lunedì 10 marzo 2014

Consumi energetici: in casa sprechiamo 100 euro al mese -news.immobiliare.it

Italiani, popolo di spreconi. Potrebbe sembrare un controsenso, visto che la crisi economica ci ha costretti a centellinare le spese e ad essere più oculati nella gestione del nostro budget familiare, ma gli ultimi calcoli di Legambiente rivelano che una famiglia italiana spreca da 80 a 120 euro al mese in energia. All’anno, la nostra disattenzione all’efficienza energetica fa “evaporare” tra 1000 e 1500 euro l’anno.
L’indagine è stata condotta analizzando con un’apparecchiatura termografica oltre 500 edifici in 47 città: la macchina fotografava l’immobile, mettendo in rilievo le zone contraddistinte da perdite di calore. Ebbene, anche edifici di pregio, realizzati da archistar o in zone centralissime – immobili quindi pagati a caro prezzo – non passano la prova, rivelando elementi di dispersione del calore nelle strutture portanti. Problemi di questo tipo sono responsabili tanto dello spreco in riscaldamento, quanto delle bollette salate per l’aria condizionata. Una situazione insostenibile, che è possibile perché la normativa sulla certificazione energetica attualmente in vigore i controlli e le sanzioni non sono sufficienti a incentivare il rigore e l’efficienza energetica. Eppure, costruire in maniera virtuosa gli edifici costa tra 50 e 100 euro al metro quadro: se consideriamo un appartamento da 100 mq il sovrapprezzo non supererà i 10mila euro. Poco, se pensiamo che ne sprechiamo anche 1.500 ogni anno.
L’Europa, intanto, ci chiede di rendere più virtuoso il patrimonio immobiliare italiano: dal 2019 tutti i nuovi edifici pubblici realizzati nell’unione, e dal 2021 anche quelli privati di nuova realizzazione, dovranno essere “neutrali” dal punto di vista energetico: dovranno ridurre i consumi e appagare il bisogno restante ricorrendo a fonti rinnovabili. Si tratta di date lontane, ma non troppo.
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Keith Richards compra casa sulla Fifth Avenue -news.immobiliare.it

Se c’è una band in grado di personificare il rock and roll in tutte le sue sfaccettature, è quella dei Rolling Stones: immarcescibili re dell’eccesso, vivono da 40 anni lo spirito del rock passando da un palco all’altro, dando l’impressione di essere immortali. Ma se c’è un componente, tra i mitici quattro, che più degli altri rappresenta il motto “sex & drugs & rock’n’ roll” è Keith Richards, il protagonista del gossip immobiliare del giorno.
Raccontano i bene informati che il chitarrista – dopo aver compiuto settant’anni, vissuti tutti spericolatamente – ha deciso di regalarsi una nuova dimora: lui e sua moglie Patti Hansen, che gli è al fianco ormai da 30 anni, hanno acquistato negli scorsi giorni un appartamento al centro del borough di Manhattan, nella mitica Fifth avenue. L’immobile, un penta-vani pagato alla modica cifra di 10,5 milioni di dollari, era stato messo sul mercato nel dicembre 2012 a 15 milioni ma la richiesta ha subito una riduzione per assenza di compratori disponibili.
È scontato dire che si tratti, vista la cifra, di un appartamento di lusso: dotato di 4 camere da letto e altrettanti bagni, è il risultato dell’unione di tre appartamenti diversi ed è per questo che vanta ben tre terrazze, in grado di offrire una veduta di New York davvero splendida.
Questo acquisto è solo l’ultima bella notizia in ordine di tempo: negli scorsi giorni, Keith Richards e Patti Hansen hanno annunciato di essere diventati nonni per la prima volta. L’appartamento sarà sembrato loro un fantastico modo per festeggiare il nipotino appena arrivato.
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Sunia-Cgil: nei primi 6 mesi 2013 quasi 35mila sfratti -a-realestate.it

Gli sfratti per morosità registrano un'impennata di oltre il 10% nel primo semestre dello scorso anno rispetto all'intero 2012, per un totale di 34.756, ovvero il 90% del totale degli sfatti emessi, questi ultimi invece complessivamente pari a 38.869. Sono questi i dati che emergono da elaborazioni condotte dalla Cgil e dal Sunia sugli ultimi dati disponibili del Ministero dell'Interno sull'andamento delle procedure di sfratto relativo al periodo gennaio-giugno 2013. Secondo il report del sindacato di corso d'Italia e di quello degli inquilini, Roma risulta essere la città più colpita in valori assoluti con oltre 3.300 sfratti per morosità emessi, il 60% di quelli sentenziati nell'intero 2012 mentre nella provincia della capitale la percentuale sfiora il 70%. Per quanto riguarda altre città capoluogo, Cgil e Sunia osservano come Firenze, nei primi sei mesi del 2013, abbia raggiunto il 69% degli sfratti emessi nel 2012, Bari il 64%, Catania il 62%, Milano il 55%. Il tutto mentre le altre aree metropolitane sono tutte abbondantemente oltre il 50. Analoghe percentuali, segnalano Cgil e Sunia, si riscontrano nel raffronto tra il numero degli sfratti eseguiti con l'ausilio dell'Ufficiale Giudiziario nel primo semestre 2013 rispetto all'intero 2012: oltre il 70% a Venezia, il 66% a Catania, il 65% a Torino. "Sono dati che purtroppo confermano l'allarme che da tempo avevamo lanciato - sostengono Cgil e Sunia -: senza misure di contrasto in pochi anni il dramma degli sfratti per morosità avrà colpito oltre mezzo milione di famiglie. E' finito il tempo dei rinvii". Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ricordano in una nota le due organizzazioni sindacali, "aveva annunciato con il precedente Governo un 'piano casa' per affrontare il disagio abitativo: sono passati quattro mesi ma non si è andati oltre alle indiscrezioni". In relazione agli ultimi eventi, poi, Cgil e Sunia precisano come "il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha annunciato per il prossimo mercoledì che verranno affrontati nodi quali: il tema degli affitti a prezzi accessibili e l'housing sociale, finanziamenti per il fondo affitti e per la morosità incolpevole, il nodo delle risorse per ristrutturazioni di abitazioni degli istituti autonomi di case popolari, detrazioni per gli inquilini in affitto in edilizia sociale". Circa queste anticipazioni Cgil e Sunia si augurano che "questa volta l'impegno venga mantenuto".


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E l’immobiliarista impara un nuovo mestiere -Repubblica.it

Milano L a stagione del trading forsennato sugli immobili non tornerà a breve. Non è solo colpa degli scandali che hanno investito molti immobiliaristi italia (a partire dai famosi “furbetti del quartierino”), ma anche di un contesto di mercato molto diverso da quello che ha caratterizzato tutti gli anni Novanta e l’inizio del nuovo secolo. Con i prezzi del mattone scesi sensibilmente negli ultimi anni, il peso crescente della fiscalità e le politiche di concessione dei prestiti sempre più prudenti da parte delle banche, gli operatori del settore sono chiamati a reinventarsi. Anzi in parte lo hanno già fatto come sottolinea lo studio su “L’industria immobiliare italiana” redatto da Federimmobiliare. «Le aziende immobiliari si sono concentrate molto — o molto di più — sulla valorizzazione del loro patrimonio immobiliare, in essere o in acquisizione. Quell’attività che in inglese si chiama property management », si legge nel report. In sostanza si è messa in moto un’evoluzione del mercato che tende a ridurre i rischi legati all’acquisizione di nuovi immobili, nella consapevolezza che non sarà facile rivenderli in tempi ragionevoli portando a casa una plusvalenza. Al suo posto stanno invece crescendo gli sforzi per gestire al meglio il patrimonio già in portafoglio con l’obiettivo di superare indenni la fase negativa del mercato senza che i beni deperiscano. Il nuovo focus consente peraltro di ridurre i rapporti
con il mondo del credito. Molte società di sviluppo e trading immobiliare hanno chiuso i battenti negli ultimi anni e quasi tutte quelle rimaste sul mercato si trovano a fare i conti con i debiti pregressi. Dunque, è il ragionamento diffuso, non è il caso di aumentare l’esposizione finanziaria, considerato peraltro che il loan to value è in calo in tutti gli ingranaggi che compongono il mercato: dal momento in cui viene acquisito l’immobile agli stati di avanzamento dei lavori sempre più ritardati e ridotti nella quota di copertura degli effettivi costi sostenuti. Il tutto a fronte di una domanda che resta debole sia sul fronte dei privati, che delle aziende. Senza dimenticare il fronte normativo, che negli ultimi anni ha penalizzato gli interventi che aggiungono volumetria. Il risultato, come sottolinea la ricerca, è un «deterioramento della commercialità che ha forte connotazione strutturale e non meramente congiunturale, quindi destinato a durare nel tempo e in grado di modificare permanentemente le attività e il numero delle aziende del comparto». Un’analisi che aiuta a comprendere la svolta decisa delle aziende di settore, che in ogni caso non è alla portata di tutti. Perché la valorizzazione degli immobili richiede competenze tecniche e tecnologiche che non si apprendono in breve tempo, a maggior ragione in presenza di organigrammi tradizionalmente con una prevalenza di operai rispetto ai professionisti. Questi ultimi necessari per ripensare gli impianti, il modo di vivere all’interno degli edifici e l’efficienza energetica, solo per citare tre esempi. Chi riuscirà in questo processo di trasformazione continuerà a restare sul mercato, ma dovrà operare secondo canoni differenti: occorrerà una maggiore capitalizzazione per ovviare all’allungamento dei tempi, il coinvolgimento nell’iniziativa di chi detiene il bene da sviluppare e una riorganizzazione delle competenze professionali. (l.d.o.) E’ in atto un’evoluzione del mercato che tende a ridurre i rischi legati all’acquisizione di nuovi immobili.

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GOLF PEOPLE REAL ESTATE. Te la dò io l’America… Si fa presto a dire “investimento immobiliare all’estero”…


REAL ESTATE. Te la dò io l’America… Si fa presto a dire “investimento immobiliare all’estero”…

 

Il mercato immobiliare italiano – non è certo un segreto – è oramai letteralmente paralizzato ed una cosa è certa: nel settore non c’è più lavoro per tutti !
Dal 2005 – quindi da tempi “non sospetti” – ci occupiamo esclusivamente di investimenti immobiliari fuori dall’Italia e mai come negli ultimi tempi ho visto proliferare colleghi che si ritengono esperti nel settore “estero”.
Diventare un consulente immobiliare per il settore immobiliare estero – come qualsiasi altra professione – è un cammino lungo, in salita, ricco di difficoltà e imprevisti.
Ci si deve spesso confrontare con legislazioni molto diverse dalle nostre, con usi e consuetudini a cui non siamo abituati e mentalità diverse. Non basta certamente un cartello affisso nella vetrina dell’agenzia raffigurante la classica palma ricurva sulla spiaggia bianca e mare turchese.
Mi sembra di rivedere un po’ quello che accadeva circa una decina di anni fa. Ho visto moltissime persone che – attratte dal momento favorevole del mercato immobiliare – decideva di iscriversi al corso per Agenti Immobiliari. Molti di questi sono diventati ottimi professionisti ed hanno pure raggiunto il “successo economico” ma temo che neppure il settore immobiliare estero, assolutamente in crescita come più volte confermato da autorevoli studi, potrà nei prossimi anni garantire analogo successo se non supportato da altissima professionalità e specializzazione.
Nell’era del Social Network diventa molto più facile – ed economico – proporsi e quindi chiunque di noi può con poche decine di euro creare una “Fan Page” su Facebook con qualche migliaio di “Mi Piace”…
Pur essendo io un fermo sostenitore e utilizzatore di ogni tipo di Social, vorrei ricordare che le case non si vendono attraverso Facebook…magari fosse così…
Vorrei altresì ricordare che su Facebook non si “impara il mestiere” e tantomeno si acquisisce l’esperienza o la professionalità.
Nell’era del virtuale mi capita spesso di imbattermi in siti web con proposte immobiliari all’estero ed alla voce “chi siamo” ritrovo la classica frase “un pool di professionisti che da 20 anni … bla bla bla”. Mai un nome o una faccia …
L’italiano è sicuramente attratto dall’investimento immobiliare all’estero ma altrettanto spaventato. Non metterci “la faccia” certamente non tranquillizza il cliente.
Un consiglio su tutti per quest’ultimo ? Chiedete al consulente che vi sta proponendo l’investimento di raccontarvi – circostanziandola e dimostrandovi che ciò che vi dice è vero – la sua storia professionale…
Al prossimo appuntamento
Gianluca Santacatterina
mob ph +39 348.4513200
gsantacatterina@me.com