martedì 4 febbraio 2014

Cgia: nel 2014 le tasse sugli immobili superano i 52 mld -a-realestate.it


Il peso fiscale sugli immobili supererà quest'anno i 52 miliardi di euro: ben 2,9 miliardi in più rispetto al 2013. Dall'inizio della crisi il livello di tassazione sulle case, i negozi, gli uffici e i capannoni è aumentato di 10 miliardi. I dati, elaborati dalla Cgia, indicano come il "mattone" sia sempre più nelle mire del fisco con l'obbiettivo di far cassa."Se in questi ultimi otto anni il prelievo legato alla redditività degli immobili è rimasto pressochè uguale - dice Giuseppe Bortolussi, segretario Cgia - quello riferito ai trasferimenti di proprietà è addirittura sceso del 23%, a seguito della fortissima crisi che il mercato immobiliare ha subito in questi ultimi anni. 

Solo il gettito riconducibile al possesso dell'immobile - osserva - ha subito un vera e propria impennata: dal 2007 ad oggi è cresciuto del 78%. Tra l'Imu, la Tasi e il nuovo prelievo sui rifiuti, quest'anno pagheremo quasi 31 miliardi di euro". Per Bortolussi questo importo "incide sul prelievo totale per quasi il 60%. Tenendo conto di tutto il sistema fiscale che grava sul mattone, nel 2014 i proprietari di immobili pagheranno quasi 3 miliardi in più rispetto al 2013. Una buona parte di questo aumento va addebitato all'introduzione della Tasi che appesantirà il prelievo fiscale soprattutto sui proprietari di seconde e terze case e su quelli che possiedono un immobile ad uso produttivo". La Cgia ricorda che negli ultimi 8 anni il prelievo sui rifiuti è aumentato del 66% (era pari a 4,6 miliardi, ora ha raggiunto quota 7,6 miliardi), mentre l'imposta che grava sugli immobili (prima Ici ora Imu) ha fatto salire il carico fiscale del 53%. Nel 2007 il gettito era di 12,7 miliardi, nel 2014 sfiorerà i 19,5 miliardi di euro. Tuttavia, la voce che ha subito la variazione percentuale più forte è stata quella riferita alle successioni/donazioni: +390%. Se nel 2007 l'Erario aveva incassato 106 milioni di euro, nel 2014 il gettito previsto raggiungerà i 520 milioni di euro. 

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lunedì 3 febbraio 2014

L'Italia nel mirino dei grandi investitori internazionali -casa24.ilsole24ore.com

Mentre il mercato degli immobili residenziali in Italia langue, con volumi se non in calo perlomeno stabili, il comparto "commercial", quindi uffici, retail e industria, nel quarto trimestre 2013 ha registrato volumi di investimento più che raddoppiati rispetto al trimestre
precedente, attestandosi a 1,8 miliardi di euro.

È quanto annuncia oggi in un report di Cbre. Nel confronto con la media trimestrale degli ultimi tre anni, nel quarto trimestre il volume investito è tornato a superarla ampiamente. Rispetto invece alla media trimestrale degli anni 2006-2007 siamo ancora su un livello inferiore del 22%. E per il futuro? La ripresa del mercato dei capitali in Italia, dicono da Cbre, è in larga parte il riflesso del cambiamento avvenuto nel più ampio contesto globale: politiche fortemente espansive delle banche centrali che hanno iniettato capitali nei mercati finanziari e il ridimensionamento nelle aspettative di crescita dei mercati emergenti che ha riportato l'attenzione sui mercati core (US ed Europa). Ciò ha contribuito a riportare l'Italia nel radar degli investitori, difficile dire ora se durerà e se la ripresa degli investimenti sarà definitiva.
I capitali e le operazioni 
Nel trimestre appena passato sei operazioni di "grossa taglia" (superiori a 100 milioni euro) hanno rappresentato il 56% del volume totale investito. L'operazione dei fondi MSREF di Morgan Stanley sul Portafoglio Auchan è la più consistente (oltre 600 milioni di euro). La dimensione media delle transazioni nel trimestre è aumentata a 61 milioni di euro (erano 28 milioni lo stesso periodo dello scorso anno).
Prosegue la crescita del capitale straniero coinvolto, che nel quarto trimestre ha rappresentato il 71% del totale investito, pari a circa 1,3 miliardi di euro, il 60% in più rispetto al trimestre precedente. Cbre segnala soprattutto il grande ritorno del capitale americano che nel trimestre ha rappresentato l'83% degli investimenti stranieri totali. Il focus resta sul retail, pari al 67% del totale mentre il 25% ha interessato il settore degli uffici, che ha recuperato in parte il ritardo dei mesi precedenti. La parte rimanente è rappresentata dal settore logistico per il 3% e da altre destinazioni d'uso (prevalentemente hotel) per il 4,6%.

Investimenti in Italia nel 2013 
Nel 2013 il volume totale investito in Italia si attesta a 4,8 miliardi di euro, superando di oltre l'80% il volume del 2012. Continua ad essere positivo il saldo tra capitale straniero investito e disinvestito in Italia che risulta pari a 695 milioni di euro nel 2013. Il capitale netto investito dagli Italiani risulta invece negativo, con le vendite che hanno superato gli acquisti per quasi 800 milioni. Osservando la composizione degli investimenti per tipologia, gli uffici continuano a perdere quote di mercato confermandosi sul 27% del totale (la dimensione media dell'investimento nel settore uffici si conferma inferiore ai 50 milioni di euro ed il 63% del
capitale investito nel 2013 nel settore è domestico), mentre il settore retail, con il 46% continua a beneficiare degli ingenti flussi di capitale straniero. Il settore logistico rimane sulla quota del 4%.
Con gli sviluppi realizzati nell'ultimo trimestre dell'anno, il nuovo stock retail del 2013 si attesta intorno a 214.000 mq Gla, una contrazione del 33% sul 2012. È tornato timidamente l'interesse di alcuni developers internazionali per gli sviluppi per centri prime in Italia. A
dimostrazione di ciò va segnalato l'accordo tra Eurocommercial e Parsitalia nello sviluppo del centro commerciale a Roma–Pescaccio, che potrebbe essere avviato nei prossimi mesi e l'annuncio fatto da InterIkea Group di realizzare un nuovo centro Ikea a Brescia, dopo il successo dell'apertura del primo format a Villesse (Udine) a dicembre. Lo stock di centri commerciali con superficie maggiore di 10.000 mq nel 2013 resta intorno a 12,3 milioni di mq Gla, che riflette una densità di 206 mq Gla ogni mille abitanti.

I ritorni degli investimenti 
E i rendimenti? Quelli del segmento prime sono rimasti stabili in quasi tutti i settori. Per il settore high street la forte domanda sta spingendo verso il basso i rendimenti. Dopo
anni di stabilità è tornato a contrarsi il rendimento prime per la logistica, guidato dal crescente interesse da parte di operatori internazionali per portafogli prime. Nel settore uffici,
l'aumento del numero di transazioni realizzate nell'ultimo trimestre, che ha interessato prevalentemente asset good secondary in location non primarie, sia a Roma sia a Milano,
si è riflesso in una contrazione di 25 bps dei rendimenti lordi, oggi pari a 7,75%. 

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Gb: paura bolla immobiliare, 'fermare invasione stranieri' -a-realestate.it


Si fermi l''invasione' degli stranieri che fanno razzia di proprietà immobiliari nel Regno Unito e a Londra in particolare. E' la proposta fino ad ora più radicale che, proveniente dal think-tank britannico Civitas, si inserisce nel già acceso dibattito sui costi del mattone nel Paese, che fanno temere una bolla immobiliare. Secondo Civitas bisognerebbe porre maggiori restrizioni a coloro, numerosi e facoltosi, che da Paesi extra Ue discendono su Londra e sulla campagna inglese per acquistare abitazioni, soprattutto di lusso. E il riferimento implicito, ma chiarissimo, è ai tanti oligarchi russi come il patron del Chelsea, Roman Abramovich, che fanno di Londra il quartier generale dei loro investimenti. Ma anche ai paperoni, ormai nemmeno più nuovissimi, provenienti da Cina, Malaysia e Singapore. In sostanza Civitas propone l'obbligo a chi voglia investire nel mattone britannico di dimostrare che l'operazione porti alla costruzione di nuovi immobili, contribuendo così ad attivare un sistema che consenta la creazione di abitazioni più accessibili per i residenti, al momento stretti nella morsa dei prezzi alle stelle.

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La Juventus ricorre a fondo immobiliare per realizzare quartiere Continassa -ilghirlandaio.com

La Juventus ha deciso di ricorrere ad un fondo immobiliare in tandem con Beni Stabili per realizzare il quartiere nella periferia nord-ovest di Torino che circonderà il nuovo stadio. Il progetto, secondo quanto scrive il Sole 24 Ore, riguarda i 180.000 metri quadrati ai piedi dello Juventus Stadium e consentirà il recupero dell'area della Continassa. Nel piano di bonifica compaiono le strutture del nuovo Juventus Training Center, un'area commerciale di 11.000 metri quadrati, un hotel e una zona residenziale da 7.000 metri quadrati. 
 
"Noi conferiremo i diritti, e in cambio riceveremo una quota del fondo", spiega l'a.d. della Juventus, Aldo Mazzia. Il resto sarà collocato da Beni Stabili Sgr, che intanto recluterà il general contractor e i partner per i diversi segmenti dell'operazione. Oltre a essere quotista del fondo con il 20-25%, spiega il Sole, la Juventus sarà affittuaria del centro allenamenti, della sede e di parte della zona residenziale. 

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Albania: affitti a un euro per imprese italiane -a-realestate.it


L'Albania è pronta ad accogliere le imprese italiane affittando spazi ad un euro per tutta la vita. Lo ha annunciato il primo ministro albanese, Edi Rama, in occasione dell'incontro con gli imprenditori alla Bosch di Milano. ''Siamo pronti ad accogliere gli imprenditori mettendo a disposizione strutture esistenti da riqualificare, come capannoni e basi militari, che affitteremo a un euro, indipendente dai metri quadri locati, con contratti che durano per sempre'', ha spiegato Rama, sottolineando che l'Albania ha bisogno di ''sviluppare il settore privato e di creare posti di lavoro''. Per questo oggi il premier albanese è a Milano, terza tappa del suo tour italiano mirato ad attirare gli investimenti. ''Abbiamo - spiega Rama - diverse manifestazioni di interesse da parte di imprese, prevalentemente del settore manifatturiero'', ma anche di ''imprenditori pugliesi attivi nelle energie rinnovabili''. Oltre a Bosch, che a Tirana ''dovrebbe aprire a breve un centro di formazione professionale'', ha concluso il premier.

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