lunedì 18 novembre 2013

La sede del «Corriere» venduta a 120 milioni ma ne può valere 175 -ilgiornale.it

Quanto valgono gli immobili occupati dalle società di media italiane? Il Centro Studi di Immobiliare.it ha eseguito delle analisi e stimato il valore per metro quadro, non solo degli uffici del Corriere della Sera di via Solferino, a Milano, ma anche di altre sedi di media company nell'ambito della capitale lombarda. Va da sé che l'immobile di maggior valore è quello ubicato nel centro di Milano e che rappresenta la sede storica del Corriere della Sera. Secondo Immobiliare.it, infatti, l'immobile occupato da Rcs vanta una superficie pari a 25mila metri quadrati. La stima è di 7mila euro a metro quadro se fosse riconvertito a uso residenziale, stima che scende a 5mila e 500 al metro se l'immobile mantenesse la destinazione a uso ufficio. Cifre non alte, dunque, perché tengono conto anche dei costi di ristrutturazione necessari per la riconversione. In ogni caso, il valore complessivo dello stabile sarebbe pari a 175 milioni in caso di uso residenziale che scendono a poco meno di 138 milioni per l'uso ufficio. Stime comunque sempre maggiori rispetto all'attuale prezzo di vendita al gruppo Blackstone, fissato a 120 milioni. Certo è che, in un momento di crisi per il mondo dell'editoria, si può puntare anche a sedi meno prestigiose e di meno valore. L'immobile, sempre di Rcs, ma sito in via Rizzoli, dove si trovano tutte le redazioni dei periodici e anche l'ufficio dell'ad Pietro Scott Jovane, dato che sta lontano dal centro, vale indubbiamente molto meno. Per 25mila metri quadri infatti la quotazione è intorno ai 65 milioni, 2.600 euro a metro quadro. E lo stesso vale per Mondadori. La sede di Segrate, secondo Immobiliare.it, vale 62 milioni di euro: 18mila metri quadri a 3.500 euro al metro quadro. La sede più economica è comunque la più grande, quella di Sky Italia nel quartiere Santa Giulia, lontana dal centro di Milano, ma servita dalla metro. Si stima che gli 85mila metri quadri di uffici e studi televisivi valgano 170 milioni, ossia 2mila euro a metro quadro.

GOLF PEOPLE REAL ESTATE - Dimmi quanti anni hai.... e ti dirò che casa vuoi .....

DIMMI QUANTI ANNI HAI…….E TI DIRO’ CHE CASA VUOI …..

novembre 18, 2013 by redazione 
Filed under PatrimoniReal Estate
E’ strano! E’ veramente strano ….. notare come i giovani abbiano le stesse mire in materia di immobili all’estero dei “meno giovani” …..
I giovani si rivolgono a noi chiedendo di poteracquistare un bilocale all’estero, che costi poco e che nel contempo sia ubicato in una zona dove non manca mai il sole , ci sia un bel mare, basso costo della vita e vi siano opportunità di lavoro.
Senza dovermi ripetere sulle località che potrei consigliare, ricordo che sono molti i paesi dove a causa di basso costo del terreno, della mano d’opera , si possono trovare bellissime soluzioni a meno di euro 50.000 e in paesi dove – forse a differenza del nostro, l’intraprendenza , la buona volontà sia premiata e incentivata.
Aggiungiamo ora 30-40 anni al cliente di cui sopra.
Forse vi stupirà sapere che le richieste del cliente alla soglia dell’età pensionabile o che già, ha abbandonato il mondo del lavoro, sono praticamente le stesse: un bilocale all’estero che costi poco e che nel contempo sia ubicato in una zona dove non manca mai il sole , ci sia un bel mare, basso costo della vita. Chiaramente omettono con piacere e soddisfazione la parte riguardante le opportunità professionali.
Le mie colleghe sono spesso solite chiedere il segno zodiacale per l’individuazione delle caratteristiche caratteriali, io invece, sembrando talvolta sgarbato, chiedo l’età perché – se appartenente ad una delle caratteristiche sopra menzionate – le esigenze sono le stesse.
Nella fascia centrale d'età troviamo invece le famiglie che intendono trasferirsi , quelle che vogliono utilizzare l'immobile per passarci i periodi di vacanza beneficiando nel contempo di una importante redditività da locazione nei periodi di non utilizzo.

Troviamo altresì persone mature che vogliono diversificare i loro investimenti stanchi dell'assenza di rendita negli investimenti tradizionali.

Che tu abbia 25 o 70 anni i sogni sono un pò gli stessi .... e noi cerchiamo di esaudirne una parte,

Al prossimo appuntamento
Gianluca Santacatterina
mob ph +39 348.4513200
gsantacatterina@me.com

Milano: parte housing sociale via Cenni, palazzi in legno con orti pensili -liberoquotidiano.it

Il progetto, firmato dall'architetto Fabio Prodi di Firenze, vincitore del concorso internazionale indetto da Polaris, è gestito dal Fondo Immobiliare di Lombardia, dedicato all'housing sociale e creato nel 2006 da Fondazione Cariplo e Fondazione Housing Sociale. Sono sottoscrittori del Fondo la Fondazione Cariplo, la Regione Lombardia, Cdp, Intesa Sp, Bpm, Generali, Cassa Italiana Geometri, Prelios, Telecom Italia e il Fondo Investimenti per l'Abitare, gestito da Cdp Investimenti Sgr.
A fianco delle torri sorge una vecchia cascina oggi piuttosto malandata, che verrà ristrutturata l'anno prossimo, con la creazione di servizi aperti al quartiere, gestiti da cooperative. Il portafoglio del Fondo Immobiliare di Lombardia è ad oggi composto da iniziative localizzate in Lombardia, in particolare 90 alloggi a Crema, (Cremona), 54 a Senago (Mi), 22 alloggi realizzati e altrettanti in ristrutturazione a Milano, in via Padova; 153 alloggi a Milano, 36 unità immobiliari a Limito di Pioltello, oltre ai 123 alloggi di via Cenni.
Sono inoltre in fase di realizzazione 440 alloggi tra Cremona, Milano (quartiere Figino) e Lecco, più 40 unità in corso di acquisizione a Busto Arsizio, nel Basso Varesotto.

Valore Paese Dimore, da ruderi a hotel di lusso -bloglive.it

Il progetto Valore Paese Dimore di “Italia Nostra” della Agenzia del Demanio prevede la concessione ai privati, anche per cinquant’anni, di immobili storici di proprietà dello Stato, in cambio di lavori di ristrutturazione e valorizzazione degli edifici stessi.
L’Agenzia del Demanio è il soggetto pubblico che possiede tutti i beni immobili dello Stato: gli antichi palazzi reali degli ex stati italiani , i beni ecclesiastici confiscati dopo l’unità d’Italia, moltissime chiese, i palazzi gentilizi acquisiti, nonché i ministeri, i musei, le caserme, i fari, molti parchi, terreni sconfinati. In tutto 46 mila beni.
La procedura è stata avviata per sessantanove edifici, otto dei quali verranno messi sul mercato entro la fine del 2013: due caserme e il padiglione ufficiali a Peschiera del Garda, il podere Colombaia a Firenze, i caselli daziari all’Arco della pace di Milano, il castello Orsini a Soriano nel Cimino nel viterbese, la villa Favorita di Ercolano e il convento di San Domenico a Taranto. Per il podere fiorentino alle pendici della collina di Arcetri sono arrivate proposte da investitori internazionali, con il coinvolgimento di architetti di fama come Norman Foster e Zaha Hadid.Fra gli immobili in lista, ci sono il convento di San Domenico a Taranto, i caselli daziari all’Arco della Pace di Milano e l’intera isola di Poveglia, nella laguna di Venezia, castelli, fortificazioni, palazzi, caserme, conventi, fari, isole.
Ci sono voluti anni di annunci e ritiri della proposta di rivitalizzare il patrimonio storico- artistico in chiave turistica. L’obiettivo è trasformarli in in resort di lusso, campus universitari e sale convegni, centri benessere.
Il progetto pilota è andato in porto: la villa Tolomei a Firenze, dopo sei anni di lavori, da rudere rinascimentale è diventato un hotel a cinque stelle e nel parco di 17 ettari sono stati reimpiantati vigne e ulivi, come secoli prima. I privati, che hanno investito alcuni milioni di euro per il restauro, gestiranno l’albergo per cinquant’anni. Anche Capo Spartivento in Sardegna e la Dogana Vecchia di Molfetta in Puglia sono considerati modelli positivi.
Ogni immobile ha specificità architettoniche, urbanistiche, di tutela e restauro che ne condizionano i lavori, per cui saranno tenuti sotto controllo dal ministero dei Beni Culturali. Verranno anche stabilite delle clausole per sottrarre gli immobili al privato che farà lavori storico-artistici pericolosi.
Le regioni coinvolte sono tutte tranne Valle d’Aosta, Abruzzo, Molise, Basilicata. In questo modo anche l’Italia avrà una catena di alberghi di alto livello, ospitati in immobili di grande prestigio e di proprietà statale. Una cosa – per intenderci – sul modello dei Paradores spagnoli, che sono hotel distribuiti in tutta la penisola iberica, allestiti in castelli, antiche dimore gentilizie, strutture storiche dismesse, conventi inutilizzati e bellissimi, suggestive reggie marine.

domenica 17 novembre 2013

Da molti mesi lo scrivo sul mio blog......."Pensione, la fuga degli Over 65 dall'Italia - lettera43.it"


Scappano dall’Italia in cerca di un presente e un futuro più sereni.
Dopo i cervelli in fuga, tocca ai pensionati diventare i nuovi fuggitivi. Ma le mete sono ben diverse da chi spera di trovare un'alternativa alla crisi.
Gli Over 65 preferiscono emigrare in Asia, America o Africa. E non solo per motivi climatici: da quelle parti ci sono spesso sistemi fiscali meno rigidi e il costo della vita è ridotto ai minimi termini.
FENOMENO IN CRESCITA. Secondo i dati dell'Istituto nazionale di previdenza sociale, nel 2011 i pensionati residenti all'estero erano 300 mila. Un dato che nel 2012, stando alle cifre fornite da Eurostat, è aumentato a 400 mila. E visto che in Italia la ripresa è attesa solo nel 2014, anche nel 2013 il trend non è previsto in calo.
IN FUGA DALL'ITALIA. Le mete più gettonate dai pensionati italiani, secondo i dati Inps (aggiornati a settembre 2012), sono il Marocco e la Tunisia (in Africa), la Thailandia e le Filippine (in Asia), la Repubblica Dominicana e l’Ecuador (in America). Ma la maggioranza (225 mila nel 2011) rimane in Europa spostandosi in Spagna, in Grecia o a Cipro. E non importa se qui l'economia è peggio della nostra: il clima è decisamente più gradevole, specialmente in inverno (raramente si scende sotto i 15 gradi), e l’appartenenza all’Unione europea garantisce le cure mediche necessarie.
IN AFRICA BASTANO POCHI SOLDI. A 80 anni e dopo una vita passata in giro per il mondo per lavoro, Sergio Stabile ha scelto di fermarsi in Tanzania, a Bagamoyo.
«Per un pensionato o una coppia di pensionati non benestanti», spiega a Lettera43.it, «credo che ormai sia quasi obbligatorio trasferirsi all’estero. Anzi, mi sorprende che tale abitudine non sia molto più diffusa». E poi aggiunge: «A meno di imprevisti, qui in Africa si può vivere con un terzo dei soldi che servirebbero in Italia: con 1.000 euro al mese si è considerati ricchi».

Il 77% dei pensionati percepisce meno di 1.000 euro al mese

Avere un vitalizio mensile da 1.000 euro è però un sogno per molti pensionati.
Da quanto è emerso dai dati Istat (aggiornati al 2011), sui 16,6 milioni di pensionati, la maggioranza è ben lontana da quella cifra.
Spulciando i numeri sui trattamenti pensionistici in essere (sia previdenziali che assistenziali), si scopre che il 77% degli assegni presenta un valore medio mensile inferiore ai 1.000 euro (nel 2010 erano il 79%), mentre il 49% resta sotto i 500 euro.
Facile quindi capire perché ci sia chi, dopo una vita di lavoro, scelga di emigrare.
SI SCAPPA DA NORD A SUD. Anche se il pieno dei pensionati sotto i 1.000 euro al mese secondo l'Istat si concentra al Sud (52,3%) e nelle Isole (52,7%) - nel Nord Ovest sono il 35,8% - la fuga degli Over 65 è un fenomeno che coinvolge l’Italia intera.
In Lombardia, per esempio, gli iscritti all’Anagrafe italiani residenti all’estero (Aire) con più di 64 anni sono passati dai 50.902 del 2010 ai 56.466 del 2012.
In Puglia, invece, sono aumentati dai 44.704 del 2010 ai 50.196 del 2012.
CANARIE LA META PREFERITA. Tra le mete più richieste ci sono le isole Canarie, tanto che sono 20 mila gli italiani che hanno scelto di risiedervi. Qui l'Iva è appena al 4% e, complice lo scoppio della bolla immobiliare, i prezzi delle case sono particolarmente convenienti, quasi dimezzati rispetto a due o tre anni fa: per un’abitazione in affitto si sta sotto i sette euro al metro quadro e chi vuole comprare non fatica a trovare un bilocale a 60 mila euro.
Non a caso l'arcipelago spagnolo - che gode del sistema fiscale ridotto rispetto al Continente - ha attirato sempre più pensionati italiani, anche perché fino a un lordo massimo di 22 mila euro non è nemmeno necessario presentare la dichiarazione dei redditi.
COSTA RICA, PAESE PIÙ FELICE. In Costa Rica, invece, i redditi provenienti dall'estero - è il caso degli assegni dell'Inps - non sono tassati. E questo rende la Repubblica dell'America centrale una meta molto interessante. Senza considerare che secondo il World database of happiness, Costa Rica è il primo Paese al mondo per la «felicità media» e per «soddisfazione di vita».
Per trasferirsi in Tunisia basta poter dimostrare di possedere un reddito idoneo a sopravvivere. Mentre in Kenya la residenza è concessa solo a chi, oltre alla pensione, dispone di una casa (in affitto o di proprietà).
LE MANCE AIUTANO DOVUNQUE. Ma si sa, anche lontano da casa, ci si può arrangiare in qualche modo.
Con «qualche mancia anche modesta», racconta Stabile, «si possono superare le difficoltà. All'estero non ci sono le miriadi di leggi e regolamenti che abbiamo in Italia». Il pensionato, infatti, è persino riuscito ad aprire un agriturismo in Africa.
Il problema, principale, semmai, fa notare Stabile, è «accettare che una civiltà diversa abbia un valore pari a quello che noi diamo alla nostra».

La qualità degli ospedali non interferisce sulla scelta del Paese

Se da una parte lasciare l'Italia può essere una soluzione per non avere più problemi economici, dall'altro i pensionati devono far fronte ai piccoli acciacchi. Che con l'età si fanno sentire sempre più di frequente.
Alessandro Castagna, fondatore di Voglioviverecosì, sito dedicato agli Italiani che vivono all’estero, sottolinea infatti che prima di scegliere la meta dove trascorrere la propria vecchia è meglio verificare la qualità dell’assistenza sanitaria e - se necessario - «stipulare una polizza sanitaria privata» prima di lasciare l'Italia.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nella classifica dei migliori 15 sistemi sanitari del mondo ci sono - tra gli altri - Spagna e Grecia. Cipro è invece al 24esimo posto, la Repubblica Dominicana al 34esimo, Costa Rica al 35esimo, Thailandia al 47esimo.
Insomma, la voglia di lasciare l'Italia sembra più forte di quella di avere i migliori ospedali.
CONVENZIONI PER LA SANITÀ. Tuttavia, il nostro Paese ha da tempo stabilito convenzioni con la sanità pubblica di altri Stati. È il caso di Brasile, Australia, Argentina e Tunisia e Capo Verde: qui i pensionati (così come tutti gli altri cittadini) possono godere di una copertura medica totale, la stessa di cui usufruirebbero in uno dei Paesi dell’Ue.
Significa quindi prestazioni sanitarie (urgenti e non) gratuite, come spiegano le diverse convenzioni pubblicate sul sito del ministero della Salute.
PROBLEMI CON LA BUROCRAZIA. Cambiare, però, non è sempre semplice. «La burocrazia è uguale dappertutto», prosegue Stabile, «è chiaro, comunque, che in un Paese ancora poco all’avanguardia dal punto di vista tecnologico talvolta le cose possono farsi complicate».
Piccoli intoppi che però non oscurano i vantaggi. Per esempio a Panama è sufficiente una rendita mensile di 1.000 dollari (poco meno di 750 euro) per poter usufruire dello stato di pensionato permanente, che comporta sconti ed esenzioni fiscali su bollette e visite mediche.
SKYPE CANCELLA LA NOSTALGIA. Oltre a Stabile, anche Vanna Vallino ha scelto di lasciare l'Italia: dal 2002 vive in Senagal e da quando nel 2007 è rimasta vedova ha aperto un piccolo bed and breakfast. Se le viene nostalgia dell’Italia, le basta usare Skype.
Vittorio Conte s'è trasferito in Madagascar. Dopo una vita da dirigente pubblicitario, vive con l'assegno mensile dell'Inps e arrotonda con qualche consulenza ed è disponibile per accogliere i turisti in visita all'isola.
SCAPPATO DOPO UN INFARTO. Il 66enne abruzzese Giovanni Di Marco era direttore commerciale di una nota azienda, ma da qualche tempo si è stabilito in Thailandia per godersi il mare e le spiagge di Phuket.
Anche Giuseppe Bonazzoli è in Thailandia, ma prima di arrivare in Asia ha vissuto in Brasile e a Santo Domingo. Giornalista in pensione, ha deciso di lasciare l'Italia dopo aver rischiato di morire per colpa di un infarto. E sulle storie dei pensionati all'estero ci ha addirittura scritto un libro, Fuga per la vita, andare via e vivere felici, non privo di spunti autobiografici.
PAESI ANCORA IN CRESCITA. Insomma, cambiare vita anche dopo i 65 è possibile. «Bisogna provare, all’inizio, senza impegnarsi troppo», racconta ancora Stabile, «dipende tutto dal carattere e dalle esigenze personali». Non manca l'Italia? «Ci si pensa. Poi però si ascolta quello che succede a casa e si capisce che non vale la pena rimpiangere la terra che si è lasciata».
Anche perché spesso i pensionati migranti ritrovano fasi che l'Italia ha già vissuto. «La Tanzania avanza con uno slancio pieno di coraggio alla conquista del futuro: mi ricorda gli anni del Dopoguerra italiano».
Lunedì, 18 Novembre 2013