lunedì 1 luglio 2013

Usa: l'Empire State Building conteso da 3 colossi immobiliari - agi.it



(AGI) - New York, 29 giu. - Tre colossi immobiliari si contendono l'Empire State Building, uno dei grattacieli simboli di New York. L'ultima offerta, la piu' alta superiore a 2,1 miliardi di dollari, e' arrivata dalla Thor Equities, un gruppo che vanta numerose proprieta' a manhattan, inclusi alcuni prestigiosi palazzi della quanta strada. L'offerta della Thor si e' aggiunta a quella da 2 miliardi di dollari dell'impero immobiliare di Rubin Schron e a quella da 2,1 miliardi di dollari di un imprecisato gruppo mediorientale. Si tratta di tre offerte non sollecitate che sono arrivate ai rappresentanti legali della famiglia Malkin, i principali azionisti del grattacielo, i quali hanno deciso di portare in borsa i 102 piani dell'Empire State Building, insieme ad altre 17 priprieta' immobiliari, tutte riunite in un 'Reit' o trust chiamato Empire State Realty Trust, o "ESB". L'operazione non e' stata facile e il piano Reit e' stato approvato solo quest'anno dall'80% degli investitori. I Malkin, secondo la Sec, valutano l'Esb 2,33 miliardi di dollari, debiti inclusi, mentre il valore dell'Empire State Building da solo e' di oltre 2,5 miliardi di dollari. . (AGI) .

Londra, prezzi delle case alle stelle. E ora la City teme, sul serio, la bolla immobiliare - ilghirlandaio.com



Londra, prezzi delle case alle stelle. E ora la City teme, sul serio, la bolla immobiliare
(Il Ghirlandaio) Londra, 25 giu. I prezzi delle case a Londra continuano a salire ma se fino a qualche mese fa gli investitori si leccavano i baffi per i possibili guadagni ora gli operatori immobiliari temono, sul serio, l'esplosione di una bolla che riporti le cifre verso la media del Vecchio continente.
Ciò che colpisce di più del mercato londinese è il suo trend. Solo da gennaio a oggi il prezzo medio richiesto per un immobile "prime" ovvero in zona centrale o comunque di pregio è salito di 30mila sterline e secondo gli ultimi dati pubblicati dal Guardian ha superato il mezzo milione di sterline (oltre 420 mila euro). Non solo, quello che attira senza sosta i compratori con liquidità disponibile sono le prospettive di guadagno perché da qui al 2018 gli analisti prevedono un ulteriore rincaro dei prezzi degli immobili del 20%. Cifre difficilmente racimolabili in Borsa se non a rischio di lasciarci le penne di questi tempi.
A drogare il mercato londinese non sono però gli inglesi ma gli stranieriche arrivano da mercati immobiliari anoressici per non dire moribondi (italiani e francesi ad esempio) e che preferiscono investire all'estero invece che comprare casa nel proprio Paese aspettando una ripresa che però tarda da troppo ad arrivare. Chi ha investito a Londra dopo il 2008, quando in Italia e nel resto del mondo i prezzi hanno cominciato la loro picchiata mettendo al tappeto il numero di compravendite, ha fatto buoni affari o comunque è molto difficile che ci abbia rimesso.
Insomma, Londra è diventata il safe heaven dell'immobiliare europeo.Per intenderci solo nel 2012 delle settemila nuove case vendute nella Central London cinquemila sono andate a stranieri.
Su tutto poi ci si è aggiunto il ribasso dei mutui guidato dalle politiche di Downing Street che con l'aiuto della Banca d'Inghilterra ha cercato di aiutare i giovani a comprare casa come promesso in campagna elettorale.
I SINTOMI DELLA BOLLA
Secondo gli esperti i problemi sono essenzialmente due. Da un lato la ristrettezza del mercato (le case di pregio a Londra non sono infinite) e il fatto che le case sono soggette ad essere vendute molto velocemente in caso di crisi perché per la maggior parte non sono abitate stabilmente da chi le possiede. Dall'altro lato ci sono la volatilità delle valute e le turbolenze finanziarie che gli operatori vedono come una ghigliottina sul mercato. Se la finanza internazionale collassasse nuovamente la prima cosa che farebbe chi ha investito in case che non abita è andare all'incasso, accendendo un domino molto pericoloso anche per i mercati limitrofi.

domenica 30 giugno 2013

Riciclaggio e frode fiscale. Il Codacons presenta un esposto contro lo Ior - articolotre.com



Il Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Roma in merito ad un presunto caso di riciclaggio e frode fiscale in seno allo Ior.
Riciclaggio e frode fiscale. Il Codacons presenta un esposto contro lo Ior
-Redazione-30 giugno 2013- Non si placa la bufera che vede al centro loIor, la banca vaticana. Dopo lo scandalo che lo ha interessato nei giorni scorsi, l'istituto finisce oggetto di un esposto alla Procura di Roma da parte del Codacons.

Le associazioni dei consumatori richiede infatti che vengano avviate delle indagini in merito alcune compravendite sospette di immobili avvenute nel lontano 1973. Secondo il coordinamento, si sarebbe trattato di frode fiscale e riciclaggio.
Il caso, che ora potrebbe tornare alla ribalta e assestare un duro colpo allo Ior, vede come protagonista la società Tarquinia spa, la quale poteva vantare numerosi immobili di proprietà di una nota famiglia romana. Nel 1973, l'azienda donò il proprio patrimonio alla banca del Vaticano e l'operazione venne curata dall'amministratore della società, ai tempi molto legato ad alcuni uomini al vertice dell'istituto. 
Trascorsero quindici anni e, nel 1988, lo Ior sottoscrisse l'aumento di capitale della Tarquinia spa, conferendole inoltre gli stessi immobili già donati. Dieci anni dopo, nel '98, ecco però emergere come lo Ior non fosse più azionista di maggioranza della società: anzi, il proprietario risultò essere la famiglia che, nel '73, donò gli immobili.
Passaggi e operazioni poco trasparenti per le quali ora il Codacons domanda delucidazioni, cercando di capire se si possano configurare come reati perseguibili dalla Procura. Inoltre, l'associazione domanderà un incontro con il Pontefice, Papa Francesco, al fine di renderlo partecipe della vicenda e chiedere un suo intervento in merito

sabato 29 giugno 2013

Gabetti vende immobili per pagare i debiti - ilghirlandaio.it


Gabetti vende immobili per pagare i debiti

Gabetti vende immobili per pagare i debiti
(Il Ghirlandaio) Roma, 28 giu. Le banche hanno sottoscritto l’accordo di ristrutturazione del debito di Gabetti, 160 milioni, ma ora bisogna correre ai ripari trasformando in moneta sonante gli immobili del Gruppo: ecco allora lo spin-off immobiliare da 100 milioni di euro che dovrebbe rimpinguarne le casse una volta avviata la vendita in massa. La notizia è riportata oggi in un servizio sul settimanale Il Mondo.
Ma quali sono i cespiti che dovrebbero finire sul mercato? Lo sviluppo da200 appartamenti su due aree nel golfo di Olbia (Sardegna) più un cospicuo patrimonio, tutto da liquidare entro il 2018, crisi immobiliare permettendo. Dunque lo spin-off consiste nella creazione di una società nuova di zecca al di fuori della quotata Gabetti, la Investment Services guidata daRenato Cheli.
Il gruppo fondato da Elio, così, potrà focalizzarsi sul suo core business, che consiste nell’intermediazione immobiliare, consulenza, gestione dei patrimoni. Secondo il piano strategico 2013-2016 voluto dal socio di controllo, il Gruppo Marcegaglia, il Gruppo Gabetti raggiungerà nel 2016 una posizione netta negativa di 18,4 milioni e un’ebitda di 10,9 milioni. Purtroppo non sono scongiurati i tagli al personale per quadrare i conti.

L'immobiliare Usa mette in crisi le star, da Madonna a Katy Perry le case restano invendute - ilghirlandaio.it


L'immobiliare Usa mette in crisi le star, da Madonna a Katy Perry le case restano invendute

L'immobiliare Usa mette in crisi le star, da Madonna a Katy Perry le case restano invendute
L’ultima in ordine di tempo è la cantante pop Katy Perry, decisa a liberarsi della casa holliwoodiana acquistata con l’ex marito Russel Brand, a tal punto da svenderla a 4milioni e mezzo di dollari nonostante sia stata valutata oltre 6 milioni, ed acquistata dalla coppia nel 2011 per 5 milioni di dollari.
Sette camere da letto, 11 bagni, una piscina con cascata, la dimora è circondata da un giardino di tre acri e si trova a un isolato dalla famosissima Sunset Strip di Los Angeles.

A Las Vegas c’è invece la proprietà di Carlos Santana che aspetta un nuovo proprietario. Messa in vendita dopo soli tre mesi dall’acquisto a quasi il doppio della cifra spesa dal musicista (6 milioni contro 3,5 milioni di dollari), è rimasta invenduta finora e la somma richiesta è tornata quella iniziale. Insomma, nonostante sia una delle abitazioni più all’avanguardia in fatto di domotica, oltre ad essere stata abitata da una grande star, non sembra avere il giusto appeal che porti alla chiusura di una compravendita.

A Miami è Matt Demon che tenta l’affare: venti milioni di dollari per aggiudicarsi la casa dell’attore, oltre mille metri quadri su due piani con piscina, laghetto, dieci bagni, terrazza sul tetto e sala cinema. Oltre ad una schiera di vicini famosi almeno quanto il proprietario: Jennifer Lopez, Ricky Martin e Calvin Klain solo per citarne alcuni.
In Europa, e per la precisione in Svezia, è Ibrahimovich che aspetta di vendere la villa di Malmoe da 800 metri quadri con vista mare. Al momento è su mercato da due mesi per 4,5 milioni, esattamente uno in più del prezzo di acquisto.

Chi ha venduto, ma solo dopo una lunga attesa ed un considerevole sconto sul prezzo, è Madonna, con il suo celebre appartamento affacciato su Central Park. Da 23,5 milioni di richiesta iniziale ha concluso la trattativa per 19,5 milioni. Un flop anche per Dominique Strauss Khan che si è dovuto accontentare di 3,3 milioni di dollari al posto dei 5,2 richiesti, per poter vendere la sua casa di Washington, che usava quando era a capo del Fondo Monetario Internazionale. L’unica ad aver fatto un buon affare sembra essere Jodie Foster, che dopo aver abitato nella sua villa di Hollywood in stile spagnolo per 15 anni, ha scelto di venderla per 6,4 milioni di dollari. Guadagnando sicuramente rispetto alla cifra spesa nel 1997.