venerdì 27 settembre 2013

“Mollo tutto e me ne vado dall’Italia” di Teobaldo Simoli - panorama.it

“Mollo tutto e me ne vado dall’Italia”


Chi può dire di non aver mai sognato, almeno una volta nella vita, di mollare tutto e andare a vivere in qualche località esotica, magari in una villa vista mare vendendo birre in un chiringuito sulla
 spiaggia? Da qualche tempo il sogno è diventato un vero e proprio fenomeno (in crescita) nell’Italia della crisi economica e dell’incertezza.
dTeobaldo Semoli
“Tra le mete più ambite non ci sono solo Caraibi o Mar Rosso – spiega Gianluca Santacatterina, titolare di Luxury and Tourism, immobiliare specializzata nella vendita d’immobili all’estero – Il sogno americano, con Miami e New York in testa, rappresenta ancora la speranza di tante persone che vanno a caccia di lavoro, merce rara in Italia…”.
Quali sono le persone che scelgono di vivere all’estero?
“In questo momento la categoria più in crescita è forse quella dei pensionati, che decidono di “svernare” acquistando appartamenti con piscina in Repubblica Domenica. Se qui con la loro pensione farebbero fatica a pagare le spese di riscaldamento nei Caraibi, con 40-50 mila di investimento per la casa, fanno una vita “da signori”. Basti pensare che la benzina costa 60 centesimi al litro…”.
Quindi parliamo principalmente di anziani?
“Non è detto. Ho appena venduto a un ragazzo un chiringuito a Santo Domingo…”.
Sta parlando di vendere birre e cocktail sulla spiaggia?
“Perché no? Qualche mese fa pubblicammo sul nostro sito (www.luxuryandtourism.com ) un annuncio che recitava: “Vuoi veramente cambiare vita? Vendiamo chiringuito sulla spiaggia a 15.000 dollari...”. Le richieste continuano ad arrivare ancora oggi che il bar è stato venduto”.
Cosa si aspettano i giovani che si rivolgono alla sua agenzia?
“Direi che pensano prima di tutto alla qualità della loro vita e non trovando opportunità in Italia decidono di aprire attività a basso costo all’estero......continua a leggere su panorama.it

giovedì 26 settembre 2013

In vendita la casa d'infanzia di Kurt Cobain dove iniziò a suonare di Tiziana Minelli - Il Sole 24 Ore


Gli amanti dei Nirvana, del grunge e dell'alternative rock hanno già drizzato le orecchie: da oggi sul mercato immobiliare dello stato di Washington c'è anche la casa di Kurt Cobain. L'ha messa in vendita, al prezzo di 500mila dollari, la madre del cantante dei Nirvana, Wendy O'Connor.
Non si tratta certo di una dimora da vip o da star, ma in questa modesta casa di Aberdeen, a due ore di distanza da Seattle, Kurt Cobain ha vissuto felicemente i primi 9 anni della sua vita, fino alla separazione dei genitori. Gli appassionati della band saranno attratti dal fatto che proprio nel garage di questa proprietà, Cobain e Krist Novoselic, bassista e co-fondatore dei Nirvana, iniziarono a suonare. Infatti il cantante ha vissuto in questo edificio per un secondo periodo, fra i 16 e i 20 anni, quando si avvicinò alla musica e cominciò a pensare al gruppo che lo ha reso famoso.
La madre ha affidato la vendita all'agenzia di immobili di lusso The Agency. Non potendo contare sulle caratteristiche dell'immobile costruito nel 1923 e composto dalla casa, il cortile e un garage, per stuzzicare l'interesse dei fan verso la proprietà, la donna ha anche messo in vendita altri oggetti appartenuti al figlio morto suicida a soli 27 anni. Se il materasso della vecchia camera da letto e le foto di Kurt Cobain non riusciranno ad attirare le giuste attenzioni la madre si è detta disposta a trovare un accordo per trasformare la casa in museo.

CORSERA MAGAZINE - ROMA CROLLA IL MERCATO IMMOBILIARE MATTEO CORSINI SIAMO TORNATI ALLA LIRA ITALIA VERSO IL DEFAULT

ROMA CROLLA IL MERCATO IMMOBILIARE MATTEO CORSINI SIAMO TORNATI ALLA LIRA ITALIA VERSO IL DEFAULT
Roma 25 Settembre 2013 Corsera.it Debito pubblico.Il Governo non parla ma l'Italia si avvia verso il default.Liberarsi dei btp italiani,il rischio che il loro valore si polverizzi,una mattina all'alba.Secondo Matteo Corsini i risparmiatori italiani devono vendere btp e acquistare i mattoni.La tempesta perfetta si avvicina,il debito pubblico italiano e' insostenibile e la recessione economica non fa che peggiorare le cose.L'aumento dell'Iva e' un segnale allarmante per tutti noi.L'Italia sta per fallire,statene certi. Non c'e' dubbio che le conseguenze nefaste della recessione economica stanno colpendo senza via di scampo,i valori del mercato immobiliare italiano.Nessuno ne parla,sopratutto le banche,perche' ormai giorno per giorno i loro bilanci affogano dei crediti inesigibili,garantiti dal mattone,ormai ferro vecchio che nessuno pare voglia piu'.A parte qualche mosca bianca,le recenti transazioni mostrano un vero a proprio crollo,la bolla speculativa e' esplosa in tutto il suo fragore.A risentirne maggiormente sono le case di lusso,quelle che piu' di tutte erano state risucchiate verso l'alto dalla speculazione.ormai la discesa e' incontrollabile e chi vende accetta un controvalore che ad oggi si traduce nel potere di acquisto che aveva la lira.Il mattone italiano si aggrappa per sopravvivere alla cambio euro/lira,che forse porta in se' i germi di quello che sara' il futuro dell'Italia insieme agli altri paesi,il cui debito pubblico e' ormai insostenibile.Il mercato immobiliare e' un termometro della febbre italiana,della nostra economia pungente....
dalla fiacca.Siamo come colpiti da un virus letale,che ci spinge verso il passato con velocita' ultrasonica.I prezzi che soltanto a Maggio 2013 sembravano gia' bassi oggi sono altissimi,rispetto alle attuali quotazioni e non si vede il fondo,stiamo precipitando.Questo e' un allarme vero,un paradigma della moneta comune,che spinge in alto i virtuosi e all'inferno gli ignavi.Mi domando se tutto questo ha un senso,perche' la teoria monetaria,si scontra contro la logica imprenditoriale del nostro paese,dove ormai le imposte sommergono chiunque cerchi di alzare la testa.Eravamo ricchi,stiamo sprofondando verso una poverta' senza precedenti.A che pro mi domando? Oggi due milioni di euro sono quattro miliardi delle vecchie lire,si traduce cosi' il mercato immobiliare,che inesorabile cade verso il basso,anticipando le conseguenze di un default dello Stato italiano,rispetto al suo debito.Presto non saremo piu' in grado di sostenere questo macigno,perche' si regge sulle ginocchia dell'impresa italiana,che oggi fugge verso l'estero,essendo impossibile realizzare plusvalore,in nessun settore. Dall'analisi dell'andamento del mercato immobiliare,si desume soltanto una cosa,che ormai l'Italia si avvia al default,proprio come la Grecia o l'Argentina,e guardinghi devono stare gli investitori che hanno in pancia i BTP dello Stato italiano,potrebbe accadere che una mattina si sveglino conoscendo la sorte del loro risparmio. L'hair cut sui bond di stato al 40% non e' un'ipotesi tanto peregrina di questi tempi.Allora,soltanto il mattone,tornera' ad esercitare il suo straordinario effetto resistente alla svalutazione monetaria.

GB, immobiliare a rischio bolla: la banca centrale promette di vigilare - valori.it

La ripresa del mercato immobiliare nel Regno Unitosembra ormai avviata. Ma il Financial Policy Committee è pronto a vigilare per scongiurare rischi per la stabilità del sistema. Tali dichiarazioni sono state diffuse dalla Bank of England tramite una nota riportata dall’agenzia Bloomberg. Le misure dell’esecutivo di Londra per sostenere ipotenziali acquirenti di case, infatti, hanno ridato slancio al settore e hanno innescato una netta salita dei prezzi, guidata dalle quotazioni nella città di Londra. Ma non hanno mancato di suscitare perplessità da parte di coloro che temono che, dietro l’angolo, ci sia una nuova bolla immobiliareDa qui la presa di posizione della banca centrale inglese, che ha voluto precisare che il Financial Policy Committee sarà incaricato di monitorare più da vicino gli sviluppi nel mercato del mattone e dei prestiti a esso legati. L’authority da parte sua ha cercato di gettareacqua sul fuoco, chiarendo che l’attività immobiliare resta comunque a un livello inferiore rispetto alla sua media storica. Il Financial Policy Committee ha aggiunto di avere a disposizione una serie di strumenti per tenere a freno un’eventuale bolla, intervenendo sui requisiti per l’erogazione di mutui.  

Casa: la ripresa dell'immobiliare è ancora un miraggio di Massimo Morici - panorama.it


Casa: la ripresa dell'immobiliare è ancora un miraggio


Pur segnando un calo piuttosto accentuato, -7,7% in un anno, in molti di fronte al dato sulle
compravendite immobiliari nel secondo trimestre (242.817), contenute nella consueta nota dell'Osservatorio mercato immobiliare dell'Agenzia delle entrate, hanno tirato un sospiro di sollievo.di Massimo Morici
Perché confrontando i numeri con quelli catastrofici dei due trimestri precedenti (-13,8% nei primi tre mesi del 2013 e -30,5% nell'ultimo trimestre del 2012), la discesa del settore ora appare un po' meno ripida di quanto sembrasse qualche mese fa.
Ne sono convinti, anzitutto, i costruttori che per bocca del presidente dell'AncePaolo Buzzetti, ricordano come il "mercato sia ancora in crisi, seppur con una lieve riduzione dell'intensità della caduta". 
"È un segnale positivo, anche se può sembrare paradossale essendo un dato negativo. Si tratta della conferma di attenuazione della spinta recessiva che aveva colpito a più riprese il mercato negli anni scorsi. Non ci si deve aspettare, tuttavia, brucianti ripartenze" spiega invece a Panorama.it Luca Dondi, direttore generale di Nomisma.
Il secondo trimestre, infatti, si inserisce in un trend destinato a rimanere negativo ancora a lungo, anche se da aprile a giugno il mercato del mattone ha cominciato a mostrare segnali di una maggiore vivacità, recuperando sei punti persi nei primi tre mesi.
Il merito, in questo caso, va soprattutto agli investitori esteri, come rivela uno studio di Idea Fimit, che nella prima parte di quest'anno hanno comprato interi stabili a Roma e Milano.
Le due città, infatti, riescono a rimanere sotto la media: la prima a -6,9% e la seconda a -2%. Senza contare che in altri importanti centri, come Bologna e Napoli, il settore è tornato addirittura in positivo: +5% il capoluogo emiliano, +1,8% quello partenopeo.
Dunque, sarà ripresa? Dondi smorza gli entusiasmi: "Il mercato galleggerà nell'ordine delle 460 - 500 mila compravendite almeno per il prossimo biennio. Il dato a consuntivo di quest'anno sarà invece nell'ordine delle 410-415 mila compravendite, in calo rispetto alle 444 mila dello scorso anno. Siamo e rimarremo su livelli drammaticamente esigui, analoghi a quelli 30 anni fa".
Su queste dinamiche, aggiunge l'esperto del settore immobiliare, pesano diversi fattori: la congiuntura economica generale; il livello di fiducia delle famiglie sia generale sia relativo alle prospettive del settore immobiliare; un riprezzamento ancora inadeguato e che proseguirà per altri 12-18 mesi; una selettività del credito solo in minima parte attenuata rispetto alla formidabile stretta degli scorsi anni; e, infine, l'assenza di una chiara prospettiva fiscale (non solo Imu e Tasi, anche patrimoniale e presunzione patrimoniale di capacità reddituale).
Cosa potrebbe fare la politica, quindi, per rimettere in moto un settore fondamentale per l'economia italiana? "Il governo deve dare corpo alle misure annunciate, Cassa depositi e prestiti più i fondi di sostegno a morosità e acquisto, concentrare le poche risorse su pochi strumenti, come la riqualificazione immobiliare e la riduzione del disagio abitativo, privilegiando capacità di attivazione economica e di settore, e varare una riforma fiscale sulla casa organica e con obiettivi chiari e non contraddittori" risponde Dondi secondo cui nell'attività recente dell'esecutivo Letta non mancano certo buoni spunti.
"Tuttavia – conclude - rimane anche tanta approssimazione, ahimè destinata ad aumentare con la definizione delle basi imponibili ai fini della service tax e della riforma del catasto".