giovedì 6 marzo 2014

Turchia, si ferma il mercato immobiliare. Vendite giù del 39%, affitti dimezzati -milanofinanza.it

E’ cresciuto a ritmi del 5% l’anno dal 2002 e rappresenta il 30% del Prodotto interno lordo. Ma adesso il settore immobiliare in Turchia, trainato da Istanbul, sta subendo una brusca frenata. A colpirlo, il forte indebolimento della lira e la contemporanea crescita dei tassi di interesse. A questo si aggiunge una situazione politica difficile, con le elezioni  in vista.
Il premier Recep Tayyip Erdogan, il cui governo è indebolito da una serie di scandali, ha affermato oggi di essere pronto a lasciare la politica se il suo partito islamico Akp non arriverà primo alle amministrative del 30 marzo. I sondaggi danno l'Akp in forte calo di consensi rispetto al 50% ottenuto alle politiche quattro anni fa, tra il 36% e il 40%, ma  al di sopra del secondo partito il Chp di Kemal Kilicdaroglu, che non supera il 30%.
La vendita di appartamenti in Turchia è crollata perché gli acquirenti devono oggi pagare interessi medi del 14% rispetto al 7,4% del maggio dello scorso anno. Secondo Emlat Konut Gyo, il maggior sviluppatore turco, le vendite di abitazioni sono scese del 39% a gennaio rispetto al mese precedente. Il gigante delle costruzioni prevede di vendere 10 mila abitazioni quest’anno rispetto alle oltre 15 mila del 2013.
Nel frattempo, lo scivolone della lira turca contro il dollaro (ha perso il 30%) ha indotto molte società immobiliari a chiedere il pagamento degli affitti in dollari o euro (le vendite sono in lire turche).  Di conseguenza molti locatori sono stati costretti a abbassare fortemente gli affitti fino a dimezzarli.

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