mercoledì 22 gennaio 2014

Il vampiro di Twilight vende casa -casa24.ilsole24ore.com


Il mercato immobiliare di Los Felix in California è in movimento. Il Los Angeles Times riporta che qualche giorno fa si è conclusa la vendita della casa di Robert Pattinson, il 27enne attore americano,che veste i panni del vampiro Edward Cullen nella celebre saga di Twilight. Pattinson ha infatti venduto la sua villa di oltre 370 metri quadri al prezzo di 6milioni e 350mila dollari. L'ha acquistata un altro volto noto del piccolo schermo made in Usa, Jim Parsons, il 40enne attore protagonista della serie The Big Bang Theory della Cbs.
Ma il movimento nel mercato immobiliare di Los Angeles non finirebbe qui. Infatti, come riportano da un blog molto bene informato, il protagonista di The Big Bang Theory avrebbe parallelamente messo in vendita la sua attuale dimora di Los Felix al prezzo di 1milionie e 850mila dollari. Insomma il signor Parson, insieme al suo compagno Todd Spiewak, avrebbe deciso di ampliare casa passando dai 260 metri quadrati della dimora appena messa in vendita ai più prestigiosi 370 metri della villa del vampiro di Twilight.
La casa appena acquistata, costruita negli anni '20 in stile coloniale spagnolo, non stupisce tanto per le sue dimensioni (le camere da letto sono soltanto tre!) ma piuttosto per i dettagli di pregio dell'architettura interna e perchè nel corso del tempo è stata di proprietà di altri volti del piccolo e grande schermo americano fra i quali l'attore Noah Wylie, il celebre dottor Carter della serie tv ER- Medici in prima linea. Probabilmente il signor Parson sarà stato colpito anche dal sapere che fra i vicini di casa di questa villa sono annoverati attori, scrittori e musicisti fra i quali anche il bassista dei Red Hot Chili Pepper.

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“Per comprare casa servono 6 anni di stipendio” -statoquotidiano.it

Lo indica l’analisi condotta dall’Ufficio studi del Gruppo Tecnocasa, ipotizzando che il reddito fosse destinato interamente all’acquisto di un’abitazione di circa 65 mq.
“Anche a livello locale non ci sono state variazioni di rilievo -spiega Tecnocasa- fa eccezione Firenze, dove servono 7 annualità (con un calo pari a -0,7), seguita da Verona che fa segnare 4 annualità, ossia 0,4 in meno rispetto al 2012. Si mantiene costante Napoli (7,4 annualità), sono in leggero calo (tra -0,1 e -0,3 tutte le altre città). Roma si conferma la città in cui serve il maggior numero di annualità: sebbene in calo (-0,1), il valore rimane sopra le 10 annualità (10,1 per la precisione). All’estremo opposto (3,7 annualità) c’è Palermo, che vede una variazione negativa pari a -0,3″.
L’allarme di Cgil e Fillea: boom delle morosità incolpevoli.
Nessun intervento per chi non riesce più a pagare l’affitto. Il Decreto Milleproroghe ha infatti previsto la sospensione degli sfratti per finita locazione per particolari categorie disagiate fino al 30 giugno 2014. Ma nel testo non c’è nessuna misura per gli sfratti per morosità, la vera emergenza che attanaglia il Paese.
L’allarme è lanciato dalla Cgil in collaborazione con la Fillea, attraverso la sua newsletter “Politiche abitative”. La misura approntata dal governo per le categorie disagiate, secondo il sindacato di Corso d’Italia “era senz’altro necessaria, ma non affronta il tema delle morosità incolpevoli, dovuta a chi non riesce più a sostenere le spese della casa in un mercato che mostra evidente incompatibilità tra aumento dei costi e riduzione dei redditi reali”.
Dall’inizio della crisi, in effetti, sono stati emessi 265 mila sfratti per morosità e 140 mila provvedimenti sono stati eseguiti. Considerando quelli emessi precedentemente, si stima che almeno altri 200 mila nuclei familiari hanno provvedimenti di prossima esecuzione. Cgil e Sunia, nel frattempo, hanno ripetutamente denunciato la gravità del fenomeno e la necessità di individuare misure in grado di affrontare i nodi strutturali che hanno determinato una crisi così acuta del sistema abitativo, risultando oggi urgente trovare soluzioni adeguate all’emergenza in atto.
Almeno 400mila famiglie italiane hanno di fatto bisogno di un’abitazione a costi sostenibili o di forme di sostegno al reddito che risolvano le morosità già presenti e quelle che possono insorgere. Il fondo per l’affitto recentemente rifinanziato con 100 mln di euro per il biennio 2014-2015 e quello per le morosità appena istituito con 40 mln, per la Cgil, “non rappresentano una risposta significativa, poiché le risorse sono insufficienti”.
La loro utilizzazione non prevede inoltre tempi rapidi ed i provvedimenti continueranno nel frattempo ad essere emessi ed eseguiti. Per il sindacato, quindi, “è necessario che in sede di conversione del Decreto siano introdotte misure per risolvere il dramma delle morosità incolpevoli” e “che vengano affrontati i nodi strutturali del settore attraverso una nuova politica della casa orientata all’ampliamento dell’offerta abitativa in affitto di edilizia residenziale pubblica e sociale e al sostegno al reddito delle famiglie”.
La Cgil, tra l’altro, ha già proposto un “Piano per l’emergenza”. Il testo prevede il sostegno al reddito delle famiglie, attraverso fondi con dotazioni adeguate per l’affitto, per le morosità e per i mutui prima casa. Si prevede inoltre l’ampliamento dell’offerta abitativa in affitto di edilizia pubblica e sociale, e per l’edilizia sovvenzionata. Il tutto attraverso “accordi tra amministrazioni locali, associazioni dei costruttori, sistema cooperativo e organizzazioni sindacali per un ‘Nuovo patto’ che da un lato favorisca l’immissione sul mercato di alloggi adeguati alla domanda, in proprietà e soprattutto in affitto, dall’altro attivando, da parte dei Comuni, condizioni favorevoli (aree a basso costi, immobili pubblici da ristrutturare, agevolazioni fiscali).”
La cedolare secca, infine, a detta della Cgil, “deve essere abolita come opzione per il canale libero”,mentre “le forme di tassazione devono prevedere penalizzazioni per gli alloggi sfitti e incentivazioni per quelli dati in locazione a canone concordato”.
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Londra, case e uffici nell'ex area di News International -casa24.ilsole24ore.com


La "Fortezza Wapping", soprannominata anche "l'impero del male", diventerà il quartiere residenziale London Dock sul Tamigi. Il comune londinese ha dato il via libera a un grande progetto di rigenerazione e trasformazione dell'ex quartiere generale di News International, il gruppo editoriale di Rupert Murdoch, dove per oltre un quarto di secolo hanno avuto sede giornali come il Times e il Sunday Times, The Sun e News of the World.

StGeorge, che fa parte di Berkeley, una delle maggiori società edilizie in Gran Bretagna, ha intenzione di demolire quasi tutti gli edifici esistenti per realizzare 1.800 nuove unità abitative e 20mila mq di negozi e uffici nella zona sul fiume, a poca distanza da Tower Bridge. Metà dei sei ettari di terreno sarà dedicato a spazi verdi, una piazza e camminamenti lungo il fiume.

La struttura centrale, che risale a inizio Ottocento, è un ex deposito per il rum trasportato via nave dalle colonie ed è tutelata dalle Belle Arti. Verrà ristutturata e diventerà il fulcro del nuovo complesso con ristoranti, bar, negozi e uffici. Intorno verranno costruiti gli otto nuovi edifici residenziali che andranno da un minimo di cinque a un massimo di 25 piani.

Il progetto iniziale prevedeva un grattacielo di 33 piani ma le autorità hanno obbligato gli architetti a ridimensionarlo, e hanno anche chiesto a Berkeley come conditio sine qua non della concessione dei permessi edilizi la costruzione di una scuola, un liceo e un contributo finanziario per migliorare la rete di autobus della zona. I lavori inizeranno quest'anno e dureranno circa 15 anni, ha detto Ross Faragher, managing director di StGeorge, che ha promesso di creare "un complesso immobiliare di grande qualità e un nuovo quartiere pieno di vitalità".
Quando Murdoch aveva acquistato Wapping nel 1986 lo aveva trasformato in una fortezza, picchettata dai sindacati dei poligrafici contrari al trasferimento da Fleet Street, culla della stampa inglese, in quella che allora era considerata una zona remota della città. I violenti scontri tra sindacati e polizia andarono avanti per mesi e finirono con la vittoria di Murdoch. Ora il quartiere, stretto tra i due centri finanziari della City e di Canary Wharf, è in rapida ascesa. I prezzi sono aumentati del 7,9% nell'ultimo anno e l'attività edilizia è in pieno fermento: secondo le previsioni di Knight Frank, da oggi al 2022 verranno investiti 7 miliardi di sterline per costruire nuove abitazioni in zona. 

Il gruppo News International negli ultimi anni è stato travolto dagli scandali sulle intercettazioni illecite fatte dai giornalisti e sui pagamenti illegali a polizia e giurati per ottenere scoop. Dopo avere chiuso News of the World, il settimanale più coinvolto, Murdoch ha deciso di ridimensionare il gruppo e trasferire la sede. Nel 2012 ha venduto il complesso a Berkeley per 150 milioni di sterline e tra pochi mesi, quando a Wapping inizieranno i lavori, l'intero gruppo si trasferirà nel complesso del London Bridge Quarter, accanto al grattacielo "Scheggia di vetro" di Renzo Piano, in un edificio chiamato The Place che è stato già ribattezzato "il piccolo Shard".

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Investimenti globali in crescita del 14%, nel 2014 supereranno quota 600 miliardi di dollari -ilghirlandaio.com


Migliori condizioni economiche globali e una maggiore liquidità hanno spinto i volumi degli investimenti immobiliari commerciali globali del Q4 2013 fino a quota $183 miliardi, secondo Jones Lang LaSalle, contribuendo a volumi dell'intero anno per un totale di $549 miliardi, un aumento del 18% rispetto al 2012.
I mercati europei hanno visto alcuni dei migliori risultati dal 2007, con una crescita record complessiva del 14%, in termini di dollari, con volumi dell’intero anno pari a $184 miliardi. Il Regno Unito e la Germania sono cresciuti del 19% e del 17% rispettivamente. Una grande attività è stata registrata in tutti i mercati d’investimento europei più piccoli, in tutti i settori immobiliari.
Jones Lang LaSalle prevede che i volumi degli investimenti immobiliari in immobili commerciali nel 2014 supereranno quota $600 miliardi, attestandosi a 625 miliardi, che rappresentano un’ulteriore crescita del 14% su base annua. Un Q1 2014 eccezionalmente forte è atteso in Europa, che prelude ad una crescita del 10% su base annua nel 2014, dovuta all'ampliamento di attività in diverse aree geografiche e settori, il tutto sostenuto da liquidità e da un miglioramento della fiducia degli operatori. Si prevede che i mercati dell'area Asia Pacifico continuino a crescere anche nel 2014, dato il miglioramento della ripresa economica globale e la solida domanda da parte degli investitori nazionali, a sostegno di una previsione complessiva di crescita dei volumi nella regione del 10%.
Arthur de Haast, Lead Director, Group International Capital, JLL - "I mercati globali dei capitali immobiliari continuano a migliorare a seguito delle ottimistiche previsioni economiche globali e del sentimento degli investitori. Il real estate sta sicuramente beneficiando del desiderio degli investitori di possedere asset che producono reddito consolidato, a fianco di, e in alcuni casi a preferire, opportunità di investimento più liquide. Il desiderio di investitori esperti di esaminare le opportunità che richiedono asset management o soluzioni più creative ha contribuito a spingere i volumi del 2013 oltre le nostre aspettative iniziali. Questo trend dovrebbe continuare nel 2014, pertanto siamo fiduciosi che i volumi di investimento continueranno a crescere".
David Green-Morgan, Global Capital Markets Research Director, JLL - "Mentre i flussi globali di capitali rimangono ben al di sotto dei livelli di picco, con poca crescita negli ultimi anni, il settore immobiliare continua a vedere un aumento di flussi di capitale tra paesi e regioni. Gli investitori cercano, in numero sempre crescente, opportunità fuori dei mercati nazionali, e si prevede che questa tendenza probabilmente non si invertirà nel breve e medio termine. JLL ha registrato una crescita a due cifre dei volumi di transazioni in tre degli ultimi quattro anni, e ci aspettiamo che questo trend prosegua nel 2014 con volumi superiori a 600 miliardi di dollari, un aumento del 14% rispetto al 2013".

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martedì 21 gennaio 2014

Abi: frena caduta prestiti ma presto per ripresa -a-realestate.it

Qualche piccolo segnale c'è ma è ancora presto per dire se si tratta di una inversione di tendenza e, realisticamente, bisogna aspettare almeno fino a marzo. Le banche italiane archiviano il 2013 con pesanti passivi e guardano con prudenza alla ripresa nell'anno appena iniziato. Il rapporto mensile dell'Abi rafforza e dettaglia quanto emerso anche nelle ultime analisi della Banca d'Italia. La prolungata crisi che ha investito l'intero comparto produttivo italiano e anche le famiglie ha provocato vasti danni concretizzati in 150 miliardi di sofferenze lorde (a fine novembre) che, seppure ora crescono a una marcia più lenta, non si arresteranno per diversi mesi. 


Una massa ingente che colpisce i conti degli istituti (si vedrà nel dettaglio all'approvazione dei bilanci 2013) già messi alla prova da rendimenti all'osso per via dei tassi ai minimi. Per l'associazione delle microimprese Comitas, all'origine dei 150 miliardi di euro ''vi sono proprio le stesse banche che, restringendo il credito concesso a imprese e privati e revocando i fidi, rendono insolventi aziende e cittadini''. Ma quello che allarma di più il mondo del credito è il crollo della raccolta a medio lungo termine, ovvero delle obbligazioni bancarie. Un preoccupante -9,4% che non è stato compensato dalla crescita dei depositi (peraltro 'drenata' a dicembre dalla selva di pagamenti fiscali fermandosi a +1,9%) e che rende difficoltoso se non impossibile alle banche prestare a medio lungo termine visti anche i parametri patrimoniali più elevati richiesti dalla vigilanza. La causa risiede nel legame perverso con il debito sovrano italiano e nei timori (fondati o meno) del mercato sulla classificazione degli attivi nei bilanci. Fattori che hanno annullato il mercato interbancario e reso la 'carta' delle banche poco 'appetibile' se non ad alti costi. 


Solo nelle ultime settimane sono arrivati segnali positivi con una serie di emissioni piazzate con buon successo dai principali gruppi. Per questo il passivo sui finanziamenti al settore privato nel corso dell'anno si è fatto via via più pesante. Se a dicembre 2012 il calo era dell'1,8%, il mese scorso il ribasso ha superato il 4,3% pari a 50 miliardi di euro in meno, segno di una severa correzione di rotta. Ora, come ha spiegato il direttore centrale Abi Gianfranco Torriero, ''bisogna vedere se i segnali positivi su fatturato e ordinativi saranno confermati nei prossimi 2-3 mesi''. In quel caso i prestiti alle imprese a breve potrebbero ripartire rimettendo in moto sia la domanda che l'offerta e interrompendo il circolo vizioso fin qui visto. Discorso diverso invece per i prestiti a medio-lungo e i mutui. Benchè il tasso su questi sia tornato ai livelli luglio 2011 (3,4%) il calo del reddito disponibile, le condizioni del mercato immobiliare e il 'mismatching' con la raccolta, rendono difficile un cambio di passo in poco tempo.



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