le caratteristiche di trasparenza e liquidità, offrendo anche possibilità di diversificazione, che piacciono agli investitori di carattere istituzionale. Non c'è ragione di credere che questi aspetti possano cambiare nel prossimo futuro e, quindi, i capitali cross-regional continueranno a influenzare il mercato europeo nei prossimi anni». Guardando al futuro, secondo Cbre sono destinati a crescere in particolare gli investimenti asiatici, come quelli provenienti da Cina, Giappone e Taiwan. E poi da Paesi come la Thailandia, l'Indonesia e l'India che stanno diventando fonti di importnati flussi di capitali. Infine anche i fondi sovrani di queli Paesi, come il Kazakistan e l'Azerbaigian, «che stanno iniziando solo oggi a sfuttare le loro risorse naturali, così come un certo numero di stati africani che mostrano un certo potenziale», conclude Hull di Cbre.

Google investe 103 mln di dollari in nuovo progetto solare (ANSA)

(ANSA) - ROMA, 11 OTT - Google si "tinge" sempre più di verde: il colosso del web, ha deciso di investire 103 milioni di dollari in un nuovo progetto solare in costruzione nella California del sud. Lo riporta Bloomberg. Il nuovo impianto solare dovrebbe essere pienamente operativo nel 2014 e venderà la potenza "pulita" prodotta alla San Diego Gas & Electric, nell'ambito di un accordo di acquisto di energia a lungo termine. Il progetto da 265,7 Megawatt, chiamato Mount Signal Solar, è in costruzione nella contea di Imperial, nella parte sud orientale dello stato. "Il nostro investimento nel Mount Signal Solar è il risultato del continuo impegno di Google nel settore delle energie rinnovabili", ha commentato Kojo Ako Asare, responsabile del settore Corporeta Finance dell'azienda informatica. Partecipando al progetto, conosciuto anche con il nome di Imperial Valley Solar 1, Google è diventato partner della Silver Ridge Power, uno dei più grandi proprietari in tutto il mondo di impianti solari fotovoltaici. (ANSA)

Da ville affittate a stranieri 78 mln fatturato (ANSA)

(ANSA) - ROMA, 11 OTT - Gli affitti turistici sono entrati in una crisi profonda: non serve essere in prima linea sul mare o nel centro della località più trendy delle vacanze balneari italiane per avere la garanzia di affittare un appartamento per il periodo estivo. Tuttavia gli stranieri erano e sono sempre più interessati a prendere in affitto appartamenti in Italia per trascorrere le proprie vacanze: gli stranieri trovano nella formula del "villas tourism" la garanzia di indipendenza e privacy unitamente a qualità, eleganza ed alto livello di confort. Per gli ospiti stranieri la villa diventa davvero la loro casa in Italia. "Il villas tourism - afferma Massimo Feruzzi, amministratore unico della società di consulenze turistiche JFC e responsabile della ricerca - è caratterizzato da una fortissima specializzazione degli operatori. Sfiorerà nel 2013 i 78 milioni di fatturato solo per quanto attiene le affittanze, con un incremento del +3,4% rispetto allo scorso anno, generando oltre 1 milione 380 mila presenze straniere ed una permanenza media pari a 10,2 notti". (ANSA).

DUBAI: MERCATO IMMOBILIARE IMPAZZITO, +25% IN UN ANNO - young.it


progetti immobiliariDove comprare casa? A Dubai, naturalmente, ma solo se siete molto molto ricchi. In crisi un po’ ovunque, il mercato immobiliare trova il suo Nirvana proprio a Dubai dove, da 12 mesi, il prezzo delle case è aumentato notevolmente. Ma questo inizia a creare forti problemi: proteste e accuse al governo che non interviene per difendere i consumatori.
I prezzi di vendita sono aumentati del 20% mediamente e quelli di affitto del 25%“, spiegaCraig Plumb, direttore per il Medio Oriente dell‘agenzia immobiliare Jones Lang LaSalle. I progetti per nuove costruzioni moderne e grandiose, inoltre, sono già in cantiere.
Un anno fa una casa con due camere e giardino costrava 95mila dirhams all’anno, ovvero 1500 euro al mese. Oggi, per lo stesso prezzo a Dubai si può avere solo un appartamentino da 70 m2. Nonostante una legge che limiti l’aumento dei prezzo negli affitti, il governo di Dubai non interviene.
I fortissimi aumenti sono considerati preoccupati per la FMI. L’Istituto di Washington ha pubblicato un rapporto nel quale parla del rischio di una bolla immobiliare “se l’aumento dei prezzi proseguirà sullo stesso ritmo, bisognerà prendere delle misure adeguate” spiega Harald Finger, esperto del settore che lavora negli Emirati Arabi.
“Le costruzioni sono ripartite e dei nuovi progetti stanno sorgendo” afferma invece Cyrille Fabre, di Bain & Company. Ma “dietro questo ottimismo esiste il rischio reale di ricadere nella crisi. Non è facile frenare il mercato, anche se il governo ha preso delle misure per limitare la speculazione”Dubaï, infatti, ha raddoppiato la tassa sulle transazioni, dal 2 al 4% masempre più investitori arabi scappano dal loro paese, spiega Harald Finger del FMI.