lunedì 13 maggio 2013

Oggi su Repubblica una pagina, la n.51, dedicata all’immobiliare firmata Monitorimmobiliare

Oggi su Repubblica una pagina, la n.51, dedicata all’immobiliare firmata Monitorimmobiliare
Oggi su Repubblica una pagina, la n.51, dedicata all’immobiliare firmata Monitorimmobiliare12/05/2013

Oggi su Repubblica una pagina, la n. 51, è realizzata da Monitorimmobiliare.

I lettori lo possono trovare in edicola in gran parte del nord Italia.

All’interno gli interventi di: Aldo Mazzocco, Assoimmobiliare e Beni Stabili; Cesare Ferrero, BNP Paribas Reim; Olaf Schmidt, Dla Piper; Antonio Intiglietta, Eire; Roberto Anedda, Mutuionline; Ofer Arbib, Colliers; Guido Inzaghi ULI; Francesco Sanna, K&L Gates.

E’ un primo test di un nuovo approccio.

La parte iniziale degli articoli è visibile sulla pagina cartacea, mentre il testo completo è disponibile gratuitamente online, sul sito di Monitorimmobiliare a partire dalle ore 10.00.

Una scelta mai fatta prima d’ora in Italia, che ci consentirà di avere dati certi sul traffico dato da questa sinergia.

Siamo convinti che il settore immobiliare abbia oggi una necessità inderogabile di mezzi d’informazione specializzati, affidabili e sempre in grado di anticipare gli sviluppi tecnologici.

E che si possano rivolgere a un pubblico che vada oltre i soliti referenti.

Non a caso per il prossimo Eire, insieme al Corriere della Sera – CorrierEconomia, stiamo lavorando per portare in tutta Italia uno speciale di 8 pagine sull’evento.

Per arrivare alla presentazione durate Eire, ancora con CorrierEconomia, della nuova edizione dell'Annuario dei Fondi Immobiliari e del Real Estate.

Perché siamo convinti che solo una comunicazione davvero ampia possa contribuire a risollevare il settore.

Posted by Monitorimmobiliare

Imu, un Comune su 5 alza l'aliquota - notiziarioitaliano.it


Per la discussa tassa sulla casa, in molti Comuni nelle ultime ore è scattata la corsa agli aumenti. Uno su cinque ha alzato l'aliquota. Ma a ridimensionare le ambizioni di fare cassa già con l'acconto del 17 giugno, arriva una norma che chiarisce come calcolare l'imposta: l'acconto varrà il 50% dell'Imu 2012. Esclusa dunque, come si auguravano gli enti locali, la possibilità di applicare già per questa scadenza le nuove percentuali.
Le diverse aliquote di tassazione previste dai Comuni che hanno già presentato le loro decisioni in materia saranno quindi applicate soltanto in fase di saldo.
La decisione del governo di rinviare l'imposta municipale in effetti aveva già fermato molti sindaci, ma non tutti. Alcuni hanno infatti scelto di approfittare comunque della possibilità di presentare ieri, ultimo giorno utile, le delibere di approvazione delle aliquote Imu 2013 per l'acconto. Che, tra parentesi, potrebbe anche essere posticipato a settembre.
Un'indagine del "Sole24Ore" rivela dunque chi cambia le aliquote, spiegando che ad attivarsi per rivedere le percentuali di tassazione sono stati finora una trentina di capoluoghi su un centinaio. Nessuno ha abbassato l'aliquota ordinaria, quella che si applica per gli immobili diversi dalla prima casa e che è fissata a un massimo dell'1,06% nel 2013, mentre cinque Comuni l'hanno alzata. Si tratta di Asti, Benevento, Cuneo, La Spezia e Treviso, arrivati così al massimo consentito, l'1,06% appunto. D'altra parte il livello della tassazione sulle seconde case era già al massimo in precedenza, senza possibilità di ulteriori aumenti, in una città su due.
Secondo la mappa del "Sole", Asti alza allo 0,6% l'aliquota sulla prima casa per le categorie catastali di pregio, mentre l'aliquota ordinaria saleall'1,06%, salvo i capannoni in area commerciale, sui quali si applica lo 0,76%. A Treviso non cambia nulla per la tassa sulla prima casa, che rimane allo 0,4%,  mentre si rivede al rialzo quella ordinaria, che sale allo 0,87%.
Verona i contribuenti verseranno di più sulla prima casa, arrivando allo 0,5%, salvo chi convive con familiari disabili o gravemente malati: per loro l'aliquota è dello 0,3%. La Spezia rivede al rialzo l'aliquota ordinaria, che arriva all'1,06%, mentre Frosinone porta al livello massimo dello 0,6% quella sulla prima casa, prevedendo una detrazione maggiore per chi vive con un invalido. Infine, a Benevento chi è proprietario di una prima casa pagherà lo 0,6%, cioè più dell'anno scorso, mentre per l'aliquota ordinaria si sale all'1,06%.
Fin qui i rincari previsti per l'Imu. Ma c'è anche da considerare che, a livello nazionale, sale la base imponibile per i fabbricati produttivi del gruppo catastale D, con un aumento secco dell'8,3% della tassazione. L'imposta vale per capannoni, alberghi, cinema e banche, per i quali quest'anno ci sarà dunque di fatto un'addizionale Imu. Controbilanciata in pochissimi casi da revisioni sull'aliquota per la stessa categoria: è il caso di Bologna,che per il gruppo D ha tagliato l'aliquota dall'1,06% allo 0,96%, e di Vicenza, scesa allo 0,76%.
D'altra parte, proprio sugli immobili d'impresa va tutto allo Stato il prelievo minimo, che è dello 0,76%: una norma che ha messo i Comuni nella necessità di incunearsi in questo prelievo per incassare l'extra-gettito, applicando appunto aliquote superiori. Sono infatti pochissimi i Comuni che faranno pagare il minimo: oltre a Vicenza, La Spezia, ma solo per alcune categorie, e Pisa.
Acconto, ecco come funziona - In ogni caso dunque, l'acconto Imu di giugno ritorna al passato, prevedendo il versamento del 50% dell'imposta 2012. E, se il governo approverà il decreto di rinvio, l'acconto non si pagherà soltanto per le prime case. La commissione Bilancio ha approvato ieri sera una norma che modifica le modalità sia per il calcolo, che erano state recentemente rese più incerte e complicate, sia per il termine entro il quale i Comuni potranno deliberare modifiche di aliquote, che slitta al 16 ottobre.
Al momento l'acconto Imu è dovuto da tutti gli immobili ma con molta probabilità l'appuntamento, se il governo appunto varerà il decreto sul quale si è impegnato, non riguarderà le prime case. Per le altre l'appuntamento sarà ineludibile. La norma modifica i criteri, introdotti nel decreto sulla Pubblica amministrazione, che stavano mettendo in difficoltà i Caf nei calcoli. In particolare era prima previsto che i Comuni potessero cambiare l'aliquota entro il 16 maggio e che di questo si sarebbe dovuto tener conto già nella rata di anticipo. Una ulteriore modifica di aliquota, poi, sarebbe stata possibile fino al 16 novembre.
Ora invece si torna a un meccanismo semplificato per l'acconto. Si paga subito la metà dell'anno scorso per poi calcolare, al momento del saldo, il dovuto per quest'anno e versare quanto manca. In pratica come accadeva già da qualche anno. Cambia poi la scadenza per i Comuni di decidere e pubblicare le delibere di modifica delle aliquote. La nuova scadenza è per il 16 ottobre e darà così possibilità alle amministrazioni municipali di verificare l'impatto delle scelte che il governo si accinge a fare ma consentirà anche ai contribuenti di avere due mesi prima del pagamento del saldo per effettuare i calcoli.

domenica 12 maggio 2013

Greco (Generali): vendite Citylife risentono di difficoltà mercato by Monitorimmobiliare

Greco (Generali): vendite Citylife risentono di difficoltà mercato
http://www.monitorimmobiliare.it/articolo.asp?id_articolo=14634
Greco (Generali): vendite Citylife risentono di difficoltà mercato10/05/2013
Le vendite del progetto Citylife, che sta sorgendo aMilano nel quartiere dell'ex fiera, risentono del difficile momento di mercato.

Lo ha riferito nel corso di una conference call Mario Greco, Ceo del gruppo Generali, che controlla la società Citylife da cui dipende lo sviluppo dell'intervento immobiliare.

Le vendite “procedono all'interno di un settore immobiliare italiano che non è proprio nel suo momento più fiorente e di felice sviluppo - ha detto Greco - ma i lavori procedono bene, come ci aspettavamo con la realizzazione delle nuove torri”.

Posted by Monitorimmobiliare

Possedere una casa, il sogno americano secondo Obama Nel suo messaggio settimanale, focus sulla ripresa del mercato immobiliare. Serve fare di più sul rifinanziamento dei mutui - america24.com


Il punto cruciale del sogno americano? Secondo il presidente Barack Obama è possedere una casa. E' questo il tema a cui è dedicato il suo consueto messaggio settimanale, un messaggio ancora una volta dedicato alla classe media e alla necessità di fare ripartire il motore dell'economia del Paese.
"Sette anni dopo lo scoppio della bolla immobiliare, dando il via alla peggiore crisi economica dalla Grande depressione e costando a milioni di americani responsabili i loro lavori e le loro case, il mercato residenziale si sta riprendendo", spiega il presidente.
"I prezzi stanno crescendo, i pignoramenti stanno calando, le costruzioni si stanno ampliando. E grazie al rialzo dei prezzi nell'ultimo anno, 1,7 milioni di famiglie sono tornate a respirare perché non stanno più annegando nei loro mutui".
Ricordando quanto fatto per aiutare i cittadini americani nel restare nelle loro case - cosa che "ha permesso a oltre due milioni di persone di rifinanziare i loro mutui permettendo loro di risparmiare 3.000 dollari all'anno - l'inquilino ricorda che c'è molto ancora da fare. Infatti "ci sono coloro che possiedono una casa che hanno bisogno d'aiuto, persone che non hanno mai mancato una rata del mutuo ma a cui non è concesso il rifinanziamento dello stesso". E ancora: ci sono "famiglie di lavoratori che hanno agito correttamente ma che ancora devono fare i conti con un mutuo il cui valore è superiore al valore della casa stessa".
Per risolvere questi e altri problemi, Obama guarda al futuro, appellandosi al Congresso affinché confermi la nomina di Mel Watt a capo dell'agenzia federale indipendente Federal Housing Finance Agency.
"La nostra economia e il mercato immobiliare residenziale sono posizionati per il progresso ma si può fare molto di più se lavoriamo insieme. Più posti di lavoro. Più sicurezza per le famiglie della classe media. Il senso che il vostro duro lavoro è riconosciuto. E' ciò per cui sto lottando ed è ciò per cui continuerò a lottare fino a quando resterò alla Casa Bianca", conclude Obama.

Crollo del mercato immobiliare: quali sono le ragioni? Colpa dell’IMU? di Valentina Pennacchio forexinfo.it


Il crollo del mercato immobiliare è innegabile. Secondo i dati ISTAT (aggiornati ad aprile 2013) il terzo trimestre del 2012 ha registrato un calo pari al 23,1% rispetto allo stesso periodo del2011. In particolare:
  • gli immobili “ad uso abitazione ed accessori" (93,3% delle compravendite) hanno subito un crollo del 23,6%;
  • gli immobili “ad uso economico” (6% delle compravendita) hanno subito un crollo pari al 25,7%.
livello geografico la contrazione è stata così ripartita:
  • Isole: -24,4%;
  • Nord-Est: -23,3%;
  • Centro: -22,5%
  • Nord-Ovest: -20,9%;
  • Sud: -17,2%.
Questo trend negativo era stato anticipato dall’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate, un mese prima, secondo cui il mercato immobiliare è tornato ai livelli del 1985. Ma quali sono le ragioni del crollo del mercato immobiliare? Colpa dell’IMU? Scopriamolo.

I motivi di un crollo

Secondo il Codacons, l’imputato n. 1 del crollo del mercato immobiliare è l’IMU:
“Molte famiglie sull’orlo del fallimento e tassate dall’IMU vorrebbero anche vendere le loro case, ma per le stesse ragioni non trovano chi le vuole comperare. Inevitabile, quindi che siano costretti o a svendere le loro abitazioni abbassando i prezzi o, se non sono pressati dai debiti, a tenerle loro malgrado in attesa di tempi migliori. Ecco perché il crollo delle compravendite è per il momento più alto del calo dei prezzi”.
L’auspicio del l’associazione dei consumatori è quindi quello per cui
“il Governo deve intervenire abbassando l’IMU sulla prima casa e compensando il minor gettito con l’innalzamento dell’aliquota base sulle terze case e sulle case sfitte”.
Sicuramente l’IMU peggiora la situazione, soprattutto per quanto concerne i capannoni industriali e agricoli, le cui aliquote dovrebbero aumentare con un nuovo smacco per la crisi e il lavoro, ma dietro il crollo del mercato immobiliare si cela solo l’IMU?

Colpa solo dell’IMU?

Evidentemente no, sia perché la crisi del mercato immobiliare è iniziata primadell’introduzione dell’IMU, sia perché anche i mutui sono in caduta libera- 39,5% nei primi nove mesi del 2012 (contrazioni maggiori nelle Isole e al Sud), soprattutto perché le Banche non lo concedono.
La crisi, la disoccupazione, la diffusione dei contratti flessibili incide sulla decisione della banca di non concedere il mutuo o, secondo il Codacons, di concederlo “con spread assurdi ed inaccettabilial limite dell’usura”, aumento della quota di contanti ed il rapporto rata reddito famigliare.
Le condizioni della banca, per proteggersi dall’insolvenza, sono troppo restrittive:
“Se prima della crisi bastava che il mutuo fosse pari all’80% al valore dell’immobile, oggi le banche erogano con il 60%. Se prima della crisi bastava che il rapporto rata reddito famigliare non superasse il 30 %, oggi ti chiedono un reddito di quattro volte la rata. Per non parlare deglispread superiori al 3% che rendono insostenibili i mutui nel lungo periodo, salvo portabilità. Bisogna intervenire sul sistema bancario per impedire tassi di interesse al limite dell’usura”.