venerdì 25 ottobre 2013

Italia chiama Italia : Italiani investono in immobili all’estero, mercato in forte espansione

Ecco perché e come imparare a sfruttarlo al meglio
Per chi se ne occupa di professione il periodo non è dei migliori, perciò occorre essere più preparati, più informati, più determinati degli altri



Quanto vorreste scommettere e mettervi in gioco nel mercato immobiliare di oggi? Immaginiamo non molto. Eppure proprio a causa (o per merito) della crisi, molti italiani stanno valutando un'opzione che fino a qualche anno fa sembrava solo una scelta da "nababbi": quella di investire all'estero.
I benestanti decidono di acquistare immobili oltreoceano per investire i loro patrimoni che altrimenti in Italia finirebbero per trasformarsi in soldi da pagare allo stato. Ma anche chi di denaro non ne ha molto, chi ha solo qualche risparmio messo da parte, decide di andarsene da qui per provare a costruirsi una nuova vita, una vita migliore magari continua a leggere su Italia chiama Italia..

BAHIA AZUL - Playa Dorada a Puerto Plata - Repubblica Dominicana - prezzi a partire da euro 36.000........

BAHIA AZUL - Playa Dorada a Puerto Plata - Repubblica Dominicana 


In Playa Dorada a Puerto Plata, situato a 20 minuti dal aeroporto internazionale Gregorio Luperon e 5 minuti dalla città. Il resort dispone di un campo da golf progettato da Robert Trent Jones, e un centro commerciale a 3 minuti a piedi dal condominio Grand Paradise.





Il condominio ha la più grande spiaggia di Playa Dorada e un eccellente mix di giardini tropicali e sabbia. Dispone inoltre di una piscina, ristoranti, bar, area per bambini e una lavanderia ed altri servizi. Provenienti anche presto sarà operativo il casinò e una palestra
221 appartamenti da 33 mq a 126 mq, distribuiti in 20 edifici di 4 piani. Ogni unità dispone di una cucina, ripostiglio e balcone, che guarda o la bellissima spiaggia, sulla piscina o sui giardini sorprendenti.

Prezzi a partire da USD 50.000 (euro 36.200 al cambio odierno) e redditività netta annua garantita del 6%!!

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Slovenia: contrasti su proposta per imposta immobili -ansamed.ansa.it

In Slovenia la direzione del partito dei pensionati Desus ha espresso la propria contrarietà all'imposta sugli immobili, confermando la posizione negativa alla proposta attuale espressa dal segretario Karl Erjavec qualche giorno fa. La direzione ha sollecitato i partner della coalizione a un' attuazione progressiva degli oneri previsti dall'imposta, che dovrebbero essere del 60% nel 2014, dell'80% nel 2015 e nel loro valore totale dal 2016. La direzione del partito ha ribadito che la proposta attuale, che prevede l'attuazione del 100% degli oneri d'imposta già dal 2014, è insostenibile. Nonostante questo il partito contesta le critiche di voler far cadere il governo: dalla direzione hanno confermato che pur non appoggiando la proposta attuale dell'imposta sugli immobili voteranno a favore della legge finanziaria 2014, che però, fa notare parte della pubblica opinione, comprende anche gli introiti previsti dalla stessa legge sugli immobili.

Imu italiani nel mondo, eletti all’estero si diano una mossa – italiachiamaitalia.it



E' il caso di esaminare - sperando che ciò possa essere utile, per opportuna conoscenza e per palese sentita partecipazione emotiva - le reazioni comportamentali dei soggetti politici in emigrazione alla luce dell'avvenuta approvazione della legge di stabilità e sua attuale discussione al Senato relativamente ai provvedimenti complessivi e dei suoi effetti per gli italiani residenti all'estero.
Non spetta a noi comuni mortali conoscerne tutti i dettagli ma facendo parte, per nostra fortuna, di un sistema che ci permette di dire la nostra, nessuno può negarci il diritto di pretendere che i soggetti politici delegati svolgano il loro ruolo con impegno, costanza e diligenza ottemperando ai loro doveri e salvaguardando i nostri interessi.
Nello specifico, la reazione al riguardo al suddetto provvedimento, allo stato attuale, esaminata sulla base delle informazioni riportate dai mass-media, sono quasi nulle. Sembra, paradossalmente, che la questione non interessi quasi nessuno, come se il provvedimento in esame non avesse alcuna importanza o che riguardasse non noi, ma solo gli italiani in Italia e gli extraterrestri.
A pensar male si potrebbe quasi essere dell'avviso che gli addetti ai lavori non ne abbiano, anche quelli da noi direttamente delegati, nemmeno preso visione e conoscenza. Ma, ad onor del vero, anche per voler evitare di essere preconcettualmente e forzatamente qualunquisti e disfattisti, l'on. Farina e il sen. Di Biagio, ma anche il Sen. Micheloni, nonché gli esponenti del MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero, si stanno adoperando attivamente, in questa importante e decisiva fase dibattimentale, per cercare di capovolgere a nostro favore il provvedimento in questione per quanto attiene il regime fiscale a cui assoggettare i nostri immobili in Italia, tendente ad eliminare la discriminazione in essere, pur nell'assenza più assoluta di un sostegno effettivo da parte degli altri loro colleghi parlamentari eletti all'estero.
Cosa fanno e cosa pensano al riguardo gli altri rappresentanti eletti all'estero, il cui eventuale impegno non può essere manifestato solo a piacimento o solo su argomenti di loro interesse o per loro fini? Cosa pensano e cosa fanno al riguardo relativamente a tutti provvedimenti della manovra in esame? Si stanno forse già attrezzando per combattere eventuali battaglie che sperano già essere perse in partenza per poi speculare su di esse? Cosa avranno da dire, sempre in questo contesto, i rappresentanti politici dei partiti politici nazionali presenti in emigrazione? Quali saranno le proposte, le iniziative fatte o pensate, dai responsabili delle varie sezioni di partiti a livello mondiale del PD nel corso della corrente campagna per le Primarie e cosa, ancora più interessante e significativa, diranno i candidati per i quali essi si stanno mobilitando?
Cosa hanno intrapreso e pensato di intraprendere i nostri eletti all'estero (l’On. Garavini che sostiene che l'Italia cresce - come non darle ragione? - solo investendo in cultura), l’On. Tacconi, e tutti gli altri onorevoli e senatori? Chi si prenderà a cuore in Parlamento ed avrà il coraggio di spendere una parola, un gesto o un'iniziativa tangibile nei confronti dell'emigrazione, che non sia solo il voto?
Puo' essere certamente valido e condivisibile il motto del PD per le Primarie, che recita:"Cambiare il PD per cambiare l'Italia". Sarebbe pero' assurdo pensare che questo cambiamento possa avvenire quando l'Italia sarà definitivamente sepolta sotto le sue macerie, del passato e del presente, affrancandoci da responsabilità personali come spesso avviene.

In Spagna il mattone vede ancora prezzi in discesa -casa24.ilsole24ore.com

L'obiettivo è fare affari a buon mercato. Tenendo d'occhio però la qualità degli immobili. È questa la motivazione che spinge oggi molti grandi investitori internazionali a prendere di nuovo in considerazione i Paesi europei che finora hanno dovuto far fronte ai più gravi risvolti della crisi immobiliare prima ed economica poi. Spagna in testa. Un trend che fa sperare in un avvio verso la fine del tunnel, anche se finora veri segnali di recupero rimarcabili non sono stati registrati sul fronte del mattone, almeno nel Paese della penisola iberica.

Il ritorno dei grandi nomi del real estate internazionale nel bacino del Mediterraneo segna però una netta demarcazione tra il quinquennio passato e le prospettive future. 
Secondo la società di consulenza Savills nel primo semestre 2013 gli investitori internazionali hanno dominato le operazioni per almeno il 60% dei volumi in Spagna, Italia e Irlanda contro il 40% di un anno prima. A fare gola oggi sono prezzi a sconto e rendimenti più alti che nei Paesi "core".
Secondo i dati di Cbre nel terzo trimestre 2013 in Europa il volume degli investimenti è cresciuto del 21% a 100 miliardi di euro nel settore "commercial" (il real estate al netto del residenziale) rispetto allo stesso periodo 2012, ma la crescita nell'Europa del sud (Spagna, Portogallo e Italia) è stata del 145%. Nella sola Spagna gli investimenti da giugno a settembre 2013 sono stati pari a 1,3 miliardi di euro, più che raddoppiati rispetto ai 531 milioni di euro di un anno prima. 
«Da qualche mese vediamo spiragli di miglioramento nel real estate – dice Patricio Palomar Murillo, director di Cbre Spagna –. Da noi sono attivi oggi gruppi come Axa real estate, Orion capital partners, Ubs, Goldman Sachs o il Reit Fibra-Uno , oltre a investitori privati come l'imprenditore messicano Carlos Slim». 

E sul fronte residenziale? Sono di pochi giorni fa i dati che decretano una crescita - modesta - dei valori in 20 città spagnole. È quanto ha dichiarato Solvia, il braccio immobiliare del Banco Sabadell. È la prima volta che i prezzi delle case salgono negli ultimi sei anni, ma si tratta di poche realtà. Altrove prezzi e compravendite continuano a scendere. 
La bad bank Sareb intanto starebbe preparando un portafoglio di 35 case di lusso tra Madrid, Barcellona, Costa del Sole Baleari, per un valore complessivo di 38 milioni di euro. Ma ad oggi ancora la Spagna ha oltre 1,5 milioni di case in vendita e i prezzi sono tornati ai livelli del 2000, segnando ancora perdite di quasi il 50% in media nel Paese dal 2008. Secondo l'Institudo nacional de estadística nel secondo quarter 2013 il calo è stato del 12% circa , sono meno pessimisti altri operatori come Scenari Immobiliari che registrano cali attorno al 5%. Con le dovute differenziazioni tra estremi come le aree migliori di Madrid e Barcellona e le zone interne meno conosciute.
Secondo alcuni operatori ci vorrà tempo fino al 2018 per vedere assorbire lo stock abitativo invenduto e solo allora si potrà sperare nella ripresa dei prezzi.