(ANSA) - MADRID, 28
GIU - Dopo l'Andalusia, anche la Navarra ha approvato in Spagna una
legge che impedisce temporaneamente alle banche di sfrattare gli utenti
morosi a causa della crisi e di pignorare loro la casa. E' la seconda
comunità spagnola a intervenire con una propria legge per mettere
rimedio a un fenomeno che 2008 al 2012 in Spagna ha colpito oltre 400
mila persone (40 mila solo nel 2012) e causato negli ultimi due anni una
ventina di suicidi. La legge approvata dal Parlamento locale prevede
il blocco per tre anni delle procedure di pignoramento e sfratto da
parte degli istituti bancari nei confronti di quelle famiglie a rischio
di esclusione sociale. Le famiglie possono continuare a occupare
l'alloggio e pagare un affitto che non deve essere superiore al 25 per
cento del reddito. La settimana scorsa la Commissione europea aveva
inviato al Governo spagnolo un'osservazione sulla legge-antipignoramenti
dell'Andalusia, sostenendone l'irregolarità perché inciderebbe
negativamente sul sistema bancario. Il Governo regionale andaluso ha
però replicato che la legge rispetta la Costituzione spagnola ed è stata
elaborata in base a quanto essa stabilisce circa i poteri delle
autonomie locali. (ANSA).
lunedì 1 luglio 2013
GOLF PEOPLE REAL ESTATE. Pensione integrativa con un immobile…? Si Può!
REAL ESTATE. Pensione integrativa con un immobile…? Si Può!
luglio 1, 2013 by redazione
Ovviamente nemmeno toccherò il minato tasto della possibilità di ricevere un giorno l’agognata pensione ma – prendendo ispirazione dal ragionamento di un nuovo cliente – scriverò di come sia possibile arrivare alla pensione integrativa mediante l’investimento immobiliare.
Mi occupo di immobili da 20 anni e da allora – forse perché veramente è nel DNA degli italiani – sento clienti dire “investo in immobili così un giorno con l’affitto che percepisco dagli stessi mi garantisco la pensione”.
Parlo di investimento nel mattone, quale caratteristica insita nel DNA degli italiani ( si legga all’uopo mio intervento in uscita su www.ladiscussione.org ) perché siamo tra le nazioni nel mondo con la più alta percentuale di proprietari di immobili.
Devo altresì ammettere che negli ultimi anni il suindicato ritornello “mattone = pensione” è un po’ passato di moda. Fonti ben più autorevoli di chi vi sta scrivendo hanno individuato una rendita netta annua da locazione pari al 1,5-2 % sul capitale investito in immobili residenziali in Italia.
La scorsa settimana ci contatta un potenziale Cliente chiedendoci di fare ciò che in assoluto più ci piace: i sarti…….ovvero costruire “su misura” per lui un investimento immobiliare estero.
Facciamo quindi la prima cosa che un consulente dovrebbe fare: lo lasciamo parlare e lo ascoltiamo. Ci racconta del suo lavoro, dei suoi risparmi, della sua situazione familiare e tutte le informazioni di cui necessitiamo per la predisposizione di un investimento “taylor made”. Ci parla poi lui di rendite minime annue garantite in investimenti immobiliari all’estero e delle relative perplessità.
Il cliente, interpretando alla perfezione ciò che predico da anni, mi riferisce che intende investire in immobili all’estero mirando più all’aspetto finanziario dell’operazione piuttosto che a quello immobiliare (cito con l’occasione e con piacere una bellissima risposta ad un mio post su linkedin di Franco Bartolomei
http://www.linkedin.com/groupItem?view=&gid=3230136&item=253844211&type=member&commentID=147732871&trk=hb_ntf_COMMENTED_ON_GROUP_DISCUSSION_YOU_CREATED#commentID_147732871
Individuiamo assieme un bellissimo e rodato progetto in Repubblica Dominicana (località che in assoluto ora garantisce rendite molto sicure e alte sugli investimenti immobiliari senza eguali) con rendita minima netta garantita del 9% annuo.
Il ragionamento a questo punto me lo fa lui: compero una bella unità immobiliare con una spesa complessiva di euro 130.000 e mi garantisco un’entrata annua di quasi 12.000 euro… ho
comunque un immobile in proprietà esclusiva da utilizzare per 5 settimane l’anno e, non da ultimo, confido nell’incremento del valore dell’unità (il DNA italiano di cui all’inizio esce sempre…).
Il saggio cliente mi obbietta però che “non è tutto oro quel che luccica” e inizia a raccontarmi strane storie di immobili all’estero venduti a più persone o appartamenti inesistenti, occupati abusivamente nei momenti di assenza e altre vicende purtroppo vere.
Rassicuro lo stesso confermando che tutta la fase di acquisto che va dal preliminare all’atto di trasferimento della proprietà, nonché i contratti di rendita garantiti, verranno sottoscritti presso il Consolato Generale della Repubblica Dominicana di Milano che vigilerà affinché tutta la pratica si svolga nel rispetto delle normative vigenti.
A quel punto sottoscrive con piacere il Reservation Form!
mob ph +39 348.4513200 gsantacatterina@me.com
Usa: l'Empire State Building conteso da 3 colossi immobiliari - agi.it
(AGI) - New York, 29 giu. - Tre colossi immobiliari si contendono l'Empire State Building, uno dei grattacieli simboli di New York. L'ultima offerta, la piu' alta superiore a 2,1 miliardi di dollari, e' arrivata dalla Thor Equities, un gruppo che vanta numerose proprieta' a manhattan, inclusi alcuni prestigiosi palazzi della quanta strada. L'offerta della Thor si e' aggiunta a quella da 2 miliardi di dollari dell'impero immobiliare di Rubin Schron e a quella da 2,1 miliardi di dollari di un imprecisato gruppo mediorientale. Si tratta di tre offerte non sollecitate che sono arrivate ai rappresentanti legali della famiglia Malkin, i principali azionisti del grattacielo, i quali hanno deciso di portare in borsa i 102 piani dell'Empire State Building, insieme ad altre 17 priprieta' immobiliari, tutte riunite in un 'Reit' o trust chiamato Empire State Realty Trust, o "ESB". L'operazione non e' stata facile e il piano Reit e' stato approvato solo quest'anno dall'80% degli investitori. I Malkin, secondo la Sec, valutano l'Esb 2,33 miliardi di dollari, debiti inclusi, mentre il valore dell'Empire State Building da solo e' di oltre 2,5 miliardi di dollari. . (AGI) .
Londra, prezzi delle case alle stelle. E ora la City teme, sul serio, la bolla immobiliare - ilghirlandaio.com
(Il Ghirlandaio) Londra, 25 giu. I prezzi delle case a Londra continuano a salire ma se fino a qualche mese fa gli investitori si leccavano i baffi per i possibili guadagni ora gli operatori immobiliari temono, sul serio, l'esplosione di una bolla che riporti le cifre verso la media del Vecchio continente.
Ciò che colpisce di più del mercato londinese è il suo trend. Solo da gennaio a oggi il prezzo medio richiesto per un immobile "prime" ovvero in zona centrale o comunque di pregio è salito di 30mila sterline e secondo gli ultimi dati pubblicati dal Guardian ha superato il mezzo milione di sterline (oltre 420 mila euro). Non solo, quello che attira senza sosta i compratori con liquidità disponibile sono le prospettive di guadagno perché da qui al 2018 gli analisti prevedono un ulteriore rincaro dei prezzi degli immobili del 20%. Cifre difficilmente racimolabili in Borsa se non a rischio di lasciarci le penne di questi tempi.
A drogare il mercato londinese non sono però gli inglesi ma gli stranieriche arrivano da mercati immobiliari anoressici per non dire moribondi (italiani e francesi ad esempio) e che preferiscono investire all'estero invece che comprare casa nel proprio Paese aspettando una ripresa che però tarda da troppo ad arrivare. Chi ha investito a Londra dopo il 2008, quando in Italia e nel resto del mondo i prezzi hanno cominciato la loro picchiata mettendo al tappeto il numero di compravendite, ha fatto buoni affari o comunque è molto difficile che ci abbia rimesso.
Insomma, Londra è diventata il safe heaven dell'immobiliare europeo.Per intenderci solo nel 2012 delle settemila nuove case vendute nella Central London cinquemila sono andate a stranieri.
Su tutto poi ci si è aggiunto il ribasso dei mutui guidato dalle politiche di Downing Street che con l'aiuto della Banca d'Inghilterra ha cercato di aiutare i giovani a comprare casa come promesso in campagna elettorale.
I SINTOMI DELLA BOLLA
Secondo gli esperti i problemi sono essenzialmente due. Da un lato la ristrettezza del mercato (le case di pregio a Londra non sono infinite) e il fatto che le case sono soggette ad essere vendute molto velocemente in caso di crisi perché per la maggior parte non sono abitate stabilmente da chi le possiede. Dall'altro lato ci sono la volatilità delle valute e le turbolenze finanziarie che gli operatori vedono come una ghigliottina sul mercato. Se la finanza internazionale collassasse nuovamente la prima cosa che farebbe chi ha investito in case che non abita è andare all'incasso, accendendo un domino molto pericoloso anche per i mercati limitrofi.
domenica 30 giugno 2013
Riciclaggio e frode fiscale. Il Codacons presenta un esposto contro lo Ior - articolotre.com
Il Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Roma in merito ad un presunto caso di riciclaggio e frode fiscale in seno allo Ior.
-Redazione- -30 giugno 2013- Non si placa la bufera che vede al centro loIor, la banca vaticana. Dopo lo scandalo che lo ha interessato nei giorni scorsi, l'istituto finisce oggetto di un esposto alla Procura di Roma da parte del Codacons.
Le associazioni dei consumatori richiede infatti che vengano avviate delle indagini in merito alcune compravendite sospette di immobili avvenute nel lontano 1973. Secondo il coordinamento, si sarebbe trattato di frode fiscale e riciclaggio.
Il caso, che ora potrebbe tornare alla ribalta e assestare un duro colpo allo Ior, vede come protagonista la società Tarquinia spa, la quale poteva vantare numerosi immobili di proprietà di una nota famiglia romana. Nel 1973, l'azienda donò il proprio patrimonio alla banca del Vaticano e l'operazione venne curata dall'amministratore della società, ai tempi molto legato ad alcuni uomini al vertice dell'istituto.
Trascorsero quindici anni e, nel 1988, lo Ior sottoscrisse l'aumento di capitale della Tarquinia spa, conferendole inoltre gli stessi immobili già donati. Dieci anni dopo, nel '98, ecco però emergere come lo Ior non fosse più azionista di maggioranza della società: anzi, il proprietario risultò essere la famiglia che, nel '73, donò gli immobili.
Passaggi e operazioni poco trasparenti per le quali ora il Codacons domanda delucidazioni, cercando di capire se si possano configurare come reati perseguibili dalla Procura. Inoltre, l'associazione domanderà un incontro con il Pontefice, Papa Francesco, al fine di renderlo partecipe della vicenda e chiedere un suo intervento in merito
Iscriviti a:
Post (Atom)