mercoledì 7 agosto 2013

Obama volta pagina nell'immobiliare - Il Sole 24 Ore


Per consolidare la ripresa e prevenire una nuova crisi, Barack Obama sa benissimo che deve sostenere il mercato immobiliare e l'industria delle costruzioni. Il settore si è rianimato da parecchi mesi ed è tornato a dare un contributo positivo alla crescita dell'economia americana.
Ma i rischi di un surriscaldamento (i tassi sui mutui hanno ripreso a salire, ha avvertito la Fed) e un mercato ancora troppo sbilanciato sul fronte speculativo (la percentuale di proprietari è inchiodata ai minimi dai primi anni '90) ha convinto la Casa Bianca ad agire su questo fronte. Nelle intenzioni di Obama, e nel migliore dei mondi possibili, l'immobiliare dovrebbe essere trainato dalla domanda delle famiglie piuttosto che da quella degli investitori. Uno sviluppo sostenibile che però ha bisogno di un ulteriore rafforzamento del mercato del lavoro: l'importante è creare un circolo virtuoso. Il presidente ha promesso facilitazioni per gli affitti, per il rifinanziamento dei prestiti e gli acquisti di prime case, mentre ci sarà un graduale smantellamento di Freddie Mac e Fannie Mae, le due agenzie di garanzia sui mutui nazionalizzate durante la crisi del 2008. C'è la volontà di voltare pagina con l'origine della crisi e ci sono i mezzi e le idee per farlo. In Europa le cose vanno più lentamente. In Spagna la crisi morde ancora e nell'immobiliare si assiste, nella migliore delle ipotesi, a un rallentamento nella caduta dei prezzi. Il settore potrebbe aver toccato il fondo, ma è ancora un «corpo morto» dell'economia, mentre negli Stati Uniti è tornato a essere parte attiva.