martedì 28 gennaio 2014

Morgan Stanley: in Italia operazioni immobiliari interessanti -finance.yahoo.com

"L'Italia è più solida di come spesso viene descritta e di come era percepita dall'estero fino a non molto tempo fa. Per questo gli investitori vedono la possibilità di operazioni immobiliari interessanti." Così Ivan Mallardi, responsabile per Morgan Stanley real estate investing (Msrei) in Italia, conferma in un'intervista al Ghirlandaio che il mercato italiano è tornato nel mirino delle grandi banche d'affari internazionali. E spiega per quali motivi e con quali prospettive.
Innanzitutto, spiega, "da un punto di vista macroeconomico il cambio di percezione è stato anche recentemente riflesso nella riduzione dello spread tra Btp e Bund. Il mercato immobiliare italiano, inoltre, ha fondamentali solidi e non abbiamo assistito in Italia allo scoppio di una bolla immobiliare come è successo in altri Paesi. Il periodo storico poi è importante poiché ci troviamo ancora in un periodo d'incertezza generale a livello globale, ma sicuramente di maggior stabilità rispetto agli ultimi sei anni, per intenderci quelli successivi all'inizio della crisi. Insomma, in Italia, in questo periodo storico gli investitori esteri trovano un buon balance tra rischio e rendimento atteso".
Le prospettive per gli investitori si concretizzano nella possibilità di strutturare operazioni interessanti, vista la pipeline di potenziali operazioni immobiliari in Italia. E' importante notare, comunque, che gli investitori esteri che guardano con interesse all'Italia lo fanno ancora in modo molto selettivo. Come contropartita, le prospettive per l'Italia sono di un graduale incremento degli investimenti da parte di investitori esteri e un graduale aumento della liquidità del settore immobiliare italiano.
"Un fattore chiave per gli investitori esteri - prosegue - è la presenza di un quadro normativo e regolamentare certo, dove norme e regole non vengano cambiate in corso d'opera. Questa stabilità normativa e regolamentare sarà uno dei fattori chiave per attirare nuovi capitali stranieri in Italia".
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lunedì 27 gennaio 2014

Investimenti all’estero: conviene acquistare casa fuori dall’Italia? -webeconomia.it

Sono sempre di più gli italiani che scelgono di acquistare casa al di fuori dell’Italia. Secondo quanto afferma un ultimo report condotto da Scenari Immobiliari, infatti, nel corso del 2013 sarebbero oltre 42.300 le abitazioni acquistate dalle famiglie italiane, con un incremento del 6,3% rispetto all’anno precedente, e con prospettive di forte crescita anche per il 2014, esercizio nel quale le compravendite dovrebbero toccare quota 45 mila unità.
Ma quale è la tendenza degli italiani all’estero? E in quali Paesi si concentra il maggior numero di operazioni di acquisto immobiliare?
Partiamo con ordine, e facciamo chiarezza sul primo punto. Appare infatti oramai evidente che gli italiani stanno acquistando proprietà immobiliari all’estero per cercare di monetizzare in maniera efficiente i propri risparmi, evitando di tradire il “mattone”, ma modificando la destinazione territoriale del proprio impiego. A costoro si aggiungono inoltre gli italiani che scelgono di acquistare una casa all’estero per scopo strettamente personale: non sorprende assistere a un continuo incremento di nostri connazionali che scelgono di vivere all’estero, o accompagnare il proprio figlio in un nuovo Paese. Aumenta anche il fenomeno dei pensionati italiani che scelgono una destinazione internazionale per godersi la terza età, individuando un Paese dove il costo della vita è meno elevato di quello italiano e dove, sostanzialmente, appare possibile conciliare un miglior tenore con la pensione tricolore.
Per quanto attiene invece le destinazioni territoriali degli investimenti, tra le preferite risultano essere ancora New YorkParigi,Londra e altre grandi capitali globali: in queste metropoli è molto facile mettere a reddito dei piccoli appartamenti, e il ritorno economico è più che assicurato. Nell’area mediterranea cala l’interesse per la Grecia mentre, dopo la crisi di settore degli ultimi anni, sembra ritornare quello per la Spagna.
E sotto il profilo della convenienza? Al di là della necessità di acquistare case con le proprie risorse monetarie, tutte le proprietà immobiliari detenute all’estero sono soggette al pagamento dell’imposta sul valore degli immobili situati all’estero (Ivie), introdotta nel mese di dicembre del 2011 dal decreto Salva Italia e, successivamente, modificata in correzione di alcuni profili giudicati critici. Una sorta di Imu riservata agli italiani che detengono una casa all’estero, e che potrebbe contribuire a pregiudicare la convenienza di un investimento straniero sul mattone, se tale impiego non viene effettuato con una logica di (almeno) medio termine, e in destinazioni dalla probabile convenienza ecoomica.
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Francia: lusso, eleganza e...celebrità. Ecco cosa muove il mercato immobiliare -ilghirlandaio.com

Acquistare una proprietà appartenuta ad una celebrità lusinga gli investitori, attira i curiosi e...cambia le carte in gioco dei prezzi di un immobile senza per questo essere sinonimo di un buon investimento. Secondo alcune agenzie immobiliari francesi esperte di proprietà ''di prestigio'', aggiungere particolari al limite della violazione della privacy nella descrizione di un immobile può fare la differenza nel corso di una trattativa e se i nomi celebri degli ex proprietari vengono sottaciuti con discrezione nei cataloghi di vendita, ecco che, come per magia, compaiono sussurrati nelle orecchie degli acquirenti al momento della prima visita. Ecco quindi che i nomi di Yves Saint Laurent, Kenzo, Edith Piaf o Aimé Guerlain (pronunciati con un filo di voce dagli abili venditori) ammaliano i papabili compratori attirati dall'ipotesi di possedere qualcosa appartenuta a qualcuno di così "importante''.


"Diciamo ai nostri venditori: non esitate a dire che questo è l'appartamento di Michel Sardou, perché alcune persone sono alla ricerca di questo tipo di proprietà. Ne sono lusingati, meravigliati di vivere tra delle pareti che hanno una storia", ha raccontato Nathalie Garcin che co-dirige l'Emile Garcin, gruppo immobiliare specializzato in proprietà di prestigio. Tra alcuni suoi recenti mandati l'appartamento di un noto cantante francese, la casa del compositore Pierre Boulez e il pied-à-terre dell'attrice Isabella Rossellini (in vendita a 2,7 milioni di euro). "Ma non ci concentriamo mai sulla vita privata dei nostri clienti", ha aggiunto l'agente Maurizio Gianninoni spiegando che è necessario allontanare i curiosi: "Non siamo mica ad un museo". Per questo Gianninoni ha sottolineato l'importanza di informarsi sempre di fronte ad un acquirente. Spesso, così, un appartamento appartenuto ad una celebrità vede raddoppiare il suo valore. Molti infatti i compratori che prendono un immobile, anche in cattivo stato, e lo rivendono dopo un'attenta ristrutturazione ad un prezzo maggiorato giocando proprio la carta del proprietario vip. Ma è un gioco che a volte porta all'effetto contrario. C'è chi è intimorito dal peso dei nomi delle celebrità. Come la bellissima casa a Malmo, in Svezia, di Zlatan Ibrahimovic (da mesi sul mercato in attesa di un acquirente), o quella di Gérard Depardieu, in vendita dall'anno scorso a 50 milioni di euro: le feroci polemiche intorno allo scandalo fiscale che ha investito l'attore ha spaventato e allontanato i compratori francesi. "Negli Stati Uniti è vero il contrario: attori come Robert Redford o Tom Hanks sono fieri di parlare della vendita dei propri immobili e dei loro guadagni", ha ammesso Charles Marie Jottras. "I nostri clienti, invece, lo detestano...". 

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Confabitare: affitti a canoni concordati anche per negozi -a-realestate.it

"Girando per le strade delle nostre città è sempre più facile imbattersi in cartelli 'affittasi' o 'vendesi' su saracinesche abbassate. Una 'desertificazione commerciale' figlia della crisi, che colpisce in particolare i piccoli negozi, con un crollo del mercato delle locazioni e ben 600.000 locali rimasti sfitti nel 2013 in tutt'Italia. Gennaio 2014 conferma l'andamento negativo". Per invertire la tendenza e ridare fiato al commercio, Confabitare - associazione proprietari immobiliari - suggerisce di estendere gli affitti a canone concordato anche agli esercizi commerciali. "La nostra proposta - spiega il presidente nazionale Alberto Zanni - è semplice e concreta. 

Si tratta di applicare ai negozi la legge 431/98 sui canoni concordati, che dal 1998 è in vigore per le abitazioni. In sostanza, il proprietario affitta il locale a canoni più bassi (mediamente il 20-30% in meno dei canoni liberi), in cambio di uno sgravio sull'Imu. Traducendo in cifre, l'imposta sugli immobili commerciali scenderebbe dall' attuale 9,8 per mille (media nazionale) al 7,6 per mille, che è l'aliquota media a livello nazionale per i canoni concordati relativi alle abitazioni. I Comuni avrebbero un mancato introito di poche decine di migliaia di euro all'anno, ma a trarne vantaggio sarebbe tutto il tessuto sociale. Avere negozi aperti significa posti di lavoro, più servizi e consumi, meno degrado. Con la nostra proposta dei canoni calmierati che presenteremo al Governo e a tutte le forze politiche presenti in Parlamento, vogliamo porre un freno alla moria dei negozi e alla desertificazione dei nostri centri urbani".

Questo l'incremento percentuale delle chiusure con riferimento al periodo 1 gennaio 2013-31 dicembre 2013, rispetto allo stesso periodo del 2012:

Bologna +24,5%; Milano +24,3%; Torino +23,8%; Genova +23,5%; Napoli +23%; Cagliari +21,2%; Roma +20,5%; Firenze +19,3%; Catania +18,5%; Palermo +18%; Bari +17,8%; Padova +17,6%; Venezia +16,8%.

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Il calo dei prezzi smuove il mercato immobiliare: torna la domanda, favorendo chi ha più liquidità -casa24.ilsole24ore.com

La correzione dei prezzi e dei canoni inizia a dare i suoi frutti. Se non come scambi, quanto meno a livello di richieste. Dopo tre anni di calo consecutivo, nel 2013 sono tornate a crescere sia le domande di acquisto sia quelle di affitto di abitazioni. Lo certifica il Centro studi del portale immobiliare Casa.it, secondo cui, a dicembre 2013, si è verificato un aumento del 6% della domanda e del 13% dell'offerta per le compravendite, e del 5,3% di domanda e 8,4% di offerta di affitti, rispetto al gennaio 2013.
«Questo è senz'altro un segnale positivo, che pensiamo migliorerà ancora nel 2014», dice Daniele Mancini, amministratore delegato di Casa.it. Ma i motivi di questa inversione di tendenza sono chiari. «Non si deve certo a una ripresa della disponibilità di spesa, quanto al ribasso avvenuto in precedenza dei prezzi di vendita e dei canoni», aggiunge Mancini. Insomma, i valori attenuati fanno rialzare la testa a chi vuole investire nel residenziale. Anche se il trend positivo non si è tradotto in una crescita degli scambi, visto che gli ultimi dati disponibili dell'Agenzia delle Entrate, relativi al terzo trimestre 2013, mostrano 199.661 affari conclusi, in flessione del 6,6% sullo stesso periodo 2012. Ma almeno si può guardare con più fiducia all'anno in corso.
Secondo Casa.it, i prezzi offerti sono stati abbassati in media del 9,7% nel 2013 e si collocano oggi, a seconda della tipologia di abitazione, tra i 2.400 e i 3.000 euro al metro. Ancora troppo, però, secondo il mercato, visto che in media l'offerta è più bassa del 12% rispetto alla domanda. E ci sono città come Torino, Genova, Firenze e Napoli dove questa forchetta arriva a sfiorare il 14%. Come a dire che, chi vende, deve mettere in conto una riduzione pari almeno a questa percentuale, se vuole sperare di raggiungere un accordo. Rispetto agli immobili, quelli di taglio piccolo e medio sono sempre i più richiesti. In cima alla classifica ci sono i trilocali. I venditori, in media, li offrono a 3.000 euro al metro, mentre le case con 5 o più locali partono da un prezzo inferiore ai 2.500 euro. Ed è sempre nel segmento degli appartamenti più piccoli, in questo caso i bilocali, che si verifica la discrepanza più marcata tra i prezzi degli annunci e l'offerta dei potenziali acquirenti: quasi il 16%.
A livello territoriale, Milano (+4,5), Napoli (+3,9) e Roma (+3,6) sono le città in cui la domanda è aumentata di più, mentre la contrazione dei prezzi di vendita più forte si è registrata a Genova (-8,7%), Firenze (-7,5%) e Napoli (-7,3%). Ma in tutti i capoluoghi è stata comunque superiore al 5%. Sul fronte affitti, invece, i canoni richiesti dai locatori sono scesi in media dell'11,6% in tutta Italia con punte a Cagliari (-12,5%) e Bari (-10,5%). Anche qui, come nel caso delle compravendite, la correzione al ribasso è servita a rimettere in moto la domanda, salita in media del 5,3%, ma con balzi più evidenti a Napoli (+9,4%), Palermo (+8,5%) e Firenze (+7,6%).
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