martedì 7 maggio 2013

Casa:nel primo trimestre 2013 aumenta propensione acquisto Immobiliare.it, il 55% degli italiani pensa sia buon momento per comprare (ansa)

(ANSA) - MILANO, 07 MAG - Torna negli italiani la voglia di guardare al mercato della casa. Nel primo trimestre 2013 sale al 55% la percentuale di chi pensa che sia un buon momento per comprare, contro il 49% dello stesso periodo 2012. E' quanto emerge dalla periodica rilevazione di Immobiliare.it, su un campione di circa 12.000 persone. Bassa, invece, la propensione alla vendita(12%), mentre, oltre il 60% del campione è convinto che i prezzi continueranno a calare. Torna negli italiani la voglia di guardare al mercato della casa. Nel primo trimestre 2013 sale al 55% la percentuale di chi pensa che sia un buon momento per comprare, contro il 49% dello stesso periodo 2012. E' quanto emerge dalla periodica rilevazione di Immobiliare.it, su un campione di circa 12.000 persone. Bassa, invece, la propensione alla vendita(12%), mentre, oltre il 60% del campione è convinto che i prezzi continueranno a calare. Secondo Immobiliare.it, non tutta l'Italia interpreta allo stesso modo l'evoluzione del mercato. Rispetto alla rilevazione di aprile 2012, quasi ogni regione registra un aumento, anche significativo, della propensione all'acquisto immobiliare: le uniche più pessimiste rispetto ad un anno fa sono l'Emilia Romagna e la Basilicata. Al primo posto della classifica nel primo trimestre 2013 ci sono le Marche, che guadagnano otto posizioni e 14 punti percentuali, seguono nell'ordine: Sicilia, Puglia, Friuli Venezia Giulia; fanalino di coda il Trentino Alto Adige (+4%) e la Basilicata (con il 50%).(ANSA).

Imu: Squinzi, più importate tagliare tasse sul lavoro Per l'imposta sulla casa "vedere bene cifre e numeri" (ANSA)

(ANSA) - MILANO, 7 MAG - "E' assolutamente più importante intervenire sulla tassazione del lavoro che sulla casa". Lo sostiene il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che ha parlato a margine della commemorazione del cinquantesimo del premio Nobel a Giulio Natta, scopritore del polipropilene, al Politecnico di Milano. Quanto all'Imu, dopo aver spiegato che "si tratta di vedere bene cifre e numeri", Squinzi ha sottolineato come "la priorità in questo momento è il lavoro e ritrovare la crescita". Il leader degli industriali ha poi ricordato "la nostra proposta di ridurre del 9% la tassazione sul lavoro", basata sulla "neutralizzazione del costo del lavoro dal calcolo degli imponibili Irap". A suo avviso, quest'ultimo, "é un provvedimento che deve essere adottato e avrebbe come risultato complessivo quello di ridurre del 9% il costo del lavoro". (ANSA).

Londra, record investimenti in immobili commerciali: +48% nel 2012 by monitorimmobiliare

http://www.monitorimmobiliare.it/articolo.asp?id_articolo=14551

Gli investitori hanno acquistato più immobili commerciali nel centro di Londra l'anno scorso che in tutto il resto della Gran Bretagna, secondo la società di consulenza Dtz.
 
Gli investimenti hanno toccato la cifra record di 16,1 miliardi di sterline per l'acquisto di edifici commerciali per uffici, negozi e magazzini nella capitale britannica, segnando un aumento del 48% rispetto al 2011.
 
"L'attività di investimento nel centro di Londra può essere collegata a una domanda molto forte per il prime da parte degli investitori stranieri" ha detto Ben Burston della Dtz.
 
La Gran Bretagna è il più grande mercato immobiliare d'Europa e il secondo con maggiore liquidità dopo la Svezia.
 
"Una buona liquidità è essenziale" ha spiegato Hans Vrensen, responsabile della ricerca presso Dtz.
 
"Se non si può comprare dentro e poi vendere fuori da un mercato, il valore relativo è irrilevante.
 
Il Regno Unito insieme agli Stati Uniti, la Germania, la Cina e il Giappone sono particolarmente attraenti per gli investitori internazionali".
 
Gli investitori immobiliari nel Regno Unito si sono però dovute rivolgere ad assicuratori, fondi pensione e mercati obbligazionari per il finanziamento in quanto le banche sono riluttanti o incapaci di rilasciare credito.
 
Il debito di questi istituti è aumentato del 35% a 20,6 miliardi di sterline lo scorso anno, secondo Dtz.
 
Le emissioni di nuove obbligazioni sono aumentate del 30% a 92 miliardi dollari.
 
Le società di private equity hanno acquistato 273 miliardi di dollari in beni immobili commerciali l'anno scorso e sono stati il ​​"principale motore della crescita globale", ha riferito Dtz.   

Posted by Monitorimmobiliare

Immobili, Asia e Nord America realizzano i risultati migliori a cura di Stefania Basso (fondionline.it)

Forte miglioramento del sentiment in particolare in Giappone. Sondaggio sul mercato immobiliare commerciale globale di RICS del primo trimestre 2013

L'incerto quadro economico continua a frenare il mercato degli affitti di alcuni paesi. E' quanto emerge dal sondaggio del primo trimestre 2013 sul mercato immobiliare commerciale globale di RICS. A risentirne sono in particolar modo i paesi dell'area euro e quelli della regione CEE. All'interno della regione le aspettative sugli affitti sono positive solo in due paesi, ossia Germania e Repubblica Ceca. I dati negativi non riguardano più solo i paesi della periferia. Anche Francia e Olanda hanno riportato risultati deboli nell'ultimo report.

In Nord America, in parte dell'Asia e in Russia invece i valori del mercato degli affitti sono più positivi. I dati relativi alle richieste di affitto e alle aspettative sugli affitti mostrano ancora una forte elasticità in Canada, malgrado il quadro di crescita debole. Inoltre i dati statunitensi continuano a rafforzarsi nonostante la volatilità della performance economica.

I risultati di Cina, Hong Kong e Malesia continuano a rispecchiare la solidità dei dati macro, evidenziando l'appeal del settore immobiliare in queste economie. In Giappone la situazione è diversa, dato che il flusso di notizie è tuttora misto. Tuttavia, i dati positivi del sondaggio (le richieste di affitto hanno raggiunto il livello migliore dal 2006) potrebbero rispecchiare il recente cambiamento al Governo, volto a focalizzare l'attenzione sulla ripresa sostenibile nell'economia.

Continua a guadagnare terreno la ripresa del mercato immobiliare UAE (Emirati Arabi Uniti). Infatti, le richieste di affitti hanno mostrato un ulteriore incremento nel primo trimestre dell'anno, le nuove costruzioni stanno salendo al livello migliore dall'inizio del “credit crunch” e le aspettative sugli affitti stanno continuando ad aumentare, dopo quattro anni di valori negativi. I risultati più deboli del Brasile invece riflettono il brusco rallentamento dell'economia.

Per quanto riguarda il mercato degli investimenti, i dati del Giappone risultano ancora una volta particolarmente incoraggianti poiché mostrano un aumento dei livelli di transazione e un numero ridotto di proprietà pignorate dalle banche sul mercato. Canada e Cina continuano a registrare dati generalmente positivi sia in termini di attività sia di prezzo.

Le transazioni risultano ancora deboli in un certo numero di paesi CEE e dell'area euro. Tuttavia, grazie alle interessanti opportunità di questi mercati, è aumentata l'attenzione degli investitori verso alcuni di questi paesi. Ad esempio le richieste di investimento si sono risollevate in Spagna nel primo trimestre, dopo aver registrato un brusco calo negli ultimi quattro anni. La ripresa a Singapore continua ad avanzare, anche se il mercato degli affitti è ancora limitato. Dopo il recente solido andamento, il mercato degli investimenti di Hong Kong invece sembra fare una pausa a causa dell'imposta di bollo applicata agli immobili commerciali.

Infine, l'India attira ancora qualche interesse malgrado le difficoltà dell'economia. Le richieste d'investimento hanno registrato il secondo consecutivo incremento trimestrale.

Come cambierà l’Imu? a cura di rosaria talarico lastampa.it

Come cambierà l’Imu?

a cura di rosaria talarico
ROMA

Che cos’è l’Imu?
Imu è l’acronimo di Imposta municipale unica, è l’imposta su immobili e terreni che ha sostituito l’Ici.

Qual è la differenza con l’Ici?
La principale è che l’Imu, dopo l’ultima riforma introdotta da Monti, va pagata anche sulla prima casa di proprietà, quella in cui si vive.

Chi deve pagare l’Imu?
Sono tenuti al pagamento dell’imposta tutti i proprietari di immobili, inclusi i terreni e le aree edificabili, destinati a qualsiasi uso. Presupposto per il pagamento dell’Imu è il possesso degli immobili già soggetti all’Ici (fabbricati, aree edificabili, terreni agricoli). A differenza dell’Ici, anche i fabbricati rurali ad uso strumentale (cioè utilizzati per l’attività dell’impresa agricola) finiscono nel calderone, anche se ci sono eccezioni per chi rientra in questa categoria.

Quanto ha incassato complessivamente lo Stato nel 2012 dal pagamento dell’Imu?
Il gettito totale è stato di 23,7 miliardi. La quota di maggior gettito derivante dalle aliquote maggiorate fissate dai Comuni è stata di 3,8 miliardi. Al netto della quota derivante dalle manovre comunali, quindi, i dati provvisori indicano un gettito Imu “ad aliquota standard” di circa 19,9 miliardi.

Quanti Comuni hanno deciso di ritoccare le aliquote?
Secondo il ministero dell’Economia, il 17,8% dei Comuni ha aumentato l’aliquota Imu fino ad un punto, mentre il 7,5% ha elevato l’aliquota di 2 punti. Oltre un quarto del gettito derivante dall’aumento delle aliquote dei Comuni proviene da cinque città: Roma, Milano, Torino, Genova e Napoli. Gli importi medi vanno dai 917 euro di Roma ai 585 euro di Napoli.

Entro quando bisogna pagare l’Imu?
La scadenza per il pagamento della prima rata sarebbe fissata per il 17 giugno. Ma è quasi certo che il governo con un decreto opterà per una sospensione del pagamento (si badi bene: sospensione e non abolizione). Dovrebbe essere sospeso il pagamento della prima rata sull’abitazione principale. Un intervento che vale circa due miliardi di euro, pari al 50% del gettito complessivo dell’imposta sulla prima casa.

Chi beneficerà della sospensione?
Si calcola che la sospensione riguarderà 20 milioni di appartamenti in cui vivono 45 milioni di abitanti. Oltre la metà degli immobili interessati è localizzata nel Nord, dove infatti la fibrillazione dei sindaci è maggiore a causa del blocco di liquidità nelle casse comunali (se non compensato attraverso trasferimenti da parte dello Stato).

Quanto costerebbe l’esenzione totale dal pagamento per le prime case?
La cifra è intorno ai quattro miliardi di euro per il 2013. Se poi si dovesse restituire quanto pagato dai contribuenti lo scorso anno, si arriverebbe a otto miliardi (ipotesi al momento impraticabile per via della mancata copertura finanziaria).

Quanti soldi mancherebbero dalle casse dei Comuni in caso di congelamento dei versamenti Imu?
Per Milano si tratta di 70 milioni di euro, ben 283 milioni per Roma e 85 milioni a Torino.

Per compensare il minor gettito derivante dall’abolizione di quello sulla prima casa potrebbero essere tassate maggiormente le seconde?
Al momento si possono fare solo ipotesi, perché il governo non ha ancora deciso. Ma un’ipotesi allo studio prevede di aumentare progressivamente le aliquote sulle terze e quarte case, che oggi pagano come le seconde.

Si sente parlare di tassa Ics, di che si tratta?
È una delle possibili evoluzioni dell’attuale imposta. Ics sta per «Imposta casa e servizi», si ispira al modello tedesco e dal 2014 potrebbe sostituire Imu, Tares, imposta di registro e addizionale comunale Irpef. Potrebbe essere pagata anche da chi affitta e penalizzerebbe di più chi possiede case di lusso. All’idea lavorano diversi esperti su input del premier Letta, che nell’intervento di insediamento alle Camere aveva parlato di una revisione della tasse sulla casa per agevolare le famiglie più numerose e a basso reddito.

Rispetto agli altri Paesi come si colloca l’Italia sulla tassazione degli immobili?
Con l’Imu il peso del prelievo sugli immobili in Italia oggi è sopra la media Ocse (1,1% del Pil) all’1,5%. Fino al 2011, dopo l’abolizione nel 2009 dell’Ici, l’Italia era invece il Paese con la più bassa tassazione della proprietà. Rielaborando i dati Ocse e del ministero dell’Economia, la Fondazione Hume calcola che l’Italia resta comunque sotto il livello di tassazione in vigore in Regno Unito (3,5%), Canada e Usa (circa il 3%), Francia (2,5%), ma chiede più di quanto previsto in Spagna (0,94%) e Germania (0,45%).