venerdì 18 aprile 2014

A Sharm El Sheikh dove si conciliano amore per il mare, un lavoro appagante e la serenità di sentirsi a casa propria -di Giorgia Perbellini per Luxury&Tourism

Oggi vi racconto la storia di Pier Paolo, siciliano con una fortissima passione per il mare e per i suoi fondali. E quale posto migliore di Sharm per potersi dedicare al proprio amore a 360 gradi?
Da quanto tempo vivi a Sharm? E' la tua prima esperienza di vita all'estero?

Sono approdato a Sharm El Sheikh sette anni fa. Prima di allora avevo vissuto sei mesi in Thailandia, sempre lavorando nell’ambito della subacquea.

Di cosa ti occupavi in Italia e di cosa ti occupi ora? Raccontaci una tua giornata tipo

Negli ultimi anni in Italia mi occupavo di subacquea, ma ho dovuto mollare a causa dell'inesistente regolamentazione che penalizza chi questo mestiere lo fa per vivere. Non è facile fare seriamente l’istruttore quando i competitors sono centinaia di “dopolavoristi”.
Così sono approdato a Sharm all'età di 38 anni, prima come operatore video subacqueo, poi ho iniziato a fare la guida. In Egitto le guide possono vendere corsi o escursioni extra e in cambio ricevono una provvigione: nel giro di poco tempo mi sono reso conto di una fortissima attitudine alla vendita, cosa di cui si è accorto anche il nostro capocentro. Inoltre ho sempre avuto una predisposizione per le comunicazioni e, attraverso i social come Facebook e Twitter, mi sono ritrovato a curare il marketing online del nostro centro di sub. Oggi il mio ruolo è Marketing & Sales Manager dello Sheikh Coast Diving Center.

La mia giornata non segue un vero programma, talvolta vado in barca con i gruppi di subacquei, talvolta vado in ufficio a discutere di strategie con il capo, oppure capita che resti a dormire, perché sono stato al pc tutta la notte.
Comunque quando non sono in immersione sono a digitare sullo smartphone o sul tablet. Amo il mio lavoro, mi diverto da morire e mi sta facendo conoscere tantissimi amici, oltre che gratificarmi economicamente.


Com'è stato il tuo primo approccio col mondo del lavoro?

Vuoi che ti parli di quando, durante le vacanze estive, a soli 15 anni, lavoravo come pescatore di tonnetti a largo delle coste catanesi? 

Diciamo che il mio primo lavoro “serio“ fu la Sicilian Tourist, un’azienda mia che creava dei minitour in tutta la Sicilia dove la gente viveva un mestiere antico per un giorno: ceramista, pecoraio, pescatore, puparo. 
I miei clienti erano principalmente tour operator americani. In un anno ero riuscito a far un bel lavoro ma l'anno seguente, nel 2001, dopo il tragico attacco alle Torri Gemelle, la mia attività crollò.

A quel punto pensai di fare della subacquea il mio lavoro, prima presso un Diving Center ad Acitrezza, poi mettendomi in proprio.

Com'è migliorata la tua vita da quando vivi in Egitto?

Già dopo poco tempo in Egitto pensavo: “Questo paese mi ha dato in 4 anni quello che in 38 anni in Italia non mi ero nemmeno sognato di avere. Qui si va avanti per meritocrazia e nient'altro”.

Come ci si integra in un Paese dalla cultura e dalle tradizioni fortemente diverse dalle nostre?
Non ho avuto alcun problema, basta tenere sempre a mente che qui siamo ospiti a casa di altri e che l’epoca del colonialismo è finita.

Perché secondo te Sharm El Sheikh viene continuamente considerata una località poco sicura e sconsigliata dalla Farnesina, nonostante le opinioni contrarie di chi ci abita e di chi vi soggiorna?

Una mia prima idea rasenta la fantapolitica, meglio lasciar perdere.

Diciamo che la più plausibile è quella che battezzo la “Teoria di Ponzio Pilato”. Dopo 4 anni di sconsigli su Sharm noi residenti restiamo attoniti di fronte a quel bollettino di guerra che chiamate telegiornale, perchè sappiamo che la cosa più grave qui può essere solo una scottatura per il troppo sole.

Forse è possibile, cosa di cui dubito fortemente, un attentato a Sharm, forse ci sarebbe potuto essere, ma perchè sconsigliare proprio Sharm e non gli Stati Uniti ad esempio? Dove potreste escludere la possibilità di un attentato oggi? Dove la percentuale di rischio è meno alta di qui oggi? La Farnesina, nel dubbio, preferisce lanciare l'allarme e “lavarsi le mani”.

L'Egitto è un Paese tradizionalista o cosmopolita? Come viene vista la donna all'interno della società egiziana?

La mia esperienza è su Sharm el Sheikh, località turistica internazionale, ma l’Egitto più in generale è un paese dove convivono gli opposti. Conosco egiziani che hanno una moglie solo per sfornare figli, al pari della mia macchinetta del pane, altri che invece vivono in adorazione della loro donna.

 Dove ti vedi tra dieci anni? Il ritorno in Italia è una possibilità o è da escludere?



Non so dove sarò tra dieci anni, ma escludo un mio rientro in Italia, finché l’Italia sarà quella che è, nel bene e nel male. E poi guardare mio figlio che a soli 3 anni mi corregge sulla pronuncia dell'inglese mi fa capire che forse non dovrei augurargli di crescere lì.


di Giorgia Perbellini per Luxury&Tourism