Il mercato immobiliare è verso la svolta: nel secondo trimestre del 2013 rallenta la contrazione delle vendite, attestandosi al — 2% a Milano a fronte del — 4,8% del trimestre precedente. Questo quanto emerge dal rapporto dell’Agenzia delle Entrate, presentato alla Camera di commercio di Milano in occasione del convegno “Il ruolo del valutatore immobiliare e dell’esperto indipendente alla luce delle nuove qualifiche professionali”. Il convegno è stato organizzato da Osmi Borsa Immobiliare, azienda della Camera di commercio di Milano, in collaborazione con Isivi (Istituto italiano di valutazione immobiliare) e Crif certification services. Osmi rileva invece una decrescita dei valori residenziali generalizzata a tutte le tipologie e a diverse zone del capoluogo lombardo, con contrazioni dei prezzi medi cittadini che nel corso dell’ultimo anno si sono attestate tra il -2,9% degli appartamenti di nuova costruzione e il -3,7% del prodotto vecchio. Questi i dati che emergono dalla rilevazione dei prezzi sugli immobili sulla piazza di Milano e Provincia nel primo semestre del 2013, realizzata in collaborazione con Fimaa Milano Monza & Brianza. «Dopo il drammatico calo del numero di transazioni immobiliari che ha caratterizzato il 2012 — spiega Marco Dettori, presidente di Osmi — dal mercato arrivano segnali che fanno sperare in una fase di stabilizzazione. Oltre alla diminuzione dei prezzi, un’altra condizione necessaria per innescare la ripresa del comparto immobiliare è la ripartenza del
mercato del credito, che potrebbe essere incentivata dalla liquidità messa a disposizione delle banche da parte di Cassa Depositi e Prestiti. Collegata al credito è l’importanza della trasparenza delle valutazioni degli immobili da mutuare e la professionalità dei valutatori».domenica 6 ottobre 2013
In Messico il mercato immobiliare è in rialzo - casa.guidone.it
Notizie positive provengono dal Messico per quanto riguarda il mercato immobiliare. Dal 2012, infatti, c’è stato un aumento dei prezzi come dimostra il quasi 6% di crescita registrata a Città del Messico. Essendo questa la realtà più estesa del paese, i dati provenienti da qui sono esemplificativi del mercato locale.
“Il mercato immobiliare in Messico é molto ampio e in costante movimento. Siamo un Paese con un´economia in sviluppo, anche se c´é da sottolineare che non esiste un grande acceso al credito. Rispetto al 2012 i prezzi al mq a Città del Messico sono aumentati del 5.9%”, conferma Martin Alvarez di Tecnocasa.
“Dai 14.668 pesos (842 euro mq) dello scorso anno, si passa agli attuali 15.867pesos (945.4 euro) per l’usato e 22.000 pesos (1319 euro) per abitazioni nuove. Città del Messico è la realtà più estesa del Paese, quindi esemplificativa del mercato locale. L’ area più apprezzata si trova nel centro sud della capitale e il target dell’acquirente tipo appartiene alla classe media”, prosegue.
“Rispetto a qualche anno fa le nuove costruzioni hanno subito una leggera contrazione – spiega Alvarez -. Bisogna affermare che il Messico rimane comunque attivo da questo punto di vista, infatti sul territorio si trovano diversi cantieri edili, sopratutto nella zona centro-sud, e la maggior parte di essi riguarda progetti a destinazione residenziale edificati spesso dalle stesse imprese”.
“Gli acquirenti sono per la maggior parte messicani che acquistano l’immobile ad uso personale. Pochi quindi gli investimenti da parte dei residenti. La domanda immobiliare proviene in piccola parte anche da cittadini del centro America – prosegue -. Sul fronte delle locazioni si registra un mercato stabile, nel quale la domanda non ha avuto contrazioni. Il rendimento è di oltre l’8%. Il canone d’affitto per un appartamento di due stanze si attesta intorno ai 7000 pesos (circa 450 euro)”.
“Nell’immediato, il mercato della casa rimarrà inalterato anche in forza della stabilità delle banche e delle istituzioni. Ci aspettiamo una crescita dovuta anche allo sviluppo economico che stiamo vivendo”, conclude.
Dai dati registrati, emerge inoltre che chi acquista predilige il trilocale di 100 metri quadri, mentre ci affitta opta per il bilocale, comunque ampio, di 80 metri quadri. Le tempistiche di vendita si attestano intorno ai 45 giorni.
IMMOBILI: ISTAT, PREZZI CASE -0,6% SECONDO TRIMESTRE, -5,9% SU ANNO - borsaitaliana.it
Settimo calo congiunturale ma si va riducendo (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 04 ott - Nel secondo trimestre, l'indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab) acquistate dalle famiglie registra una diminuzione dello 0,6% sul trimestre precedente e del 5,9% sul 2012. Lo stima Istat, segnalando che si tratta del settimo calo consecutivo, anche se l'ampiezza si va riducendo; su base annua, la flessione e' la sesta consecutiva, ma la dinamica tendenziale mostra segni di stabilizzazione. Al calo congiunturale contribuiscono le flessioni dei prezzi delle abitazioni nuove (-0,8%, che segue il -1,1% del trimestre precedente) e di quelle esistenti (-0,6%, dopo il precedente -1,5%). Analogamente, il calo tendenziale e' la sintesi della diminuzione dei prezzi delle case esistenti (-7,4%) e di quelle di nuova costruzione (-2,6%). Anche qui l'ampiezza del calo si riduce. In media, nel primo semestre 2013, i prezzi diminuiscono del 5,9% tendenziale (-1,9% per le case nuove e -7,7% quelle esistenti).
bab
(RADIOCOR) 04-10-13 10:16:15 (0107)IMM 3 NNNN
La bolla immobiliare sta crescendo esponenzialmente di Loretta Napoleoni - ilfattoquotidiano.it
Dieci giorni fa, più di 600 imprese italiane si sono presentate a Chiasso nella speranza di trasferirsi inSvizzera. Il sindaco di questa città, che aveva indetto una sorta di gara per il trasferimento di attività imprenditoriali italiane all’estero, ne ha selezionate 160. A Londra il mercato immobiliare è letteralmente impazzito a causa della domanda proveniente da ricchi e meno ricchi stranieri, in prima fila, naturalmente, ci sono gli italiani. C’è chi compra per i figli, spediti nelle scuole ed università britanniche nella speranza che non tornino più in patria e trovino un lavoro all’estero; c’è chi compra per investire nella speranza di affittare le abitazioni a connazionali ugualmente desiderosi di espatriare a gli inglesi e c’è chi compra perché ha deciso di trasferirsi all’estero. A Berlino succede più o meno la stessa cosa, ma a differenza di Londra la maggior parte degli acquisti immobiliari sono per investire, in parte anche perché la Germania è meno accondiscendente con gli stranieri del governo di Sua Maestà.
La Svizzera, Londra ed alcune città tedesche sono gli unici mercati che attirano capitali e gli unici dove il mercato immobiliare è in crescita, nel resto d’Europa i prezzi delle case scendono. Nella mitica Dordogne francese, colonizzata dagli inglesi all’inizio degli anni 2000, il mercato è fermo da almeno due anni e chi vuole tornare in patria o trasferirsi da qualche altra parte è disposto a vendere in perdita. Anche lungo la Costa Azzurra si possono comprare villette a buon mercato e poi c’è tutta la costa spagnola, le isole greche, le nostre coste, persino in Toscana i prezzi sono in picchiata.
Queste anomalie sono il prodotto del mercato globalizzato. Senza barriere i capitali migrano a piacimento attratti dai guadagni facili. Con i tassi d’interesse praticamente a zero da diversi anni; un mercato delle obbligazioni debolissimo, che non permette di intascare grossi guadagni a meno che non si sia disposti ad investire nei paesi “ad alto rischio” tipo la Grecia; un mercato azionario europeo pericoloso perché poco trasparente e condizionato dalla liquidità pompata dalla Banca centrale europea, l’investimento nel mattone sembra il più competitivo ed il mercato principe è Londra. Questa metropoli è infatti la meta sognata da tutti gli abitanti del villaggio globale, dai russi, che negli ultimi 10 anni ne hanno colonizzato interi quartieri, ai cinesi che acquistano senza battere ciglio case da 15 milioni di sterline a Kensington, fino agli europei in fuga da economie nazionali collassate.
Dall’inizio dell’estate i prezzi delle abitazioni in alcuni quartieri della capitale londinese è salito del 10 per cento, nel resto del Regno Unito invece i prezzi scendono, seguono la stessa traiettoria di quelli europei. Appartamenti, villette e persino garage si vendono in una settimana e spesso attraverso un’asta tra i potenziali compratori. E’ una gigantesca corsa dei topi, e molti parlano italiano.
Stiamo assistendo alla crescita esponenziale di una bolla immobiliare? E’ quello che molti pensano, a gonfiarla sono alcuni fattori anomali in un’economia stabile ma normali in questo sistema globalizzato drogato dagli steroidi monetari.
I soldi stampati dalla Fed e dalla Bce transitano attraverso le banche e finiscono nei mercati dove l’azionario è in crescita: Usa ed Asia, principalmente. Non aiutano le economie in crisi ma gonfiano le quotazioni di alcune imprese, molte di proprietà di ricche famiglie. I profitti vengono convertiti in mattoni londinesi. Poi ci sono le vendite o svendite dell’industria nostrana da parte delle famiglie che un tempo la guidavano, una parte di questi soldi vola a Londra. Questo è il mercato più costoso, dai 10 milioni di sterline in su.
Il mercato intermedio è composto da due sezioni, quella che va dai 3 ai 10 milioni è composta da chilavora in finanza: hedge funds, brokers, avvocati civilisti che lavorano in finanza o con la finanza e così via. Costoro trasformano i lauti guadagni prodotti dalla liquidita regalata dalla Fed e dalla Bce, dalla crisi del 2008 e del 2010 rispettivamente, in abitazioni londinesi. Poi c’è il mercato che va dalle 600 mila sterline ai 3 milioni. In questo troviamo i professionisti che hanno avuto la fortuna di acquistare una casa dieci anni fa e vogliono comprarne una più grande con l’aiuto delle banche o con i risparmi accumulati. Anche questo mercato è legato al settore finanziario.
Infine Cameron ha dato una grossa spinta al mercato più economico, quello che va dalle 75 alle 600 mila sterline, dove si accalcano tutti coloro che non hanno ancora acquistato una casa. Il governo concederà loro mutui con un deposito di appena il 5 per cento a tassi zero per i primi 5 anni. Un’offerta che ha fatto letteralmente esplodere questo segmento del mercato.
Naturalmente chi ci guadagna da questa bolla per ora è proprio il governo che impone ai compratori una tassa del 5 per cento sotto i 2 milioni di sterline e del 7 per cento sopra questa cifra. Chi ci perde sono gli inglesi ed i londinesi che non hanno nessun aiuto da mamma e papà per diventare proprietari. Negli anni Ottanta il costo medio di un’abitazione di 3 camere da letto era di 60 mila sterline oggi è di 300 mila ma gli stipendi medi sono cresciti molto meno e quindi è difficile per chi guadagna meno di 30 mila sterline l’anno acquistare una casa che costa più di 10 volte tanto, la proporzione non regge. Così si finisce per pagare l’affitto a qualche ricco investitore straniero che ha parcheggiato i suoi soldi a Londra.
Sia chiaro fino a quando la bolla esploderà…e non escluderei che qualche politico suggerirà di salvare chi ci è rimasto bruciato con i nostri soldi.
Boom dei prezzi sul Tamigi, ora si teme una bolla - repubblica.it
L’ALLARME
Cresce il rischio di una bolla immobiliare in Gran Bretagna. Un nuovo sondaggio di Nationwide mostra che i prezzi degli immobili a settembre sono cresciuti dello 0,9% su base mensile, +5% su anno, segnando il record degli utlimi tre anni. L’incremento è stato registrato in 13 regioni britanniche, ma è stata particolarmente forte nelle regioni del sud. A Londra i prezzi delle case sono saliti del 10% su base annua. Per evitare lo scoppio della bolla la Banca d’Inghilterra sta definendo un sistema di vigilanza per individuare i primi segnali di bolla e un piano di azione per intervenire al momento opportuno.
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