mercoledì 4 dicembre 2013

Isee, ecco il riccometro: cresce il peso degli immobili, più controlli -ilmattino.it

Il consiglio dei ministri ha approvato il nuovo Isee (Indicatore della situazione economica) «per affrontare lo scandalo dei finti poveri». Lo ha annunciato il premier Enrico Letta. «Abbiamo visto lo scandalo di chi andava all'università in Ferrari», vicende che «feriscono i tanti che hanno bisogno» dei servizi del welfare, ha aggiunto.

Nel nuovo meccanismo peseranno di più la casa e il patrimonio e ci saranno più controlli. Sarà infatti considerato il valore degli immobili rivalutato ai fini Imu (invece che Ici) mentre sarà ridotta la franchigia della componente mobiliare.

Aumenta l'importo massimo dei costi dell'affitto che si può portare in detrazione del reddito ai fini del calcolo dell'Isee. Secondo la riforma appena approvata dal Consiglio dei ministri, l'importo aumenta da 5.165 a 7.000 euro con un incremento di 500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo.

Con il nuovo Isee solo una parte dei dati sarà autocertificata, mentre i dati fiscali più importanti come il reddito complessivo e quelli relativi alle prestazioni ricevute dall'Inps saranno compilati direttamente dalla pubblica amministrazione.

Con l'Isee vigente finora, in cui tutto è auto-dichiarato, «si è verificata una sistematica sottodichiarazione sia del reddito (anche rispetto al reddito Irpef) sia del patrimonio», afferma il governo nel documento che accompagna il decreto di riforma, sottolineando che l'80% dei nuclei familiari in riferimento al patrimonio mobiliare dichiara di non possedere neanche un conto corrente o un libretto di risparmio, dato non coerente con quelli pubblicati dalla Banca d'Italia.

Il nuovo Isee «riduce l'area delle autodichiarazioni e permette controlli più corretti», sottolinea il ministro del Welfare, Enrico Giovannini. «Molte delle voci che oggi sono parte di autodichiarazioni - osserva - verranno compilate automaticamente dall'Inps in base alle banche dati, in modo tale che nessuno si possa dimenticare di indicare i valori corretti». Gli obiettivi del nuovo misuratore sono infatti «ridurre le sperequazioni di accesso», e «rafforzare il sistema dei controlli».

L'Isee serve a valutare la situazione economica dei nuclei familiari per regolare l'accesso alle prestazioni (in moneta e servizi) sociali e sociosanitarie erogate dai vari livelli di Governo (dalla mensa scolastica alle tasse universitarie). Serve per fissare tariffe differenziate oppure per la fissazione di soglie oltre le quali non è ammesso l'accesso alle prestazioni. Nel 2012 sono state presentate 6,5 milioni di dichiarazioni sostitutive uniche (dsu) corrispondenti a più di 5,8 milioni di famiglie (il 30% del totale).

La riforma prevede la ridefinizione del reddito disponibile (includerà anche somme fiscalmente esenti come ad esempio le pensioni di invalidità), la valorizzazione maggiore della componente patrimoniale (maggior peso per la casa e minore franchigia per la componente mobiliare) ma tiene anche conto delle caratteristiche dei nuclei familiari con carichi particolarmente gravosi, come l'avere tre o più figli o persone con disabilità a carico. La riforma riduce l'area dell'autodichiarazione consentendo di rafforzare i controlli e ridurre le situazioni di accesso indebito alle prestazioni agevolate.

Con riferimento agli immobili, si considera patrimonio solo il valore della casa che eccede il valore del mutuo ancora in essere, mentre viene riservato un trattamento particolare alla prima casa. La franchigia sul patrimonio mobiliare è ridotta a 6.000 euro, con un aumento di 2.000 euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino a un massimo di 10.000 euro. Questa soglia è incrementata di 1.000 euro per ogni figlio componente il nucleo familiare successivo al secondo.

L'Isee terrà conto di «tutte le forme di reddito, persino quelle fiscalmente esenti», e darà «peso più adeguato alla componente patrimoniale», rileva ancora Giovannini.

«Riformare l'Isee è un atto a forte valenza etica, in un momento in cui l'emergenza sociale impone di orientare le risorse disponibili a favore di chi è in uno stato di reale necessità», si legge in una nota del ministero del Lavoro. «Con la riforma - afferma ancora Giovannini - intendiamo disporre di uno strumento più corretto per valutare le condizioni relative tra famiglie con diverse possibilità economiche, ma anche restringere gli spazi all'evasione, ricordando che ogni presunta furberia toglie un'opportunità a coloro che ne hanno diritto».

Cercasi investitori coraggiosi per una casa infestata -news.immobiliare.it

Una delle sette case più infestate del mondo è in Italia. Si trova nella frazione di Bindo, a Cortenova, nel cuore della Valsassina. Non basterebbero però i mitici Ghostbusters in questo caso, servirebbero banalmente diversi soldi per rimetterla in sesto e risollevare quella che comunque è una dimora storica per l’Italia.
Villa De Vecchi, meglio conosciuta come Casa Rossa dal colore che fu della sua facciata, fu costruita tra il 1854 e il 1857 dal conte Felice De Vecchi, nobiluomo che partecipò alle Cinque Giornate di Milano e fu uno dei maggiori protagonisti del Risorgimento italiano. Il patriota aveva un’estrema passione dell’Oriente che si rispecchiava perfettamente in quelli che furono gli interni affrescati (di cui oggi rimane molto poco) della dimora, la cui costruzione costò al conte 44.063 lire. Il parco che circonda la casa è bellissimo e misura oltre 130 mila metri quadrati. La casa è su due piani e ha un seminterrato dove erano le cucine. Il progetto prevedeva anche un terzo piano dove De Vecchi avrebbe voluto costruire un osservatorio astronomico. Nei primi anni del ‘900 il secondo piano crollò del tutto per una perdita d’acqua. Infatti il Conte aveva fatto costruire un impianto di riscaldamento davvero visionario che però non ha resistito all’abbandono.
Si dice che le leggende sui fantasmi siano cominciate con l’assassinio della moglie e la scomparsa della figlia del Conte De Vecchi, ma in realtà lui morì celibe lasciando la villa in eredità al fratello che la abbandonò. A occuparsene furono per anni i Negri, che vivevano nel parco, ma poi il custode trovò la moglie uccisa e si suicidò. Da lì le leggende sugli spettri si moltiplicarono a tal punto che negli anni ’20 la dimora fu scelta da Aleister Crowley, fondatore dell’occultismo contemporaneo, per un suo breve soggiorno. Da allora satanisti e appassionati vari la scelgono per riti satanici, orge e negli anni è stata protagonista di strani suicidi, il tutto chiaramente con il malcontento e la preoccupazione degli abitanti della zona che sorridono amaramente quando qualcuno riferisce di aver sentito per diverse notti un pianoforte che suonava dalla casa angoscianti musiche.
Ora la villa, un tempo maestosa, è pericolante ed è circondata da recinti di sicrurezza a causa di possibili crolli. La Sovrintendenza ha dettato dei vincoli molto stretti per il recupero, ma non ci sono soldi né dal Comune né dai proprietari. Si era sperato che una frana del 2002 la abbattesse gratis, ma i massi e il fango si sono arrestati (quasi per magia) a pochi metri dalla Casa Rossa. Servirebbe qualcuno di molto coraggioso, che non creda ai fantasmi e che sia disposto a investire nel recupero di una parte importante del patrimonio storico italiano.

Colliers: investimenti immobiliari in aumento nel 2014 - Spinta dagli Usa -casa24.ilsole24ore.com

Torna la fiducia tra gli investitori a livello mondiale e il 2014 dovrebbe vedere il numero di transazioni immobiliari in aumento. Secondo il Global investor sentiment realizzato da Colliers international sentendo oltre 520 importanti investitori, da quelli istituzionali ai private equity, la maggior parte degli operatori ha in previsione di aumentare il proprio portfolio, con una spinta particolare di quelli Usa. E tutti stanno risalendo la curva del rischio in cerca di rendimenti maggiori.
«A livello globale gli investitori stanno cercando di crescere, col 70% che pianifica espansioni del proprio portafoglio nei prossimi sei mesi. In generale, gli investitori esprimono ottimismo sulla possibilità di fare il loro ingresso nel mercato proprio in un momento così dinamico», spiega Tony Horrel, ceo di Colliers Gran Bretagan e Irlanda.
I criteri di investimento invece non varieranno molto rispetto a quest''nno, con i fondamentali degli immobili in cima alla graduatoria, seguiti dalla crescita economica e del tasso di rendimento. In leggero calo invece il rischio sovrano, segno che gli investitori sono più tranquilli sulla tenuta dei Paesi.
Le tendenze 2014
La maggior parte degli investimenti sarà ancora focalizzata nei mercati di origine degli investitori, con solo il 10% che punterà su quelli transfrontalieri e, anche in questo caso, la vicinanza culturale e geografica rappresenta un driver importante con il grosso degli investimenti che rimangono nella regione di partenza. L'attenzione continuerà poi a focalizzarsi sulle grandi metropoli come New York, Londra, Tokyo e Sidney, viste come porti sicuri. Per quanto riguarda le tipologie preferite al primo posto ci sono i palazzi di uffici ma queste variano molto da regione a regione, con Usa e Sud America che si concentreranno nell'industriale e nella logistica e i candesi che punteranno sui centri commerciali.
Anche la propensione al rischio e i ritorni desiderati variano su base geografica: il 65% degli intervistati in Asia aumentarà il grado di rischiosità, il 74% degli inglesi e il 50% degli statunitensi mentre lo faranno solo il 33% nell'area di Europa, Medio Oriente e e Africa.
Per quello che riguarda i rendimenti attesi invece europei e nord americani puntano al range tra il 5 e il 10%, al massimo il 15%, mentre in Asia a Sud America chi investe vuole rendimenti tra il 15 e il 20%, con il 32% degli asiatici che li cerca anche superiori a questa soglia. Per il 47% del campione, poi, i costi per indebitarsi sono destinati ad aumentare con il rallentamento del quantitative easing della Fed.
Flussi 2013
Lo studio di Colliers ha analizzato anche come si sono mossi i capitali nell'ultimo anno: è emerso che gli investitori hanno puntato ancora sulle città considerate porti sicuri. A livello macro l'Europa è la meta privilegiata con flussi, dall'inizio dell'anno di 20 miliardi di dollari dal nord America, 8,3 dal Medio Oriente e 9,2 dall'Asia. Mentre dall'Europa investimenti importanti si sono diretti solo verso gli Usa con 4,8 miliardi. Tra Asia e America investimenti quasi pareggiati, intorno ai 5 miliardi.
L'area Emea
Lo studio analizza la macro regione Europa, Medio Oriente e Africa dove le prospettive sono positive: quasi il 41% degli intervistati ha dichiarato che le condizioni del mercato degli investimenti immobiliari migliorerà nei prossimi 12 mesi in Europa occidentale, mentre solo per il 14% tenderà a peggiorare. Al contrario, c'è maggiore cautela nei confronti di Russia e Turchia da una parte e Medio oriente e Nord Africa dall'altra, 18% e 15% le rispettive aspettative di miglioramento. Per il 63% del panel, poi, gli investimenti dovrebbero crescere in Europa occidentale anche se in modo discontinuo perché nei mercati principali manca offerta di qualità e in quelli secondari i canoni sono stabili. Per lo studio le opportunità migliori saranno nelle "big six" tedesche e nei centri principali della Polonia, dove nuovi sviluppi sono necessari per la crescita economica.
Resto del mondo
In Asia il 70% degli investitori crede che l'attività del settore nel 2014 crescerà, per il 30% addirittura oltre il 10%,nonostante permangano dubbi sulla forza della ripresa e sul tasso di interesse che potrebbe salire a causa delle mosse della Fed. Un aiuto alle transazioni arriverà dalle aziende perchè la forte volatilità dei canoni fa sì che spesso queste decidano di comprare la sede invece di affittare.
Anche in Australia e Nuova Zelanda si respira ottimismo con il 60% degli investitori che prevede crescita, sulla scorta di un raddoppio dei volumi scambiati in Australia nei primi sei del 2013 rispetto a un anno prima.
Negli Stati Uniti addirittura il 92% degli intervistati ha detto che aumeterà il portoflio nei prossimi sei mesi, una previsione spinta dalla crescita dell'economia, soprattutto nei settori che più richiedono uffici.
L'america latina invece sta affrontando alcune difficoltà con il rallentamento di Brasile e Messico, le due maggiori economie dell'area, che fanno i conti anche con una certa incertezza politica, ma nonostante questo più del 50% crede che il mercato crescerà.

Robbie Williams: affare immobiliare a Londra -news.immobiliare.it

In una recente intervista rilasciata in Italia, Robbie Williams aveva espresso il suo desiderio di far crescere la piccola figlia Teddycome “voi Europei”. Ma forse non gli bastava: il cantante inglese vive ormai da molti anni a Los Angeles e possiede già una casa da 8 milioni di sterline nelle campagne del Regno Unito, nel Wiltshire; ora però, con la moglie Ayda, ha comprato una casa a Londra, di modo che la figlia cresca in una delle maggiori capitali europee. Unvero affare per il bel Williams: 17,8 milioni di sterline a fronte di una richiesta di mercato di 60 milioni.
Non si tratta di una casa qualsiasi: stiamo parlando della dimora che fu del regista Michael Winner, noto per aver diretto Charles Bronson nella saga Il Giustiziere della Notte. Morto a gennaio per un cancro, Winner ha lasciato la moglie in serie difficoltà economiche, a causa di innumerevoli acquisti di appartamenti che continuava a regalare alle sue amanti. Ecco perchè Woodlands House è stata letteralmente svenduta dalla vedova.
Il patrimonio del cantante, il più fortunato dei Take That, ora all’apice del suo successo, è stimato ammontare a 100 milioni di sterline e, nonostante ciò, Robbie si è da poco lamentato per le cifre assurde e insostenibili del mercato immobiliare londinese. Certo è che con l’acquisto  di questa dimora ottocentesca a Holland Park, con 46 camere e2.000 lampadine, a un prezzo veramente stracciato, il bellissimo Williams abbia poco da lamentarsi.
Oltre ai lussuosissimi arredi e alle stanze enormi, la casa ha un seminterrato dotato di sala cinema, una piscina e una sauna: Teddy riuscirà certamente a vivere nel lusso più sfrenato a cui il suo papà la vuole probabilmente abituare, ma in perfetto stile British.

martedì 3 dicembre 2013

JFK: in vendita la casa che costruì con Jackie -news.immobiliare.it

Forse nessun prezzo rispecchierebbe il valore storico e morale di questa casa, ma il mercato immobiliare ne ha fissato uno piuttosto “accessibile”: bastano 11 milioni di dollari per comprare la tenuta che John Fitzgerald Kennedy e sua moglie Jacquelineprogettarono insieme prima che il Presidente fosse assassinato. I lavori, infatti, terminarono giusto qualche settimana prima che JFK venisse ucciso, nel 1963.
Si tratta di una dimora di lusso in Virginia, a Wexford, a solo un’ora di macchina da Washington DC. La tenuta è instile country, immersa in un parco di oltre 160 acri in cui si dipanano sentieri perfetti per andare a cavallo o dedicarsi alla caccia alla volpe.
L’immobile ha quattro camere da letto, decorate in perfetto stile anni ’60, un’enorme sala con un camino rifinito in marmo e il parquet originale che la coppia aveva scelto. La cucina è stata leggermente ammodernata e dotata dei più nuovi elettrodomestici. All’esterno si trovano un garage per tre automobili, un campo da tennis, unapiscina e una stalla in cui la figlia Caroline teneva i suoi adorati pony Tex e Macaroni.
Ad arricchire la memoria e il valore storico che la casa custodisce ci sono altri due piccoli segreti da svelare: l’altro amatissimo Presidente USA, Ronald Reagan, prese questa tenuta in affitto nel 1980 e la utilizzò come ritiro durante la stesura dei discorsi che gli servivano nei faccia a faccia con l’avversario di sempre, Jimmy Carter. Inoltre la casa è dotata di un bunker sotterraneo segreto che testimonia quanto i presidenti siano sempre stati estremamente protetti dai servizi segreti che ne hanno ordinato tassativamente la costruzione.