venerdì 18 aprile 2014

Benvenuta Michela nel nostro Blog " Immobili all'Estero" !



Mi chiamo Michela Lemma e sono drogata di golf!
Ho 26 anni , vivo in un piccolo paese vicino Roma ed ho iniziato a giocare solamente cinque anni fa. Capita sempre cosi, l’amico o il collega di turno che ti invita a provare. È quello che spesso accade a molti neofiti che poi si ritrovano in un campo pratica a tirare 200 palline durante la pausa pranzo con la giacca e la cravatta.. sono sicura che molti giocatori si rispecchiano in questa descrizione! 
Nonostante non abbia iniziato da bambina, ho già avuto la fortuna di aver viaggiato ed aver conosciuto diverse realtà nel panorama golfistico di cui non sapevo dell’esistenza. Mi sono innamorata di questo sport sin dal primo istante e subito ho iniziato a documentarmi. 
Da lì a poco nomi del calibro Severiano Ballesteros, Jack Nicklaus, Phil Mickelson, Miguel Angel Jimenez ed ovviamente Tiger Woods erano diventati parte dei miei discorsi più comuni..!

Dopo un anno di golf sono riuscita a prendere il famoso Hcp… Inizialmente mi sembrava di aver raggiunto un grande traguardo. È li che il golf ti prende… Perché quando senti di aver imparato qualcosa realizzi che non sei nemmeno all’inizio dell’opera!
Ancora oggi che sono scesa ad 8 di hcp mi rendo conto di quanto ancora abbia da imparare e che probabilmente non finirò mai!
Ogni gara è un’occasione per potermi confrontare con il campo e con me stessa… Occasioni uniche dove ho scoperto lati del mio carattere che prima non conoscevo.
Il golf è uno stile di vita, è disciplina… è un modo di essere.
Ho avuto il piacere di conoscere Gianluca Santacatterina che mi ha invitato a scrivere su questo portale degli articoli al riguardo, nei quali racconterò un pò delle mie esperienze, di grandi realtà e di campi di golf unici al mondo.
Michela

A Sharm El Sheikh dove si conciliano amore per il mare, un lavoro appagante e la serenità di sentirsi a casa propria -di Giorgia Perbellini per Luxury&Tourism

Oggi vi racconto la storia di Pier Paolo, siciliano con una fortissima passione per il mare e per i suoi fondali. E quale posto migliore di Sharm per potersi dedicare al proprio amore a 360 gradi?
Da quanto tempo vivi a Sharm? E' la tua prima esperienza di vita all'estero?

Sono approdato a Sharm El Sheikh sette anni fa. Prima di allora avevo vissuto sei mesi in Thailandia, sempre lavorando nell’ambito della subacquea.

Di cosa ti occupavi in Italia e di cosa ti occupi ora? Raccontaci una tua giornata tipo

Negli ultimi anni in Italia mi occupavo di subacquea, ma ho dovuto mollare a causa dell'inesistente regolamentazione che penalizza chi questo mestiere lo fa per vivere. Non è facile fare seriamente l’istruttore quando i competitors sono centinaia di “dopolavoristi”.
Così sono approdato a Sharm all'età di 38 anni, prima come operatore video subacqueo, poi ho iniziato a fare la guida. In Egitto le guide possono vendere corsi o escursioni extra e in cambio ricevono una provvigione: nel giro di poco tempo mi sono reso conto di una fortissima attitudine alla vendita, cosa di cui si è accorto anche il nostro capocentro. Inoltre ho sempre avuto una predisposizione per le comunicazioni e, attraverso i social come Facebook e Twitter, mi sono ritrovato a curare il marketing online del nostro centro di sub. Oggi il mio ruolo è Marketing & Sales Manager dello Sheikh Coast Diving Center.

La mia giornata non segue un vero programma, talvolta vado in barca con i gruppi di subacquei, talvolta vado in ufficio a discutere di strategie con il capo, oppure capita che resti a dormire, perché sono stato al pc tutta la notte.
Comunque quando non sono in immersione sono a digitare sullo smartphone o sul tablet. Amo il mio lavoro, mi diverto da morire e mi sta facendo conoscere tantissimi amici, oltre che gratificarmi economicamente.


Com'è stato il tuo primo approccio col mondo del lavoro?

Vuoi che ti parli di quando, durante le vacanze estive, a soli 15 anni, lavoravo come pescatore di tonnetti a largo delle coste catanesi? 

Diciamo che il mio primo lavoro “serio“ fu la Sicilian Tourist, un’azienda mia che creava dei minitour in tutta la Sicilia dove la gente viveva un mestiere antico per un giorno: ceramista, pecoraio, pescatore, puparo. 
I miei clienti erano principalmente tour operator americani. In un anno ero riuscito a far un bel lavoro ma l'anno seguente, nel 2001, dopo il tragico attacco alle Torri Gemelle, la mia attività crollò.

A quel punto pensai di fare della subacquea il mio lavoro, prima presso un Diving Center ad Acitrezza, poi mettendomi in proprio.

Com'è migliorata la tua vita da quando vivi in Egitto?

Già dopo poco tempo in Egitto pensavo: “Questo paese mi ha dato in 4 anni quello che in 38 anni in Italia non mi ero nemmeno sognato di avere. Qui si va avanti per meritocrazia e nient'altro”.

Come ci si integra in un Paese dalla cultura e dalle tradizioni fortemente diverse dalle nostre?
Non ho avuto alcun problema, basta tenere sempre a mente che qui siamo ospiti a casa di altri e che l’epoca del colonialismo è finita.

Perché secondo te Sharm El Sheikh viene continuamente considerata una località poco sicura e sconsigliata dalla Farnesina, nonostante le opinioni contrarie di chi ci abita e di chi vi soggiorna?

Una mia prima idea rasenta la fantapolitica, meglio lasciar perdere.

Diciamo che la più plausibile è quella che battezzo la “Teoria di Ponzio Pilato”. Dopo 4 anni di sconsigli su Sharm noi residenti restiamo attoniti di fronte a quel bollettino di guerra che chiamate telegiornale, perchè sappiamo che la cosa più grave qui può essere solo una scottatura per il troppo sole.

Forse è possibile, cosa di cui dubito fortemente, un attentato a Sharm, forse ci sarebbe potuto essere, ma perchè sconsigliare proprio Sharm e non gli Stati Uniti ad esempio? Dove potreste escludere la possibilità di un attentato oggi? Dove la percentuale di rischio è meno alta di qui oggi? La Farnesina, nel dubbio, preferisce lanciare l'allarme e “lavarsi le mani”.

L'Egitto è un Paese tradizionalista o cosmopolita? Come viene vista la donna all'interno della società egiziana?

La mia esperienza è su Sharm el Sheikh, località turistica internazionale, ma l’Egitto più in generale è un paese dove convivono gli opposti. Conosco egiziani che hanno una moglie solo per sfornare figli, al pari della mia macchinetta del pane, altri che invece vivono in adorazione della loro donna.

 Dove ti vedi tra dieci anni? Il ritorno in Italia è una possibilità o è da escludere?



Non so dove sarò tra dieci anni, ma escludo un mio rientro in Italia, finché l’Italia sarà quella che è, nel bene e nel male. E poi guardare mio figlio che a soli 3 anni mi corregge sulla pronuncia dell'inglese mi fa capire che forse non dovrei augurargli di crescere lì.


di Giorgia Perbellini per Luxury&Tourism

Affitti commerciali: qui i più cari del mondo -news.immobiliare.it

Quando si è impegnati nell’avviamento di una nuova attività commerciale, una delle scelte più importanti è senza dubbio quella legata al luogo in cui ci si troverà ad operare; il discorso è ancora più importante se l’attività in questione è un negozio, i cui profitti possono essere notevolmente influenzati dal numero di persone che passeranno davanti alle vetrine e anche dalle altre vetrine presenti nella strada, soprattutto se stiamo parlando di brand legati al lusso. Tutto però ha un prezzo, e se ci si trova in una delle vie dello shopping mondiali il prezzo è alto, molto alto.
A quantificare i costi che si devono sostenere per affittare uno spazio commerciale nelle vie dello shopping più famose del pianeta è stata la società Colliers International che ha attribuito alla londinese Old Bond Street lo scettro di strada più costosa per chi vuole aprire un’attività commerciale. L’affitto mensile, secondo quanto scritto nel Report reso pubblico in questi giorni, è pari a 908 euro al metro quadro. Perché un prezzo così alto? Semplice, per la più basilare delle regole di mercato: molta richiesta e un’offerta che definire scarsa sarebbe riduttivo; tutti i grandi brand vogliono essere presenti in grande stile nella capitale britannica, ma non c’è posto per tutti e quindi chi può spendere di più riesce a farsi spazio (è il caso di dirlo) fra gli altri.
Alle spalle di Old Bond Street si piazza la Bahnhofstrasse di Zurigo, città sempre più interessante in ottica economica, soprattutto da quando molte multinazionali hanno centralizzato qui i loro uffici, e gli alti stipendi dei loro dipendenti. Imparagonabile rispetto a quello chiesto a Londra, però, il prezzo al metro quadro; in Bahnhofstrasse bastano 649 euro.
Due le vie italiane presenti nella top ten; la milanese via Montenapoleone (quotata con 580 euro al metro quadro) e la romana Via Condotti (sesta, 445 euro a metro quadro).

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giovedì 17 aprile 2014

Branson, boss della Virgin, compra uno dei vigneti più importanti del Sudafrica - il SecoloXIX




Roma - Il magnate del gruppo Virgin, Richard Branson, entra nel mondo della produzione di vino e dell’enoturismo e sceglie il Sudafrica.
L’esordio, come riferisce Winenews, è stato realizzato attraverso la Branson’s Virgin Limited Edition che ha acquistato Mont Rochelle Hotel & Mountain Vineyard, una delle realtà vinicole e turistiche più prestigiose del Sudafrica nella regione di Franschhoek.
La struttura, acquistata per una cifra top secret, conta 39 ettari, di cui 16 vitati, coltivati a Sauvignon Blanc, Chardonnay, Merlot, Shiraz, Cabernet Sauvignon, Mouvedre, Petit Verdot, Viognier Semillon e 22 camere di lusso.
«Sono sicuro che diventerà uno dei luoghi “must visi”´ per chi cerca esperienze nei territori del vino», ha detto Branson, il quale qualche anno fa era già entrato nel settore con la società di distribuzione Virgin Wines attiva soprattutto nel mercato inglese.

Usa: caro-affitti 'mangia' il 30% del reddito lordo -a-realestate.it


E' caro affitti negli Stati Uniti, dove la classe media sembra non farcela a tenere il passo degli aumenti. Secondo uno studio del New York Times, in 90 città americane gli affitti medi, non incluse le bollette, sono il 30% del reddito lordo medio. E la corsa dei prezzi non sembra destinata a fermarsi: con l'offerta bassa, quasi a zero, i prezzi sono previsti salire quest'anno del 4% dopo il +2,8% del 2013. ''Siamo di fronte alla peggiore crisi per gli affitti che questo paese abbia mai sperimentato'' affermano le autorità americane. Un recente studio di Harvard conferma che la meta' di coloro che affittano case negli Stati Uniti spendono piu' del 30% del loro reddito lordo, una quota in crescita rispetto al 38% del 2000.

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Va all'asta l'isola di Poveglia. I cittadini vogliono comprarla -casa24.ilsole24ore.com

Se sul fronte residenziale il mercato veneziano accusa qualche cenno di stanchezza, sul fronte degli hotel e degli sviluppi turistici la partita è vivace. L'asta pubblica per aggiudicarsi l'isola di Poveglia - accessibile fino al 6 maggio prossimo e per la quale ci sono state già manifestazioni di interesse che si dovranno concretizzare però in offerte, secondo indiscrezioni -, è in corso e prevede la concessione dal Demanio con un long lease di 99 anni sul modello anglosassone. L'offerta è libera, ma c'è una soglia minima per partecipare.
Poveglia, che in passato è stata anche una specie di Lazzaretto, è costituita da tre isolotti vicini e si potrebbe prestare a uno sviluppo turistico-ricettivo. Esattamente il progetto osteggiato da un gruppo di cittadini riuniti nell'associazione Poveglia per tutti, che ha costituito una pagina facebook per raccogliere firme e ridare l'isola alla cittadinanza. "L'isola di Poveglia, nella laguna di Venezia, antica città nella città, è oggi messa all'asta dal Demanio. Potevamo semplicemente assistere all'ennesima vendita di un'isola a qualche albergatore internazionale, o tentare almeno una sortita, un progetto - recita la pagina Facebook -. E' per questo che vogliamo provarci: prendere in concessione Poveglia per 99 anni". Ci si può associare con 99 euro e prendere parte al progetto e all'asta. Questa è la cifra base, ma si può contribuire anche con somme più elevate, sempre ottenendo un voto solo in assemblea. "Da oggi si potrà sottoscrivere la quota - ci spiega Lorenzo Pesole, membro dell'associazione -. Da venerdì sarà attiva una piattaforma per chi vuole sostenerci da fuori Regione. Ci arrivano molte adesioni da tutta Italia e anche dal mondo". Quale l'obiettivo? "Partecipare all'asta - abbiamo già ampiamente superato i 20mila euro per la fideiussione - per farci garante di un utilizzo pubblico dell'isola e realizzare progetti diversi per la parte già costruita" dice.
Venezia ha vissuto di recente l'arrivo di investitori turchi al San Clemente. Il gruppo Permak l'estate scorsa ha perfezionato infatti l'acquisto dell'hotel omonimo sull'isola di San Clemente per circa 80 milioni di euro. Ma gli occhi oggi sono puntati sul Lido. Est Capital, bisognosa di mezzi freschi per far tornate gli hotel del Lido (L'Excelsior e il Des Bains) agli antichi fasti, ha indetto qualche mese fa una gara e ha ricevuto tre proposte. La società, che gestisce il fondo Real Venice 1, nel quale gli immobili sono inseriti, si è presa tempo fino alla fine del mese di aprile per valutare le offerte nell'interesse dei quotisti del fondo. Anche perchè gli stessi quotisti con una risicata maggioranza hanno scelto di cambiare gestore e passare la palla alla Hines Sgr di Manfredi Catella.
Delle tre offerte, una di un imprenditore anglo-indiano, una del finanziere Raffaele Costa e la terza del gruppo Regent hotel & resort, catena asiatica dell'hotellerie che vanta strutture a Bali, Berlino, Turks & Caicos, Singapore e così via, quest'ultima risulta in pole position. Il gruppo sarebbe disposto a mettere sul piatto una cifra pari a 70 milioni di euro per il solo Excelsior, oltre alla valorizzazione del Des Bains, che dovrebbe ospitare residenze di lusso. Si tratterebbe di mezzi freschi, tema che interesserà particolarmente le banche coinvolte.
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mercoledì 16 aprile 2014

Usa: Renzo Piano svela progetto Harvard Art Museums -a-realestate.it


L'architetto Renzo Piano alza i veli a New York sul suo ultimo progetto, l'Harvard Art Museums di Cambridge, in Massachusetts, che verrà inaugurato il 16 novembre. La ristrutturazione e l'ampliamento della struttura forniranno un maggiore accesso alle collezioni che rappresentano una delle più importanti raccolte d'arte della nazione. Insieme, il Fogg Museum, il Busch-Reisinger Museum, e l'Arthur M. Sackler Museum, custodiscono circa 250 mila pezzi che vanno dall'antichità ai giorni nostri. "Renzo Piano ha progettato un edificio bello come le opere che ospiterà, e permetterà ai visitatori di osservare i tesori ineguagliabili della nostra università", ha commentato il rettore di Harvard, Drew Gilpin Faust.

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martedì 15 aprile 2014

Investire nel mattone sempre meno fai-da-te -casa24.ilsole24ore.com


Palazzine cielo-terra a Londra e New York da comperare tramite società e da mettere a reddito sostituiscono ormai gli investimenti spot nel real estate dei grandi patrimoni privati. Chi se lo può permettere ha ancora immobili a uso personale, dagli chalet dell'Engadina alle villa ai Caraibi, dalla casa con vista mare in Sardegna o sulla Costa Azzurra all'appartamento a Parigi o Londra, ma l'ultimo trend è realizzare business plan strutturati per investimenti redditizi.

Nel mondo i super-ricchi, sempre più numerosi (168mila a livello globale, ma saranno il 30% in più nel 2025), amano possedere dimore extra-lusso (ne hanno oggi almeno 2,4 a testa) e investono il 30% del patrimonio in immobili. La capitale britannica resta la destinazione preferita a livello globale per gli investimenti immobiliari da chi ha una ricchezza superiore ai 30 milioni di dollari, secondo il Wealth Report di Knight Frank. E anche gli italiani subiscono il fascino di Londra.
«Coloro che posseggono grandi patrimoni privati italiani hanno iniziato da qualche anno a progettare una diversificazione dell'investimento nel mattone – spiega Luca Caramaschi, responsabile Wealth Management per Deutsche Bank in Italia –. Avere milioni o centinaia di milioni di euro, nel caso della fascia altissima, investiti solo in Italia era sì comodo ma troppo rischioso. Oggi gli italiani guardano soprattutto a Londra e negli Stati Uniti, principalmente a New York e Miami. A seguire ci sono mete come Parigi, Berlino, qualche capitale dell'Est Europa e nel caso dei patrimoni maggiori anche l'Asia». Qualcuno investe da solo, in via privata; molti altri scelgono, invece, la strada dell'investimento di gruppo. «Vengono create piccole società in joint venture con un partner locale finalizzate a fare poi dei club deal. Anche la banca, se a conoscenza dei progetti, può proporre dei clienti che intendono partecipare a un certo tipo di investimento, come per esempio l'acquisto di una palazzina di lusso in uno dei quartieri eleganti di New York – dice ancora Caramaschi –. Il trend generale rimane quello di focalizzarsi sul segmento residenziale, il più conosciuto da queste categorie di investitori». Secondo Caramaschi, però, negli ultimi anni la quota di investimenti nel mattone è scesa e oggi si fa soprattutto attenzione a gestire il proprio patrimonio in maniera equilibrata, per non trovarsi con investimenti troppo illiquidi in fasi di mercato negative, come è stato infatti nell'ultimo periodo.
«In Italia il cliente di private banking detiene in media il 20% della propria ricchezza in beni immobiliari – commenta Stefano Vecchi, head of advisory & sales market area Italy presso Credit Suisse – in tutte le forme, sia acquisendo asset in maniera diretta per generare reddito sia per farne un uso personale. Bisogna fare poi delle distinzioni tra clienti nel Nord e nel Sud Italia - a Roma soprattutto sono molto legati al mattone - e clienti di fascia altissima che in genere gestiscono i patrimoni immobiliari tramite propri family office». Il trend è stato costante negli ultimi anni anche se il mercato immobiliare ha dato poche soddisfazioni, «sicuramente meno di quante ne abbia date il mercato mobiliare» dice Vecchi. E oggi è anche difficile uscire dal settore se non si vogliono mettere in conto perdite di capitale visto il calo costante dei valori del mattone dal 2008 a oggi. Sarebbe invece il momento di guardare a qualche occasione. «Vista la situazione macroeconomica e la crisi del mattone c'è sempre più interesse a valutare l'acquisto – dice ancora Vecchi –. Tendenzialmente si cercano proprietà residenziali e commerciali, in Italia ma anche all'estero». I "paperoni" che scelgono di cambiare l'asset allocation del proprio patrimonio immobiliare fanno lievitare l'offerta in Italia, soprattutto seconde case. Il segmento della seconda o terza abitazioni nel nostro Paese è diventato sempre più sottile, con solo 25mila compravendite nel 2013 rispetto alle oltre 45mila transazioni che gli italiani hanno concluso all'estero. E all'estero in primis si guarda a Londra, anche se c'è chi parla di rischio-bolla» spiega ancora l'intervistato. 

E nel mondo come cambia l'asset allocation? La storia, la posizione geografica e la loro ricchezza consolidata rendono inattaccabile il primato di Londra e New York, almeno per ora, come spesso ha evidenziato Knight Frank, network di consulenza internazionale nel segmento degli immobili di alto livello, ma nella classifica delle città più gettonate dai "paperoni" nel mondo al terzo posto c'è Singapore, seguita da Hong Kong. Ma Shanghai è in rapida ascesa e nel 2023 dovrebbe conquistare il quinto posto in classifica spodestando Ginevra.

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Repubblica Dominicana, due nuovi hotel a cinque stelle inaugurati a Punta Cana . travelquotidiano





La Repubblica Dominicana si arricchisce di nuovi hotel 5 stelle lusso, ma anche di attrazioni ed eventi sportivi di rilievo. Nel sud est dell’isola, a Punta Cana, sono stati infatti appena inaugurate due nuove strutture della catena Blue Diamond Hotel & Resorts, il Royalton Punta Cana e il Memories Splash Punta Cana, con annesso un grande parco acquatico, e sempre in questa zona si terrà nel mese di maggio la nuova edizione del torneo Abierto Oficial de Golf. Queste nuove strutture – per cui sono stati investiti 250 milioni di dollari – dispongono di oltre 1.000 camere, 11 bar e 8 ristoranti. Alla fine dell’anno è prevista anche l’apertura di un terzo hotel a fronte di un investimento di 50 milioni di dollari che porterà ad avere 320 camere in più. Tali sviluppi sono indicativi del buon momento che sta vivendo La Repubblica Dominicana, come ha affermato il Ministro del Turismo Francisco Javier Garcìa, confermato anche dai numerosi investimenti esteri e dalla crescita media del 6% registrata nei mesi di gennaio e febbraio.

Nel quartiere di Chelsea case nuove per collezionisti d'arte -casa24.ilsole24ore.com


Inizialmente sono state le gallerie d'arte, giunte numerose in questa aere di New York, a portare Chelsea sotto i riflettori, poi l'arrivo di ristoranti alla moda e ancora l'High Line, il famoso parco sopraelevato di Manhattan.
È in questa zona che il team di Fidiafin, società di partecipazioni più che ventennale che in origine era la holding del gruppo Fidia Farmaceutici Spa (una delle principali aziende farmaceutiche italiane) ha deciso di progettare e realizzare un condominio di lusso. 
Si tratta di un condominio di lusso di otto piani situato al 560 West 24th Street pensato e costruito con l'obiettivo di soddisfare le esigenze e il gusto dei collezionisti d'arte. Adam Gordon e' il costruttore del progetto insieme all'azienda Tavros.

Propio perchè in zona dagli anni Novanta sono state aperte gallerie di fama internazinale come Gagosian, Matthew Marks, Gladstone, Marianne Boesky e Andrea Rosen, si è scelto di dare agli appartamenti una particolare struttura per ospitare proprio opere d'arte. Ecco perché le mura degli appartamenti – tutti formati da quattro stanze – verranno rinforzati con legno compensato per poter supportare il peso dei quadri che i nuovi inquilini metteranno in mostra sulle pareti. Piccole luci bianche verranno posizionate sul soffitto in modo da illuminare al meglio le opere d'arte esposte. Nell'ingresso di ogni appartamento il muro sarà inclinato a forma di cavalletto, in modo da esporre in modo piu' originale le opere e rendere piu' facile la sostituzione dei quadri. Il progetto prevede anche stanze spaziose senza finestre in cui i collezionisti potranno sistemare le opere d'arte che non sono esposte. 
Al piano terra una galleria d'arte di 390 metri quadrati esporra' a rotazione una mostra di arte contemporanea a disposizione degli inquilini e gli ospiti del condominio.

L'ufficio vendite ha aperto i battenti da qualche settimana quindi ancora non ci sono state vendite sulla carta, ma Fabrizio Arengi Bentivoglio, presidente di Fidia finanziaria, si dice fiducioso nel mercato vivace newyorkese. "Siamo già arrivati al quinto piano e tra sei mesi potremmo consegnare le prime abitazioni", dice. Il prezzo medio di un appartamento raggiungerà 2.500 dollari a piede quadrato (poco più di 25mila dollari al mq, ossia 18mila euro al mq), mentre l'attico di circa 300 metri quadrati all'interno e 130 all'esterno avrà un valore di mercato pari a 18 milioni di dollari (circa 13 milioni di euro). 
Fidiafin sta progettando anche un importante investimento nel settore storage. "Guardiamo 4 terreni e uno l'abbiamo già comperato - dice -. Stiamo pensando a un progetto più strutturato dal punto di vista finanziario".

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lunedì 14 aprile 2014

Usa: Google cerca grattacielo a NY per suoi uffici -a-realestate.it

Google e' alla ricerca di un grattacielo a New York. Il gigante di internet infatti si sta espandendo sempre di piu' nella Grande Mela al punto che l'attuale sede a Chelsea non basta piu' per contenere oltre tremila dipendenti. Secondo quanto scrive il Wall Street Journal, Google sarebbe in trattativa per l'affitto di uno spazio che equivarrebbe alla meta' del Chrysler Building. Tra le possibilita' ci sarebbero un palazzo sulla 33/ma strada e 10/ma avenue una volta sede del Daily News oppure il St. John's Terminal Building nel West Village, una ex stazione ferroviaria per trasporto merci. Uno spazio di quelle dimensioni rappresenterebbe un'espansione dell'80% dell'azienda che a New York ha cominciato ad operare nel 2000 con un basso profilo. L'espansione di Google significa anche che per la citta' il settore tecnologico sta diventando sempre piu' importante, sia a livello economico che immobiliare. I dipendenti di quel settore sono passati da circa 266/mila nel 2006 a oltre 327/mila quest'anno. Le aziende che hanno assunto maggiormente sono le californiane di nascita Google, Facebook Inc., Yahoo Inc. e Twitter Inc.


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