sabato 9 novembre 2013

Inverno in Sudafrica treni di lusso e riserve naturali di Chiara Todesco - ilmessaggero.it

Itinerari in carrozze d'altri tempi e lodge in paradisi nascosti .

Kwandwe Reserve (ph.Toni)
Oceani, spiagge, montagne, deserti e colline: in Sud Africa trovate di tutto e di più. Sono tante le esperienze da fare e ognuna ha il suo fascino. Ecco qualcuna da provare,concedendovi qualche lusso…
Per cominciare salite a bordo del Rovos Rail, il treno più lussuoso al mondo: le sue carrozze sono rivestite di legno pregiato, ci si rilassa ammirando gli splendidi paesaggi che sfilano dietro il finestrino e si gusta l’ottima cucina. Si può scegliere tra due sistemazioni: la Deluxe suite di 11 metri quadrati e la Royal Suite di 16 metri quadrati. Gli itinerari sono diversi: si parte da Pretoria e si arriva a Cape Town o viceversa, oppure sempre da Pretoria si raggiunge Pietersburg Victoria Falls o Durban e viceversa; da Cape Town si arriva a George con estensione a Knysna. Le possibilità sono tante e nel mezzo ci stanno fotosafari o «wine tasting» nelle zone dei vigneti. Si va da viaggi di 2/3 giorni a quelli più lunghi di una o due settimane. Sul sito avete tutte le informazioni e anche le tariffe.
Un altro viaggio affascinante sulle rotaie è quello che scorre a bordo del Blue Train: in pratica un albergo viaggiante, che offre tutti i comfort. Nulla è lasciato al caso: cabine raffinate, cucina eccellente, servizio curato in ogni dettaglio. Anche in questo caso si può scegliere tra diversi percorsi: Pretoria/Cape Town (o viceversa) attraversando Kimberly, Matijesfontein, l’area semi desertica del Karoo, la Hex River Valley e la cittadina di Paar; oppure La Valle dell’Olifants-Pretoria/Hoedspruit seguendo la secolare ferrovia Delagoa Bay e passando attraverso Machadadorp, Elands River Valley, Nelspruit e ancora Pretoria/Victoria Falls o viceversa.
Giù dal treno, dentro le riserve. Un’altra chicca da non perdere in un viaggio in Sud Africa è la Kwandwe Reserve, in una delle zone più belle della regione dell’Eastern Cape. Potrete dormire al Kwandwe Game Lodge (2 ore d’auto da Port Elisabeth), un posto magico che offre di lussuose suite ma soprattutto la possibilità di fare safari all’alba e al tramonto bellissimi tra elefanti, ghepardi, zebre, struzzi, giraffe, rinoceronti…Ricordatevi di vestirvi «a cipolla» perché la mattina e la sera fa davvero freddo, tanto che servono cioccolata bollente per scaldarsi, mentre quando esce il sole fa subito più caldo.
Non perdetevi poi la Garden Route, un tratto di strada spettacolare tra Port Elisabeth e Mossel Bay e, naturalmente la Wine Route (o Route 62), la strada dei vini, panoramica e affascinante, con i suoi scorci indimenticabili sulle montagne. I vini sudafricani, rossi, bianchi e rosé, ma anche spumanti, sono rinomati in tutto il mondo. Per una degustazione doc potete visitare le grandi tenute: a poca distanza da Città del Capo, ad esempio, trovate le migliori cantine. A Worcester potete invece visitare la sede delle cantine del brandy KWV.

venerdì 8 novembre 2013

Filmato dedicato ai Campi da Golf di Punta Cana - Repubblica Dominicana

Filmato dedicato ai Campi da Golf di Punta Cana - Repubblica Dominicana

Assolutamente da vedere









Casa, ecco perché nel 2013 verseremo più imposte -corriere.it

In ballo ci sono due miliardi e mezzo: sono quelli che le casse pubbliche a inizio anno contavano di incassare con la seconda rata dell’Imu sull’abitazione principale. La dichiarazione con cui l’altro ieri il ministro Saccomanni ha segnalato le difficoltà che porrebbe ai conti dello Stato l’abolizione del tributo ha creato l’ennesimo fronte di fibrillazione politica. 
Ieri abbiamo evidenziato come il mantenimento della seconda rata del tributo nei Comuni come Milano, intenzionati ad elevare l’aliquota per l’abitazione principale al massimo di legge, avrebbe un effetto paradossale: i contribuenti per una sola rata finirebbero quest’anno per pagare più (e precisamente 100 euro nel capoluogo lombardo) di quanto hanno speso nel 2012 per l’intero tributo. Ritorniamo sulla questione ricapitolando la storia tormentata dell’Imu negli ultimi mesi.
Casa, ecco perché nel 2013 pagheremo più tasse
  • Casa, ecco perché nel 2013 pagheremo più tasse   
  • Casa, ecco perché nel 2013 pagheremo più tasse   
  • Casa, ecco perché nel 2013 pagheremo più tasse   
A inizio anno l’abolizione dell’Imu sull’abitazione principale per il 2013 era tema della campagna elettorale ma non era prevista da alcuna legge (e non lo è nemmeno allo stato attuale). 
Il primo colpo di scena arriva con la conversione parlamentare del decreto salda-debiti del governo Monti: viene aggiunto un comma, il 13 bis, all’articolo 10 , con cui si stabilisce che la prima rata dell’Imu 2013 sarà pari alla metà dell’imposta calcolata con le aliquote 2012 e che il saldo sarà effettuato sulla base delle aliquote in vigore per quest’anno conguagliando quanto versato per la prima rata. Segue un’altra raffica di modifiche che portano i termini per approvare le delibere Imu in un primo momento al 30 settembre, poi al 30 novembre, con obbligo di pubblicazione entro il 9 dicembre (una settimana prima del termine ultimo per pagare). 
Il pagamento della prima rata del tributo è stato abrogato con l’approvazione parlamentare del decreto 102. Resta il fatto che, allo stato attuale, se non si abroga la seconda rata dell’Imu o se non si stabiliscono modalità diverse di calcolo (che comunque avrebbero un peso sui conti pubblici) valgono le regole stabilite dal decreto salda-debiti. E quindi importo pari all’imposta piena per quest’anno meno la prima rata. 

Mollare tutto e trasferirsi in Sud Africa. Esperienza di un italiano che l'ha fatto davvero.


                                             

Intervista a Daniele Debellis, italiano che ha fatto di questo paradiso terrestre la sua nuova casa.  
Da quanto tempo vivi nello Stato del Sud Africa? Hai sempre vissuto in Italia o hai esperienza di vita anche in altri Paesi?

Mi sono trasferito stabilmente circa due anni e mezzo fa. Prima di allora ho sempre vissuto in Italia con solo alcuni brevi soggiorni all’estero, per vacanza e lavoro.

 La decisione di andartene dall'Italia l'hai maturata negli anni o è stato più il frutto di un'opportunità da cogliere al volo?

E' l'unione di entrambe le cose…da anni coltivavo il sogno di spostarmi in Paesi lontani dall’Italia come Spagna, Stati Uniti, Australia, perché sentivo l’esigenza di fare nuove esperienze e conoscere realtà diverse da quella in cui sono cresciuto. Negli anni gli impegni lavorativi e personali hanno contribuito da un lato ad alimentare il sogno e dall’altro a impedirne la realizzazione. Finché nel 2008, con la mia compagna, abbiamo deciso di fare un viaggio in Sud Africa, durante il quale abbiamo visitato diverse località tra cui St. Helena Bay, un villaggio a nord di Città del Capo dove viveva una coppia di conoscenti che ci ha ospitato. E' proprio lì che sono rimasto incantato dalla bellezza del paesaggio e dall’incredibile qualità della vita che la zona aveva da offrire: in pochi giorni ho talmente apprezzato l’atmosfera che mi circondava da capire che quello era il posto giusto, lo stile di vita che stavo cercando. Così poi, da un lato l’avvento della crisi e la difficoltà di riprogettare un futuro in Italia per tutti i motivi che conoscete, e dall’altro il sogno che martellava sempre più forte, e a fine 2010 è arrivata la svolta.  La decisione di andarsene e cominciare una nuova vita nel posto che sognavo.

 Quali sono state le tue prime impressioni una volta arrivato e quali le difficoltà?

Ricordo ancora con emozione il momento in cui ho passato il controllo passaporti e l’ufficiale in servizio, riconsegnandomelo, mi ha guardato e con un sorriso mi ha detto:“ welcome my friend”. Ho pensato “questo è il posto giusto, questa è casa”.
La difficoltà maggiore inizialmente è stata la lingua. Al tempo non sapevo nemmeno una parola d’inglese e quindi ero preoccupato per come avrei fatto a comunicare. Poi, col passare del tempo, si è risolto tutto spontaneamente, non mi sono nemmeno reso conto che in effetti stavo comunicando! Devo ammetterlo, una grossa soddisfazione personale.

 Come descriveresti il popolo sudafricano e la loro cultura?

Su questo punto ci sarebbero molte cose da dire… non dimenticare che in Sud Africa c’è una tale mescolanza di razze, genti, lingue, usi e costumi, che non a caso viene chiamato il “Popolo Arcobaleno”. A mio parere sono persone che sanno prendere la vita nel modo giusto, dividendosi equamente tra lavoro, vita privata e svago. Sono orgogliosi, amanti della propria terra, della natura e della vita all’aria aperta. Dai, le prossime vacanze vieni a fare un giro da queste parti,  così vedrai di persona un mondo diverso e per certi versi opposto a quello italiano…

 Esiste una sorta di "comunità italiana" o siete una parte ancora troppo piccola di popolazione?

In Sud Africa esiste una comunità italiana abbastanza numerosa (circa 85.000 persone) concentrata maggiormente nei grossi centri urbani.
Dove mi sono stabilito, la comunità italiana è  composta da me, dalla mia compagna e da Sally, la nostra meticcia Labrador/Ridgeback  italiana per adozione. Noi però siamo sempre in contatto con alcuni dei connazionali che vivono a Città del Capo.

 Qual è stato il tuo primo approccio al mondo del lavoro e quali sono le differenze più evidenti che si notano al confronto con l'Italia?

Il primo approccio non è stato dei più facili per una questione di differenza culturale con cui i Sudafricani lavorano e fanno business. Può capitare che si sprechi mezza giornata ad aspettare l’elettricista che molto probabilmente si farà vedere il giorno dopo, se tutto va bene.
Va però detto che le modalità e la burocrazia per avviare un’attività, qui sono molto più “easy” e assolutamente meno costose rispetto all’Italia. Molte volte mi sono stupito della gentilezza e della cortesia degli impiegati agli sportelli che in diverse occasioni mi hanno compilato i moduli o suggerito un'alternativa  per ottenere un servizio migliore.

       Il Sud Africa viene descritto come cosmopolita e dalla mentalità molto occidentale. Non per niente il prossimo anno Cape Town ospiterà la rassegna mondiale di Design. Sei d'accordo con queste affermazioni?

Assolutamente si, e Cape Town ne è il perfetto esempio. Non a caso la Città Madre è una delle mete più ambite dal turismo internazionale che affascina ogni anno migliaia di visitatori, alcuni dei quali poi decidono di trasferirsi qui stabilmente.

·      Una domanda che da italiana non può mancare: la crisi si sente anche lì o per te è solo un lontano ricordo?

A essere onesti le difficoltà e un po’ di crisi si percepiscono, ma la differenza è che qui si può ancora vivere con dignità e progettare un futuro senza essere milionari.

Che consiglio daresti agli italiani che vorrebbero fuggire dall'Italia in cerca di una vita migliore ma non trovano il coraggio di farlo?

Just do it…!!!  




 di Giorgia Perbellini


Anche Marriott punta sul Sudafrica...........................


La catena di Hotel Marriott ha annunciato oggi di aver raggiunto un accordo per acquistare Protea, uno dei più grandi gruppi di hotel in Africa, con un totale di 116 Hotels di cui ben 80 in Sud Africa.
Se anche il Gruppo Marriott punta su questo paese......

A gennaio vi aspettiamo al "Theeth of the Dog" in Repubblica Dominicana.....

REPUBBLICA DOMINICANA : Teeth of the dog
L'enorme complesso di Casa de Campo,  è proprio in faccia all'uscita dell'aeroporto, anche se l´entrata principale (vigilatissima) è a 4 km di distanza. Casa de Campo é il vero paradiso del golfista: 3 campi da golf da 18 buche, tra cui il famoso "Teeth of the Dog". Tutti i percorsi sono stati disegnati dal celeberrimo progettista Pete Dye.
Magnifici greens, tra i più belli dei Caraibi, in posizioni panoramiche e spettacolari sull’ Oceano, buche sopra le scogliere a picco sul mare, clubs esclusivi ed eleganti resorts per un soggiorno da favola. Il contesto alberghiero di prim'ordine offre memorabili momenti di divertimento e relax totale. Casa de Campo ed in generale l’area Caraibica offrono momenti di golf indimenticabili,in particolar modo nel periodo Novembre-Aprile
Pete Dye considera il suo percorso "Teeth of the dog" di Casa de Campo come uno dei suoi migliori lavori. E’ uno dei tre campi del resort assieme a "The Links" e "Dye For", certamente il più famoso e difficile. Il tracciato parte sul promontorio collinare e quindi si snoda verso il mare. Dye ha inglobato le difficoltà naturali dichiarando che sette delle diciotto buche erano state disegnate dalla natura ed undici da lui.
Teeth of the Dog
Alcuni par tre, la buca cinque su tutti, sono favolosi. "L’opportunità di forgiare questo campo è stata un' esperienza unica nella vita” ha dichiarato Dye nella sua biografia; giocatori di tutto il mondo vengono catturati e rapiti dai colpi ciechi, dai diabolici doglegs, dal vento e dalle caratteristiche trappole del disegnatore.
REPUBBLICA DOMINICANA : Teeth of the dog
Teeth of the Dog
TipoResort
Buche18
Anno inaugurazione1991
OspitiBenvenuti
StagioneTutto l’anno
Campo praticaSi
Putting GreenSi
Noleggio cartsSi
Pro ShopSi
Noleggio saccaSi
CaddiesSi
Prenotazione tees di partenzaRichiesta
PrezzoUS$230
Altre struttureClubhouse,spogliatoi, bar, ristorante, etc.
Scorecard
TeeParLunghezza
Arretrati726888 yd.
Medi726057 yd.
Signore726057 yd.
REPUBBLICA DOMINICANA : Teeth of the dog
Proprio quest’anno il percorso compie quarant’anni ma nonostante l’età è stato recentissimamente classificato da Golf Magazine come miglior campo dell’area Caraibica e n° 43 in assoluto. Il “Teeth of the dog” e’ l’unico percorso al mondo che presenti sette buche che lambiscono l’oceano,aspetto che lo rende inarrivabile come bellezza panoramica ma anche assai difficile. Fu costruito tutto a mano in due anni da trecento lavoratori locali sotto la supervisione di Pete Dye e sua moglie Alice: una landa rocciosa fu plasmata a mano fino a diventare un meraviglioso campo da golf par 72 di 6,888 yards.
Divenne il modello per tutta la futura generazione di campi Caraibici. Ancora oggi pochissimi percorsi riescono a competere come splendore nelle buche Oceaniche e come bellezza nello sviluppo del tracciato.
La breve buca 5, par tre splendido e difficilissimo, è una delle buche più fotografate al mondo col suo Green che sembra una cartolina circondato su tre lati dalle acque turchesi del mar dei Caraibi. Seguono altre tre buche oceaniche estremamente spettacolari, ognuna delle quali potenzialmente letale per lo score.
Le buche marine sulle seconde nove sono il par 4 della 15, il par tre della 16 ed il par 4 della 17. A volte, quando l’aliseo soffia impetuoso,la pallina deve volare sopra l’acqua per poi girare da destra a sinistra ed atterrare sulla terraferma. Con i greens abbarbicati sopra la costa, queste tre buche hanno assoluto bisogno di grandi colpi d’approccio. Quando non fiancheggia l’oceano frastagliato e le sue rocce appuntite come denti di corallo, il gioco diventa più rilassante, più resort-style, anche se le trappole di sabbia non mancano mai intorno ai greens spesso elevati e quindi il gioco corto risulta fondamentale per preservare lo score da brutti numeri.
I tees di partenza ed i greens sono stati recentemente rifatti con erba Paspalum e sono perfetti. I fairways ed i roughs sono in erba Bermuda.
Buche più spettacolari:
Buca 5, par 3, 160 metri Il vento soffia trasversalmente dal mare e spinge la palla da sinistra a destra. Se si gioca in sicurezza sulla destra ci si trova a giocare in discesa dalla collinetta con rischio di finire nel bunker davanti, o peggio ancora nei coralli sulla spiaggia. Il colpo perfetto sorvola parzialmente il mare prima di atterrare al sicuro sul green.
Buca 6, par 4, 450 metri Buca lunghissima, è fondamentale partire con un gran drive, altrimenti non c’è speranza di par.
Teeth of the dog - Buca 5 e 6
                      Buca 5                                                       Buca 6
Buca 7, par 3, 200 metri Un bello scherzetto di Pete Dye, qui il campo dà veramente del filo da torcere anche ai migliori giocatori. Buca lunga con vento da sinistra a destra. Stesso discorso della buca 5.
Buca 16, par 3, 185 metri L’ultimo dei par tre oceanici. Bisogna giocare in modo che la pallina venga afferrata e trasportata dal vento destra-sinistra verso il green.
Teeth of the dog - Buca 7 e 16
                        Buca 7                                                     Buca 16

Mercato immobiliare: rischio bolla aumenta ancora, secondo UBS -swissinfo.ch


Il pericolo di una bolla immobiliare è ulteriormente cresciuto in Svizzera, anche se solo leggermente: il relativo indice calcolato dagli economisti di UBS nel terzo trimestre ha raggiunto un valore di 1,20 punti, con una progressione di 0,05 punti rispetto ai tre mesi precedenti. Il paese si trova confrontato con un'evoluzione rischiosa: solo un deciso aumento dei tassi di interesse potrà cambiare la situazione, sottolineano gli specialisti della grande banca.

L'UBS Swiss Real Estate Bubble Index segnala da tempo un mercato fuori equilibrio. Con una situazione normale l'indice dovrebbe trovarsi fra -1 e 0. L'intervallo fra 0 e 1 caratterizza la fase di boom, fra 1 e 2 si entra nella zona a rischio, sopra il 2 la bolla scoppia: è stato il caso alla fine degli anni 80.

Il passaggio alla zona a rischio è avvenuto nel 2012. Da allora si naviga fra gli iceberg: nel terzo trimestre di quest'anno la crescita economica è sì stata maggiore in confronto al periodo immediatamente precedente, ma non ha potuto tenere il passo con le dinamiche di prezzo e di indebitamento sul mercato immobiliare residenziale, sottolineano gli esperti in un comunicato.

Nel dettaglio, il prezzo degli alloggi è salito del 4,2% in termini reali su base annua, mentre i canoni di locazione offerti sono aumentati solo del 3,3%: la forbice tra oggetti in vendita e in affitto si è così ulteriormente ampliata. La domanda di abitazioni di proprietà quali oggetti di investimento è rimasta elevata: la quota di richieste di credito presso UBS per oggetti senza utilizzo personale diretto è salita al 22,1% del totale delle domande, sfiorando il massimo storico del 22,3% del quarto trimestre 2012.

A limitare il rischio bolla ci pensa la crescita economica, risultata del 2,5% nel periodo in rassegna. Inoltre quest'anno la più lunga fase deflazionistica dalla crisi del 1929 giungerà al termine: il rincaro annuale per i prodotti interni in pochi mesi è aumentato da 0 a 0,7%

Con un livello di valutazioni di case e appartamenti come quello attuale basta poco per far progredire nuovamente il rischio di una bolla, osservano gli economisti UBS. Finché i prezzi degli immobili residenziali, al netto dell'inflazione, aumenteranno di oltre il 3% all'anno, gli squilibri continueranno a crescere. E mentre l'indebitamento ipotecario sale praticamente in modo invariato, aumenta anche il rischio per l'economia nazionale: "solo interessi ipotecari significativamente maggiori potrebbero porre fine a questo trend rischioso", sostengono gli esperti.

A livello regionale i rischi sono rimasti invariati, anche se la zona del Lago di Ginevra presenta un'inversione di tendenza: in tutti i segmenti i prezzi degli alloggi sono stagnanti o in calo. Ma non c'è troppo da rallegrarsi: a causa delle valutazioni estremamente elevate degli immobili di quell'area il potenziale di un crash rimane alto.

In Ticino non vi sono regioni critiche - cioè con elevata probabilità di correzione - ma ve n'è una "da monitorare", vale a dire "con probabilità di correzione": si tratta del Locarnese. La situazione appare più pericolosa nei Grigioni: Alta Engadina e Davos sono a rischio, la Prettigovia è considerata da monitorare.

Real Estate in forte difficoltà. Compravendite sui valori degli anni ‘80 -professionefinanza.com


Il mercato immobiliare continua a essere sotto pressione. L’abolizione della seconda rata dell’Imu sembra ormai certa, ma costa 2,4 miliardi di euro. E il governo sta cercando di capire come e dove reperire la copertura necessaria per evitare il pagamento della seconda rata. Addirittura gli emendamenti alla legge di stabilità presentati sono oltre 3 mila e si è spostato a sabato il termine ultimo per farli pervenire. Intanto il settore real estate ne sta facendo le spese, con il numero delle compravendite che è crollato sui valori in linea con la metà degli anni ‘80 e una domanda di mutui in discesa anche per una minor propensione all’acquisto dell’abitazione derivante dalla difficile congiuntura economica. ProfessioneFinanza ha intervistato quindi Giacomo Morri, docente senior SDA Bocconi, per avere un commento sull'attuale situazione immobiliare italiana.
 
- Prof. Morri, quali sono le modifiche e gli impatti della nuova manovra sul settore real estate italiano?
Le modifiche apportate consistono fondamentalmente in una sostituzione dell’Imu e della tassa sui rifiuti con due nuove imposte, la Tasi e la Trise. Complessivamente si prevede un aumento del carico fiscale, tuttavia è ancora difficile quantificarne l’impatto poiché le regole di calcolo non sono ancora definitive.
 
- Qual è la sua opinione, distinguendo tra prime e seconde case?
Per la prima casa ci sono possibilità di agevolazioni, anche se sembrano essere a discrezione dei singoli Comuni; è tuttavia possibile che in media vi sia un aumento. Per le altre tipologie di immobili complessivamente sembra che vi sarà un aumento.
 
- L'inserimento della nuova tassazione renderà meno conveniente l’investimento immobiliare a causa della sua ridotta redditività? Prevede quindi una riduzione nel valore degli immobili?
La convenienza a investire non dipende dal livello di tassazione, ma dalle prospettive future del mercato e dalla redditività attesa in funzione del rischio. Semmai un incremento della tassazione porta subito a una riduzione del valore per la maggiore tassazione che riduce il reddito netto.
 
- Secondo lei sul settore commerciale ci sarà anche l’impatto della dismissione di parte del patrimonio pubblico? 
Se effettiva, la dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, ormai annunciata da tanti anni, porterà a una maggiore disponibilità di beni in cui investire, conseguentemente portando a una riduzione del valore degli immobili. Quale tuttavia sarà l’impatto reale dipenderà da numerosi fattori, come le modalità di cessione e l’effettiva quantità di immobili pubblici immessi sul mercato rispetto allo stock esistente.
 
- Le nuove tasse saranno una stangata oltre che per i proprietari di case, anche per gli inquilini?
I conduttori sono disposti a pagare un importo totale per utilizzare gli immobili, comprensivo delle imposte. Conseguentemente, eventuali maggiori imposte a loro carico ridurranno la capacità di pagare il canone di locazione, ma l’effettiva ripartizione di questo maggiore onere tra le due parti dipenderà dall’elasticità della domanda.
 
- Infine, cosa succederà al mercato delle costruzioni di nuove case?
L’interesse a sviluppare nuovi immobili si ha solo nel momento in cui il prezzo di vendita è maggiore del costo pieno di costruzione; bisogna ricordare che il prezzo di vendita dipende dal valore dei beni esistenti. Se una maggiore tassazione, come è ovvio, porta a una riduzione del valore degli immobili, essa porterà anche a una riduzione nel numero di nuove costruzioni.
 
- Ha delle stime su numero compravendite, invenduti, prezzi del 2013 e attese per il prossimo anno?
Il numero delle compravendite si è dimezzato rispetto al picco raggiunto nel 2007, con valori in linea con la metà degli anni ‘80. Più difficile stimare il numero delle unità invendute e il trend dei prezzi, questi ultimi senz’altro ancora in calo.
- C'è maggiore difficoltà ad accedere al credito per un privato che vuole stipulare un mutuo?
Le banche sono diventate più selettive nella concessione di finanziamenti, oltre a concedere una percentuale inferiore rispetto al valore dell’immobile; tuttavia anche la domanda di mutui è in calo per una minor propensione all’acquisto dell’abitazione derivante dalla difficile congiuntura economica.
 

giovedì 7 novembre 2013

Contagiati dall'esteromania! di Gerardo Paterna - advisorprofessional.it


Desta sempre più curiosità l'acquisto di immobili all'estero e con essa anche l'offerta si arricchisce di destinazioni possibili. Un tempo appannaggio per pochi selezionati investitori, nell'ultimo ventennioacquistare casa oltre confine è diventato alla portata di molti piccoli risparmiatori.
Che dimensioni ha questo tipo di mercato e quali sono le mete più gettonate? Per darvi risposte affidabili, ho coinvolto per questo appuntamento un operatore specializzato nel mercato estero, Gianluca Santacatterina,CEO di Luxury and Tourism (http://www.luxuryandtourism.com/), la cui esperienza renderà più semplice prendere confidenza con questa realtà.
Negli ultimi 5 anni, le compravendite all'estero sono aumentate di oltre il 20%. Dopo una lieve frenata nella prima parte del 2012, il trend di acquisti è diventato più intenso e con prospettive di crescita. Nel primo semestre 2013, le famiglie italiane hanno acquistato quasi 19mila appartamenti oltre frontiera. 
Il flusso di acquisti dovrebbe registrare un'ulteriore crescita nella seconda parte dell'anno, sia per l'effetto "traino" degli investimenti effettuati nel periodo estivo, che per le aspettative di una lieve ripresa economica ed immobiliare. La previsione, secondo Scenari Immobiliari, è che il 2013 si concluderà con circa 42mila acquisti, pari ad un aumento del 5,5% sul 2012.
Cosa spinge l'italiano ad acquistare casa all'estero?
Qui entrano in gioco una serie di fattori, il mattone infatti resta nel DNA dell'italiano, come pure la ricerca di rendita economica e di tassazione favorevole. 
Oltre confine quindi, rispetto all'Italia, è possibile ritrovare:
1) soglia di accesso all'investimento immobiliare più basso: da euro 25-30.000, cifra che in Italia permette (forse) l'acquisto di un garage; 
2) redditività interessante (minimo netto del 4,5%); 
3) fiscalità più chiara, tassazione e spese di acquisto molto contenute.
Dove rivolgere la propria attenzione per l'acquisto?
Negli anni sono molto cambiati i flussi degli investitori: vent'anni fa si acquistava in Francia, qualcuno si spingeva anche in Spagna; dieci anni fa c'è stato il boom dell'Egitto (Mar Rosso) e poi oltre oceano con Stati Uniti e Caraibi e, negli Emirati Arabi, Dubai.
Quindi è avvenuto un processo di maturazione che ha permesso agli italiani un ampliamento del proprio orizzonte di investimento, liberandoli dal vincolo della "distanza geografica".
Oggi le destinazioni possibili si sono letteralmente moltiplicate, tuttavia è bene investire in paesi che abbiano già raggiunto stabilità politica e sociale e dove la crescita economica sia costante, cercando di evitare aree troppo sensibili a bolle speculative.
Come in ogni ambito di investimento, anche l'acquisto immobiliare all'estero deve rispondere alle esigenze e alle aspettative del singolo investitore. Scegliere un consulente responsabile tutelerà il vostro cliente/risparmiatore in una scelta consapevole e un acquisto senza brutte sorprese.
di Gerardo Paterna