venerdì 3 gennaio 2014

Storie di vita. La Thailandia, i suoi colori e la sua voglia di vita hanno conquistato Andrea -di Giorgia Perbellini per LuxuryandTourism


Oggi intervisto Andrea, fotografo vicentino che dopo tante vacanze in Thailandia ha deciso di fare del Paese orientale la sua nuova casa.
Da quanto tempo vivi in Thailandia? Di cosa ti occupavi prima in Italia e di cosa ti occupi ora?

Mi sono trasferito nel 2002, più di 11 anni fa. Vivevo a Schio in provincia di Vicenza e facevo il fotografo portando avanti l'attività di famiglia, attiva ormai da tre generazioni. Quando sono partito ho deciso di subaffittare l'attività a un collega mantenendo comunque il nome della mia famiglia. Ora io lavoro a Pattaya e sono Marketing Manager del pastificio Tom Lasagna.

La decisione di trasferirti è stata ponderata nel tempo o hai colto al volo un'occasione che ti si è presentata?

Il mio lavoro mi ha sempre permesso di viaggiare molto, riuscivo a concedermi anche un paio di vacanze lunghe all'anno. Quindi ho visitato sud America, nord America, nord Africa e gran parte dell'Europa. Tutti luoghi piacevolissimi ma nessuno era riuscito a impressionarmi davvero. Ma nel 1998 quando ho scelto come meta la Thailandia qualcosa è cambiato. Bangkok, Chang Mai e Phuket: l'oriente ha un suo fascino, una cultura basata sulla pace interiore, il sorriso e la semplicità. Da quel momento ho passato tutte le vacanze successive a Phuket fino al 2002, quando ho deciso di trasferirmi definitivamente. La fortuna ha voluto che trovassi un fotografo della mia stessa età interessato a portare avanti l'attività della mia famiglia, alla quale sono molto legato. E così, una volta terminati gli ultimi servizi fotografici che avevo deciso di seguire, sono partito. Posso assicurare che gli ultimi sette mesi in Italia, con la testa già in Thailandia ma con gli affetti a Schio, sono stati i più difficili per me...

Quali sono state le prime impressioni una volta arrivato e quali le difficoltà?

Da quando sono arrivato non ho mai smesso di ritenermi davvero fortunato a poter vivere in un paradiso di spiagge e palme e clima estivo tutto l'anno. La difficoltà maggiore è stata sicuramente la lingua locale, il Thai, che ho iniziato a studiare seriamente solo da un anno, dopo il trasferimento da Phuket a Bangkok. Phuket è un'isola che vive grazie al turismo e chi sa la lingua inglese riesce a comunicare con tutti. Ma a Bangkok è diverso. Ho seguito circa 60 lezioni dal prof. Narong, un thailandese che parla perfettamente 6 lingue.


Raccontaci il primo approccio col mondo del lavoro. Quali sono le differenze più evidenti che si notano al confronto con l'Italia?

Il mio primo approccio è avvenuto proprio quest'anno, prima passavo le mie giornate praticando sport e facendo molta vita notturna. Non mi sembrava vero poter trascorrere il tempo pensando solo al mio piacere e alle mie esigenze. Adesso vivo tra Bangkok e Pattaya e sono sempre a contatto con gli Executive Chef o i Buyer degli Hotel. Trovo che rispetto all'Italia ci sia un'apertura mentale verso le altre culture decisamente superiore, che facilita i rapporti umani e gli affari nel mondo del lavoro.


Esiste una comunità italiana in Thailandia?

Si, a Phuket esiste il Club Italia Thailand che conta circa 1500 persone, tra cui me. Anche se da quando mi sono trasferito non ho più seguito molto le loro iniziative.

Come definiresti lo stato attuale dell'economia thailandese? La crisi che ha fortemente piegato il nostro Paese è arrivata anche lì?

L'economia thailandese si basa per il 50% sull'industria, e le fabbriche si tovano quasi tutte tra Bangkok e il nord della Thailandia. Poi arriva il turismo che impiega circa il 30% dell'economia e infine le coltivazioni, per il restante 20%. Posso confermare che negli ultimi 11 anni il costo della vita è cresciuto ma le buste paga dei lavoratori si sono sempre adeguate.
 
Che futuro si prospetta di fronte ai giovani thailandesi che hanno terminato gli studi? Riescono a trovare un lavoro adeguato o espatriano in cerca di migliori prospettive?

Per gli studenti che hanno terminato il College o l'Università ci sono buone prospettive di lavoro nelle grandi città come Bangkok. Chi decide di rimanere nei piccoli villaggi invece rimane spesso tagliato fuori dalle opportunità che offrono le grandi aziende e il settore terziario.

L'idea di tornare un giorno a vivere in Italia è possibile o l'hai esclusa?

Mai dire mai... Ci sono molte cose da valutare partendo dal problema della sanita' che qui è a pagamento: io ho un'assicurazione da 9 anni ma se ne può usufruire solamente fino all'età di 65 anni. Poi valuterò anche in base a un discorso governativo: per ora c'è la monarchia e il Re riceve totale e assoluta devozione dal suo popolo. Due curiosità: nei cinema prima dell'inizio della proiezioni tutti si alzano in piedi per cantare l'inno nazionale, mentre sullo schermo passano le immagini della famiglia reale. E ancora: al passaggio dell'auto reale con la lunghissima scorta tutte le strade vengono chiuse al traffico e i cittadini si inginocchiano. Per ora questa è la situazione ma si vociferano prospettive negative quando il Re attuale morirà. Staremo a vedere.

Che consiglio daresti a tutti coloro che vorrebbero fuggire in cerca di una vita migliore ma non trovano il coraggio di farlo?

Io mi sono trasferito a Phuket dopo circa 3 anni nei quali avevo passato lì tutte le mie vacanze. Quello che voglio far capire è che bisogna prima "tastare il terreno", documentarsi, parlare con altri connazionali che ci vivono e stringere rapporti interpersonali che potranno aiutare una volta presa la decisione finale.
Anche la scelta lavorativa è importante: con molta umilta’ e
voglia di creare qualcosa di nuovo, si puo fare successo.
Ma bisogna tenere a mente che non basta essere italiani per poter aprire un ristorante o una pizzeria: i locali che sopravvivono negli anni sono sempre gestiti da professionisti seri che spesso svolgevano lo stesso lavoro anche nel nostro Paese. Il cliente non avrà un palato fine come il nostro ma si accorge dove manca la professionalità.


di Giorgia Perbellini per LuxuryandTourism