martedì 16 aprile 2013

Politici russi comprano casa in Italia Al secondo posto la Spagna, seguita da Svizzera e Gran Bretagna ANSA


Politici russi comprano casa in Italia

Al secondo posto la Spagna, seguita da Svizzera e Gran Bretagna

15 aprile, 16:54
Politici russi comprano casa in Italia1 di 1
(ANSA) - MOSCA, 15 APR - L'Italia sembra il paese preferito dell'elite politica russa, in particolare dei senatori, per comprare casa all'estero: la maggior parte dei 19 membri del Consiglio della Federazione - la camera alta del parlamento russo - con beni immobili fuori dai confini ha scelto il Belpaese. Lo scrive il quotidiano Rbk, esaminando le ultime dichiarazioni dei redditi degli ''onorevoli''. Al secondo posto la Spagna, davanti a due Paesi meno assolati ma piu' stabili: la Svizzera e la Gran Bretagna.

Zhang la “democratica” la regina del mattone dopo Pechino e Shanghai ora punta su Manhattan di Paola Jadeluca -repubblica.it


Zhang la “democratica” la regina del mattone dopo Pechino e Shanghai ora punta su Manhattan

E’ TRA LE DONNE PIÙ RICCHE E AMMIRATE DEL GLOBO ALLA GUIDA DI SOHO CHINA LA SOCIETÀ FONDATA CON IL MARITO PAN SHIYI E QUOTATA A HONG KONG HA FATTO UN’OFFERTA PER IL 40 PER CENTO DEL GENERAL MOTORS BUILDING DI NEW YORK

Paola Jadeluca



«A bbiamo avuto un anno straordinario»: giacca nera senza collo, ravvivata da due fiori bianchi di stoffa che spuntano da un ramo rosso, Zhang Xin una delle dieci miliardarie selfmade secondo Forbes e nella top ten del Financial Timesdelle donne da ammirare - espone i risultati del suo gruppo, Soho China, tra i principali protagonisti del real estate del Dragone e oggi sotto i riflettori per le trattative finalizzate all’acquisto del 40% del General Motors Building di New York, sede tra l’altro del più grande store della Apple. «Il fatturato del 2012 è cresciuto del 169% e i profitti del 172%», racconta Zhang in inglese fluente, perfezionato all’Università del Sussex, dove si è laureata, e affinato a Cambridge, dove ha conseguito un Master in business administration. Il video della conferenza di presentazione è sull’home page del sito della compagnia e va in onda su Youku, lo Youtube cinese. Segno dell’attenzione ai nuovi media e ai social network di questa businesswoman considerata anche una delle più aggressive blogger del paese, con milioni di follower su Sina Weibo, il corrispettivo cinese di Twitter. E’ tutto in mandarino, invece, il video del marito, Pan Shinyi, presidente di Soho China. Il suo è un racconto sul campo, tra i cantieri della compagnia con gli operai e i caschetti di sicurezza e tra gli edifici nuovi, intervallati dalle slide con gli andamenti dell’impero di famiglia e lo scenario di mercato. Uniti nella vita e negli affari,
Zhang e Pan sono considerati la coppia più cool della Cina. Icone della nuova classe dirigente del paese, innovativa e globale, ma sempre attaccata ai valori della tradizione. Dei due è lei, Zhang, la più visionaria, vincitrice di una lunga serie di premi internazionali di design. Se mai qualcuno ha ancora il dubbio che la Cina sia solo una grande fabbrica di beni a basso costo, studi il caso del Galaxy Soho, l’avveniristico edificio di Pechino, progettato dall’archistar Zaha Adid, nuova firma del gruppo. Non è ancora terminato e già l’hanno copiato. Riprodotto e costruito in tempo record in un’altra città. Galaxy Soho è nel Chaoyangmen, il distretto più grande della città, dove hanno sede le ambasciate straniere di Sanlitun, il quartiere della vita notturna, e il Cdb, il distretto degli affari, costruito in gran parte da Soho China, e anche la città olimpica dove si sono tenuti i giochi del 2008. La città Olimpica e Shanghai Expo del 2010 hanno rimandato a tutto il mondo le immagini di come sta cambiando rapidamente il volto della Cina. Ma agli esperti non sfugge come, anche nelle grandi infrastrutture, c’è sempre un tocco all’orientale che le rende comunque inconfondibili. Lo stesso Galaxy Soho con le sue sinuose curve rievoca i grandi canyon delle montagne ritratte dagli antichi maestri. Tutto corre in Cina, a partire dalle costruzioni. E Soho China ha contributo alla costruzione di circa la metà della nuova Pechino, e di gran parte di Shanghai. Ma si prepara un periodo di transizione. In agguato c’è il timore dello scoppio di una grande bolla immobiliare. «Sono gonfi come cocomeri», commenta senza mezzi termini Alberto Forchielli, partner di Mandarin Fund e Presidente di Osservatorio Asia. E’ ancora molto vitale il mercato delle seconde e terze case da investimento, sostengono gli analisti di Thomas White, ma escluso questo segmento di domanda, la richiesta reale di edifici residenziali e d’ufficio è al di sotto dell’offerta. Il risultato: molti blocchi sono completamente vuoti, e gli affitti sono bassi rispetto al valore della proprietà. Ecco perché Zhang ha allargato il raggio d’azione all’estero: immobili come il General Motors Building dovrebbero rivelarsi un investimento stabile nel tempo. Per il famoso edificio di New York, 214 metri di altezza con affaccio su Hyde Park, è pronta a pagare 3,4 miliardi. «Apprezziamo il nuovo modello di business», è il commento dell’analista Marco Size di Citi, che tuttavia ravvisa ancora margini di incertezza per il futuro. Gli analisti in generale sono un poco preoccupati per la nuova strategia adottata: invece di comprare acquisire in leasing. Il governo ha preso diverse misure per evitare lo scoppio della bolla. «Ma non si sono ancora materializzate », fanno notare gli analisti di Credit Suisse. L’andamento di borsa conferma i timori. Le aziende immobiliari quotate, soprattutto le small e middle cap, hanno perso il 10% a cavallo del 2012 e 2013. E lo scenario che si profila è bearish, ribassista. Quotata alla borsa di Hong Kong nel 2007, Soho China è stata una delle più grandi matricole in Asia nell’immobiliare, la grande svolta del business di famiglia, che l’ha catapultata sui magazine internazionali. «La Cina produce donne manager di successo alla stessa velocità con la quale in passato produceva magliette per i mercati mondiali», scrivono gli analisti di Thomas White. Donne che hanno studiato nei migliori atenei, parlano perfettamente l’inglese, sanno di finanza, hanno fatto esperienze all’estero, realizzando quella spinta all’incremento della presenza femminile voluto da Mao, autore dello slogan: le donne tengono su metà del cielo. Hangui, tartarughe di mare, così vengono chiamati in Cina i cinesi che si formano all’estero ma poi tornano a casa. Quella di Zhang è una storia simile a quella di tante altre e tanti altri tycoon cinesi. Povera di nascita, ricca di testardaggine e capacità. Le cronache raccontano che emigra a Hong Kong con la madre, ex traduttrice ufficiale del Partito comunista, all’età di 14 anni e con lei vive in una minuscola stanza con due letti a castello. Per tirare avanti lavora come operaia in una società di elettronica, mette da parte i soldi e infine parte per Londra dove segue un corso di studi per segretarie. Lavora, ma continua a studiare fino al master, finché viene assunta dalla London Investment Bank che la manda a Hong Kong. Finché conosce Pan Shiyi, anche lui self made man. «Se io sono cresciuta con niente, lui è cresciuto con ancora meno», ama ripetere. Amore e business, il colpo di fulmine è unico: in quattro giorni si sposano e insieme fondano Hongshi (pietra rossa), la start-up che ha dato vita nel tempo all’impero di famiglia. Soldi e fama corrono di pari passo. E Zhang è diventata una protagonista cameo nel film di Oliver Stone, Wall Street, Money never sleeps (i soldi non dormono mai). Di fatto non corrisponde allo stereotipo del manager spietato e senza scrupoli, mantiene piuttosto un profilo basso, gira in Lexus, e non in Ferrari, considerato il top tra i cinesi. La sera, dice, preferisce stare in casa con i figli. Blog e interviste sono tutte all’insegna della democrazia, della lotta all’inquinamento, del risparmio energetico. Uno stile che ben si addice alle nuove politiche spartane del governo cinese che ha deciso di reprimere la corruzione e, dunque, anche il lusso ostentato, spesso considerato il prezzo e dunque l’immagine stessa della corruzione. E la corruzione, in Cina come altrove, è particolarmente annidata nel settore del real estate e degli appalti pubblici, dove sono esplosi negli ultimi anni clamorosi scandali. Anche Zhang è stata lambita dai sospetti. Secondo alcuni organi di stampa, riporta sempre Thomas White, sarebbe oggetto di un’inchiesta per complicità in un caso di riciclaggio. Dal blog Zhang Xin ha fermamente sostenuto la sua innocenza. E niente e nessuno la ferma. Ha dichiarato di voler investire 10 miliardi di yuan quest’anno per acquistare terreni, siti in fase di sviluppo e completare progetti nelle due principali città cinesi di Pechino e Shanghai. Alla faccia della bolla immobiliare. «Oltre alla metà del cielo, vuole sostenere anche la metà della terra », forse hanno ragione gli analisti di Thomas White. Nel disegno Zhang Xing vista da Dariush Radpour Ceo di Soho China ha fondato il gruppo con il marito Pan Shiyi
(15 aprile 2013)
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Il Governo greco si prepara ad abbassare le tasse sugli immobili by Monitorimmobiliare http://www.monitorimmobiliare.it/articolo.asp?id_articolo=14317

Il Governo greco si prepara ad abbassare le tasse sugli immobili

http://www.monitorimmobiliare.it/articolo.asp?id_articolo=14317


16/04/2013
Al termine delle trattative con la cosiddetta Troika (i vertici di Fmi, Ue e Bce) per un accordo che taglierà 15mila dipendenti statali, il premier greco Antonis Samaras ha annunciato che il suo esecutivo si prepara a ridisegnare la tassazione sugli immobili, con un taglio in programma già entro la fine di quest'anno, per poi introdurre nel 2014 una nuova imposta sul mattone più leggera di quella attuale.

La tassa sulle proprietà immobiliari - ha garantito il premier, a cui si deve anche la messa a punto di un piano di dismissioni di immobili pubblici che sta procedndo a ritmo serrato - sarà "ridotta del 15% per il 2013, mentre per il 2014 una nuova imposta – che prenderà il nome di tassa immobiliare unificata - verrà svincolata dalla bolletta dell'elettricità (la riscossione della tassa sugli immobili in Grecia è oggi eseguita via bolletta della luce ndr) e sarà più equa e una delle più basse in Europa".

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Edilizia Usa brucia previsioni: record avvio nuovi cantieri (+7%) a marzo by monitorimmobiliare http://www.monitorimmobiliare.it/articolo.asp?id_articolo=14309

Edilizia Usa brucia previsioni: record avvio nuovi cantieri (+7%) a marzo 
http://www.monitorimmobiliare.it/articolo.asp?id_articolo=14309
Edilizia Usa brucia previsioni: record avvio nuovi cantieri (+7%) a marzo 16/04/2013

Un altro balzo in avanti – e questa volta anche molto al di sopra delle aspettative – per l'edilizia americana.

Nel mese di marzo i nuovi cantieri avviati sono infatti aumentati del 7%, a un tasso annuale destagionalizzato di 1,04 milioni di unità.

Con i risultato di marzo si è tornati così sui livelli di giugno 2008, prima dello scoppio della crisi immobili a stelle e strisce legata ai mutui sub prime e al crollo dei prezzi delle case.

I dati, resi noti dal dipartimento del Commercio Usa, hanno stupito anche gli analisti, che si aspettavano un aumento sì, ma non oltre un +1,7% a 933.000 unità.

Il rialzo – si è scoperto - è legato principalmente alla costruzione di case multifamiliari (quelle con almeno 5 unità abitative) che sono balzate del 27% rispetto al mese precedentemente, mentre quelle monofamiliari sono calate del 4,8%, sempre rispetto a febbraio.

Per niente brillanti invece i dati sui permessi edilizi che - sempre a marzo su febbraio - sono scesi del 3,9% (contro stime per un +0,3%).

Il tasso annuo è pari a 920mila permessi, contro attese per 942mila e dopo le 939mila licenze concesse nel mese precedente. 
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Istat:giù vendite immobili economici,da uffici a negozi -26% Calo registrato in terzo trimestre 2012, il dato peggiore dal 2008 - ANSA

Istat:giù vendite immobili economici,da uffici a negozi -26%

Calo registrato in terzo trimestre 2012, il dato peggiore dal 2008

15 aprile 2013

Istat:giù vendite immobili economici,da uffici a negozi -26%

(ANSA) - ROMA, 15 APR - Il mercato immobiliare perde pezzi su tutti i fronti, anche le unità ad uso economico, come uffici, negozi, laboratori o capannoni, risultano in profonda crisi. E nel terzo trimestre 2012 le convenzioni per il trasferimento di proprietà nel comparto raggiungono il loro vertice negativo (-25,7%). Lo rileva l'Istat. Si tratta del calo tendenziale più elevato a partire dal primo trimestre 2008, ovvero da quando sono disponibili dati comparabili. (ANSA).