venerdì 20 dicembre 2013

Mattone di lusso, sarà a Dubai il maggior rialzo dei prezzi -casa24.ilsole24ore.com


Sarà Dubai la città nel mondo che nel 2014 metterà a segno il maggior rialzo dei prezzi residenziali nel segmento del lusso. È quanto sostiene Knight Frank, che prevede che nella città degli Emirati arabi l'aumento dei valori del mattone si stabilizzerà tra il 10 e il 15%. A seguire ci saranno, con rialzi dell'ordine del 5-10%, Beijing, Shanghai, Sydney e Parigi.
"Nel periodo tra il 2006/2007 e il 2009 i prezzi dell'immobiliare sono scesi in molti Paesi del mondo, specialmente in Europa e Stati Uniti, ma anche a Dubai e in diversi mercati asiatici - dice Liam Bailey, a capo del team di ricerca residenziale di Knight Frank -. Marzo 2009 ha segnato il punto di svolta per molti mercati. La ripresa è stata molto sostenuta in località quali Londra, New York, Singapore e Hong Kong". Ma anche Austria e Germania hanno visto per anni una crescita ininterrotta dei valori.
La corsa dei prezzi ha fatto sì che molti Governi corressero ai ripari. Oggi chi vuole acquistare casa a Hong Kong, Singapore o Londra, ma non è residente, deve mettere in conto di sostenere tasse più elevate di qualche anno fa. A questo proposito Knight Frank sottolinea come a Londra oltre la metà della domanda di abitazioni arrivi da cittadini stranieri, stesso valore a Ginevra. La percentuale di stranieri scende al 40% a New York e si riduce a poco più del 25% a Parigi e Sydney. Mentre per Londra non ci sono rischi di crisi dell'economia locale ma si prevedono altre misure restrittive per gli acquisti - come a Hong Kong -, Dubai potrebbe subire le ripercussioni della crisi dell'Eurozona ma beneficiare dell'opportunità di essere percepito come paradiso regionale sicuro.
Tornando alle previsioni di Knight Frank, non ci sono in vista variazioni nei prezzi a New York, dove a calmierare i valori è l'offerta elevata (il settore del settore sarà particolarmente attivo nel mercato di Midtown per via della forte domanda internazionale), mentre a Hong Kong le quotazioni nel 2014 potrebbero scendere tra il 5 e il 10%. Qui le nuove costruzioni sono concentrate in particolare nei distretti di Tai Po, Tseung Kwan O e Yuen Long. A Singapore e Ginevra - la città svizzera più volte è stata accostata al rischio bolla immobiliare negli ultimi periodi -, i prezzi del mattone residenziale di alto livello dovrebbe scendere poco meno del 5%.
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Storie di vita. Carlo e la sua passione per la perfetta Dubai. -di Giorgia Perbellini per www.LuxuryandTourism.it



Oggi intervisto Carlo, immobiliarista italiano che ha deciso di fare della perla degli Emirati Arabi la sua nuova casa.


Da quanto tempo vivi a Dubai? Hai sempre vissuto in Italia prima?

Vivo a Dubai da 8 anni , prima ho sempre vissuto in Italia a parte un breve periodo passato in Costa Azzurra.

Di cosa ti occupavi in Italia e di cosa ti occupi ora?

Prima di trasferirmi a Dubai mi occupavo di classica compravendita immobiliare in Italia. Ora il ramo è rimasto quello ma mi sono specializzato nell’investimento a reddito, non solo nel campo immobiliare ma anche nelle aperture di attività italiane di food and beverage negli Emirati.

Qual è stato il tuo primo approccio col mondo del lavoro e quali sono le differenze più evidenti che si notano al confronto con l'Italia?

L’approccio è stato da subito estremamente positivo. Il piccolo Emirato ha dei vantaggi enormi per chi vuole investire e avviare attività imprenditoriali: basso livello di burocrazia, infrastrutture molto valide, esenzione totale dal pagamento delle imposte sia personali sia a livello societario.
Potrà sembrare un'affermazione strana ma a Dubai si avverte una forte energia collettiva e un entusiasmo che non ricordavo dagli anni 80 in Italia.

Dubai è una città più unica che rara. Costruita nel deserto attorno al piccolo centro cittadino originario, oggi è il secondo emirato per grandezza, dopo Abu Dhabi. Come si vive oggi e perché la tua scelta è ricaduta proprio su questa città?

A Dubai io vivo molto bene. E’ una citta sicura, non esiste criminalità, nè razzismo e nemmeno la politica. Il paese è governato in modo egregio dai 
regnanti, ben voluti e ammirati dalla popolazione residente.
La città è un miscuglio di usanze e culture: convivono pacificamente oltre 200 nazionalità differenti e su un totale di circa 2 milioni la percentuale di abitanti nativi è del 10%.
Tolti i 3 mesi estivi che rilevano temperature molto alte il clima è ottimo con 9 mesi di sole, pochissima pioggia e inverni miti. Oggi che siamo prossimi alle vacanze natalizie si può tranquillamente andare in spiaggia a fare il bagno.
La mia idea iniziale era quella di esplorare nuovi mercati ma poi ho scelto definitivamente di vivere a Dubai per il semplice fatto che non esiste altra città al mondo che offre contemporaneamente un elevato business, un costo della vita contenuto, un buon clima e sicurezza personale. Aggiungo a sole 6 ore dall’Italia.


Negli ultimi mesi si è molto parlato di una possibile nuova bolla immobiliare, a causa dei prezzi che stanno salendo velocemente. Qual è la tua sensazione?

E’ vero, i prezzi stanno salendo velocemente ma la corsa è soltanto all'inizio.
Nel 2009 abbiamo avuto una crisi senza precedenti, la brutta conseguenza di molti errori messi insieme. Dall’esperienza passata si sono fatte delle riflessioni, cambi di approccio e di regole per evitare di ricaderci. Ormai la crisi è superata e il Paese va avanti in modo ambizioso. Il fatto di essersi aggiudicato l’EXPO 2020 contribuirà alla crescita economica di Dubai. Basta pensare all’enorme numero di società che apriranno i battenti nelle zone
franche della città, alla crescita entusiasmante del turismo già in pieno boom e al considerevole aumento della popolazione.
Dubai è un paradiso non solo dal punto di vista fiscale ma anche qualitativo. Da queste parti viene equiparata a una Montecarlo d’Oriente per l'afflusso di capitali che arrivano, quindi i 3000 euro al mq per un immobile sono da considerarsi una cifra molto bassa se paragonata alle altre ricche città asiatiche.
Da evidenziare il fatto che molte delle soluzioni immobiliari offrono una reception con sicurezza 24 ore su 24, almeno una piscina, una palestra attrezzata e una piccola spa. Le realtà più lussuose comprendono anche campi sportivi, aree giochi per bambini e aree barbecue in giardini di proprietà comune, il tutto incluso nel prezzo.

Chi sono i maggiori investitori immobiliari a Dubai? Arabi o stranieri?

Sono i Paesi asiatici in forte sviluppo a guidare la corsa, in particolare la vicina India contribuisce con decine di miliardi di dollari in investimenti in vari settori. Tra gli occidentali guidano indiscussi gli inglesi, ma possiamo dire che a Dubai arrivano investitori e denaro da quasi tutto il mondo.

Qual è l'attuale condizione della donna in una città araba ma proiettata verso l'occidente? Resistono le antiche tradizioni musulmane?

Le donne sono le prime sostenitrici e amanti di Dubai, libertà e rispetto sono la regola.
Vista la forte presenza di cristiani cattolici (circa il 30%) il governo ha costruito due chiese cattoliche, la Santa Maria e la San Francesco d’Assisi. Le tradizioni arabe sono ormai quasi un folklore.




Che consiglio daresti all'italiano che sta pensando di trasferirsi a Dubai in cerca di una vita migliore?

Io consiglio sempre di informarsi attraverso i vari strumenti che vi sono a disposizione e di rivolgersi a persone qualificate in grado di aiutare a compiere i primi passi in questa città e a prendere le giuste decisioni.

di Giorgia Perbellini per LuxuryandTourism




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Boom dei prezzi delle case a Tel Aviv: dal 2009 le quotazioni sono salite del 40% -casa24.ilsole24ore.com

Il cuore di Tel Aviv batte forte i rintocchi del "ritorno a casa" e le risposte che arrivano da tutto il mondo rimbalzano da un progetto immobiliare all'altro facendo impennare i prezzi delle case. Soprattutto nel comparto lusso. Che sia boom lo si vede anche solo camminando per la città, sul lungomare che ti fa pensare di essere a Rio de Janeiro, o intorno all'antica Jaffa dai vicoli pittoreschi e le gallerie d'arte, nelle vie dei ristoranti e dello shopping intorno al Carmel market o al Rothschild Boulevard: mentre gran parte dell'Europa è "ferma", qui le gru dei cantieri fanno da sfondo alla città.E le interviste con i "big" del real estate israeliano confermano l'idea: gli appartamenti di lusso (ma non solo) si vendono completamente "sulla carta", in molti casi in un mese vengono esaurite tutte le unità disponibili e, solo successivamente, iniziano gli scavi delle fondamenta.
C'è da dire che, se si viene in Terra Santa con l'immagine di un Paese rischioso, l'idea della corsa alla casa del mercato israeliano riporta alla realtà. E sorprendono i prezzi: nella Promenade affacciata sul susseguirsi di spiagge orlate da un bel mar Mediterraneo e accompagnate da un lungomare ordinato – dove il venerdì e il sabato è tutta una sfilata di gente che corre, cammina, va in bici, fa palestra sulla sabbia –, i prezzi dei pochi nuovi sviluppi fronte-mare disponibili arrivano a superare i 25mila euro al metro. Sempre comprando sulla carta.
«I prezzi stanno salendo ovunque in Israele», spiega Ran Ben Avraham, vice president di Zemach Hammerman (www.zhg.co.il), una delle società edilizie ed immobiliari più grandi di Israele e con progetti in tutto il Paese: con 230 dipendenti, ha in corso 22 progetti per circa 500 milioni di euro da sviluppare entro i prossimi cinque anni. «In Israele il trend degli edifici di lusso che si sviluppano in altezza è iniziato qualche anno fa, con «Yoo», progettato e partecipato direttamente da Philippe Starck: è stato un grande esempio di successo, in una location che allora era di poco appeal ma che poi, con questo sviluppo, è cresciuta in popolarità. Ora noi siamo i secondi a portare una firma internazionalmente riconosciuta in uno sviluppo di lusso a Tel Aviv: Giorgio Armani con "White city" (si veda l'articolo correlato), nel quartierate storico di Tel Aviv, Neve Tzedek».
«Il mercato immobiliare è decisamente suddiviso per segmenti e nicchie. Tra gli stranieri, chi spende fino a 300-320mila euro compra in città diverse da Tel Aviv. Il top luxury è nei nuovi sviluppi di nome della città, ma l'ultimo trend è Jaffa, in particolare la parte con vista al mare, il vecchio porto, gli edifici in pietra antica», spiega Dan Gingis, vice president di Eldar Group (www.eldargroup.com), specializzato nel marketing immobiliare, con un portafoglio attuale di 70 progetti di sviluppo. E i prezzi? «Dalla crisi del 2008, che aveva colpito anche i prezzi di Tel Aviv, le cose sono completamente cambiate – spiega Tzahi Levi, vice president di Gindi (www.gindih.co.il), altro gigante del real estate israeliano, con un portafoglio di sviluppi di circa 5 miliardi di shekel (oltre un miliardo di euro) –. I prezzi del lusso sono quasi raddoppiati». In media il mercato delle residenze è cresciuto del 40% dal 2009 a oggi. A spingere, l'alta domanda dall'estero unita alla scarsa offerta, con acquirenti francesi e russi che continuano a mantenere alta la pressione. Ecco qualche idea di costo. Senza vista al mare, secondo Gingis, si parte dai 6.200 euro al metro quadrato a Jaffa, per arrivare ai 10mila euro al metro a Tel Aviv. Muovendosi in "prima fila", cioè con vista diretta al mare, i nuovi sviluppi si aggirano sui 20mila euro al metro, con punte a 25mila euro. «Le "W Tel Aviv residences" che commercializziamo a Jaffa – prosegue Gingis – sono un'icona del mercato e i prezzi partono dai 16.500 euro al metro». Ci sono due tipi di acquirenti stranieri, al 90% ebrei: chi compra per le vacanze e cerca dunque appartamenti piccoli e chi sta invece programmando di venire a vivere in Israele ("Aliyah", l'immigrazione verso la terra di Israele, termine che letteralmente significa "andare verso l'alto", cioè ascendere). Nel secondo caso, difficilmente la variabile prezzo è importante e, tantomeno, lo sono le tasse; e le dimensioni delle case aumentano.
Il Fondo monetario internazionale ha divulgato una nota il 16 dicembre in cui avverte del pericolo di uno sboom dei prezzi delle case, saliti eccessivamente negli ultimi anni. E il ministro delle Finanze, Yair Lapid, ha incontrato lo stesso lunedì i principali rappresentanti del settore per trovare una soluzione che consenta una diminuzione dei prezzi, come variabile strategica sociale. Ma gli operatori non credono in uno sboom, perlomeno non nella tipologia di case di appeal per gli stranieri. «Si tratta di un fenomeno irripetibile in qualsiasi altro punto del globo – spiega Avraham –. Da tutto il mondo, gli ebrei vogliono una casa al sicuro in Israele, un pezzo della nostra terra. Israele è la casa degli ebrei, è molto semplice. Comprare qui, per un ebreo, è una questione completamente diversa dal comprare in qualsiasi altro posto: non è un investimento, è un bisogno. Peraltro si vede anche con gli stessi cittadini israeliani, per i quali l'acquisto e non l'affitto di una casa è un'esigenza primaria». I principali acquirenti sono francesi, o di lingua francese, sia per la tipologia lusso, sia per la fascia media. «L'acuirsi dei problemi razziali e la pesante tassazione in Francia hanno spinto moltissimi ebrei di lingua francese a comprare in Israele negli ultimi anni», spiega Avraham. Secondo Levi, un altro fattore è da ricercare nell'aumento concomitante dei canoni di affitto, poichè le case in locazione in centro a Tel Aviv sono scarse rispetto alla domanda: con rendimenti dell'investimento immobiliare in salita e una fuga generalizzata dai mercati azionari, la richiesta di investimenti nel real estate è ulteriormente aumentata negli ultimi anni. Fino a diventare un vero problema sociale per Israele poichè la gente comune, i giovani, chi percepisce un salario medio, non ha più accesso all'acquisto della casa e anche gli affitti sono diventati proibitivi. Il che ha causato, due anni fa, una grande manifestazione popolare che ha visto alcune delle vie più centrali di Tel Aviv occupate per circa due mesi. E anche oggi il disagio si fa sentire. Difficile avere statistiche sui prezzi e sul mercato: le variabili in grado di modificare sensibilmente i valori sono moltissime. «Non ci sono guidelines – insiste Levi –. Un appartamento di due locali in una zona non di lusso ma abbastanza centrale costa circa 1.650-1.900 euro al mese, una cifra troppo elevata in rapporto alle entrate medie. A Jaffa, per comprare, si parte dai 5.200 euro al metro quadrato, mentre un appartamento di 70 mq, usato, in una zona media nel centro di Tel Aviv costa non meno di 520mila euro.
«Israele è un Paese piccolo e anche Tel Aviv conta poco più di 600mila abitanti – spiega Avraham –. Lo sviluppo immobiliare è molto controllato dal Governo, con forti contingentamenti all'utilizzo di nuovo suolo, e quindi l'offerta di case è limitata e continuerà ad esserlo, a fronte di una domanda in continuo aumento. Ecco perchè i prezzi potranno solo aumentare, non diminuire». Nessun pericolo di scoppio di una bolla? «No, assolutamente – risponde Gingis –. La domanda in Israele non è artificiale, ma reale; inoltre i prestiti non vengono erogati così facilmente e il sistema bancario israeliano è solido. Non ci sono le condizioni per una bolla immobiliare»
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giovedì 19 dicembre 2013

La Repubblica Dominicana sfida la crisi e cambia volto - lagenziadiviaggi.it


Cresce, nonostante la crisi globale, il turismo nella Repubblica Dominicana. Nei primi otto mesi dell’anno gli arrivi sono cresciuti di circa il 2%, per un totale di 2 milioni e 893mila visitatori. Tra i principali mercati, restano saldi al primo posto gli Stati Uniti, seguiti da Canada, Francia, Germania e Russia. Trend positivo per l’Italia, da cui sono arrivati 52mila vacanzieri, in linea con il 2012.


Il leisure batte il business travel, con una prevalenza di famiglie, coppie, gruppi di amici e infine viaggi di nozze. La permanenza media è stata di nove notti e la spesa giornaliera pro capite nel Paese è aumentata del 3,7% rispetto all’anno passato.

«La fase di difficoltà dell’Italia, e più in generale dell’Europa, non ci ha impedito di migliorare le performance – afferma Neyda Garcia, direttrice dell’ufficio del turismo dominicano nel nostro Paese – Questi buoni risultati sono stati ottenuti grazie anche al consolidamento dei rapporti commerciali tra tour operator, adv, compagnie aeree e rappresentanti locali».

L’altra isola, tutta da scoprire
Nel 2014 la Repubblica Dominicana punterà su località insolite: «Intendiamo promuovere aree ancora poco conosciute sul mercato italiano, come la provincia di Barahona. Nel frattempo tenteremo di rilanciare la zona di Porto Plata, nel nord del Paese, e la penisola di Samanà». Sul piano tematico, «insieme all’offerta mare, vogliamo spingere su golf ed ecoturismo», informa Garcia.


Per far valorizzare i molti luoghi ancora da scoprire, l’ente ha creato le “Rutas”: «Itinerari guidati eco-solidali tra piantagioni di zenzero, cacao e caffè, che permettono di conoscere tutte le fasi della lavorazione, dalla coltivazione alla produzione, insieme con gli usi e le antiche tradizioni delle popolazioni».

Da Barahona a Puerto Plata
«Posta nell’area sud-occidentale dell’isola, la regione di Barahona ha un aspetto naturale unico, con diversi microclimi», spiega Elena Nunziatini, direttore esecutivo del Cluster di Barahona. «In quest’area – informa – c’è la riserva della biosfera Jaragua, con la laguna di Oviedo e le spiagge intatte della Baja de Las Aguilas, ma anche i Parchi nazionali del lago Enriquillo, popolato di diverse specie di coccodrilli, iguane e fenicotteri, e quello della Sierra de Bahoruco, molto indicato per vacanze all’insegna del birdwatching».


«E ancora –prosegue Nunziatini – le piantagioni di caffè a Polo e le fonti termali della zona costiera a San Rafael e El Quemaito. La regione si presta a proposte di viaggio dedicate alla salute, al benessere, alla gastronomia e all’ecoturismo, con percorsi in bicicletta, possibilità di trekking, escursioni a piedi e a cavallo, oltre alla vela e al windsurf. Quanto agli alloggi, la maggior parte sono strutture a gestione familiare con servizi personalizzati».

A nord dell’isola c’è Puerto Plata, una delle prime destinazioni aperte al turismo 40 anni fa, celebre per la vivace movida notturna. Questa località si distingue per una bella spiaggia indicata per tutti gli sport acquatici, tra cui surf a Cabarete, snorkeling nella barriera corallina a Sosùa e torrentismo tra le 27 cascate di Damajagua. Molti i campi da golf, come il Playa Grande Golf Course a Rio San Juan con il suo green tra le palme affacciato sulle scogliere. Entro il 2014 entrerà in funzione anche l’Amber Cove Cruise Center, un nuovo terminal per le crociere.

Le nuove aperture
Tra le ultime novità della destinazione, l’ufficio del turismo segnala la recente apertura del Breatheless Punta Cana della catena AM Resorts, esclusivo rifugio per adulti tra locali notturni e bellissime spiagge; e il The Westin Puntacana Resort & Club, aperto a dicembre nella zona di Playa Blanca, dotato di un centro congressi per 400 persone e un’area per matrimoni. Qui gli ospiti hanno accesso alle 45 buche dei campi da golf Corales e La Cana, alla Riserva ecologica Ojos Indigenas tra sorgenti naturali e sentieri naturalistici, al percorso equestre e al centro benessere della struttura. 




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Usa: casa in vendita negli Hamptons, si può comprare con Bitcoin -tmnews.it

Mattoni in cambio di Bitcoin. La moneta virtuale per comprare una casa vera e propria negli Stati Uniti. La proposta arriva dal proprietario di un'abitazione nella prestigiosa Southampton, New York. Chiede 799.000 dollari o l'equivalente in Bitcoin per il suo immobile in stile ranch con quattro camere da letto. E' quanto si legge sul sito della società immobiliare Brown Harris Stevens.

E' una delle prime case messe in vendita mettendo alla prova la valuta digitale, introdotta nel 2009. I Bitcoin non sono emessi da una banca centrale né da un governo ma vengono creati attraverso un processo informatico che ne consente lo scambio online in modo non ancora regolato.

La moneta ha avuto una grande fluttuazione negli ultimi 12 mesi, passando dai 13 dollari del gennaio scorso ai 1.200 di un mese fa circa per poi scendere ieri in area 715 dollari. A fare perdere - almeno per ora - appeal alla moneta che non si tocca è stata la decisione della banca centrale cinese di proibire agli istituti finanziari di accettare depositi da parte di entità legate alle Bitcoin. Non solo, l'autorità bancaria europea, nota come Eba, la settimana scorsa ha messo in guardia sostenendo che le monete virtuali rischiano di essere usate in attività criminali e nel riciclaggio di denaro.


In ogni caso, un numero crescente di aziende (e anche bar a New York) accettano Bitcoin. Persino il miliardario Richard Branson a fine novembre ha dato il via ai pagamenti in Bitcoin per viaggiare nello spazio a bordo della sua Virgin Galactic. Resta da vedere se tale moneta sfonderà anche nel settore immobiliare.

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