lunedì 9 dicembre 2013

Censis: solo una famiglia su due riesce a comprare casa, trasformazioni urbane ad alto potenziale -casa24.ilsole24ore.com

Solo una famiglia su due riesce a comprare casa: la fotografia scattata dal 47esimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese da un lato ribadisce con chiarezza le difficoltà del mercato immobiliare (compravendite dimezzate dal 2007) ma dall'altro evidenzia come la domanda potenziale non mancherebbe se solo la situazione economica fosse migliore (e l'accesso al credito più facile).
Secondo il Censis, infatti, dal 2007 al 2012 il risparmio netto annuo per famiglia è passato da 4mila euro a 1.300 euro, mentre le famiglie che hanno manifestato l'intenzione di comprare casa nell'ultimo anno sono state 907mila, ma solo poco più della metà ha realizzato l'acquisto. Il 15% delle famiglie vive in affitto, di cui i nuclei giovani sono quasi un quarto (23,8%). La parte più consistente degli inquilini è localizzata nel Mezzogiorno (39,2%) e nelle città, con oltre 100mila abitanti (31,4%). Il 40,8% ha un reddito netto mensile di mille euro e un ulteriore 44,1% compreso fra mille e duemila euro.
La casa può essere però un volano per il rilancio dell'Economia. «È ora di guardare anche in Italia - si legge nel Rapporto - all'economia della trasformazione urbana e territoriale con i suoi diversi segmenti (grandi opere, rigenerazione urbana, edilizia residenziale, immobiliare, recupero del patrimonio storico-artistico) non più come un settore tradizionale in crisi di fatturato e occupazione, ma come un ambito in cui il ripensamento dei modelli può creare enormi opportunità».

Immobiliare Uk, a novembre prezzi delle case ancora su. È il livello più alto dal luglio del 2010 -simplybiz.it


Nel Regno Unito il prezzo medio delle abitazioni è cresciuto a novembre dello 0,6% su base mensile, segnando un incremento del 6,5% rispetto allo stesso periodo del 2012 e facendo registrare il valore più elevato da luglio del 2010. Lo rivelano gli ultimi dati diffusi dalla Nationwide Building Society, secondo cui in questo momento il costo medio delle case e degli appartamenti è di solo 6 punti percentuali più basso rispetto al picco raggiunto nel 2007.
“Negli ultimi mesi – ha sottolineato Robert Gardner, economista della Nationwide – l’attività nel mercato immobiliare ha subito un rapido incremento. E lo stesso vale per il settore dei mutui. Basti pensare che a settembre le approvazioni di finanziamenti per l’acquisto di immobili hanno raggiunto quota 66.375, il 34% in più rispetto allo stesso mese del 2012”.
Per Gardner uno dei fattori che ha contributo a questa ripresa deve essere ricercato nelle favorevoli previsioni sull’andamento dell’economia nazionale, i cui parametri, stando alle proiezioni della Bank of England, sono destinati a migliorare nel prossimo futuro.
Nonostante l’entusiasmo di una parte degli operatori, però, non mancano tra gli addetti ai lavori coloro che si dicono allarmati dalle recenti dichiarazioni del governatore della Old Lady of Threadneedle Street, Mark Carney, che ha spiegato come i finanziamenti al Funding for lending scheme, il programma lanciato dal governo per ridurre il costo dei mutui per i cittadini, saranno progressivamente ridotti a partire dal prossimo gennaio.
Jonathan Hopper, della Garrington Property Finders, ha ad esempio dichiarato alla stampa specializzata che “l’interruzione del Fls potrebbe avere ripercussioni drammatiche sulla ripresa, portando con sé un aumento del prezzo dei prestiti immobiliari che soffocherebbe nuovamente il mercato”.
Un’opinione non condivisa da quanti continuano a sostenere che il provvedimento varato ad agosto del 2012 dall’esecutivo britannico stia piuttosto causando un pericoloso incremento del prezzo delle abitazioni, con il rischio di portare a una bolla immobiliare.

GOLF PEOPLE REAL ESTATE. A Golfer's Paradise

Comprare casa nel paradiso dei golfisti…

Secondo il South African Golf Association in Sudafrica ci sono più di 450 campi da golf.


Sì! Avete letto bene… più di 450! http://www.golfcourselayouts.co.za/

Così scriveva il giornalista Alessandro Luongo nell’articolo/intervista pubblicato nei giorni scorsi sul portale “VoglioVivere Così”

Dopo i Campionati mondiali di calcio del 2010 questo paese si è definitivamente consacrato come “mentalmente” occidentale, dimostrandosi cosmopolita e all’avanguardia, pur mantenendo intatte le tradizioni locali. A conferma di ciò, il 2014 vedrà la città di Cape Town capitale mondiale del Design, dopo le moderne Helsinki e Seoul. E sono sempre più numerosi anche gli italiani che decidono di investire in questa magica terra, chi per trarne qualche profitto economico, chi per cambiare vita. Le motivazioni che spingono noi, popolo abituato a pesanti cambi di temperatura, a nebbie e piogge a scegliere il sud dell’Africa, sono evidenti. Tanto per citarne qualcuna, il clima caldo e mite tutto l’anno, l’accoglienza calorosa della popolazione, i ritmi tranquilli e rilassati, l’aria sana e una natura che si perde a vista d’occhio. Ma negli ultimi anni, oltre alle motivazioni che ci toccano il cuore, se ne possono citare altre ben più pratiche e convincenti: il cambio favorevole euro-rand, lo stile di vita dinamico e le infrastrutture moderne che non ci faranno rimpiangere casa, e gli ottimi collegamenti aerei con l’Italia”.
Anche dal punto immobiliare il Sudafrica riserva particolari e interessanti sorprese.
Grazie al cambio favorevole Euro/Rand, al basso costo della vita, potrete acquistare un immobile in location esclusive a prezzi assolutamente inimmaginabili in Europa.


La locale legislazione tutela inoltre gli acquirenti e tutte le transazioni avvengono in maniera semplice e trasparente.

Oltre all’aspetto economico, sicuramente importante, potrete vivere in un paese emergente (BRICS), che risulta essere il più sviluppato e moderno dell’Africa, con “stile” europeo.
Il clima mite tutto l’anno, l’aria sana e la natura “che si perde a vista d’occhio” completano l’elenco degli elementi destinati a far diventare il Sudafrica una meta interessantissima per investire in immobile o per andarci a vivere.

E per chi il campo da golf lo vuole in casa proponiamo – al prezzo di un bel appartamento nel centro di Milano – questa splendida azienda vinicola a Tulbagh, all’interno della quale ve lo potete costruire!

Al prossimo appuntamento
Gianluca Santacatterina
mob ph +39 348.4513200
gsantacatterina@me.com

Il prezzo delle nuove abitazioni in Bulgaria aumenterà notevolmente a causa di regole europee -bulgariaoggi.com

Il prezzo degli immobili situati in edifici, la cui costruzione verra' avviata l' anno prossimo, aumentera' notevolmente a causa dell' adozione di norme europee piu' restrittive relative alla solidita' della costruzione che dovrebbero entrare in vigore all' inizio del 2014.
Gli esperti hanno un parere unanime sul fatto che l' introduzione delle norme europee garantira' una stabilita' piu' elevata delle costruzioni, ma discordano sul fatto quando esse dovrebbero essere adottate. Secondo il docente Yonko Penev dell' Universita' di Architettura, Edilizia e Geodesia, le norme europee dovrebbero operare parallelamente a quelle bulgare per almeno altri 5-10 anni, in quanto con la loro introduzione il prezzo di un nuovo appartamento aumentera' del 30-50%. Tuttavia, secondo il prof. Svetoslav Simeonov, direttore dell' Istituto geofisico dell' Accademia bulgara delle Scienze (BAN) "il prezzo di una struttura portante in cemento armato in ossequio alle norme europee aumenterebbe al massimo fino al 30%, ma il prezzo dell' intero edificio aumenterebbe solo di circa il 5%". Riportiamo una terza opinione del prof. Yordan Milev della cattedra "Costruzioni massicce" dell' Universita' di Architettura, Edilizia e Geodesia, il quale ritiene che aumetera' di appena il 10% solamente il costo della struttura portante dell' edificio, che rincarera' il prezzo complessivo dell' immobile di una piccola percentuale. Egli ritiene che la Bulgaria dovrebbe seguire l' esempio dell' Italia, della Francia, della Germania e della Romania per armonizzare le proprie norme con glistandard europei, rispettando le particolarita' nazionali e al piu' presto possibile, in quanto nonostante lo sviluppo delle tecnologie, la normativa sulle strutture in cemento o cemento armato in Bulgaria non e' stata cambiata in modo significativo dal 1987.
I codici europei per l' edilizia vengono gia' insegnati nell' Universita' di Architettura, Edilizia e Geodesia e secondo il professore non e' serio parlare di un' ulteriore proroga.

Anche in Italia la gestione vede rosa stop agli immobili, liquidità sull’equità -repubblica.it

Il settore del private banking italiano ha brillantemente superato la crisi degli ultimi anni, nonostante tutto lasciasse supporre una fuga di capitali verso altri lidi. Le difficoltà dell’economia del Belpaese e le incertezze normative non hanno di certo aiutato gli specialisti nella gestione dei grandi patrimoni. Basti pensare al balletto tuttora in corso sulla tassazione degli immobili per capire quali preoccupazioni siano diffuse fra chi ha un buon patrimonio immobiliare. Invece i dati parlano di una crescita del private banking. Al 30 giugno di quest’anno la ricchezza gestita da istituti di private banking era pari a 444 miliardi di euro, un valore in crescita rispetto ai 438 miliardi di fine 2012 e ai 410 miliardi di fine 2011. Dal 2009 ad oggi l’unico anno che ha fatto registrare una battuta d’arresto è stato proprio il 2011, quando il patrimonio gestito è sceso appunto a 410 miliardi dai 428 di dodici mesi prima. «Il 2013 sarà ricordato come un anno positivo per l’industria del wealth management — spiega l’Ufficio studi dell’Associazione italiana private banking (Aipb) — La crescita degli asset gestiti dall’industria è andata bene; nonostante l’incremento sia dovuto più alla performance dei portafogli che ai nuovi flussi, il private banking registra nei primi tre trimestri un +2,9%». La crescita del settore è stata favorita soprattutto dall’aumento della ricchezza della fascia più abbiente della popolazione (solitamente si può accedere ai servizi di private banking solo avendo un patrimonio personale di almeno 500mila euro esclusa l’abitazione in cui si vive). Il mercato potenziale è passato dagli 859 miliardi del 2011 ai 936 miliardi del 2013. Questo significa, tra l’altro, che le possibilità di crescita per il settore del private banking sono ancora notevoli, visto che più della metà del mercato potenziale non è ancora servito. A livello regionale i mercati più interessanti sono la Lombardia, seguita da Piemonte, Emilia Romagna e Lazio. L’analisi dei portafogli è probabilmente lo strumento migliore per capire come i clienti private si siano rapportati alla crisi. Il dato più interessante è la riduzione del peso degli immobili e la crescita degli investimenti finanziari. Gli asset reali, ovvero i terreni, le opere d’arte, i gioielli e le partecipazioni in aziende non quotate, sono invece rimasti sostanzialmente invariati. L’arretramento del real estate trova in parte giustificazione nel calo delle quotazioni degli immobili, a cui si è andata ad aggiungere l’Imu che ha convinto non pochi proprietari a dismettere parte del proprio patrimonio immobiliare. Il capitale così disinvestito si è spostato verso i mercati azionari che hanno invece riservato buone soddisfazioni. La crescita delle azioni già detenute in portafoglio e l’acquisto di nuove spiega l’aumento della componente finanziaria, che ora rappresenta il 44% del totale degli asset (in crescita rispetto al 37% del 2012), contro il 39% del real estate (in calo rispetto al 45% del 2012) e il 17% degli asset reali (in leggero calo rispetto al 18% del 2012). I successi conseguiti fino a oggi dal settore del private banking li si possono però misurare anche con gli indici di soddisfazione della clientela: il 73% dei clienti private si è detto soddisfatto del servizio ricevuto, mentre la percentuali dei soddisfatti al di fuori del settore si ferma al 69%. «Fino ad oggi a causa della crisi il servizio Private si è focalizzato soprattutto nell’accompagnare il cliente attraverso l’instabilità con l’obiettivo primario e condiviso di conservazione — proseguono gli esperti di Aipb — Il Private Banking, ha cercato di costruire il suo valore nella capacità di decodificare la complessità a favore di una migliore comprensione per aiutare l’investitore ad avere una maggiore consapevolezza nelle scelte possibili. In questa fase, che speriamo possa essere definita di uscita dalla crisi, le aspettative del cliente sono cambiate, fondandosi su un nuovo sistema di valori all’insegna della semplicità e della concretezza». La componente finanziaria ora rappresenta il 44% del totale degli asset (in crescita rispetto al 37% del 2012), contro il 39% del real estate.