venerdì 4 ottobre 2013

Viaggio in Repubblica Dominicana




H4S società leader nella commercializzazione di immobili in Repubblica Dominicana organizza per le due prime settimane di dicembre viaggio nell'isola caraibica per visitare i prodotti immobiliari nell'isola .
Prezzi a partire da euro 52.000 con rendimento netto annuo dal 6%.
Nel caso di acquisto le spese di viaggio verranno integralmente rimborsate .
Per maggiori informazioni info@luxuryandtourism.com o +39 348.4513200.

giovedì 3 ottobre 2013

Pechino, trasparenza immobiliare - lettera43.it


da Pechino
La Cina si appresta a informatizzare i dati sulle proprietà private a livello nazionale. Una misura che può essere considerata parte della lotta alla corruzione lanciata da Xi Jinping e che, nella resistenza che incontra da parte delle amministrazioni locali, dà un'idea di quanto lungo e difficile sia il cammino sulla via delle riforme.
INDIVIDUARE I CORROTTI. Un database che preoccupa molti. Anche perché ancora non è chiaro se tutti gli utenti potranno consultarlo, rendendo di fatto pubblici i patrimoni di cittadini e funzionari dello stato. L'idea – su cui si sta lavorando dal 2010 – è quella di raffreddare le speculazioni sul mercato immobiliare. Allo stesso tempo risulterà evidente alle prime ricerche il possesso di case e terreni non giustificati da redditto, facilitando le autorità a individuare corrotti e corruttori.
UN PROGRAMMA PILOTA. Il piano doveva partire con un programma pilota in 40 città, ma i governi locali interpellati si sarebbero rifiutati di sottoscrivere l'accordo nell'attesa di essere rassicurati sul fatto che i dati raccolti non sarebbero stati resi di pubblico dominio. D'altra parte non si potrebbe chiamarlo uno sforzo verso la trasparenza se i dati venissero nascosti.
OPPOSIZIONI INTERNE. Una contraddizione che ha messo i bastoni tra le ruote alla seconda parte del programma che in teoria doveva essere completata entro lo scorso giugno coinvolgendo altre 500 città. Diversi analisti citati dal South China Morning Post e dal China Daily convengono nell'individuare le opposizioni più forti negli ambienti delle cosiddette grandi aziende di Stato, quelle legate ai settori dell'energia delle ferrovie e delle banche.
Esattamente quegli ambienti che sembrano essere l'obiettivo del nuovo giro di riforme promosso da Xi Jinping che verranno rese note durante il prossimo plenum di novembre e che in molti pensano debbano andare nella direzione della liberalizzazioni delle suddette grandi aziende di Stato.

La richiesta pressante dell'opinione pubblica

Misure per la trasparenza e per la pubblicazione di redditi e proprietà da parte di funzionari pubblici sono in realtà richiesti a gran voce da buona parte dell'opinione pubblica. La corruzione dilagante tra funzionari pubblici e quadri di Partito è ormai individuata come una delle cause che potrebbero portare alla caduta del Partito e l'abitudine della leadership comunista a lavare i panni sporchi in famiglia non è più così semplice da mantenere.
LA CAUSA DI MOLTI MALI SOCIALI. Sono sempre di più quelli che vedono nella corruzione dei quadri di Partito la causa di tutti i malesseri economici e sociali che la Cina si trova ad affrontare. Anche le autorità cominciano ad ammettere pubblicamente l'entità del problema.
L'Accademia cinese delle scienze sociali, il più importante think thank del paese, ha pubblicato uno studio in cui denuncia che negli ultimi 15 anni almeno 18 mila funzionari sono scappati dalla Cina trasferendo illegalmente all'estero quasi cento miliardi di euro, l'1,4% del Pil annuale.
900 MILA DIRIGENTI CONDANNATI. E sono gli stessi media di Stato a riportare che nell'ultima decade circa 900 mila quadri di Partito sono stati condannati per aver preso tangenti. Si tratta di 80-90 mila casi di corruzione conclamata all'anno. Lo stesso Xi Jinping, nel suo primo discorso da presidente del partito comunista più grande del mondo, aveva pubblicamente ammesso che la corruzione era la sfida più grande che si trovava ad affrontare.
SENZA GUARDARE IN FACCIA NESSUNO. E all'inizio del 2013 aveva rincarato «colpiremo sia le mosche che le tigri» aveva detto per rassicurare la popolazione sul fatto che la sua campagna contro la corruzione non avrebbe guardato in faccia nessuno. E per il momento è quello che sta portando avanti. Con lui si sono schierati il vicepremier Wang Yang e il numero quattro del Comitato permanente Yu Zhengsheng che non avrebbero problemi a rivelare redditi e proprietà. O almeno così affermano.
Giovedì, 03 Ottobre 2013

Cuba, boom immobiliare - italiaoggi.it


Si apre una nuova era nel settore immobiliare a Cuba. È caduto il divieto di esercitare la professione di agente, in vigore dal 1958. Il giornale ufficiale del regime spiega che questo mestiere consiste nel gestire e coordinare l'acquisto, la vendita e lo scambio di case con la domanda dei clienti.
Una rivoluzione che è la conseguenza dei cambiamenti intervenuti nell'economia dell'isola.
Dal 2010 Raul Castro ha imboccato la nuova via capitalista, senza peraltro riconoscerla ufficialmente, lasciandosi alle spalle la tradizione del socialismo. Nel momento in cui il presidente cubano ha cominciato a liberalizzare l'economia tre anni fa, la nazione contava 157 mila imprenditori indipendenti: ora sono saliti a 436 mila. Dal 2011 i cubani possono diventare proprietari degli alloggi in cui vivono, mentre fino ad allora la nozione di proprietà privata non era nemmeno concepibile. L'unico modo di cambiare casa era la permuta, un sistema che incoraggiava le transizioni occulte.
Ora sembra che i cubani siano contagiati da una frenesia di costruzione, con un piccolo boom immobiliare. Eppure, nonostante un leggero rialzo, i prezzi restano ragionevoli. Un buon appartamento all'Avana costa tra 20 e 30 mila dollari (15-22 mila euro). Gli investitori europei e canadesi attendono impazienti il permesso di comprare. Anche perché agli americani è proibito di recarsi a Cuba da mezzo secolo.

Il sito dell'Euroregione - Grecia: investimenti esteri sostengono settore immobiliare di Marcello Berlich - euregion.net


La vendita di asset di Stato e di propriet� bancarie sta aprendo agli investitori stranieri interessanti opportunit� nel mercato immobiliare greco: entro il 2013 gli investitori stranieri potrebbero far arrivare nelle casse greche circa 100 milioni di euro, secondo un report condotto dall�agenzia immobiliare internazionale Savills.
Gli elevati investimenti nel mercato immobiliare greco deriveranno in gran parte dalle aste condotte dal TAIPED, il fondo creato per la gestione delle privatizzazione delle propriet� di Stato: entro fine anno sono previsti processi di vendita e leaseback che coinvolgeranno 28 propriet�; questo tipo di aste gi� in precedenza si � rivelato particolarmente attraente per quegli investitori in possesso delle risorse necessarie.
Un altro canale di offerta di opportunit� � costituito dalla vendita di immobili in possesso delle banche, che attualmente stanno vivendo un processo di profonda ristrutturazione, costrette dalle conseguenze della crisi a concentrare le proprie attivit�, focalizzarsi sul core business e dunque a liberarsi di tutti gli asset non essenziali, a cominciare dalle propriet� immobiliari, anche al fine di raccogliere le risorse necessarie al rafforzamento di riserve e liquidit�.
Nonostante queste numerose opportunit� offrano un quadro che induce all�ottimismo, il mercato immobiliare greco continua per� a dover affrontare vari problemi, a cominciare dalla carenza di liquidit� sul mercato interno: la ricapitalizzazione del sistema bancario non sembra infatti al momento essersi tradotta in un pi� facile accesso al credito dei potenziali investitori, un problema che tra l�altro la Grecia condivide con buona parte dell�Europa Occidentale.
Gli investitori in possesso di adeguate risorse stanno tuttavia mostrando un elevato interesse per il mercato greco, a causa del crollo dei prezzi degli immobili negli ultimi anni, anche di quelli di pi� elevato livello: un fenomeno che peraltro si � gi� verificato o si sta verificando in Paesi come Irlanda, Spagna o Italia; Savills prevede un ulteriore calo del 15 per cento nel costo degli immobili nel corso del 2013 in Grecia, tuttavia i prezzi dovrebbero aver raggiunto il loro minimo, mentre i rendimenti dovrebbero restare all�8,5 - 9 per cento anche per il prossimo anno, nel corso del quale si assister� probabilmente ad una stabilizzazione.

Marcello Berlich

«AAA Vendesi isola edificabile dove fu imprigionato Pertini» di Luca Zanini (corriere.it)


ROMA - L’annuncio è di quelli che fanno sognare: «Vendesi isola e terreno edificabile». Il prezzo , invece, fa tremare i polsi: 22 milioni di euro; senza impianti né rete idrica. La realtà, infine, fa sorridere: sono anni che il propietario di una casa con annessi terreni agricoli sull’isola di Santo Stefano, accanto a ventotene, tenta di vendere a caro prezzo quell’angolo di paradiso. Per fare l’en plein , poi, l’immobiliare incaricata della cessione calca la mano: «Sull’isola nel cui carcere fu rinchiuso l’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini, si vendono 25 dei 28 ettari. Il lotto in vendita è edificabile, i rimanenti 3 ettari, su cui sorge anche il carcere, sono di proprietà del Demanio». Peccato che l’isola sia sottoposta a vincoli severi, tra i quali quelli derivanti dall’essere al centro della Riserva marittima integrale più importante del Tirreno.
«5 ETTARI E NON 25» - Da Ventotene mettono le mani avanti: l’annuncio è fuorviante, dicono i maggiorenti dell’isola di Giulia. «Tanto per cominciare il terreno e la casa in vendita si estendono su 5 ettari e non 25: una striscia di terra - spiega Daniele Coraggio -. Eppoi sono anni che ci provano: nessun presunto acquirente è mai andato oltre la telefonata curiosa». La casa con i 5 ettari apparterrebbe ad un notaio napoletano, tale dottor Orazio Ciarlo, che l’avrebbe acquistata al prezzo di circa 1 miliardo di lire nel 1990, dai precedenti proprietari: i Taliercio, allora titolari anche dell’Hotel Mezzatorre.
APPELLO A NAPOLITANO - Il leader dei Verdi Angelo Bonelli rivolge un appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Chiediamo che l’Isola di Santo Stefano sia dichiarata monumento nazionale, perché oltre ad essere una riserva straordinaria di biodiversità rappresenta un luogo simbolico per la nostra democrazia». E auspica una norma che consenta «venga acquisita al patrimonio dello Stato l’isola», un luogo «simbolo della prigionia di molti padri della nostra democrazia compreso il presidente Pertini».
ISOLA DI CONFINO - Santo Stefano è isola famosa per i suoi trascorsi di ergastolo:l’ edificio settecentesco (di proprietà demaniale) voluto da Ferdinando IV di Borbone, fu carcere fino al 1965. Progettato da Francesco Carpi è oggi una struttura fortemente degradata. Inaugurato nel 1795 l’ edificio fu costruito con l’ allora sperimentale forma a «panottico» (dal titolo del volume del giurista inglese Jeremy Bentham, Panopticon, su certe forme in architettura in grado di garantire il dominio sulle menti). La forma a ferro di cavallo permetteva infatti un controllo continuo dei detenuti. Tra i quali figurarono appunto Pertini, Luigi Settembrini, Silvio Spaventa e l’anarchico Gaetano Bresci . Nei diari di Pertini ci sono frasi molto toccanti sulla sua prigionia a Santo Stefano.
MINACCIA DI ESPROPRIO - Già nell’agosto 2005, una immobiliare tedesca - la www.vladi.de, specializzata nella vendita di esclusive isole in tutto il mondo, dai Caraibi alla Polinesia - aveva annunciato la vendita di Santo Stefano per 20 milioni di euro. Pochi giorni dopo era stata approvata una delibera della Regione Lazio, in cui si avviavano le procedure di esproprio proprio per lo splendido isolotto. «In realtà sull’isola si sovrappongono le proprietà: due private che coprono in effetti buona parte della terra, circa 40 ettari; poi quella della zona del carcere che è del demanio. L’immobile dove fu imprigionato Pertini è ancora oggi del demanio», dice Angelo Bonelli, che all’epoca era assessore regionale e nel 2005 occupò l’isolotto con un gruppo di pescatori ventotenesi, chiedendo già all’allora presidente della Repubblica Ciampi che la dichiarasse monumento nazionale e bene indisponibile dello Stato.
Luca Zanini