Questa distorsione ha impatto anche su prestazioni sociali (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 04 giu - La riforma del Catasto "e' essenziale per ridare alla tassazione degli immobili l'equita' che oggi non c'e'". La riforma e' "assolutamente indispensabile" per assicurare l'quita' fiscale. Lo rileva il direttore generale dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera, ascoltato in commissione Finanze del Senato. "Le rendite attualmente attribuite alle unita' immobiliari urbane sulla base del vigente modello di classamento fanno rilevare una diffusa iniquita'", rileva Befera. La mancata revisione generale del classamento, sottolinea, ha "prodotto nel tempo un progressivo scollamento tra la realta' dei valori catastali e i valori del mercato immobiliare. L'insieme delle distorsioni ha effetti sul livello di equita' della tassazione. Con l'introduzione dell'Imu e la rivalutazione dei coefficienti che consentono il passaggio dalle rendite catastali (rimaste invariate) ai valori imponibili patrimoniali degli immobili si e' ridotta ovviamente - aggiunge Befera - la distanza tra questi ultimi e i corrispondenti valori di mercato; d'altra parte, e' aumentata l'iniquita'". Befera sottolinea inoltre che l'Isee "viene determinato tenendo conto anche del patrimonio immobiliare valutato su 'base catastale'. Una valutazione catastale iniqua degli immobili - rileva - trasferisce dunque i suoi effetti anche sull'accesso alle prestazioni di welfare".
martedì 4 giugno 2013
Immobili, aria meno cupa all'Eire, emerge tema della locazione MILANO, 4 giugno (Reuters)
Immobili, aria meno cupa all'Eire, emerge tema della locazione
MILANO, 4 giugno (Reuters) - La crisi del settore immobiliare non è ancora alle spalle, ma oggi all'Eire, la fiera annuale del real estate italiano, si respirava un'aria meno depressa dell'anno scorso.
Un "ottimismo del cuore, non ancora della ragione", per dirlo con le parole dell'AD di Prelios Sergio Iasi, che nasce da un lato dall'idea di aver lavorato molto per sopravvivere all'urto della lunga recessione e dall'altro dalla sensazione che la politica sembra oggi più consapevole dell'urgenza di sostenere un settore che nel suo insieme - ha calcolato Fabio Tamburini di Federimmobiliare - vale il 17,5% del Pil.
Non a caso ad aprire i lavori della manifestazione è stato il ministro delle Infrastrutture Murizio Lupi che ha promesso iniziative specifiche per agevolare il credito a famiglie e imprese (primo motivo del congelamento del mercato), per rilanciare la riqualificazione del territorio e per semplificare il panorama normativo con regole certe e mai più retroattive, accogliendo così molte delle istanze portate avanti dalle associazioni di settore. In più Lupi ha invitato Assoimobiliare e gli altri protagonisti di Eire a incontrarsi a breve al ministero per discutere il da farsi e ha proposto di chiamare anche i grandi fondi italiani ed esteri per attirare nuovi investimenti nel Paese. "Sono passati i tempi degli scontri ideologici sull'immobiliare. Tutti sappiamo che il territorio va riqualificato e non consumato e che le risorse pubbliche sono poche, quindi l'unica strada è far sì che queste risorse diventino un moltiplicatore di risorse private", ha detto.
Il presidente di Assoimmobiliare Aldo Mazzocco, che è anche AD di Beni Stabili, ha parlato di "giornata storica" per l'attenzione "e la competenza" mostrata dal ministro Lupi e ha sottolineato il lento ma rigoroso lavoro avviato dallo Stato per la valorzzazione del patrimonio pubblico, con la formazione della Sgr della Cdp e con i primi bandi già pubblicati dall'Agenzia del Demanio. Tra gli spunti sollevati da Mazzocco ci sono la richiesta di una legge quadro sull'urbanistica che nel rispetto delle autonomie regionali salvaguardi principi e terminologia uniformi sul territorio nazionale e un approccio più coerente sulla locazione, che è un fenomeno in forte crescita in Italia.
"E' il momento della locazione, c'è un grande stock di invenduto da un lato e molte famiglie che non hanno accesso all'acquisto dall'altro. Bisogna però che i diritti delle parti siano tutelati, con un sostegno pubblico a chi non paga perchè in difficoltà ma anche con la garanzia che il locatario che non viene pagato per dolo possa immediatamente rientrare in possesso dell'immobile".
"Siamo al sesto anno di crisi, se dovevamo morire eravamo già morti", ha concluso scherzando Mazzocco. "La crisi non è finita, forse siamo a fine discesa ma viaggiamo ancora molto bassi". Qualche segnale più concreto di ripresa potrebbe arrivare, secondo il manager, tra fine 2013 e inizio 2014.
(Claudia Cristoferi)
Confedilizia: se non riparte affitto settore in crisi Lo ha dichiarato in una nota il presidente, Sforza Fogliani (ANSA)
(ANSA) - ROMA, 4 GIU - "I dati sul mercato immobiliare fanno da tempo paura e i dati di oggi, confrontati con un periodo come il 2012, già in forte calo, confermano ulteriormente la crisi del settore". Lo dichiara in una nota il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, commentando i dati diffusi dall'Agenzia delle Entrate. "L'investimento nella casa non riprenderà fintanto che - dice Sforza Fogliani - non riprenderà il mercato dell'affitto, che oggi è praticamente in perdita. Un segnale di attenzione per questo mercato avrebbe certo un effetto di riguardo, a parte il fatto che concorrerebbe in modo primario a risolvere per molti il problema dell'abitazione, senza che alcuno debba rinunciare ad un posto di lavoro per la difficoltà di trovare casa". (ANSA).
Usa: Wall Street dietro boom prezzi casa Per molti è il 'motore' della ripresa, altri criticano (ANSA)
(ANSA) - NEW YORK, 4 GIU - Wall Street dietro al balzo dei prezzi delle case negli Stati Uniti. Accusata da molti di essere l'artefice della bolla immobiliare e della crisi, Wall Street è ora il motore della ripresa del settore. E se qualcuno la considera come la 'medicina' per i malanni che ancora affliggono il comparto, altri - riporta il New York Times - la criticano aspramente e temono che l'aumento sperimentato non sia sostenibile. Nell'ultimo anno grandi società di investimento hanno speso miliardi di dollari per acquistare proprietà nelle aree più colpite dalla crisi negli Stati Uniti. "La domanda ora è quanto il cambio dei prezzi rifletta realmente la domanda sul mercato, oppure quanto si tratti di un cambio che durerà un paio d'anni" afferma Suzanne Mistretta, analista di Fitch. Wall Street ha giocato un ruolo centrale nel boom immobiliare con finanziamenti facili ai papabili acquirenti. E ora colossi come Blackstone stanno acquistando migliaia di case: Blackstone solo ne ha comprate 26.000 in nove stati, spendendo in media 250 milioni di dollari al mese. Il trend in atto non convince però tutti: alcuni critici si domandano se i big di Wall Street investiranno per mantenere le proprietà e soprattutto se i prezzi caleranno di nuovo rapidamente non appena i grandi investitori usciranno dal mercato. Un fenomeno, questo, che sta iniziando ora, con molte società finanziarie che dopo una corsa agli acquisti stanno realizzando profitti con le vendite. Fitch ha messo in guardia la scorsa settimana che i prezzi delle case unifamiliari in alcune aree hanno registrato aumenti più forti delle economie locali e che questa crescita "potrebbe fermarsi o invertire rotta" se gli investitori inizieranno a vendere. "Alcune economie continuano a incontrare difficoltà - afferma Mistretta - e non osserviamo una ripresa che possa giustificare un tale aumento dei prezzi. (ANSA).
Nel I trimestre frena caduta mercato immobiliare Secondo i dati dell'Ag. Entrate, -14,2% nel settore residenziale e -7,2 nelle grandi città (ANSA)
(ANSA) - ROMA, 4 GIU - Il mercato immobiliare nel primo trimestre del 2013 ha visto frenare la caduta soprattutto nelle grandi città. A fronte del calo delle compravendite nel settore residenziale del 14,2%, nelle metropoli il calo è stato del 7,2% tendenziale. Sempre con un occhio alle grandi città la diminuzione delle compravendite era stata del 25,2% nell'ultimo trimestre del 2012. Lo comunica l'Agenzia delle Entrate Nel primo trimestre del 2013, tra le grandi città, Milano e Firenze - comunica ancora l'Agenzia delle entrate - contengono la discesa nella misura del 4,8% e 4%, seguite da Torino e Palermo che si attestano intorno ad un calo del 10%. La perdita maggiore, invece, si registra a Bologna (-12,4% rispetto al primo trimestre del 2012). Roma e Genova hanno perso l'11,1% delle compravendite. Positivo il dato di Napoli (+14,3%) ma condizionato dal piano di dismissioni del patrimonio del comune. Calcolando che i dati sulle compravendite del primo trimestre del 2013 riflettono decisioni di acquisto assunte nell'ultimo trimestre del 2012, il miglioramento del trend del mercato può essere legato - riferiscono gli esperti dell'Agenzia - al miglioramento dei tassi di interesse sui mutui. (ANSA).
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