domenica 6 aprile 2014

Un miliardo di sprechi. Ecco tutti i conti sugli immobili di Stato -repubblica.it

Lo stato italiano è fra i più grandi (e incapaci) gestori al mondo di case, palazzi, caserme, "fabbricati rurali", "opere destinate al culto". La Ragioneria Generale stima che questo patrimonio in mattoni abbia un valore che, unica eccezione in Italia, cresce in modo esplosivo nonostante la nostra lunga recessione: valeva 128 miliardi di euro nel 2008, più che raddoppiati a 281 miliardi nel 2012. Tolti, ovviamente, i beni artistici o archeologici. Una fortuna, solo questa, superiore a quella (cumulata) dei cinque uomini più ricchi del pianeta: gente come Bill Gates, Carlos Slim o Warren Buffett. Positivo, no? No. Perché soltanto lo Stato centrale "butta" ogni anno oltre un miliardo di euro per pagare gli affitti di sedi e di uffici. Ma anche perché nemmeno Palazzo Chigi, cioè il governo, o lo stesso Demanio "confessano" al Tesoro le proprietà che controllano, così che a nessuno salti in mente di provare a risparmiarci sopra qualcosa. Opacità. 

Così il mattone di Stato rischia di trasformarsi in un incomprensibile segreto di Stato. O più precisamente ancora, in un segreto fra le varie branche dell'amministrazione dello Stato. Possibile? 

A dire il vero, tutto era partito con le migliori intenzioni. Negli ultimi anni il Tesoro ha avviato un'indagine sul patrimonio della pubblica amministrazione. Si legge nell'ultima edizione, pubblicata (molto in sordina) un paio di mesi fa: "La conoscenza sistematica e puntuale degli attivi del patrimonio pubblico rappresenta un elemento indispensabile per orientare le decisioni di politica economica", cioè per la "valorizzazione" e la "redditività". E ancora: "La gestione efficiente del patrimonio pubblico può svolgere un ruolo importante per il contenimento del deficit e la riduzione del debito pubblico". Di lì il censimento: a tutte le amministrazioni è stato chiesto di registrare i propri beni al sole, immobili e terreni, su un portale del Tesoro.

Di fronte a obiettivi del genere, ci sarebbe da aspettarsi un'adesione di tutti o quasi. Peccato che non sia successo. Informa lo stesso ministero dell'Economia che il 40% delle pubbliche amministrazioni non ha ancora comunicato l'ammontare del proprio patrimonio immobiliare. Non l'ha fatto Palazzo Chigi, se non per il 10% degli uffici coinvolti; l'hanno fatto solo in parte gli altri organi di rilievo costituzionali. Lo stesso Demanio ha omesso di notificare al Tesoro buona parte di quello che sa dei propri palazzi e dei propri terreni, malgrado che sia proprio il ministero dell'Economia a controllarlo. 

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sabato 5 aprile 2014

Voglia di festa? Una festa totalmente arancione? di Martina Carolo per www.luxuryandtourism.com






Felice che sia sabato e soprattutto felice  di dirvi di prendere in mano un calendario e ricordarvi che il 25 aprile  ci sarà un ponte ghiottissimo.
Voglia di festa? Una festa totalmente arancione?  Prenotate subito il vostro biglietto per Amsterdam, vi aspetta la  Festa della Regina, quest’anno del Re. Il 30 aprile di ogni anno dal 1948 si festeggia questa festa,  con questo nome perché era il compleanno della Regina Giuliana.
Quest’anno diventerà  per la prima volta la Festa del Re e sarà il 27 aprile compleanno del Re Guglielmo Alessandro.
Passo ora a raccontarvi la cosa divertente che caratterizza questa festa.
In maniera molto rispettosa e non eccessiva il popolo olandese si trasforma indossando parrucche, magliette, scarpe rigorosamente di colore arancione. Se dimenticate a casa il vostro gadget arancione, non preoccupatevi poiché potrete rimediarlo nelle migliaia di bancarelle.
Tutta le gente canta, balla e come il nostro carnevale, solo che i loro carri, sono le barche addobbate nei canali. Un insieme di energia, sorrisi e follia pura.
Il quartiere di Jordaan si riempie su ogni ponte e stradina di mercatini improvvisati, stupendo a prescindere dalla festa, da girare in bicicletta.
Che dire…Amsterdam è geometrica, con le sue strade e i suoi canali disposti come un disegno




E’ romantica, con le sue case con le finestre senza tende affacciate sui canai.
E’ colorata, con i suoi fiori di ogni profumo che  ne decorano ogni angolo.
E parlando di moda, potrebbe essere uno spunto, per il vostro guardaroba estivo, aggiungere una nota di arancio che quest’anno alle sfilate  è stato presentato  più chiaro e meno fluo. Un arancione più vellutato. Eccovi allora alcuni orange outfit delle stars. Non mi resta che augurarvi buon weekend con un bacio naturalmente “orange”.





venerdì 4 aprile 2014

Immobili dello Stato in vendita: al via il roadshow del Demanio per investire sul patrimonio pubblico -casa24.ilsole24ore.com

Parte ad aprile il roadshow dell'agenzia del Demanio per illustrare le opportunità di investimento nel patrimonio immobiliare pubblico in via di dismissione. L'Agenzia organizza questo mese una prima serie di incontri dedicati agli operatori del settore immobiliare per presentare i bandi di vendita in corso e il calendario delle dismissioni degli immobili di proprietà dello Stato pianificato per l'anno 2014. 
L'iniziativa, che toccherà tutte le regioni interessate dalle vendite in corso, partirà da Venezia il prossimo 10 aprile, per poi proseguire il giorno successivo, 11 aprile, ad Ancona e approdare a Milano lunedì 14 aprile. Il ciclo di incontri si concluderà il 16 aprile a Bari.

Nel corso degli incontri verranno illustrate tutte le opportunità di investimento rappresentate dai beni attualmente in vendita sul territorio nazionale ai principali players dell'industria immobiliare, agli investitori istituzionali e agli esponenti dell'imprenditoria locale. Il focus sarà su beni di pregio come: il Castello di Gradisca d'Isonzo a Gorizia, un immobile nel centro storico di Trieste, l'ex Convento S. Domenico Maggiore Monteoliveto a Taranto, lo storico edificio denominato Casa Nappi in prossimità del Santuario Mariano di Loreto (AN) e l'Isola di Poveglia a Venezia, di cui è possibile acquisire il diritto di superficie. Si tratta, quindi, di proprietà con notevoli potenzialità di sviluppo, soprattutto nel settore turistico-ricettivo, delle quali verranno approfondite nel dettaglio le caratteristiche e le nuove destinazioni d'uso. Saranno inoltre descritte le modalità di partecipazione alla gara che si svolgerà attraverso la procedura telematica delle aste online. Saranno infine, illustrate le prossime iniziative di mercato sul patrimonio pubblico, previste nell'anno.
Agli incontri saranno presenti: il direttore generale dell'agenzia del Demanio Stefano Scalera, il direttore centrale gestione Patrimonio Immobiliare dello Stato, Paolo Maranca, e il direttore centrale strategie, progetti di valorizzazione e partecipazioni, Stefano Mantella.
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Salvatore ci insegna che per accettare le diversità bisogna innamorarsi della nuova terra come della propria donna -di Giorgia Perbellini per Luxury&Tourism


Oggi ho il piacere di farvi conoscere la storia di Salvatore, che da 5 anni ha deciso di far diventare la Thailandia la sua nuova casa, pur continuando la stessa attività lavorativa.
Da quanto tempo vivi in Thailandia? Hai sempre abitato in Italia prima?

Vivo in Thailandia dal 2009 ed è la mia prima esperienza da residente all'estero, anche se ho avuto la possibilità di girare molto tra Cina, Russia, Brasile Stati Uniti.

Di cosa ti occupavi in Italia e di cosa ti occupi ora?

Ho iniziato nel 1995 come agente immobiliare e ad oggi svolgo ancora la stessa professione.

Lavorativamente parlando, quali sono le differenze maggiori che caratterizzano il sistema thailandese rispetto al nostro?

Innanzitutto gli aspetti burocratici sono molto più veloci rispetto all’Italia, e questo per quanto riguarda tutti i settori.  In Thailandia è sufficiente aprire una Company ovvero una società, attivare le licenze necessarie, munirsi di permesso di lavoro e cominciare a lavorare: il tutto con tempi di realizzazione di 60 giorni, e con un costo indicativo intorno ai 1.500 euro. Questa cifra in Italia forse non basta nemmeno per pagare la parcella notarile.

Hai notato negli anni un aumento degli italiani che si trasferiscono lì?

Si negli ultimi anni c’è stato un aumento di italiani che si sono trasferiti in Thailandia. Personalmente ricevo molte e-mail di famiglie che mi chiedono informazioni per come fare e cosa fare per potersi trasferire, e questo è dovuto sicuramente al momento di grande sofferenza che sta attraversando l’Italia.

Quali sono le motivazioni più forti che spingono l'italiano a scegliere proprio la Thailandia per viverci o per fare un investimento immobiliare?

Le motivazioni sono simili a tutti gli altri Paesi esotici dove la vita costa ancora poco. Chi arriva qui per la prima volta resta affascinato dagli scenari paradisiaci che trova, dal clima tropicale per 12 mesi , dalle bellissime spiagge, e soprattutto dal costo della vita molto basso. Credo che l'idea di poter aprire un'attività propria a cifre irrisorie possa ridare speranza a chi nel proprio Paese non ce la fa più a vivere dignitosamente.

Quali sono stati, secondo la tua esperienza, gli aspetti culturali più difficili da accettare?

La parola "accettazione" è la chiave di tutto. E' un po' come nella vita di coppia: finche c’è amore i difetti si accettano senza dare peso e senza farci troppo caso.
Io amo la Thailandia e pertanto non riesco ad essere molto obiettivo, pero mi rendo conto che per un occidentale non è semplice vivere qui se non si ha una certa apertura mentale. 

La Thailandia veniva chiamata la terra "dove il tempo non ha tempo", perchè è molto facile perderne la cognizione. Anche la quotidianità sembra voler confermare questa teoria: negozi e centri commerciali sono aperti tutti i giorni 24 h, molto diverso dalle nostre abitudini. Non esiste il sabato sera o la domenica, giornata in cui ci si riposa o in cui ci si dedica alla famiglia e agli amici; qui ogni sera è buona per uscire in compagnia. Inoltre c'è da considerare l’aspetto lavorativo sul quale i thailandesi peccano un pochino. Nessuno si ammazza di lavoro ma anzi diciamo che non è la priorità assoluta nella vita.

In Italia a seguito della crisi economica stiamo assistendo a una "fuga di cervelli" sempre più massiccia. Quali prospettive hanno invece i giovani thailandesi una volta terminati gli studi?

Qui ci sono diverse possibilità, sicuramente chi può permettersi di studiare perché viene da una famiglia agiata non avrà difficoltà a trovare occupazione oppure avviare un business.

Per indole i giovani thailandesi, pur essendo curiosi di conoscere altre culture, sono molto nazionalisti e vedono il loro futuro in patria. Molti di loro partono per fare esperienza all'estero ma poi tornano e si costruiscono qui la carriera. C'è un forte senso di patriottismo, dovuto anche alla monarchia e alla figura del Re.

Se pensi al futuro, dove ti vedi tra dieci anni?

Mi vedo sicuramente qui in Thailandia, mi piacerebbe conoscere e vivere anche in altre città, ma sempre in questa meravigliosa terra.


di Giorgia Perbellini per Luxury&Tourism 




giovedì 3 aprile 2014

Immobiliare: New York, sul mercato il nido d'amore dell'ex coppia Kate Moss e Johnny Depp -ilghirlandaio.com

Quella fra Kate Moss e Johnny Depp è stata una delle relazioni più chiacchierate e invidiate degli anni '90. Ora, come segnalato da Immobiliare.it, il loro ex nido d'amore è sul mercato. Per affittarla? Servono 19.000 dollari al mese. L'immobile in questione è nel Greenwich Village di New York ed è caratterizzato da uno "stile molto ricercato a metà fra i loft americani e le case di design della vecchia Europa", spiega il noto portale.
L'appartamento è inserito in un edificio del diciottesimo secolo e fu preso in affitto dalla modella proprio negli anni d’oro della sua lunga, ma turbolenta relazione con l'attore protagonista dei Pirati dei Caraibi. Vissero assieme fra queste mura ogni volta che si trovavano a New York, ricorda ancora Immobiliare.it. Disposto su due livelli, l’appartamento ha una superficie complessiva di 180 metri quadrati in cui trovano spazio due bagni, due camere da letto, una cucina a vista con soffitto a cassettoni e arredamento ultramoderno e una sorta di piccolo giardino pensile su due livelli; vera rarità per lo standard degli appartamenti newyorkesi.
La stanza più caratteristica è senza dubbio il salone su cui si affaccia il soppalco e in cui troneggia un camino che dà carattere a quello che l’agente immobiliare che ha in carico l’affare definisce, senza mezzi termini, “un’oasi di tranquillità” in una delle zone più esclusive (e costose!) della Grande Mela, conclude il portale.

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