venerdì 17 gennaio 2014

Grazie.................






 















Un “grazie speciale” a Giorgia Perbellini per le sue seguitissime interviste del venerdì a italiani che sono trasferiti all’estero e un “huge grazie” a tutti voi sempre più numerosi lettori del Blog Immobili all'Estero.
Grazie di cuore.
Gianluca Santacatterina  

Le mete più gettonate dove traferirsi in Europa: pensione d'oro alle Canarie, seconda vita in Irlanda e a Cipro -casa24.ilsole24ore.com

Cambiare vita ma restare in Europa. E' un sogno possibile per molti italiani, pensionati che in alcuni casi scelgono di andare a vivere dove possono percepire la pensione lorda (leggi Canarie, ma anche Bulgaria, Lettonia, Slovenia e così via) o giovani che scelgono un Paese dove imparare bene una lingua e farsi un'esperienza lavorativa (leggi Irlanda). Ecco quindi alcune storie raccontate da chi è già partito.


In Irlanda per perfezionare anche la lingua
Esenzioni a raffica in Irlanda, dove i single over 65 non pagano nulla fino a 18 mila euro di reddito e la no tax area raggiunge i 36 mila euro per le coppie. Enrico Zoppi si è trasferito da tempo in Irlanda - dove sono registrati come residenti oltre 10mila nostri compatrioti - e gestisce l'agenzia eazyCity (www.eazycity.com) con la quale aiuta altri giovani italiani a trasferirsi. Anche se il costo della vita in Irlanda è in alcuni casi più alto che in Italia. Per esempio i prodotti alimentari in Irlanda costano circa il 20% / 30% in più rispetto all'Italia (soprattutto frutta e verdura), i prezzi per la tecnologia (computer, tablet, telefonini, ecc...) e per l'abbigliamento sono leggermente inferiori invece. E le tasse? "Fino a 32mila euro annui di reddito siamo tassati il 22% - dice Enrico -. Da 32mila euro in poi siamo tassati al 42%. La tassa sulle aziende è del 12,50% sull'utile".
La sanità quanto costa? "Una visita dal dottore (se non hai la copertura sanitaria privata, pagata dall'azienda) costa 50 euro - spiega ancora Enrico, che è il "gancio" del sito mollotutto.com ideato da Massimo Dallaglio proprio per aiutare chi vuole espatriare -. L'assistenza al pronto soccorso circa 100 euro e il ricovero in ospedale è a pagamento. Il conto te lo mandano dopo e deve essere pagato entro 30 o 60 giorni a seconda dei casi. Se si percepisce il sussidio della disoccupazione è tutto coperto dallo stato. Quasi tutte le compagnie (locali e multinazionali) includono l'assurazione medica privata che copre: le visite medice, sconti per visite da specialisti, sconti dal dentista, assistenza al pronto soccorso e il ricovero in ospedale. Il costo di una buona assicurazione privata è di circa 700 euro l'anno". I prezzi delle case, invece, sono scesi negli ultimi anni per via della pesante crisi immobiliare del Paese. Secondo Scenari Immobiliari il prezzo al metro quadro in una zona di Dublino come
Sandymount va da 4.700 a 7.500 euro, la più cara tra le zone che sono poi le preferite dagli italiani. Altre zone gettonate sono Ballsbridge, dove il metro quadro costa tra 3.500 e 6.300 euro, Foxrock (3.000-6.000 euro), Dublin Mountains (2.800-5.300 euro) e Booterstown (2.600-4.200 euro).
Alle Canarie per passare l'inverno al caldo
Clima temperato tutto l'anno (tra i 18 e i 30 gradi), un costo della vita a buon mercato sotto diversi punti di vista, ritmi rallentati e più rilassanti di quanto invece si vive nel nostro Paese. È quanto offre l'arcipelago delle Canarie a chi decide di cambiare vita, soprattutto da pensionato. Vicino a noi – si tratta di quattro ore di volo - queste isole, in quanto territorio spagnolo, godono dell'essere parte dell'Unione Europea, ma beneficiano di un regime fiscale ridotto. I pensionati Inps italiani che risiedono nell'arcipelago ricevono lorda la pensione italiana - contributiva (non complementare o integrativa) -, non decurtata delle imposte regionali, comunali (con esclusione di eventuale Imu) e Irpef. Ecco perché il Paese è stato in grado di intercettare una forte domanda, anche da parte di italiani. Pensionati perlopiù, perché per i giovani è meno facile intraprendere un'attività imprenditoriale, dato che le isole sono già mature dal punto di vista turistico.
Qui il mattone è a buon mercato, perché la crisi immobiliare spagnola ha avuto eco anche sulle isole. Oggi si compra un bilocale con una cifra che non supera gli 80mila euro. Per una villetta in un complesso immerso nel verde e con il campo da golf il prezzo parte da 200mila euro. Si sale di prezzo se si decide di acquistare una villa privata con giardino in posizione panoramica. Il clima così favorevole permette di non avere riscaldamento in casa, una spesa in meno. Per avere l'acqua calda, per esempio, a Fuerte Ventura quasi tutte le case sono dotate di pannelli solari. Il costo della vita? Il diesel costa circa 1 euro, 1,1 euro la benzina, l'Iva è al 7% (aumentata di recente), ma scende al 2% sui generi alimentari, il carrello della spesa costa il 30% in meno che in Italia. Molto contenute sono anche le tasse.
A Cipro le tasse sono contenute
Un'isola che offre inverni miti ed estati calde, itinerari archeologici e shopping nella capitale. Ma Cipro è una meta calda non solo per i turisti ma anche per i pensionati che qui pagano tasse molto contenute. Non solo. «Le tasse governative sulla casa, in fase di cambiamento per arrivare a un'unica tassa, vanno dallo 0,6 all'1,9%, cui si somma l'1,5% di tassa municipale» dice Andreas Filippou di Tofarco e affiliato Fiabci.
Le tasse da pagare sono divise in tre categorie. Tasse sui redditi, sulla proprietà e per l' uso della proprietà. La prima categoria colpisce gli individui che sono stati a Cipro almeno 183 giorni nel giro di un anno. I primi 19.500 euro sono esclusi dalle tasse, sui seguenti 8.500 euro si paga il 20% (quindi dal 19.501-28.000), sui seguenti 8.300 euro si paga il 25% (28.001-36.300 euro), sui seguenti 23.700 euro si paga il 30% (36.301-60.000), oltre 60.001 si paga il 35%. Lo stesso vale per i pensionati. Un Europeo per avere diritto alla tassazione a Cipro si deve iscrivere al registro dell' immigrazione. Cipro e Italia hanno firmato il trattato per la prevenzione della doppia imposizione il 9/7/1983. Per le società la tassa è 12% sui profitti. L' imposta sui dividenti è del 19%.
Chi compra casa deve mettere in conto l'Iva: il 5% sulla prima casa, il 18% (da gennaio 2014 il 19%) se seconda casa. L'Iva però non si applica sugli immobili usati.
Riguardo ai prezzi degli immobili, nelle città dell' isola questi variano secondo la zona, la prossimità al mare o lungomare e vista. Nicosia, la capitale nell'entroterra dell'isola, conta oltre 250.000 abitanti. I prezzi per nuovi appartamenti variano tra 1.700 e 2.500 euro al metro quadrato secondo la zona. Per l'acquisto di una casa indipendente con giardino il prezzo può aumentare fino al 30%. Limassol, la seconda città per popolazione e il porto più importante di Cipro, conta più di 200.000 abitanti. Gli appartamenti hanno prezzi vari. Sicuramente i prezzi scendono quando si parla di zone abbastanza distanti dal mare senza una particolare vista, dove di solito abitano i Ciprioti. Comunque un' indicazione dei prezzi è 1.500 – 8.000 euro per mq. A Larnaca dove si trova il principale aeroporto di Cipro, i prezzi per appartamenti partono dai 1.300 - 2.000 euro al mq per il centro abitato. Intorno a Larnaca si trovano zone prossime al mare, dove c' è stata una vasta costruzione di case private con giardino e piscine, e i prezzi in queste zone variano tra i 3.000 e i 4.000 euro al mq. Pafos, secondo aeroporto di Cipro, oggi per il momento l'unico ad avere connessione con l' Italia (Roma, Bologna, Bergamo), ha prezzi nel centro abitato tra mille e 1.500 euro al mq per gli appartamenti. Nella zona di Pafos, verso Limassol (est), si sono creati dei campi di golf, che offrono la possibilità di comprare immobili di lusso, e verso ovest della città ci sono molte offerte di case con giardino piscina. 

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Storie di vita. Emigrare a San Diego, non per fuggire, ma per amore del viaggio e delle nuove esperienze -di Giorgia Perbellini per www.Luxuryandtourism.com



Nell'intervista di oggi vi racconto la storia di Massimo e Serena, veronesi, che hanno deciso di iniziare una nuova vita dopo che l'azienda per cui lavoravano in Italia ha chiuso i battenti.
Da quanto tempo vivi a San Diego?

Io e mia moglie Serena viviamo a San Diego da circa 13 anni.

Di cosa vi occupavate prima in Italia e di cosa vi occupate ora?

In Italia lavoravamo entrambi in una ditta del settore lapideo della Valpolicella, io come responsabile commerciale per gli USA, Serena come responsabile amministrativo.
Qui a San Diego abbiamo aperto uno showroom tutto nostro di pietre naturali (marmi graniti onici travertini) per il settore delle costruzioni. Oggi, dopo 13 anni di lavoro, siamo diventati uno degli showroom piu' rinomati ed esclusivi della California.

La decisione di trasferirvi è stata ponderata nel tempo o avete colto al volo un'occasione che vi si è presentata?

Quando l'azienda per cui lavoravamo in Italia ha chiuso avevamo due possibilità: rimanere e accettare le offerte di lavoro che ci erano state proposte (all'epoca erano ancora buone) oppure partire per gli Stati Uniti. Eravamo consapevoli di quello che avremo lasciato ma non sapevamo cosa ci avrebbe riservato il futuro... Però la voglia di cambiare e di provare nuove esperienze ha avuto la meglio su tutto e così abbiamo deciso di partire. In poche parole non siamo fuggiti dall'Italia per necessità, ma eravamo alla ricerca di qualcosa di nuovo e diverso.
 
Quali sono state le prime impressioni una volta arrivati e quali le difficoltà?

Premetto che per lavoro avevamo girato gli Stati Uniti tanto da poter dire di conoscerli bene, ma viaggiare per lavoro o per turismo è completamente diverso dal viverci. L'impatto con la loro cultura non è stato facile, inizialmente abbiamo avuto non pochi problemi, ma piano piano abbiamo imparato ad aprezzare e condividere queste diversità.
Diciamo che la difficolta piu' grossa e stata capire come funziona il sistema, completamente diverso da quello italiano.

Raccontaci il primo approccio col mondo del lavoro. Quali sono le differenze più evidenti che si notano al confronto con l'Italia?

Non abbiamo mai lavorato come dipendenti ma fin da subito l'idea era quella di aprire una nostra attività, anche perchè è il modo più veloce per ottenere il visto di soggiorno. La burocrazia è forse la differenza più significativa rispetto all'Italia: è tutto rapido e ben organizzato, in 24 ore si possono ottenere documentazione e permessi per aprire un'attività in proprio.

Raccontaci una giornata tipo, e qualche abitudine americana di cui non potete più fare a meno, se c'è.
 
I ritmi di lavoro sono leggermente diversi dall'Italia, si inizia presto la mattina e si finisce presto la sera quindi in ufficio alle 7.00 per poi chiudere alle 16.30.
Per quanto riguarda le nostre abitudini di vita siamo rimasti molto legati alle tradizioni italiane  e al precedente modo di vivere, non abbiamo acquisito nessun particolare  rito americano. Però c'è una cosa alla quale non riusciremo più a rinunciare: il senso di libertà e civiltà che abbiamo trovato in questo Paese.

Nelle scorse settimane, in Italia, diverse categorie di lavoratori hanno scioperato e protestato contro il governo e la classe politica in generale. Come definiresti lo stato attuale dell'economia statunitense? La crisi è così forte e marcata come in Italia?

La crisi c'è stata anche qui ma ora sembra essere finita. La nostra azienda negli ultimi tre anni ha registrato un incremento medio annuo del 20% e prevediamo un'ulteriore crescita per il 2014. Al di là del nostro esempio, la situazione economica statunitense è buona e le conferme arrivano anche dalla ripresa del settore immobiliare e dalle notizie sul calo della disoccupazione.

Come vivono l'attuale situazione i giovani californiani? Dopo gli studi riescono a trovare un lavoro adeguato o sono costretti a espatriare?

I giovani californiani non hanno grosse difficoltà  a trovare un posto di lavoro: certo, all'inizio si devono accontare di quello che trovano ma poi quasi tutti riescono a realizzarsi nel proprio ambito di studi. Anche il sistema universitario qui è molto diverso e permette ai ragazzi di conciliare studio e lavoro, part time o full time, così da non gravare troppo sull'economia familiare.

L'idea di tornare un giorno a vivere in Italia è possibile o l'avete esclusa?

L'italia è sempre nei nostri cuori e non escludiamo la possibilità di ritornarci, ma sicuramente non nell'immediato. Al momento siamo felici e soddisfatti della scelta fatta.

Che consiglio dareste a tutti coloro che vorrebbero fuggire in cerca di una vita migliore ma non trovano il coraggio di farlo?

Secondo noi in questo momento ci vuole piu' coraggio a stare in Italia che a espatriare! L'unico consiglio importante è di non agire d'impulso ma valutare bene ogni possibilità, per non trovarsi ad affrontare delle situazioni ancora più difficili di quelle lasciate nel proprio Paese.

di Giorgia Perbellini per LuxuryandTourism




Gianluca Santacatterina: immobili all'estero -b2corporate.com


Oggi facciamo due chiacchiere con Gianluca Santacatterina CEO di Luxury&Tourism, società che ha come mission la commercializzazione e vendita di immobili all'estero, in location come  Mar Rosso, Miami, New-York e Repubblica Dominicana.
Nell’intervista emergono aspetti molto interessanti, che evidenziano come gli italiani da sempre legati all’immobile come bene rifugio continuano a privilegiare questo tipo d’investimento ma cogliendo opportunità anche al di fuori dell’Italia, battendo le remore e i vincoli mentali dettati dalla distanza geografica. Andiamo a saperne di più leggendo l'intervista.
1)    Il mattone e' nell'indole dell'italiano! Il nostro mercato immobiliare sta vivendo una fase di stagnazione e di crisi! Quale chiave di lettura si può dare?


Un’offerta superiore alla domanda, la mancata erogazione dei finanziamenti bancari, la precarietà dei posti di lavoro. Sono queste le cause principali chenon permettono più all’italiano di valutare con serenità l’acquisto dell’abitazione principale. L'investimento nel mattone è da sempre considerato sicuro e redditizio, ma negli ultimi anni anche questa certezza è venuta meno. La tassazione crescente, la burocrazia lenta e una legislazione che non tutela la proprietà hanno oramai fatto scendere la redditività netta sull’acquisto di immobili messi a reddito vicina all’1%. Leggi tutta l'intervista

giovedì 16 gennaio 2014

In vendita sul web una grotta abitabile -news.immobiliare.it

Che la rete offra ogni giorno curiosità e argomenti di discussione è cosa ben nota, ma che ogni volta la realtà possa superare le fantasie anche degli appassionati di mercato immobiliare è davvero incredibile. Dopo aver scovato tra le pagine di questo sito delle chiese trasformate in casa, dei bunker antiatomici e persino delle tombe al cimitero, è ora la volta di una grotta. Una grotta abitabile.
Al link http://www.immobiliare.it/dettaglio.php?id=37411473 è possibile visualizzare il bizzarro annuncio: un appartamento sito a Peschici, in provincia di Foggia, ricavato da una grotta naturale che sin dal Settecento era abitata da esseri umani (e animali). Negli ultimi anni è stata trasformata in un vero e proprio appartamento di ben 180 metri quadri: adesso è in vendita alla cifra di 340 mila euro.
La bizzarra abitazione comprende una grande zona living, una cucina in muratura, due camere da letto e due bagni. È ovviamente al piano terra e il piccolo cortile dell’ingresso si affaccia sul bel mare Adriatico della Puglia. Le pareti in roccia viva sono chiaramente la nota più caratteristica, a cui aggiungiamo il particolare sistema di areazione: siamo pur sempre in una grotta, quindi la mancanza di finestre è stata compensata da una serie di tubature con sfogo verso l’esterno per far circolare l’aria e da una serie di split per assorbire l’umidità.

L’eccezionalità della struttura non deve destare preoccupazioni da parte del possibile acquirente: essendo accatastato come “abitazione tipica del luogo” non vi sono problemi di abitabilità della casa, che si presenta davvero come un posto insolito ma davvero accogliente, magari da trasformare in una casa vacanza per turisti appassionati del mare pugliese.
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Fisco:più facile registrazione contratti affitto -a-realestate.it

Diventa più semplice registrare i contratti di locazione immobiliare. A partire dal 3 febbraio, infatti, i contribuenti potranno adempiere a tutti gli obblighi legati alle locazioni direttamente online grazie al nuovo modello RLI che, tra le altre novità, consentirà di allegare una copia del testo contrattuale. E' quanto annuncia l'Agenzia delle Entrate in una nota I contribuenti potranno usare questo modello per richiedere agli uffici dell'Agenzia delle Entrate la registrazione dei contratti di locazione e affitto di immobili e comunicarne eventuali proroghe, cessioni o risoluzioni. 

L'RLI può essere utilizzato anche per esercitare l'opzione e la revoca della cedolare secca e per comunicare i dati catastali dell'immobile oggetto di locazione o affitto. Nel modello, quindi, confluiscono tutti gli adempimenti fiscali legati alla registrazione dei contratti di locazione e affitto immobiliare, Il modello potrà essere inviato direttamente via internet, attraverso i servizi online dell'Agenzia delle Entrate. Inoltre, sarà possibile versare online le imposte connesse alla registrazione con addebito sul conto corrente del contribuente o dell'intermediario, secondo le ordinarie regole previste per il modello F24.

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Stop del Garante a chi pubblicizza mutui poco trasparenti -casa24.ilsole24ore.com

Piccoli prestiti, grandi slogan. Mentre alcuni indicatori lasciano sperare in una ripresa delle erogazioni di mutui nel 2014, le banche tornano a promuovere i loro prodotti con pubblicità sempre più accattivanti. Cessioni del quinto, credito "agevolato" e, sempre più spesso, finanziamenti per ristrutturare, che, secondo Mutui.it, sono cresciuti del 5% negli ultimi sei mesi, arrivando a rappresentare il 7,6% dei mutui erogati.Gli slogan utilizzano formule come: "anticipo in 24 ore"; "erogazione immediata"; "rimborsi comodi fino a 120 mesi"; "prestito sicuro e veloce in 24 ore". Passando in rassegna le numerose pronunce dell'Autorità Garante della concorrenza e del mercato (Agcm) in materia, si può affermare che nel settore del credito si celano molte pratiche scorrette e pubblicità ingannevoli, e la casa è tra le vittime principali.
Nel 2013 le erogazioni di mutui sono continuate a scendere del 15%, dopo il dimezzamento del 2012, ma ora la quiete sugli spread potrebbe dare un po' di ossigeno a chi cerca un finanziamento. È di ieri il dato Crif che registra a dicembre il sesto mese consecutivo di aumento della domanda, in attesa degli effetti delle risorse messe a disposizione dalla convenzione Abi-Cdp. Ecco perché è bene conoscere quali sono le scorrettezze più frequenti, per non cadere nella trappola. Un primo aspetto riguarda la mancata chiarezza negli slogan pubblicitari sui costi reali del finanziamento. Per legge le offerte devono sempre indicare in modo preciso il Taeg (cioè il tasso annuo effettivo globale) e il periodo di validità: in questo modo si calcolano infatti anche altre voci, come le spese per l'istruttoria, riscossione, polizze e perizie. L'Agcm ritiene che le formule utilizzate in molti casi ("Taeg come per legge"; "Tag e Tan min/max consentiti dalla legge"; "Taeg fino al valore massimo consentito dalla legge") siano ambigue e incomplete. Le rate indicate nelle offerte sono poi calcolate spesso su un "tasso variabile", senza ulteriori specificazioni. E in alcuni casi si indica solo il costo della prima rata, ma non quello delle successive, via via più alto.
Deve essere comunque indicata anche la durata del finanziamento. L'Agcm ad esempio ha sanzionato una pubblicità che prospettava risparmi consistenti attraverso l'unificazione di più prestiti in corso in un'unica rata, senza però evidenziare l'allungamento del periodo di rimborso del prestito: la rata era sì inferiore ma, di fatto, il costo era molto più elevato.
Un'altra pratica scorretta è legata all'assenza di adeguate informazioni su chi effettua realmente il finanziamento. Tanti messaggi non specificano affatto (o lo fanno in maniera poco chiara) che l'offerta proviene da un "mediatore creditizio", cioè da un soggetto che non eroga direttamente il prestito ma si limita a fare da tramite, con un costo maggiore. Bisogna diffidare, dunque, di messaggi come "mediazione gratuita" oppure "consulenza gratuita senza vincoli precontrattuali", o ancora "nessuna spesa di istruttoria". Infine, l'autority ha più volte sanzionato operatori che assicurano la disponibilità di finanziamenti a tutti coloro che ne facciano richiesta.
I messaggi pubblicitari, in questo caso, lasciano credere che basti una semplice richiesta o il fatto di essere titolare di un conto corrente presso un determinato istituto per avere il prestito, senza informare dell'esistenza di altri requisiti. Nel campo dei servizi finanziari, solo nel periodo 2007-2012 il Garante ha punito per pratiche scorrette 111 società, spesso di modeste dimensioni, per un totale di oltre 4 milioni di sanzioni. Sono finite nel mirino Finiblea, le società Expert Italia, Findomestic, Agos e Papino elettrodomestici.
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Il sole di Miami sarà quotato alla Borsa Italiana -ilghirlandaio.com

Miami mecca degli investimenti immobiliari. Il fenomeno, cominciato ormai più di cinque anni fa, non accenna a diminuire, anzi. Si tratta, ovviamente, di un trend circoscritto al luxury del mattone, ma è in inesorabile crescita grazie soprattutto ai ricchi asiatici e sudamericani che sognano una casa nella cittadina della Florida.
Quest’opportunità di business non è sfuggita a un terzetto di manager-imprenditori italiani che ha costituito la Sunshine Capital Investments, una società che ha come unico obiettivo quello di fare investimenti immobiliari a Miami e che si quoterà in Borsa tra il 20 e il 25 gennaio. La procedura per la quotazione sull’Aim (il segmento dedicato alle piccole imprese) è stata avviata lo scorso novembre e pochi giorni fa è stata presentata la domanda di ammissione alle negoziazioni.

Quello che avrà di particolare la Sunshine è che punta a collocare sul mercato azionario il 98% del capitale, cioè quasi la totalità, con l’obiettivo di diventare una mini public company i cui azionisti saranno soprattutto imprenditori e professionisti (ma non mancheranno altri tipo di investitori come i family office) che guardano a Miami come a un filone d’oro che non si è ancora esaurito. Dietro quest’iniziativa ci sono Andrea Mezzogori, ex cfo di Sorgenia (gruppo Cir-De Benedetti), un broker immobiliare come Massimo Nicastro (veterano della Florida da oltre 20 anni) e Marco Martini, una carriera nel private banking.

L’asso nella manica della Sunshine Capital Investments dovrebbero essere le relazioni con le banche della East Coast Americana, che in pancia hanno ancora migliaia di distressed asset, cioè immobili sequestrati ai proprietari insolventi a partire da fine 2007 quand’è scoppiata la crisi dei subprime. Negli ultimi anni numerosi sono stati gli investitori, compresi diversi italiani, che hanno fatto rotta sulla Florida per acquistare immobili a prezzo da super saldo che, una volta ristrutturati e venduti a valori di mercato, assicurano laute plusvalenze. Ma ancora oggi si contano tanti asset con elevato potenziale di rivalutazione e rendita.

Il focus della Sunshine è soprattutto sul residenziale ma la società ha di recente sottoscritto un accordo per l’acquisizione di una quota del 12,5% del City Inn, un grand hotel in disuso che si trova in un’area in procinto di essere rilanciata. Una volta ristrutturato e reso operativo con un brand di livello internazionale (Best Western, Quality Inn. etc), l’albergo sarà rivenduto al miglior offerente insieme ai terreni e ai diritti relativi alle antenne telefoniche. Nel suo complesso, Miami si presenta oggi come una città-cantiere grazie al moltiplicarsi di progetti per la realizzazione di nuovi grattacieli firmati dalle archistar e finanziati soprattutto da capitali asiatici. Si prevede che fino al 2020 saranno investiti 10 miliardi di euro nell’immobiliare a Miami con prezzi costantemente in crescita.

Tanto per fare un esempio, nella bellissima torre Porsche Design, che sarà consegnata nel 2015, il 90% dei 132 appartamenti sono stati già venduti nonostante il prezzo compreso fra i 4 e i 50 milioni di dollari. Nella Crimson Tower, a bordo mare, l'appartamento più piccolo costa minimo 550 mila dollari. In futuro, dunque, l’offerta sarà costituita dalle unità immobiliari figlie dei subprime di cui le banche devono ancora sbarazzarsi e da edifici di nuova costruzione.
Se tutto questo porterà a un eccesso di offerta e una concentrazione edilizia è presto per dirlo. Al momento, a Miami la domanda supera l’offerta e le prospettive di business sembrano esserci. Toccherà alla Sunshine ritagliarsi uno spazio in un mercato che si presenta fortemente competitivo.

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