domenica 25 agosto 2013

Casa: Lupi, in arrivo segnale forte prossima settimana (ANSA)



(dell'inviata Manuela Tulli)    (ANSA) - RIMINI, 23 AGO - Non c'e' solo l'Imu sulla prima casa che comunque ''va superata perche' ha avuto un effetto totalmente recessivo'' ma ''la prossima settimana dobbiamo dare un segnale forte sulla casa''. Lo annuncia alla platea del Meeting il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. Il problema e' essenzialmente l'accesso al credito, la possibilita' di avere un mutuo dalle banche che e' diventato ''impossibile'' non solo, per esempio, per un giovane precario che voglia acquistare l'abitazione ma anche per un immobiliarista che vuole fare nuovi investimenti. Di qui dunque anche un coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti per aiutare famiglie e imprese.    Due essenzialmente le questioni che potrebbero essere affrontate nel 'Piano casa' che il ministro auspica sia affrontato nel consiglio dei ministri della prossima settimana. Ci sono innanzitutto le famiglie in difficolta' che non riescono a pagare le rate. ''Chi ha fatto un mutuo e non riesce a pagare deve essere arrivato alla disperazione e per questo dobbiamo aiutarlo attraverso un Fondo che deve essere rinnovato''. E poi c'e' ''un elemento nuovo'', quello delle giovani coppie che voglio comprare casa e ''serve un criterio di legge'' per facilitare con delle garanzie il loro accesso al credito. I criteri per accedere a queste agevolazioni - riferisce Lupi parlando alla Fiera di Rimini - potrebbero essere ''un'eta' inferiore ai 35 anni e un lavoro a tempo determinato''.    Guardano sempre alla casa norme allo studio per sostenere l'affitto e per rilanciare l'housing sociale.    Nel 'Piano casa', che potrebbe essere oggetto di un decreto legge all'esame del consiglio dei ministri del 28 agosto, potrebbero essere messe in campo risorse per 5 miliardi di euro dalla Cdp per ridare liquidita' alle banche. Il meccanismo allo studio e' che le banche possano emettere obbligazioni garantite proprio dalla Cdp finalizzate proprio all'erogazione di mutui.    Ma non e' solo alle famiglie che guarda il Piano: nelle intenzioni del Governo c'e' infatti anche il rilancio dell'intero mercato immobiliare sostenendo chi fa investimenti nel settore. D'altronde - ha ricordato Lupi - il 78% delle famiglie italiane possiede la casa, un bene che ha un valore diverso rispetto ad altri Paesi. ''E' nell'idea culturale di questo Paese perche' e' nella casa che a famiglia si sente sicura''.(ANSA).

Francia: dal Ritz a Crillon, chiusi per restauro - (ANSA)



(ANSA) - PARIGI, 19 AGO - Lampadari di cristallo, soffitti decorati con ori e stucchi, saloni ricchi di storia e location esclusive non bastano piu' per essere al top: chiudono i battenti a catena, il tempo di rifarsi un look piu' moderno, alcuni dei mitici alberghi a cinque stelle di Parigi, dal Ritz in Place Vendome, al Crillon in Place de la Concorde fino al Plaza Athene' nei pressi degli Champs-Elysees.    
Gli storici templi del lusso della capitale francese rischiavano di non poter competere con i nuovi arrivati, i colossi asiatici e mediorientali come Raffles, Mandarin Oriental e Shangri-La, dal design piu' contemporaneo e dotati di tutti i comfort - dalle Spa alle ultime tendente tecnologiche, ai ristoranti stellati - che negli ultimi due anni si sono fatti spazio nel panorama della ville lumiere.    
Lo Shangri-La (di proprieta' del Qatar National Hotels Company), in avenue Iena, scrive il quotidiano Le Figaro, ha avuto nel 2012 l'81,6% delle sue stanze occupate e il Mandarin Oriental (Hongkong) in rue Saint-Honore', con stanze a partire da 1.000 euro a notte, il 70%. "Siamo riusciti a emergere senza essere stravaganti - spiega il direttore marketing del Mandarin Oriental, Andre' Devillers - il livello del servizio resta eccezionale ma e' meno formale rispetto al passato". Il Royal Monceau Raffles (sempre Qatar National Hotels Company), aperto nel 1928, e' stato riaperto nel 2010 tutto rifatto dal famoso designer Philippe Starck.    
"L'arrivo di nuovi alberghi e di nuove insegne e' una buona cosa per Parigi e per la sua capacita' di attrazione - osserva il proprietario del Plaza Athene' e del Meurice, Francois Delahaye. Bisognera' aspettare il 2015 e la fine dei lavori per vedere se ciascuno avra' il suo posto".    
La parola d'ordine intanto e' rinnovamento sia per stare al passo con i tempi del lusso e con le aspettative di una clientela piu' giovane e piu' variegata, con una presenza crescente di russi, asiatici e brasiliani, sia per poter conservare l'ambita etichetta di "palace", massimo riconoscimento per un albergo (in tutto in Francia sono 13 di cui 6 a Parigi).    
I lavori sono quindi l'occasione per installare nei vetusti palazzi la fibra ottica e i servizi high-tech, ridurre il numero di camere e aumentare la superfice delle suite, il tutto per un costo da 500.000 a un milione di euro a stanza.    
L'Hotel Crillon, acquistato nel 2010 per 250 milioni di euro da un membro della famiglia reale dell'Arabia Saudita, capolavoro dell'architettura del Settecento con 103 camere e 44 suite, restera' chiuso per due anni fino al 2015, per lavori stimati in 100 milioni di euro.    
Il Ritz, aperto nel 1898, di proprieta' del principe egiziano Mohamed Al Fayed, 103 camere e 56 suite, e' chiuso dallo scorso agosto per un restauro che lo rimarra' fino alla fine del prossimo anno: spesa prevista 140 milioni di euro.    
Situato sull'avenue Montaigne, il Plaza Atenee, che ha festeggiato lo scorso aprile 100 anni, 146 camere e 45 suite, restera' chiuso per almeno sette mesi, a partire dal 1 ottobre.    
Intanto si annuncia anche l'arrivo di due altri nuovi alberghi di lusso, il Peninsula (il proprietario e' la famiglia Kuok, Malesia) che aprira' i battenti a Parigi a fine anno e l'Hotel Cheval Blanc del gruppo Lvmh che sara' inaugurato entro il 2016. (ANSA).

Proposte rilancio Mutui ed Immobiliare - lavoriincasa.it



Ormai la crisi finanziaria globale, che si è sviluppata negli ultimi 5 anni in maniera esponenziale, ha rivelato una verità per tanti versi negata precedentemente o sottaciuta, probabilmente per sottovalutazione del problema se non per evitare di creare scenari commerciali dominati dalle paure della clientela piuttosto che da logiche imprenditoriali: il mercato immobiliare di fatto è crollato in maniera grave e perentoria.

In realtà, ad un occhio attento e poco incline ad accettare le chiavi di lettura dettate dalle associazioni di categoria, era evidente che vi fosse in atto un forte inversione di tendenza già nel 2008: prendendo a campione una serie di realtà urbane di media dimensione, e scartando le grandi città ed i capoluoghi di provincia (perché soggetti a dinamiche economiche singolari per loro stessa natura), visitando gli uffici locali delle principali società immobiliari era facile imbattersi, per mesi e mesi, sempre negli stessi annunci di vendita.

Edilizia
In parte il settore ha resistito e non ha avuto il crollo verticale e perentorio che ci si poteva aspettare solo perché strettamente legato a filo doppio al settore bancario il quale, in Italia in particolare, ha assorbito le violente scosse della crisi in maniera più decisa che nel resto del Mondo, proteggendo i suoi stessi investimenti. L'aggravarsi della crisi a tutti i livelli ed in tutti i settori ha fatto cadere il velo sulla realtà del settore immobiliare, rivelando una profonda e grave stagnazione, che influisce direttamente anche su tanti altri settori economici, in primis su quello delle costruzioni.



Idee del Governo per rilanciare il settore immobiliare


Il crollo del mercato immobiliare è strettamente legato, in un rapporto di causa-effetto a volte anche inverso, al crollo dei mutui immobiliari e tutto questo ha avuto ripercussioni anche dirette sul settore degli affitti, in parte limitato dall'insuccesso della cedolare secca così come era stata pensata negli scorsi anni. E' notizia recentissima di questo mese di Agosto 2013, in particolare riportata su tutti i quotidiani di Domenica 11 Agosto, che ilGoverno Letta abbia in predicato di licenziare un Decreto, probabilmente entro la fine del Mese di Agosto, per affrontare il problema in oggetto e contrastarlo.


Partendo dal problema della contrazione del settore dei mutui immobiliari, ormai inaccessibili ai più, il  Decreto del Governo, da alcuni ribattezzato anch'esso impropriamente Piano Casa, mira a rinforzare il sistema bancario per permettere l'accesso ai mutui per famiglie ed imprese, nonché a dare maggiore efficacia alle agevolazioni per le giovani coppie e per le famiglie con redditi non stabili e certi, ed anche a studiare una revisione del sistema di tassazione degli affitti che sblocchi il settore, che invece si è contratto ulteriormente dopo l'introduzione della cedolare secca.

L'intervento a  favore del miglioramento dell'accessibilità ai mutui è quello che assorbirà più risorse: studiato dopo una serie di consultazioni con l'ABI, l'associazione delle Banche Italiane, e con l'ANCE, Associazione Nazionale Costruttori Edili, l'intervento del Governo Letta prevede il diretto interessamento della Cassa Depositi e Prestiti, che si farebbe fideiussore di una serie di obbligazioni garantite emesse dalle banche per ottenere liquidità da trasferire nel settore dei mutui e dei finanziamenti da erogare a famiglie e imprese finora non in condizioni di accedervi, permettendo, in particolare alle imprese di costruzione, di riprendere ossigeno in questo difficile momento congiunturale.

Immobiliare
Unitamente allo studio di questd misura, che prevederebbe un impegno di 5 Miliardi di Euro da parte della CDP per garantire i covered bond degli istituti bancari, si sta studiando anche il miglioramento ed il potenziamento di uno strumento già attivo dal 2010 ma di scarso successo: parliamo del fondo per l'accesso al credito per l'acquisto della prima casa da parte di giovani coppie sotto i 35 anni. Questo strumento è stato decisamente sottoutilizzato perché, sembra, le giovani coppie non riescono, in buona parte, a fornire garanzie adeguate agli istituti bancari in merito alla possibilità di coprire la quota residua di finanziamento necessaria all'acquisto di una casa, al di fuori di quella garantita dal fondo stesso.

In merito a questo strumento, sembra che il Governo stia rivedendo i requisiti di accesso al Fondo per allargare la base di utilizzatori del Fondo stesso, finora impiegato da poco meno di 100 coppie, che hanno impegnato all'incirca il 10% delle somme a disposizione (50 Milioni di Euro). Infine, in merito al rilancio del mercato degli affitti, crollato anch'esso in maniera evidente, nel corso della stessa seduta del Consiglio dei Ministri di fine Agosto si discuteranno tre possibili soluzioni di rilancio, che vanno dalla revisione della cedolare secca ad una rimodulazione dell'IMU sulle case in affitto, fino al ripristino dello sgravio del 15% ai fini Irpef degli immobili in fitto.

L'elezione del sindaco di New York passa anche dall'immobiliare - ilghirlandaio.com



L'elezione del sindaco di New York passa anche dall'immobiliare

Si vota il 5 novembre e l’attenzione comincerà a crescere davvero solo dopo il Labor Day, il 2 settembre. Per ora i candidati si sfidano a colpi di dibattiti e il sindaco uscente Michael Bloomberg agita lo spettro del fallimento di Detroit.

(Il Ghirlandaio) New York, 23 ago. L’estate è nel pieno e i newyorkesi non hanno molta voglia di pensare al voto per eleggere il nuovo sindaco, il 5 novembre. Dopo 12 anni di amministrazione dell’uscente Michael Bloomberg, la partita è veramente aperta: il primo cittadino uscente, rimasto in carica per tre mandati, uscirà di scena. E’ proprio lui ad alzare i toni e a riportare l’attenzione sulla necessità di mantenere il “circolo virtuoso” innescato negli ultimi anni: “New York non è Detroit (fallita in luglio a causa di debiti per oltre 18 miliardi di dollari), ma non bisogna dare per scontata la solidità dei conti cittadini”, ha detto durante una conferenza stampa, ricordando che i passi avanti fatti in termini di crescita degli investimenti, sicurezza pubblica e occupazione possono essere facilmente annullati.
Bloomberg lascerà la poltrona di sindaco il prossimo 31 dicembre e a contendersela saranno sette candidati democratici, tre repubblicani e due indipendenti (come il sindaco in carica). Secondo gli ultimi sondaggi i front runner, i favoriti, sono per il momento Bill de Blasio, democratico, 51 anni, in rapporti freddi con l’uscente Bloomberg, e Christine Quinn, democratica e già presidente del New York City Council. All’establishment, il Real Estate Board of New York per dirne uno, de Blasio non piace particolarmente: non è uno di loro e dovrà dimostrare che la sua agenda politica può portare benefici anche alla “upper-middle class”, la classe medio alta di Manhattan.
Curiosità immobiliare: de Blasio vive in una villetta da 1,1 milioni di dollari a Park Slope, a Brooklyn, mentre Quinn ha scelto Manhattan e un appartamento da 1,3 milioni di dollari a Chelsea. I due sono appaiati al 24% delle preferenze, ma tutto potrebbe cambiare: la campagna elettorale e l’interesse mediatico entrano nel vivo dopo Labor Day, il primo lunedì di settembre (quest’anno il 2), la festa che per tradizione segna la fine delle vacanze estive. Vero è che l’establishmen
Chiunque varcherà la soglia del City Hall, dovrà fare i conti con un’eredità pesante e difficile da portare avanti: Bloomberg ha raggiunto obiettivi importanti e ha traghettato la città attraverso la drammatica crisi di cinque anni fa, innescata dall’esplosione della bolla immobiliare e dai collasso del mercato dei mutui. Durante il periodo più buio della tempesta finanziaria i prezzi delle case a New York calarono bruscamente, come nel resto del Paese, e le foreclosure (pignoramenti di immobili per mancato rimborso dei mutui) aumentarono bruscamente.
Lo scenario sta cambiando rapidamente e, anche se le case disponibili sono in calo (nel secondo trimestre mai così poche da 13 anni a oggi), le vendite non ristagnano. Anche i prezzi sono in rialzo (+3,3% il mese scorso). Un recente studio mostrava che il costo medio di un appartamento a Manhattan è salito dell’1% rispetto all’anno scorso a 1,45 milioni di dollari, ma a Downtown (dove si trovano Wall Street, i quartieri finanziari e quelli più di moda) la cifra sale a 4,8 milioni di dollari, il 33% in più. Il prezzo medio dei condomini è salito nei tre mesi conclusi a giugno del 4,3% a 865.000 dollari.
Il “curriculum” di Bloomberg è difficile da eguagliare anche per quanto riguarda l’occupazione: in giugno a New York i posti di lavoro sono cresciuti del 7,7% rispetto al minimo post-recessione del novembre 2009 (da 3,67 milioni a 3,95 milioni), 145.000 nuovi salariati in più rispetto al picco di agosto 2008. A questo si aggiungono gli sforzi fatti per migliorare la mobilità cittadina e rendere più efficienti gli spostamenti di 8,2 milioni di residenti e 52 milioni di turisti all’anno: al di là della trasformazione della Highline, la ferrovia soprelevata di Manhattan ormai in disuso da anni, in un parco cittadino, Bloomberg ha fatto costruire circa 640 chilometri di piste ciclabili e rafforzato i trasporti cittadini. Cambiamenti fondamentali soprattutto in un momento in cui, a causa dell’aumento dei prezzi delle case, i newyorkesi valutano sempre più spesso l’ipotesi di lasciare Manhattan per spostarsi negli altri borough, Brooklyn e Queens in testa.
Il prossimo sindaco – probabile che sia un democratico dopo l’indipendente Bloomberg e il repubblicano Rudolph Giuliani – dovrà dunque proseguire sulla strada imboccata dal predecessore e cavalcare la ripresa del real estate. Il possibile problema potrebbe venire dal fatto che, stando agli ultimi indicatori macroeconomici, i progressi del mercato immobiliare potrebbero rallentare o comunque essere discontinui: le vendite di case esistenti, per fare un esempio, sono aumentate del 6,5% in luglio, ma erano calate dell’1,2% il mese precedente. La partita per Quinn, de Blasio e compagni (improbabile la vittoria degli altri nomi noti, tra cui il democratico Anthony Weiner, il parlamentare travolto in passato da uno scandalo a luci rosse, e William Thompson, ex revisore contabile della città di New York).

Real estate: per il conte Carlo Borromeo solo delusioni dal patrimonio immobiliare - ilmondo.it



Real estate: per il conte Carlo Borromeo solo delusioni dal patrimonio immobiliare
Milani, 23 ago - Valgono quasi 70 milioni di euro gli immobili posseduti dal conteCarlo Ferdinando Borromeo Arese, padre fra l’altro diLavinia, moglie del presidente di Exor e Fiat John Elkann e di Isabella, consorte del petroliere Ugo Brachetti Peretti. Ma il ricco patrimonio di mattoni, che consiste in proprietà di prestigio situate per lo più nel centro di Milano, non ha dato grandi soddisfazioni, perché secondo quanto ricostruito da ilmondo.it ha accumulato nel 2012 perdite per oltre 835 mila euro a fronte di un flusso derivante dagli affitti di 1,8 milioni. 

Il patrimonio di mattoni dei Borromeo Arese è raggruppato in tre società principali: l’Immobiliare Piazza S. Ambrogio 10 ha un attivo di 35,1 milioni e ha incassato 745 mila euro di locazioni con perdite per 355 mila euro, la controllata Bisceglie 91 con un attivo di 4,7 milioni, solo 11 mila euro di affitti e un rosso di 374 mila euro e l’Immobiliare Tre Cerchi che vanta asset per 28 milioni e ha segnato affitti per oltre 1,1 milioni che non hanno però evitato una perdita di 106 mila euro. In tutto le tre società hanno debiti verso banche per oltre 5,7 milioni e l’Immobiliare Sant’Ambrogio detiene anche attraverso la controllata Sequoia dei terreni siti a Bornasco (Pavia) interessati da un progetto di sviluppo immobiliare.

L’altra attività del conte Borromeo è quella di gestore di Costarossa, società titolare dei vasti terreni agricoli in Lomellina dove sorge l’omonima azienda agricola che possiede oltre 1.400 capi di bestiame ed è il primo produttore di latte della Lombardia. 

Andrea Giacobino
twitter @andreagiacobin1