martedì 31 dicembre 2013

Mar Rosso torna alla ribalta a Capodanno Sempre alto l’interesse italiani per lmete esotiche durante l’inverno (ANSA)


Non risente di particolari flessioni, nonostante la crisi economica, l'interesse degli italiani per le destinazioni esotiche durante il periodo invernale.

Tra le mete, emergono Cuba, Santo Domingo e Messico e Oceano Indiano. Le Isole Canarie si confermano destinazione amata da chi viaggia nella stagione fredda, in primis Fuerteventura e Tenerife. 

E poi c'è il Mar Rosso, tornato alla ribalta dopo la rimozione dello sconsiglio da parte della Farnesina: durante il week end natalizio, nei villaggi turistici sono arrivati oltre mille turisti italiani e per il Capodanno è previsto un raddoppio delle presenze.

Un dato rilevante, considerando un fermo di tre mesi dei flussi turistici non solo provenienti dall’Italia ma anche da altri Paesi europei. I tour operator hanno lavorato per rilanciare la destinazione: “Il Mar Rosso – ha detto Stefano Pompili, direttore generale di Veratour - è ineguagliabile in quanto ad attrattività e competitività rispetto ad altre località”. Il clima mite rende la meta appetibile per gli europei, in particolare durante la stagione invernale. Il paesaggio, il mare limpido e le meraviglie della barriera corallina sono la motivazione principale di viaggio di chi ama praticare attività subacque o snorkeling. Il Mar Rosso è anche un tuffo nella cultura orientale: dai luoghi di culto alle strade su cui convivono cammelli e automobili, dalle creazioni artigianali dei papiri alle decorazioni con la sabbia colorata, dalle spezie agli oli essenziali. 

Anche le istituzioni locali puntano a rilanciare il turismo nell’area egiziana lontana dai disordini attraverso un piano di investimento dedicato all’area del Mar Rosso: Khaled Fouda, governatore del Sud del Sinai, in un incontro con la stampa a Sharm El Sheikh, ha annunciato i progetti di conversione dell'aeroporto militare di Ros El Sidr in aeroporto civile, di raddoppio delle piste di atterraggio e del numero dei terminal dell’aeroporto di Sharm El Sheikh e un piano di sviluppo del turismo termale. "Per noi - ha spiegato il governatore – la città di Sharm rappresenta il 40% dei ricavati del turismo in tutto l'Egitto". Ha poi voluto sottolineare: “Siamo distanti circa 500 km da Il Cairo e effettuiamo un controllo costante per mantenere in sicurezza l’area del Mar Rosso, che non è mai stata in stato di pericolo dall’attentato del 2005”. 


A distanza di tre anni dall'inizio delle proteste della primavera araba, gli effetti negativi sull'andamento turistico in Medio Oriente sono, infatti, tangibili. "Sul Mar Rosso - ha detto Khaled Fouda - quest'anno abbiamo accolto otto milioni di turisti internazionali, una flessione significativa rispetto ai 14 milioni del 2010”.







IMMOBILIARE: PREZZI DELLE CASE A LIVELLI RECORD IN ALCUNE AREE DEGLI STATI UNITI - Borsaitaliana.it






(Il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 30 dic - Sette anni dopo lo scoppio della bolla immobiliare, in un quinto delle aree metropolitane degli Stati Uniti i prezzi delle case hanno raggiunto livelli record. E' quanto emerge da un'analisi del Wall Street Journal. Utilizzando dati disponibili su Zillow, sito Internet di servizi di informazione nel real estate, il giornale finanziario spiega che dai massimi del 2007 in Oklahoma City (Oklahoma) i prezzi sono cresciuti piu' del 13%, complice la crecita della popolazione e dell'occupazione. Il rialzo e' di oltre il 6% nell'area di Denver (Colorado), la prima ad essere colpita quando i prezzi iniziarono a calare. Ma una quantita' limitata di case in vendita ha permesso la risalita del comparto. L'area metropolitana di Pittsburgh (Pennsylvania) ha vissuto poco la cosiddetta "boom and bust" dei prezzi, fattore che ha permesso di arrivare a livelli senza precedenti. Nella Bay Area (California), si e' difesa bene la ricca Silicon Valley con Palo Alto che vede prezzi cresciuti del 40% rispetto ai record pre-crisi ma ci sono zone di periferia dove la crisi si fa ancora sentire con ribassi, e' il caso di San Pablo, del 53,8%. I nuovi record sono riscontrabili anche nella maggior parte delle altre aree metropolitanne: Tulsa, Oklahoma; Buffalo e Rochester, New York; Austin, Texas. I rialzi dei prezzi delle case sono di circa il 5% piu' alti dei precedenti record a San Jose, California; Nashville, Tennessee; Dallas, Texas.


....scopri le nostre offerte immobiliari su Luxury & Tourism




lunedì 30 dicembre 2013

Compravendita immobiliare: tutte le tasse in vigore dal 2014 - forexinfo.it

Dal 1° gennaio 2014 entrerà in vigore la nuova normativa sulla tassazione delle compravendite immobiliari.
I cambiamenti sono tanti e consistenti e i più importanti riguarderanno l’imposta di registro e l’aliquota del 9%. Ma cerchiamo di approfondire meglio

Le novità

La prima novità consistente è quella relativa all’imposta di registro per chi deciderà di acquistare la prima casa che scenderà al 2% dall’attuale 3% (ma con un minimo di mille euro).
Per quanto riguarda invece l’aliquota, ogni compravendita immobiliare sarà soggetto a una tassa la cui aliquota è stata fissata al 9%, sempre su un minimo di mille euro.
L’unica eccezione è rappresentata dai conferimenti di immobili strumentali in societàper i quali rimarrà in vigore l’attuale aliquota del 4%.
I soggetti che invece dovranno pagare la nuova aliquota, per le imposte ipotecarie e catastali dovranno calcolare la nuova misura fissa di 50 euro ciascuna. Per quanto riguarda le imposte fisse di 168 euro attualmente in vigore esse saranno dovute nella misura di 200 euro, così come prevede la nuova legge.
Con le due nuove aliquote del 2% e del 9% non si dovranno pagare imposta di bollo, tasse ipotecarie e imposte speciali catastali.

Gli atti

Per quanto riguarda gli atti soggetti alle nuove regole di tassazione, la situazione appare ancora alquanto confusa. Sicura la loro applicazione sugli atti che si stipuleranno a partire dal 2014, mentre dubbi rimangono per quelli stipulati nel 2013, ma registrati nel corso del nuovo anno.
La norma vigente prevede che si tenga in considerazione non la data della stipula, ma quella di registrazione, tuttavia non è ancora arrivata una risposta sicura da parte dell’Agenzia delle Entrate. Seguendo in ogni caso questa logica si dovrebbe pensare che gli atti stipulati nel corso del 2013, o per i quali ci sia stata una scrittura privata autenticata nello stesso anno, e soggetti a registrazione nel 2014, il regime di tassazione di riferimento sarà quello in vigore fino al 31 dicembre 2013. La stessa cosa vale per un atto giudiziario formato nel 2013 e registrato nel 2014, mentre al contrario, le scritture private non ancora autenticate e registrate il prossimo anno, saranno soggette al nuovo regime di tassazione.
Infine, per quanto riguarda gli atti sottoposti a condizione sospensiva stipulati nel corso di quest’anno, ma con verifica prevista per il prossimo, secondo la legge, le variazioni intervenute tra la formazione dell’atto e la verifica della condizione non devono essere considerate.

domenica 29 dicembre 2013

The World’s 5 Best Beach Cities for Retirement di Kathleen Peddicord

Ricordate il mio post del 3 novembre 2013 dal titolo Repubblica Dominicana : Costa "norte" ...perchè no ?
Scrivevo della Costa Nord della Repubblica Dominicana e delle cittadine di Sosua e Puerto Plata.
Il 9 dicembre 2013 Kathleen Peddicord definisce Sosua una delle 5 migliori città di mare dove trascorrere la propria pensione ............

Kathleen Peddicord



Kathleen Peddicord
Perhaps your retirement dream is sand-fringed. There are many appealing beach retirement spots overseas, from the azure Caribbean to the crashing Pacific and the breathtaking Andaman Sea. Here are the five best beach cities for retirement:
1. Coronado Beach, Panama. Coronado, a fast-growing beachfront community about an hour outside Panama City, Panama, offers a high-quality beach lifestyle with all the amenities and services a retiree could want. Historically, this coastal town has been a top weekend getaway choice among residents of nearby Panama City. Over the past half-dozen years, Coronado has developed into a busy commercial center that makes for a turn-key retirement choice. It is evolving into a full-fledged retirement destination with an established population of full-time foreign residents supported by a developed infrastructure, including good medical facilities.
2. Sosua/Cabarete, Dominican Republic. Where the verdant green jungle hills slope into the crystal-blue waters off the north coast of the Dominican Republic rest the sand-fringed towns of Sosua and neighboring Cabarete. These are beachfront utopias. There are no high-rise towers, no big crowds and no worries. Life here is all about enjoying what mother nature has created in this world-class coastal spot.
The life on offer here is also increasingly appealing to retirees. Expat communities are established and expanding, and planned developments are under way to cater to them. Retirees settling here can choose luxury living in planned communities where houses sell for $400,000 to $800,000, but also have much more affordable options in coastal developments where homes are priced from $130,000 to $150,000.
3. Hoi An, Vietnam. Hoi An is a pretty town on the central coast of Vietnam with long, clean, sandy beaches and tranquil rivers. The beaches are the general appeal in this part of the world, but, in Hoi An, it's the town itself that is remarkable. Once one of the busiest international sea ports in Asia, Hoi An has been heavily influenced by traders who came here from Japan, China and the West. This was the location of the first Chinese settlement south of Vietnam's Red River delta in the far north, and many of the buildings, dating back 400 years and more, remain intact.
Entire streets in Hoi An are lined with ancient Chinese temples and houses, many still occupied by the descendants of the original settlers, giving visitors a tantalizing glimpse of a long ago time.
Hoi An is an emerging, rather than an established, retirement choice. About 600 Westerners have settled here to date. But unlike in many areas of Asia, the expat community in this town is very involved with the community and with each other. For example, Vietnamese people are taking classes in bread-making hosted for free by a Western luxury resort's head pastry chef and learning to play the piano. Another American who arrived here years ago runs a big used-book store, and, as more and more foreigners with families are settling in this historic coastal city, a new international school is opening.
One of the greatest appeals of this beach city for retirees is the cost of living. This is a place where you could retire comfortably on less than $1,000 per month.
4. Ambergris Caye, Belize. Ambergris Caye is an English-speaking Caribbean island with an intriguing past and a promising future. Formerly a pirate hideout and a Mestizo fishing village, Ambergris has more recently been the host to two seasons of “Temptation Island” and is now one of the fastest-growing communities of foreign retirees in the world.
Ambergris Caye offers a quintessential Caribbean lifestyle. Just offshore is the world’s second-longest barrier reef and all the snorkeling, diving, fishing, boating and swimming a beach-loving retiree could hope for.
The cost of living on Ambergris Caye couldn’t be described as super-cheap, but it can be a bargain compared with elsewhere in the Caribbean. And Belize (like Panama) makes establishing residency as a foreign retiree super easy.
5. Phuket, Thailand. Thailand's Phuket Island is an internationally famous beach destination and rightfully so. Beautiful sandy shores, separated by rocky headlands, grace the entire west coast of the island, the largest in Thailand. The surrounding Andaman Sea is warm, clear and inviting, one of Phuket's main attractions.
Onshore Phuket is a welcoming place that can quickly begin to feel like home, and more than 100,000 foreign residents have chosen to make lives here. Foreigners from across the globe have integrated into the local community, transforming Phuket into a multicultural, international retirement destination. Expats make up more than 21 percent of the total permanent population of Phuket Province.
One of the biggest appeals is the cost of living. Rent, especially, is a global bargain. You can find a comfortable rental for as little as $350 to $400 per month, and most rentals come fully furnished. All costs considered, including groceries, utilities, entertainment and your own motorbike for transportation, a retired couple could live here on a monthly budget of as little as $1,000.
For a very low cost, you can buy a big and interesting lifestyle. Everything you need is available on the island, including top-tier medical care and Thailand's second busiest international airport.

Kathleen Peddicord is the founder of the Live and Invest Overseas publishing group. With more than 28 years experience covering this beat, Kathleen reports daily on current opportunities for living, retiring and investing overseas in her free e-letter. Her newest book,"How To Buy Real Estate Overseas", published by Wiley & Sons, is the culmination of decades of personal experience living and investing around the world.

sabato 28 dicembre 2013

lusso e mercato immobiliare internazionale, cosa accadrà nel 2014? - idealista.it

nel 2014 dubai farà registrare il maggior rialzo dei prezzi residenziali nel segmento del lusso, con un aumento dei valori del mattone tra il 10 e il 15%. a quanto pare, nella città degli emirati arabi continua il fascino delle abitazioni di alto livello. a seguire, con rialzi tra il 5 e il 10%, pechinoshanghaisydney eparigi. a renderlo noto la società di consulenza knight frank
se per il 2014 knight frank prevede a dubai un aumento dei valori del mattone tra il 10 e il 15%, a new york non sono previste variazioni nei prezzi, mentre a hong kong le quotazioni potrebbero scendere tra il 5 e il 10% e a singapore e ginevra i prezzi del mattone residenziale di alto livello dovrebbe scendere poco meno del 5%
dopo alcuni anni difficili, il 2009 ha segnato un punto di svolta per molti mercati, come quelli di londra, new york, singapore e hong kong. tanto che i governi di alcuni dei paesi interessati dalla corsa dei prezzi hanno deciso di intervenire aumentando le tasse per chi decide di acquistare in loco e non è residente
è il caso ad esempio di londra, dove il governo ha in mente di aumentare le imposte sulla compravendita di abitazioni agli stranieri che decidono di investire nel mattone. una decisione scaturita dal fatto che la domanda di immobili da parte di compratori dell'eurozona e asiatici ha aumentato le preoccupazioni del governo su una nuova bolla immobiliare


....scopi le nostre offerte su Luxury & Tourism

Alert Italia: "mercato immobiliare tornato a livelli anni '80" - wallstreetitalia.com

ROMA (WSI) - "Quella approvata dal Parlamento è una Legge di Stabilità che aiuta le casse dello Stato a scapito del settore immobiliare e del ceto medio italiano. Si tratta di un maxi prelievo sulla casa dove a Imu, Tasi, che potrebbe salire dal 2,5 al 3,5 per mille sulle prime case e dal 10,6 all'11,6 per mille per seconde case, e Tari adesso si aggiungono anche tutta una nuova serie di obblighi, contemplati dall'articolo 35, che rallenteranno ulteriormente il mercato immobiliare. Mercato che nel 2013 è tornato indietro ai livelli degli anni '80". Così Valerio Angeletti Presidente di Fimaa Italia - Federazione Italiana Mediatori Agenti d'Affari/Confcommercio commenta la Legge di Stabilità e l'articolo 35, secondo cui "il notaio o altro pubblico ufficiale" sarà "tenuto a versare su apposito conto corrente dedicato" il prezzo pattuito per la vendita dell'immobile o "altri corrispettivi" versati, come le "somme destinate all'estinzione delle spese condominiali non pagate" o "le somme dovute a titolo di onorari, rimborsi spese diritti accessori e tributi" legati alle transazione immobiliare.

"Non si può pensare di rilanciare la ripresa economica aggravando ancora le imposte sulle casa a spese soprattutto del ceto medio e paralizzando ulteriormente il comparto immobiliare. La misura è colma, - continua Angeletti - quello attuale è un mercato soprattutto di sostituzione, dove il proprietario vende un immobile e con il ricavato, o parte di esso, ne acquista un altro: la mancata disponibilità per un certo periodo di tempo della cifra ricavata dalla prima vendita implica un ritardo forzato nel secondo acquisto. Lo stesso ritardo nell'incassare la liquidità - conclude il numero uno di Fimaa - lo soffriranno i costruttori che vendono il residenziale nuovo e che oltre al mutuo contratto con le banche, se non incassano, avranno anche problemi di scoperto di conto. O si riducono le imposte che gravitano sul comparto immobiliare oppure il mercato interno continuerà ad avvitarsi su se stesso annullando qualsiasi possibilità di crescita". (TMNEWS)



....scopi le nostre offerte su luxury & tourism

venerdì 27 dicembre 2013

“Casa Marco Simoncelli” nella Repubblica Domenicana - F1passion.it

26 dicembre 2013 - Paolo Simoncelli e Rossella, sotto Natale si sono recati presso l’orfanotrofio NPH onlus a San Pedro de Macoriz per l’inaugurazione della casa Marco Simoncelli per bambini disabili, finanziato l’anno scorso grazie alla raccolta della Fonazione.



Un sogno è diventato realtà grazie a Marco Simoncelli e da San Pedro de Macoriz hanno ringraziato: “A nome di tutti i bambini speciali di Nuestros Pequenos Hermanos, ringraziamo Dio per la vita di Marco Simoncelli. A guardare questa opera meravigliosa, lo possiamo quasi vedere qui tra noi, sentiamo la sua energia, il suo coraggio, e l’amore che ha dato e ricevuto nella sua vita e che oggi si rende visibile mentre inauguriamo la Casa Marco Simoncelli.” 
La Fondazione Marco Simoncelli scende in aiuto dei bambini della Repubblica Dominicana rendendo possibile la realizzazione di una Casa per bimbi disabili presso l’Orfanotrofio NPH a San Pedro de Macoris con la donazione di 215 mila euro, contributo reso possibile dalla raccolta fondi avvenuta tramite la pubblicazione Ciao Sic realizzata gratuitamente dai giornalisti e fotografi della Gazzetta dello Sport.
L’Orfanotrofio NPH a San Pedro de Macoris accoglie attualmente 215 bambini orfani, molti figli di clandestini provenienti da Haiti, tra i quali 9 bambini disabili, che al momento vivono in una casetta all’interno del complesso, non adeguata alle loro specifiche esigenze e con le dovute caratteristiche di sicurezza e necessità di assistenza.
La struttura, in fase di costruzione, sarà terminata entro il 2012 ed è destinata ad accogliere con attrezzature adeguate 30 bambini disabili con assistenza specialistica dedicata. All’interno della struttura sarà reso attivo anche il servizio di day hospital, disponibile gratuitamente, per offrire cure e terapie a centinaia di bambini svantaggiati, portando così speranza e assistenza in uno dei Paesi più poveri del Nord America dove la Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus è attiva.
Nata nel 2000 La Fondazione Francesca Rava è particolarmente impegnata nel paese quarto mondo della Repubblica Dominicana, dove N.P.H. è presente da 25 anni sotto la guida di Padre Rick Frechette, sacerdote -medico, con progetti al servizio dell’infanzia.
F1P | Vittorio Bentivoglio

10 Best Budget Destinations for 2014 - m.budgettravel.com

10 Best Budget Destinations for 2014


SOUTH AFRICA

The country that Nelson Mandela changed forever will change you, too


VENICE

Yes, Venice! Hit the enchanting city of canals while hotel rates are down


DOMINICAN REPUBLIC

Affordable all-inclusive resorts put this island paradise within reach


BUENOS AIRES

The "Paris of South America" invites you to tango, shop, eat—and then tango some more


ORLANDO

The "big three"—Disney, Universal, and SeaWorld—are just the beginning


ATLANTIC CANADA

Friendly locals offer amazing seafood and rich history


PHILADELPHIA

Beyond the Liberty Bell, an art- and food-lover's capital beckons


WARSAW

The tastiest, most vibrant European history lesson you've ever had


SEOUL

From K Pop to palaces, the South Korean capital delights with whiplash-inducing cultural diversity


RIGA

See this European Capital of Culture before everyone else gets hip to it



leggi qui il perchè direttamente su sito di Mobile Budget Travel 














....scopi le nostre offerte su luxury & tourism

domenica 22 dicembre 2013

Investimenti immobiliari all'estero, occhio a tasse e spese di Manuela Borsato - news.supermoney.eu

Tasse e spese annue possono far lievitare il costo effettivo d'acquisto anche del 25%


Una casa all'estero, come pied-à-terre da sfruttare per vacanze e fughe dalla quotidianità, o come investimento da sfruttare e far fruttare. Il mercato immobiliare globale offre numerose ed interessanti opportunità, da New York a Singapore alle capitali europee, ma è necessario prestare attenzione al corollario di spese di varia natura che differiscono notevolmente da Paese a Paese. Oltre alla tassazione, spesso più alta per gli stranieri, esistono spese annue che arrivano ad incidere pesantemente sulla scelta d'acquisto. 
Comparazione dei costi effettivi d'acquisto a livello mondiale - La società di consulenza Knight Frank ha condotto una ricerca a livello mondiale, ipotizzando l'acquisto di un appartamento di lusso del valore di 3 milioni di dollari e analizzando, per ogni Paese, tassazione, commissioni, provvigioni, spese di manutenzione, senza tralasciare il trend dei prezzi di mercato.
Prezzi alle stelle a Hong Kong, occhio alle spese annuali a New York - Il quadro che ne risulta permette una comparazione utile all'investitore: ad esempio, Hong Kong è la città più costosa per gli stranieri, ai quali è richiesto il pagamento di tasse (stamp duty costs eproperty tax) che fanno lievitare il prezzo effettivo d'acquisto di circa il 25%, 750 mila dollari in più, ma l'assenza di spese annue di mantenimento può compensare, nel lungo periodo, tale maggiorazione. Al contrario, a New York il mantenimento annuale di un appartamento lussuoso può arrivare a 55 mila dollari, il valore più alto a livello mondiale, mentre al prezzo d'acquisto bisogna aggiungere l'1% di "mansion tax", che diventa un obolo annuale dopo il primo anno di proprietà e varia in base ai prezzi medi degli immobili del quartiere, e un ulteriore 4% di tasse che portano il costo effettivo d'acquisto a lievitare di circa 150 mila dollari. Restando in territorio americano, Miami è più conveniente, considerando spese del 2% e costi annuali per 30 mila dollari.
In Europa è Parigi la più conveniente In Europa, la Francia è regina indiscussa degli investimenti di questo tipo: a Parigi la tassazione è inferiore al 2% (comprese le spese di registrazione e la fee notarile) e le spese annue non arrivano a 12 mila dollari. Conveniente anche il Principato di Monaco, dove il costo d'acquisto è maggiorato di circa 75mila dollari e le spese annue sono nulle. Dubai accoglie gli investimenti stranieri applicando una tassazione del 4% alla quale si sommano circa 6 mila dollari all'anno di spese accessorie. Scelta da moltissimi stranieri, sia investitori che privati, Londra applica circa l'8% di tassazione, ma le spese annue sono di 3.300 dollari. 
Africa a buon mercato - In Sudafrica e in Kenya, i Paesi africani dove si può trovare un appartamento di lusso, le tasse sulla proprietà sono del 5,5%, pari a 165 mila dollari, mentre le spese annue sono irrisorie, 1000 dollari circa a Cape Town, 300 a Nairobi.
I "Paperoni" sono avvertiti, buon investimento a tutti!





....scopi le nostre offerte su luxury & tourism












venerdì 20 dicembre 2013

Mattone di lusso, sarà a Dubai il maggior rialzo dei prezzi -casa24.ilsole24ore.com


Sarà Dubai la città nel mondo che nel 2014 metterà a segno il maggior rialzo dei prezzi residenziali nel segmento del lusso. È quanto sostiene Knight Frank, che prevede che nella città degli Emirati arabi l'aumento dei valori del mattone si stabilizzerà tra il 10 e il 15%. A seguire ci saranno, con rialzi dell'ordine del 5-10%, Beijing, Shanghai, Sydney e Parigi.
"Nel periodo tra il 2006/2007 e il 2009 i prezzi dell'immobiliare sono scesi in molti Paesi del mondo, specialmente in Europa e Stati Uniti, ma anche a Dubai e in diversi mercati asiatici - dice Liam Bailey, a capo del team di ricerca residenziale di Knight Frank -. Marzo 2009 ha segnato il punto di svolta per molti mercati. La ripresa è stata molto sostenuta in località quali Londra, New York, Singapore e Hong Kong". Ma anche Austria e Germania hanno visto per anni una crescita ininterrotta dei valori.
La corsa dei prezzi ha fatto sì che molti Governi corressero ai ripari. Oggi chi vuole acquistare casa a Hong Kong, Singapore o Londra, ma non è residente, deve mettere in conto di sostenere tasse più elevate di qualche anno fa. A questo proposito Knight Frank sottolinea come a Londra oltre la metà della domanda di abitazioni arrivi da cittadini stranieri, stesso valore a Ginevra. La percentuale di stranieri scende al 40% a New York e si riduce a poco più del 25% a Parigi e Sydney. Mentre per Londra non ci sono rischi di crisi dell'economia locale ma si prevedono altre misure restrittive per gli acquisti - come a Hong Kong -, Dubai potrebbe subire le ripercussioni della crisi dell'Eurozona ma beneficiare dell'opportunità di essere percepito come paradiso regionale sicuro.
Tornando alle previsioni di Knight Frank, non ci sono in vista variazioni nei prezzi a New York, dove a calmierare i valori è l'offerta elevata (il settore del settore sarà particolarmente attivo nel mercato di Midtown per via della forte domanda internazionale), mentre a Hong Kong le quotazioni nel 2014 potrebbero scendere tra il 5 e il 10%. Qui le nuove costruzioni sono concentrate in particolare nei distretti di Tai Po, Tseung Kwan O e Yuen Long. A Singapore e Ginevra - la città svizzera più volte è stata accostata al rischio bolla immobiliare negli ultimi periodi -, i prezzi del mattone residenziale di alto livello dovrebbe scendere poco meno del 5%.
Scopri le nostre offerte immobiliari su LuxuryandTourism

Storie di vita. Carlo e la sua passione per la perfetta Dubai. -di Giorgia Perbellini per www.LuxuryandTourism.it



Oggi intervisto Carlo, immobiliarista italiano che ha deciso di fare della perla degli Emirati Arabi la sua nuova casa.


Da quanto tempo vivi a Dubai? Hai sempre vissuto in Italia prima?

Vivo a Dubai da 8 anni , prima ho sempre vissuto in Italia a parte un breve periodo passato in Costa Azzurra.

Di cosa ti occupavi in Italia e di cosa ti occupi ora?

Prima di trasferirmi a Dubai mi occupavo di classica compravendita immobiliare in Italia. Ora il ramo è rimasto quello ma mi sono specializzato nell’investimento a reddito, non solo nel campo immobiliare ma anche nelle aperture di attività italiane di food and beverage negli Emirati.

Qual è stato il tuo primo approccio col mondo del lavoro e quali sono le differenze più evidenti che si notano al confronto con l'Italia?

L’approccio è stato da subito estremamente positivo. Il piccolo Emirato ha dei vantaggi enormi per chi vuole investire e avviare attività imprenditoriali: basso livello di burocrazia, infrastrutture molto valide, esenzione totale dal pagamento delle imposte sia personali sia a livello societario.
Potrà sembrare un'affermazione strana ma a Dubai si avverte una forte energia collettiva e un entusiasmo che non ricordavo dagli anni 80 in Italia.

Dubai è una città più unica che rara. Costruita nel deserto attorno al piccolo centro cittadino originario, oggi è il secondo emirato per grandezza, dopo Abu Dhabi. Come si vive oggi e perché la tua scelta è ricaduta proprio su questa città?

A Dubai io vivo molto bene. E’ una citta sicura, non esiste criminalità, nè razzismo e nemmeno la politica. Il paese è governato in modo egregio dai 
regnanti, ben voluti e ammirati dalla popolazione residente.
La città è un miscuglio di usanze e culture: convivono pacificamente oltre 200 nazionalità differenti e su un totale di circa 2 milioni la percentuale di abitanti nativi è del 10%.
Tolti i 3 mesi estivi che rilevano temperature molto alte il clima è ottimo con 9 mesi di sole, pochissima pioggia e inverni miti. Oggi che siamo prossimi alle vacanze natalizie si può tranquillamente andare in spiaggia a fare il bagno.
La mia idea iniziale era quella di esplorare nuovi mercati ma poi ho scelto definitivamente di vivere a Dubai per il semplice fatto che non esiste altra città al mondo che offre contemporaneamente un elevato business, un costo della vita contenuto, un buon clima e sicurezza personale. Aggiungo a sole 6 ore dall’Italia.


Negli ultimi mesi si è molto parlato di una possibile nuova bolla immobiliare, a causa dei prezzi che stanno salendo velocemente. Qual è la tua sensazione?

E’ vero, i prezzi stanno salendo velocemente ma la corsa è soltanto all'inizio.
Nel 2009 abbiamo avuto una crisi senza precedenti, la brutta conseguenza di molti errori messi insieme. Dall’esperienza passata si sono fatte delle riflessioni, cambi di approccio e di regole per evitare di ricaderci. Ormai la crisi è superata e il Paese va avanti in modo ambizioso. Il fatto di essersi aggiudicato l’EXPO 2020 contribuirà alla crescita economica di Dubai. Basta pensare all’enorme numero di società che apriranno i battenti nelle zone
franche della città, alla crescita entusiasmante del turismo già in pieno boom e al considerevole aumento della popolazione.
Dubai è un paradiso non solo dal punto di vista fiscale ma anche qualitativo. Da queste parti viene equiparata a una Montecarlo d’Oriente per l'afflusso di capitali che arrivano, quindi i 3000 euro al mq per un immobile sono da considerarsi una cifra molto bassa se paragonata alle altre ricche città asiatiche.
Da evidenziare il fatto che molte delle soluzioni immobiliari offrono una reception con sicurezza 24 ore su 24, almeno una piscina, una palestra attrezzata e una piccola spa. Le realtà più lussuose comprendono anche campi sportivi, aree giochi per bambini e aree barbecue in giardini di proprietà comune, il tutto incluso nel prezzo.

Chi sono i maggiori investitori immobiliari a Dubai? Arabi o stranieri?

Sono i Paesi asiatici in forte sviluppo a guidare la corsa, in particolare la vicina India contribuisce con decine di miliardi di dollari in investimenti in vari settori. Tra gli occidentali guidano indiscussi gli inglesi, ma possiamo dire che a Dubai arrivano investitori e denaro da quasi tutto il mondo.

Qual è l'attuale condizione della donna in una città araba ma proiettata verso l'occidente? Resistono le antiche tradizioni musulmane?

Le donne sono le prime sostenitrici e amanti di Dubai, libertà e rispetto sono la regola.
Vista la forte presenza di cristiani cattolici (circa il 30%) il governo ha costruito due chiese cattoliche, la Santa Maria e la San Francesco d’Assisi. Le tradizioni arabe sono ormai quasi un folklore.




Che consiglio daresti all'italiano che sta pensando di trasferirsi a Dubai in cerca di una vita migliore?

Io consiglio sempre di informarsi attraverso i vari strumenti che vi sono a disposizione e di rivolgersi a persone qualificate in grado di aiutare a compiere i primi passi in questa città e a prendere le giuste decisioni.

di Giorgia Perbellini per LuxuryandTourism




....scopi le nostre offerte su luxury & tourism









Boom dei prezzi delle case a Tel Aviv: dal 2009 le quotazioni sono salite del 40% -casa24.ilsole24ore.com

Il cuore di Tel Aviv batte forte i rintocchi del "ritorno a casa" e le risposte che arrivano da tutto il mondo rimbalzano da un progetto immobiliare all'altro facendo impennare i prezzi delle case. Soprattutto nel comparto lusso. Che sia boom lo si vede anche solo camminando per la città, sul lungomare che ti fa pensare di essere a Rio de Janeiro, o intorno all'antica Jaffa dai vicoli pittoreschi e le gallerie d'arte, nelle vie dei ristoranti e dello shopping intorno al Carmel market o al Rothschild Boulevard: mentre gran parte dell'Europa è "ferma", qui le gru dei cantieri fanno da sfondo alla città.E le interviste con i "big" del real estate israeliano confermano l'idea: gli appartamenti di lusso (ma non solo) si vendono completamente "sulla carta", in molti casi in un mese vengono esaurite tutte le unità disponibili e, solo successivamente, iniziano gli scavi delle fondamenta.
C'è da dire che, se si viene in Terra Santa con l'immagine di un Paese rischioso, l'idea della corsa alla casa del mercato israeliano riporta alla realtà. E sorprendono i prezzi: nella Promenade affacciata sul susseguirsi di spiagge orlate da un bel mar Mediterraneo e accompagnate da un lungomare ordinato – dove il venerdì e il sabato è tutta una sfilata di gente che corre, cammina, va in bici, fa palestra sulla sabbia –, i prezzi dei pochi nuovi sviluppi fronte-mare disponibili arrivano a superare i 25mila euro al metro. Sempre comprando sulla carta.
«I prezzi stanno salendo ovunque in Israele», spiega Ran Ben Avraham, vice president di Zemach Hammerman (www.zhg.co.il), una delle società edilizie ed immobiliari più grandi di Israele e con progetti in tutto il Paese: con 230 dipendenti, ha in corso 22 progetti per circa 500 milioni di euro da sviluppare entro i prossimi cinque anni. «In Israele il trend degli edifici di lusso che si sviluppano in altezza è iniziato qualche anno fa, con «Yoo», progettato e partecipato direttamente da Philippe Starck: è stato un grande esempio di successo, in una location che allora era di poco appeal ma che poi, con questo sviluppo, è cresciuta in popolarità. Ora noi siamo i secondi a portare una firma internazionalmente riconosciuta in uno sviluppo di lusso a Tel Aviv: Giorgio Armani con "White city" (si veda l'articolo correlato), nel quartierate storico di Tel Aviv, Neve Tzedek».
«Il mercato immobiliare è decisamente suddiviso per segmenti e nicchie. Tra gli stranieri, chi spende fino a 300-320mila euro compra in città diverse da Tel Aviv. Il top luxury è nei nuovi sviluppi di nome della città, ma l'ultimo trend è Jaffa, in particolare la parte con vista al mare, il vecchio porto, gli edifici in pietra antica», spiega Dan Gingis, vice president di Eldar Group (www.eldargroup.com), specializzato nel marketing immobiliare, con un portafoglio attuale di 70 progetti di sviluppo. E i prezzi? «Dalla crisi del 2008, che aveva colpito anche i prezzi di Tel Aviv, le cose sono completamente cambiate – spiega Tzahi Levi, vice president di Gindi (www.gindih.co.il), altro gigante del real estate israeliano, con un portafoglio di sviluppi di circa 5 miliardi di shekel (oltre un miliardo di euro) –. I prezzi del lusso sono quasi raddoppiati». In media il mercato delle residenze è cresciuto del 40% dal 2009 a oggi. A spingere, l'alta domanda dall'estero unita alla scarsa offerta, con acquirenti francesi e russi che continuano a mantenere alta la pressione. Ecco qualche idea di costo. Senza vista al mare, secondo Gingis, si parte dai 6.200 euro al metro quadrato a Jaffa, per arrivare ai 10mila euro al metro a Tel Aviv. Muovendosi in "prima fila", cioè con vista diretta al mare, i nuovi sviluppi si aggirano sui 20mila euro al metro, con punte a 25mila euro. «Le "W Tel Aviv residences" che commercializziamo a Jaffa – prosegue Gingis – sono un'icona del mercato e i prezzi partono dai 16.500 euro al metro». Ci sono due tipi di acquirenti stranieri, al 90% ebrei: chi compra per le vacanze e cerca dunque appartamenti piccoli e chi sta invece programmando di venire a vivere in Israele ("Aliyah", l'immigrazione verso la terra di Israele, termine che letteralmente significa "andare verso l'alto", cioè ascendere). Nel secondo caso, difficilmente la variabile prezzo è importante e, tantomeno, lo sono le tasse; e le dimensioni delle case aumentano.
Il Fondo monetario internazionale ha divulgato una nota il 16 dicembre in cui avverte del pericolo di uno sboom dei prezzi delle case, saliti eccessivamente negli ultimi anni. E il ministro delle Finanze, Yair Lapid, ha incontrato lo stesso lunedì i principali rappresentanti del settore per trovare una soluzione che consenta una diminuzione dei prezzi, come variabile strategica sociale. Ma gli operatori non credono in uno sboom, perlomeno non nella tipologia di case di appeal per gli stranieri. «Si tratta di un fenomeno irripetibile in qualsiasi altro punto del globo – spiega Avraham –. Da tutto il mondo, gli ebrei vogliono una casa al sicuro in Israele, un pezzo della nostra terra. Israele è la casa degli ebrei, è molto semplice. Comprare qui, per un ebreo, è una questione completamente diversa dal comprare in qualsiasi altro posto: non è un investimento, è un bisogno. Peraltro si vede anche con gli stessi cittadini israeliani, per i quali l'acquisto e non l'affitto di una casa è un'esigenza primaria». I principali acquirenti sono francesi, o di lingua francese, sia per la tipologia lusso, sia per la fascia media. «L'acuirsi dei problemi razziali e la pesante tassazione in Francia hanno spinto moltissimi ebrei di lingua francese a comprare in Israele negli ultimi anni», spiega Avraham. Secondo Levi, un altro fattore è da ricercare nell'aumento concomitante dei canoni di affitto, poichè le case in locazione in centro a Tel Aviv sono scarse rispetto alla domanda: con rendimenti dell'investimento immobiliare in salita e una fuga generalizzata dai mercati azionari, la richiesta di investimenti nel real estate è ulteriormente aumentata negli ultimi anni. Fino a diventare un vero problema sociale per Israele poichè la gente comune, i giovani, chi percepisce un salario medio, non ha più accesso all'acquisto della casa e anche gli affitti sono diventati proibitivi. Il che ha causato, due anni fa, una grande manifestazione popolare che ha visto alcune delle vie più centrali di Tel Aviv occupate per circa due mesi. E anche oggi il disagio si fa sentire. Difficile avere statistiche sui prezzi e sul mercato: le variabili in grado di modificare sensibilmente i valori sono moltissime. «Non ci sono guidelines – insiste Levi –. Un appartamento di due locali in una zona non di lusso ma abbastanza centrale costa circa 1.650-1.900 euro al mese, una cifra troppo elevata in rapporto alle entrate medie. A Jaffa, per comprare, si parte dai 5.200 euro al metro quadrato, mentre un appartamento di 70 mq, usato, in una zona media nel centro di Tel Aviv costa non meno di 520mila euro.
«Israele è un Paese piccolo e anche Tel Aviv conta poco più di 600mila abitanti – spiega Avraham –. Lo sviluppo immobiliare è molto controllato dal Governo, con forti contingentamenti all'utilizzo di nuovo suolo, e quindi l'offerta di case è limitata e continuerà ad esserlo, a fronte di una domanda in continuo aumento. Ecco perchè i prezzi potranno solo aumentare, non diminuire». Nessun pericolo di scoppio di una bolla? «No, assolutamente – risponde Gingis –. La domanda in Israele non è artificiale, ma reale; inoltre i prestiti non vengono erogati così facilmente e il sistema bancario israeliano è solido. Non ci sono le condizioni per una bolla immobiliare»
Scopri le nostre offerte immobiliari su LuxuryandTourism