sabato 8 marzo 2014

“So’ belli i trenini delle feste, so’ belli perchè non vanno da nessunaparte!” -La Grande bellezza - di Martina Carolo perwww.luxuryandtourism.com



“So’ belli i trenini delle feste, so’ belli perchè non vanno da nessuna parte!” -La Grande bellezza

Ci voleva un Oscar, un film per far riscoprire al mondo, con occhi diversi, la città eterna più amata ma anche più sconosciuta.
La grande bellezza, è stato un invito a scrivere il post di oggi. Certo, in questo caso non parlerò di moda, ma il film attualmente fa’ molta tendenza e tutti abbiamo potuto ammirare lo stile e l'eleganza dei protagonisti. Gli abiti dell’attore Toni Servillo, sono stati realizzati, da un’azienda emblema della tradizione sartoriale napoletana, Cesare Attolini.
Qualche dritta allora per farvi scoprire i palazzi e giardini quasi sempre chiusi al mondo, le osterie autentiche, i tesori sotterranei e i vicoli nascosti della Capitale.
I personaggi surreali del film si incrociano dietro l’allegro Campo de’ Fiori alla Galleria Spada, aperta solamente la prima domenica del mese per poter ammirare la Galleria Prospettica del Borromini. Appena usciti, suggerisco un’ottima colazione a base di un millefoglie espresso farcito al momento con varie creme, alla pasticceria De Bellis.
Riconoscibile nel film anche Palazzo Altemps, sede del Museo Nazionale Romano, dove tra le splendide logge e gallerie si può ammirare il bassorilievo delle Dodici Fatiche di Ercole o la statua del Galata Suicida. Dall’arte allo spuntino da veri romani, mangiando alla Trattoria kitch, Lo Zozzone, un nome un programma.
Obbligatorio nel pomeriggio sorseggiare un tè con gauffre fatti in casa al Vivi Bistrot Palazzo Braschi, affacciato su Piazza Navona. Attraversata Piazza Venezia, suggerisco di raggiungere Vicolo del Piombo, dove in un’ala del palazzo di famiglia, Lucia Odescalchi, disegna e vende gioielli eccentrici come le collane realizzate con il materiale dei catarifrangenti.
Per una cena verace tipica romana, nascosta dietro Piazza del Popolo, suggerisco l’Hostaria da Pietro. Poi per finire la perfetta giornata in stile Jep, obbligatorio finire in un club nel centro storico come Fidelio.
Tutto è possibile a Roma. Con 2000 Euro è possibile prenotare da 1 a 10 persone, una visita esclusiva dopo la chiusura, alla Cappella Sistina. Tranne i mercoledì e i festivi invece potete visitare tra statue, fontane e piante rare  i Giardini del Vaticano dove hanno passeggiato e pregato tutti i Papi. Se invece vi troverete vicino al Campidoglio, attraverso Via delle Tre Pile raggiungete la Terrazza Caffarelli dei Musei Capitolini per un caffè o aperitivo con una vista a dir poco straordinaria.
Altro sfizio, se vi presentate per tempo alla domenica mattina, potete visitare con 5 Euro il Quirinale, per godere degli arredi, architetture e concerto nella Cappella Paolina. Sulla collinetta Monte Giordano, dentro il Palazzo Taverna, dalle finestre avrete visioni inedite di Castel Sant’Angelo e del suo lunogotevere dove Jep passeggiava.
E ora direzione Fontanone, la Fontana dell’Acqua Paola, dove si apre La grande bellezza. Un bel gioco da fare nelle belle giornate è quello di riconoscere le cupole delle varie basiliche. Non vi basta tutto questo? Un’altra chicca per voi lettori…dietro Via Veneto cercate il Casino Boncompagni Ludovisi e ammirate l’unico Caravaggio su muro.
Alla fine sapete cosa sarebbe una Grande Bellezza? Avere una casa lussuosa www.Luxury&Tourism.com in questa città e rimanere sconosciuti a tutti.









venerdì 7 marzo 2014

Ucraini e russi cercano rifugio per i propri capitali a Londra -casa24.ilsole24ore.com

L'unica cosa sulla quale si trovano d'accordo ucraini e russi sembra essere il desiderio di investire a Londra: gli esperti prevedono che l'aggravarsi della crisi tra i due Paesi abbia un impatto positivo immediato sul mercato immobiliare della capitale britannica.
Londra viene considerata infatti un rifugio sicuro dai ricchi sia dell'Ucraina che della Russia, che puntano a mettere al riparo i loro soldi. Sia gli eventi di questi giorni, come il crollo del valore del rublo, sia possibili ritorsioni future come sanzioni europee contro gli oligarchi fanno da sprone a una fuga dal rischio e agli investimenti in 'mattoni' nel centro di Londra.
I russi investono già da anni nella capitale britannica e rappresentano il 4% degli acquirenti di immobili, con una spesa media pro capite di 6,3 milioni di sterline. "Dopo i russi che investono da tempo a Londra ora potremmo vedere arrivare i ricchi ucraini che vogliono investire i soldi che finora avevano nascosto in fondo alla loro piscina, - dichiara Naomi Heaton, fondatrice e Ceo di London Central Portfolio (Lcp). – La crisi ucraina, come ogni altra crisi nel mondo, non fa che sottolineare lo status di Londra come rifugio sicuro e anche come investimento redditizio. Gli investitori amano acquistare asset tangibili in un contesto legale sicuro e trasparente".

Lcp ha appena lanciato il quarto fondo d'investimento da 100 milioni di sterline basato sul settore immobiliare del centro di Londra, con rendimenti previsti del 9%, e ha anche il primo e unico fondo immobiliare britannico in linea con i principi della sharia, studiato per gli investitori islamici.
Lo scorso anno i prezzi delle case in centro sono aumentati del 12,3%, spinti come ormai da diversi anni dalla crescente domanda degli investitori stranieri da tutto il mondo. Eventi esterni, da crisi economiche e geopolitiche a fluttuazioni valutarie, hanno determinato l'arrivo in massa di acquirenti da zone diverse del mondo, dal sud dell'Europa al Medio Oriente, dal Maghreb all'Asia orientale. 
Lo status di Londra come rifugio preferito dai super-ricchi del mondo è stato confermato stamattina dal "Wealth Report" di Knight Frank, che piazza la capitale britannica al primo posto a livello globale davanti a New York e Singapore. "Londra è particolarmente importante per i russi perchè è l'unica città cosmopolita vicina a Mosca, che inoltre permette ai russi accesso a un centro finanziario globale" ha commentato Liam Bailey, head of residential research di Knight Frank.

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Intervistiamo la Console della Repubblica Dominicana che ci svela perchè i suoi connazionali ritornano in patria... e gli stranieri li seguono -di Giorgia Perbellini per Luxury&Tourism

Dall'incontro con Sua Eccellenza Console della Repubblica Dominicana Natacha Sanchez ne è scaturita un'intervista interessante e ricca di riflessioni sulla terra caraibica e sulla sua nuova patria, l'Italia.

In quali Paesi ha lavorato precedentemente e quali sono state le prime impressioni appena arrivata in Italia?
Sono arrivata a Milano ormai da quasi sette anni. Come destino consolare, questa è la mia prima esperienza. Prima dell'Italia ho sempre vissuto in Repubblica Dominicana e ho ricoperto diversi ruoli: imprenditrice nell'azienda di famiglia, direttrice del Teatro Nazionale, consigliere comunale del Comune di Santo Domingo come Assessore alla cultura. Come si può notare, gli incarichi da me svolti sono stati principalmente nel campo culturale e la città di Milano, con la sua ricca e intensa vita culturale, significa per me un'esperienza gradita.  
La comunità dominicana a Milano: ce ne offre un rapido quadro?
La comunità dominicana in Italia è composta principalmente da persone lavoratrici, che cercano di mettere da parte qualche risparmio da poter inviare alle famiglie rimaste in patria. Una parte di queste persone si sposano o acquisiscono la cittadinanza italiana amalgamandosi bene con i locali. Esiste infine un buon gruppo di studenti che arrivano in Italia per accrescere la loro conoscenza e nutrire il loro sapere nelle università e scuole italiane.
Nel nostro ultimo comunicato stampa abbiamo parlato dei dominicani che stanno rientrando in patria grazie al miglioramento della qualità della vita. Lei può confermarci questo cambio di rotta?
Il dominicano è un amante del proprio Paese: ovunque si trova conserva stretti i legami con la patria e il suo scopo è quello di farvi ritorno i futuro. Negli ultimi anni la nostra Repubblica ha vissuto un processo di democratizzazione, inoltre siamo riusciti a evitare la crisi economica che ha colpito buona parte degli stati del mondo. La svolta ora la sta dando il governo, che ha iniziato un processo economico di ritorno all'agricoltura: dopo tanti anni di abbandono delle terre per dedicarsi al settore terziario, si è capito che il clima e il terreno fertile andavano rivalutati. La diretta conseguenza è che si sta rivolgendo sempre maggior attenzione al settore primario, che dal canto suo può aiutare anche il mondo del turismo. Tutto questo ha suscitato delle aspettative in coloro che sono emigrati e che ora vedono in questa politica un validissimo motivo per ritornare in patria.
Negli ultimi anni è aumentato notevolmente il numero di imprenditori stranieri che decidono di trasferire nella Repubblica Dominicana la propria azienda. Che sostegno offre lo Stato alle aziende?
Effettivamente negli ultimi anni molti stranieri che visitano la Repubblica Dominicana decidono di trasferirsi e intraprendere lì un'attività lavorativa. Molti rimangono affascinati dal clima tropicale che non si abbassa mai alle temperature dell'inverno italiano, altri dalla calorosa ospitalità che il popolo riserva ai turisti. Da sottolineare le agevolazioni che la nostra legislazione offre agli stranieri che decidono di stabilirsi nel Paese come, per esempio, la legge 158-01 che consente di incentivare il settore turistico e facilita la creazione di aziende. Cito anche la legge 171-07 che prevede benefici economici e fiscali per i pensionati che decidono di trasferirsi nella Repubblica Dominicana. Il nostro consolato ha constatato un notevole aumento di richieste da parte dei cittadini italiani per acquisire la residenza nel nostro Paese.
I cittadini italiani vengano a informarsi presso il Consolato prima di intraprendere investimenti nella Repubblica Dominicana?
In realtà sono pochi coloro che decidono di consultarsi con il Consolato Dominicano prima di intraprendere un'attività nella R. Dominicana. Invece vengono una volta avviata l'attività per ottenere informazioni riguardo a questioni legali, deleghe e documenti vari.
Parlando di immobili, il prezzo al mq è ancora molto basso rispetto ai Paesi occidentali. Lei prevede per il futuro un significativo aumento dei prezzi?
Il sistema capitalista si basa sulla legge domanda-offerta, la quale a sua volta dipende da numerosi fattori che incidono sul sistema. Ecco perchè i mercati sono così imprevedibili.
Come crede si evolverà l'economia del suo Paese nei prossimi anni?

Visti i recenti sviluppi economici, tutto sembra indicare che ci stiamo incamminando nella giusta direzione al fine di ottenere dei miglioramenti sull'andamento economico nazionale. A questo scopo stiamo impegnando le nostre forze e ci auguriamo di raggiungere questo obiettivo.

di Giorgia Perbellini per Luxury&Tourism

Londra meta dei «paperoni» che comprano case -casa24.ilsole24ore.com

I super-ricchi del mondo diventano più numerosi e tutti vogliono acquistare una casa a Londra. La capitale britannica resta la destinazione preferita a livello globale per gli investimenti immobiliari da chi ha una ricchezza superiore ai 30 milioni di dollari, secondo il Wealth Report di Knight Frank. 

I super-ricchi del mondo hanno a disposizione un totale di oltre 30mila miliardi di dollari da spendere, e amano acquistare in case – ne possiedono in media 2,4 a testa, e il 30% della loro ricchezza è investita in immobili. Il numero dei super-ricchi (o ultra-high net worth individuals per usare il termine inglese) è aumentato del 3% lo scorso anno, anche se sono solo 168mila, ovvero lo 0,01% della popolazione globale. Il numero salirà del 30% entro il prossimo decennio, con il contributo decisivo dell'Africa che nei prossimi anni diventerà una "fabbrica" di miliardari, seguita da Asia e America Latina.
Londra ha mantenuto la prima posizione conquistata lo scorso anno ma entro il 2023 sarà superata da New York, che ora è al secondo posto, secondo Knight Frank. Guardando più avanti saranno invece le città asiatiche ad avere un ruolo sempre più importante come destinazione per gli investimenti immobiliari. 

"La storia, la posizione geografica e la loro ricchezza consolidata rendono inattaccabile il primato di Londra e New York, almeno per ora, - commenta Liam Bailey, head of residential research di Knight Frank. – La vera guerra in corso è per le posizioni più basse in classifica e il vero campo di battaglia è l'Asia, dove diverse città combattono per diventare il vero centro urbano della regione." Per ora Singapore al terzo posto domina, seguita da Hong Kong, ma Shanghai è in rapida ascesa e nel 2023 dovrebbe conquistare il quinto posto in classifica spodestando Ginevra.
E' una città asiatica – Giakarta – ad avere già registrato la crescita maggiore del valore delle case lo scorso anno, secondo il Wealth Report. Il mercato immobiliare di lusso della capitale indonesiana ha avuto un incremento del 37,7%, seguito da Auckland con il +28,8%, Bali con il +22%, Christchurch con il 21,4% e – unica europea tra le prime cinque in classifica – Dublino che ha avuto un rimbalzo post-crisi con un aumento del 17,5% dei prezzi. L'unica città americana nelle top 15 è Los Angeles, al decimo posto con un incremento del 14% dei valori immobiliari.

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giovedì 6 marzo 2014

I capitali asiatici fanno rotta sulla Défense -casa24.ilsole24ore.com


Londra è la mecca europea del mattone, ma Parigi tenta sempre la rivincita. A dimostrare che la Capitale francese sia sempre nel mirino degli investitori internazionale, nonostante i problemi dell'economia del Paese, è l'operazione condotta da Invesco Real Estate.
L'investment manager ha acquistato la Torre Prisma nel complesso della Défense per conto di un fondo pensione asiatico. A vendere è il fondo pensione canadese Ivanhoé Cambridge che l'anno scorso aveva ceduto l'edificio Pacific, sempre alla Défense, agli americani di Tishman Speyer per 215 milioni di euro. La Torre Prisma è stata completamente rinnovata nel 2011 e comprende 23mila metri quadri di uffici.
I vertici di Invesco hanno anche dichiarato che stanno analizzando un'altra operazione per il clienti orientale, del quale però il nome non è stato rivelato. Il fondo pensione asiatico starebbe valutando l'opportunità di creare un portafoglio europeo di immobili di elevata qualità, inizialmente in Francia e Germania.
Da Bnp Paribas Real Estate fanno sapere che oggi gli investitori asiatici rappresentano il 10% dei capitali esteri in Francia. Il 22% è in mano al Middle East e il 35% a investitori statunitensi.
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Turchia, si ferma il mercato immobiliare. Vendite giù del 39%, affitti dimezzati -milanofinanza.it

E’ cresciuto a ritmi del 5% l’anno dal 2002 e rappresenta il 30% del Prodotto interno lordo. Ma adesso il settore immobiliare in Turchia, trainato da Istanbul, sta subendo una brusca frenata. A colpirlo, il forte indebolimento della lira e la contemporanea crescita dei tassi di interesse. A questo si aggiunge una situazione politica difficile, con le elezioni  in vista.
Il premier Recep Tayyip Erdogan, il cui governo è indebolito da una serie di scandali, ha affermato oggi di essere pronto a lasciare la politica se il suo partito islamico Akp non arriverà primo alle amministrative del 30 marzo. I sondaggi danno l'Akp in forte calo di consensi rispetto al 50% ottenuto alle politiche quattro anni fa, tra il 36% e il 40%, ma  al di sopra del secondo partito il Chp di Kemal Kilicdaroglu, che non supera il 30%.
La vendita di appartamenti in Turchia è crollata perché gli acquirenti devono oggi pagare interessi medi del 14% rispetto al 7,4% del maggio dello scorso anno. Secondo Emlat Konut Gyo, il maggior sviluppatore turco, le vendite di abitazioni sono scese del 39% a gennaio rispetto al mese precedente. Il gigante delle costruzioni prevede di vendere 10 mila abitazioni quest’anno rispetto alle oltre 15 mila del 2013.
Nel frattempo, lo scivolone della lira turca contro il dollaro (ha perso il 30%) ha indotto molte società immobiliari a chiedere il pagamento degli affitti in dollari o euro (le vendite sono in lire turche).  Di conseguenza molti locatori sono stati costretti a abbassare fortemente gli affitti fino a dimezzarli.

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Google scommette sul mercato immobiliare -a-realestate.it

Google 'scommette' sul mercato immobiliare. La divisione investimento di Google acquista per 50 milioni di dollari una quota di minoranza nel sito Auction.com., definito l'eBay del mercato immobiliare. Una decisione, quella di Google, che mostra il ruolo crescente dei mercati immobiliari online, con Auction.com che svolge l'incarico di agente con il quale poter chiudere direttamente le transazioni. ''Riteniamo che Auction.com possa cambiare il mercato immobiliare, soprattutto quello commerciale, rivedendo le modalita' di acquisto e vendita e rendendo il settore piu' competitivo per i piccoli investitori'' afferma David Lawee, partner di Google Capital. Auction.com e' stata fondata nel 2007 e nel 2013 ha venduto piu' di 35.000 proprieta', con 26 miliardi di asset messi all'asta dal 2007. L'acquisizione di una quota di minoranza di Auction.com e' la quarta transazione per Google Capital, che compra piccole partecipazioni in societa' private. I precedenti investimenti sono stati effettuati in Renaissance Learning, Lending Club e Survey Monkey. In base all'accordo raggiunto, Google Capital avra' un posto nel consiglio di amministrazione di Auction.com, che chiede il 5% per ogni transazione effettuata sul sito.


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Cresce attenzione su patrimonio immobiliare turistico italiano, focus a Berlino -travelnostop.com

Il patrimonio immobiliare turistico italiano sta tornando al centro dell'attenzione internazionale. Non solo per le attese generate da Expo ma anche per le prospettive di medio e lungo termine che vedono la Penisola ancora al centro del turismo internazionale. Partendo da questi presupposti, l'Associazione Italiana Confindustria Alberghi ha scelto quest'anno di partecipare a Berlino all'International Hotel Investment Forum IHIF che dedica un Focus all'Italia, evento organizzato nell'ambito della Itb.
Per Giorgio Palmucci, presidente dell'associazione, "è un segnale importante che l'IHIF di Berlino abbia dedicato un focus al nostro paese. Gli oltre 2200 delegati che partecipano discutono ogni anno delle tendenze del mercato e analizzano le opportunità di investimento. Per questo la scelta di dedicare l'attenzione al nostro Paese quest'anno è particolarmente significativa anche perché arriva dopo alcuni segnali forti giunti dal mercato già nei mesi scorsi con una serie di operazioni con importanti investitori stranieri che sono intervenuti su alcuni ‘trophy assets' come Costa Smeralda e Forte Village in Sardegna, Hotel Eden a Roma, Hotel Four Seasons a Firenze. 
All'incontro a Berlino oltre a Associazione Italiana Confindustria Alberghi con il presidente Palmucci, parteciperanno Justin Smathers di Starwood Hotels& Resorts; Magda Antonioli dell'Università Bocconi e Special Advisor per il Turismo della Commissione Europea; Alfredo Maria De Falco della Banca UniCredit; Josep Ejarque di Explora chiamati a presentare le opportunità del nostro paese in vista di Expo 2015, in una ricca sessione di confronto con operatori ed investitori esteri, promossa e moderata da Marco Malacrida (STR Global-JV Partner).
Associazione Italiana Confindustria Alberghi sarà inoltre presente il prossimo 12 marzo al MIPIM a Cannes che analogamente ha scelto di dedicare una finestra agli investimenti turistici nel nostro Paese.

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mercoledì 5 marzo 2014

Immobili e lusso, arriva lo straniero. E a beneficiarne sarà il Tesoro che deve vendere Eni e Poste -economia.ilmessaggero.it


Se uno come George Soros, che in Italia non ha quasi mai investito un euro, rileva il 5% di Igd Siiq, società immobiliare controllata dalle Coop, tramite il fondo Quantum Strategic Partners, gestito da Soros Fund Management, allora qualcosa vorrà pur dire. Vorrà dire, per esempio, che il vento ha preso a soffiare in una nuova direzione: i capitali stranieri hanno ripreso a puntare sull'Italia. A fare gola agli investitori esteri sono innanzitutto i marchi del lusso e il real estate.


«L'operazione», ha detto l'ad della società Immobiliare Grande Distribuzione Claudio Albertini, «è la conferma del ritrovato interesse degli investitori esteri per l'Italia». Ma di conferme di questo tipo, nelle ultime settimane, ce ne sono state diverse. Luca Cordero di Montezemolo ha ceduto all'inizio del mese scorso la propria partecipazione in Poltrona Frau agli americani di Haworth. La casa di moda milanese Krizia è stata acquistata da Zhu ChongYun, fondatrice della Shenzen Marisfrolg Fashion. Il fondo Usa Blackstone si è preso la scorsa settimana il 20 per cento di versace, conquistando un posto nel Cda della maison.



Sullo sfondo il matrimonio tra Alitalia e Etihad. Oltre al dinamismo di Blackrock, salito recentemente al 5 per cento di Intesa Sanpaolo e sempre più concentrato sui gruppi italiani (ha rilevato il 10 per cento di Telecom). La finanza mondiale, insomma, sembra aver riscoperto il fascino di investire in Italia. La grande liquidità presente sui mercati finanziari grazie alle iniezioni della Fed di certo aiuta. Ma non solo. In una fase in cui gli ex mercati emergenti, dalla Cina al Brasile, stanno rallentando, la presenza in Italia di aziende leader, spesso sottovalutate, che è possibile acquistare a prezzi allettanti, ha catturato l'interesse degli stranieri, a caccia di affari appetitosi.



Interesse che non poteva giungere in un momento migliore di questo, con lo Stato che si appresta a privatizzare gioielli come Poste e Eni per fare cassa. Giovanni Tamburi, presidente della Tamburi Investment Partners, la boutique finanziaria milanese che vanta partecipazioni in società del calibro di Moncler, Prysmian, Amplifon e Datalogic, invita il nuovo governo a sfruttare la situazione che si è venuta a creare: «L'interesse degli investitori esteri è un segnale positivo, in Italia ci sono molte aziende in salute e i dati sull'export ne sono la testimonianza.



Ora serve una seria politica industriale di accompagnamento, che superi la visione di Confindustria, in grado di dare a queste realtà il sostegno di cui necessitano. L'attenzione nei confronti del Belpaese da parte dei capitali stranieri va messa a frutto. A Renzi dico che questo è il momento buono per privatizzare tutto il privatizzabile>>.

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Londra accoglierà il palazzo ispirato a Batman -casa24.ilsole24ore.com


Un palazzo degno di Batman nel cuore di Londra. La City of London ha appena dato il via libera alla costruzione di un palazzo avveniristico già soprannominato "Gotham City" perchè ispirato alla Wayne Tower dei film del Cavaliere Oscuro. L'edificio, che costerà 391 milioni di sterline (474 milioni di euro), è stato progettato dallo studio di architettura Make e va dai 7 ai 34 piani, di 170 metri di altezza, con un giardino sul tetto e garage sotterranei per un totale di circa 90mila mq.
"Questo progetto è molto innovativo e si aggiungerà ai molti edifici moderni di importanza storica della City londinese," ha commentato Paul Scott, l'architetto di Make responsabile del progetto. Le altezze diverse delle varie parti dell'edificio sono state una scelta obbligata dovuta all'obbligo imposto dalle autorità della City di non impedire la vista della cattedrale di San Paolo con la sua celebre cupola. Il palazzo sarà la sede londinese di Henderson Global Investors al 40 di Leadenhall Street, a due passi dal Gherkin di Norman Foster che a 180 metri sarà un poco più alto. La società finanziaria, che gestisce 118 miliardi di dollari di asset, aveva acquistato il terreno nel 2011 e prevede di trasferirsi a "Gotham City" nel 2019. 
Gotham City è solo uno dei duecento grattacieli in fase di costruzione o progettazione a Londra, 50 dei quali sono destinati a uffici mentre la maggioranza saranno palazzi residenziali. Il trend è dovuto alla mancanza di spazio e alla domanda in costante ascesa, ed è stato incoraggiato dal sindaco di Londra Boris Johnson, che ha dato ordine di concedere permessi edilizi per favorire lo sviluppo economico della capitale e il rilancio del settore edilizio dopo la crisi. 
Sempre in Leadenhall Street nella City sarà inaugurato a breve il palazzo soprannominato "la Grattugia", il "Cheesegrater" progettato da Lord Rogers che a 225 metri di altezza sarà l'edificio più elevato del distretto finanziario. Quasi finito anche il "Walkie Talkie", in Fenchurch Street, alto 160m, il progetto di Richard Vinoly che prevede uno spettacolare "sky garden" con vista sulla città all'ultimo piano che sarà aperto al pubblico. L'estate scorsa la facciata curva in vetro del grattacielo aveva fatto da "lente" di ingrandimento per i raggi del sole, facendo letteralmente sciogliere i cruscotti e la carrozzeria di alcune auto parcheggiate sotto. I proprietari sono corsi ai ripari e delle "tende" rigide scure sono state installate per schermare i raggi del sole e impedire altri imprevisti.

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