venerdì 18 aprile 2014

Benvenuta Michela nel nostro Blog " Immobili all'Estero" !



Mi chiamo Michela Lemma e sono drogata di golf!
Ho 26 anni , vivo in un piccolo paese vicino Roma ed ho iniziato a giocare solamente cinque anni fa. Capita sempre cosi, l’amico o il collega di turno che ti invita a provare. È quello che spesso accade a molti neofiti che poi si ritrovano in un campo pratica a tirare 200 palline durante la pausa pranzo con la giacca e la cravatta.. sono sicura che molti giocatori si rispecchiano in questa descrizione! 
Nonostante non abbia iniziato da bambina, ho già avuto la fortuna di aver viaggiato ed aver conosciuto diverse realtà nel panorama golfistico di cui non sapevo dell’esistenza. Mi sono innamorata di questo sport sin dal primo istante e subito ho iniziato a documentarmi. 
Da lì a poco nomi del calibro Severiano Ballesteros, Jack Nicklaus, Phil Mickelson, Miguel Angel Jimenez ed ovviamente Tiger Woods erano diventati parte dei miei discorsi più comuni..!

Dopo un anno di golf sono riuscita a prendere il famoso Hcp… Inizialmente mi sembrava di aver raggiunto un grande traguardo. È li che il golf ti prende… Perché quando senti di aver imparato qualcosa realizzi che non sei nemmeno all’inizio dell’opera!
Ancora oggi che sono scesa ad 8 di hcp mi rendo conto di quanto ancora abbia da imparare e che probabilmente non finirò mai!
Ogni gara è un’occasione per potermi confrontare con il campo e con me stessa… Occasioni uniche dove ho scoperto lati del mio carattere che prima non conoscevo.
Il golf è uno stile di vita, è disciplina… è un modo di essere.
Ho avuto il piacere di conoscere Gianluca Santacatterina che mi ha invitato a scrivere su questo portale degli articoli al riguardo, nei quali racconterò un pò delle mie esperienze, di grandi realtà e di campi di golf unici al mondo.
Michela

A Sharm El Sheikh dove si conciliano amore per il mare, un lavoro appagante e la serenità di sentirsi a casa propria -di Giorgia Perbellini per Luxury&Tourism

Oggi vi racconto la storia di Pier Paolo, siciliano con una fortissima passione per il mare e per i suoi fondali. E quale posto migliore di Sharm per potersi dedicare al proprio amore a 360 gradi?
Da quanto tempo vivi a Sharm? E' la tua prima esperienza di vita all'estero?

Sono approdato a Sharm El Sheikh sette anni fa. Prima di allora avevo vissuto sei mesi in Thailandia, sempre lavorando nell’ambito della subacquea.

Di cosa ti occupavi in Italia e di cosa ti occupi ora? Raccontaci una tua giornata tipo

Negli ultimi anni in Italia mi occupavo di subacquea, ma ho dovuto mollare a causa dell'inesistente regolamentazione che penalizza chi questo mestiere lo fa per vivere. Non è facile fare seriamente l’istruttore quando i competitors sono centinaia di “dopolavoristi”.
Così sono approdato a Sharm all'età di 38 anni, prima come operatore video subacqueo, poi ho iniziato a fare la guida. In Egitto le guide possono vendere corsi o escursioni extra e in cambio ricevono una provvigione: nel giro di poco tempo mi sono reso conto di una fortissima attitudine alla vendita, cosa di cui si è accorto anche il nostro capocentro. Inoltre ho sempre avuto una predisposizione per le comunicazioni e, attraverso i social come Facebook e Twitter, mi sono ritrovato a curare il marketing online del nostro centro di sub. Oggi il mio ruolo è Marketing & Sales Manager dello Sheikh Coast Diving Center.

La mia giornata non segue un vero programma, talvolta vado in barca con i gruppi di subacquei, talvolta vado in ufficio a discutere di strategie con il capo, oppure capita che resti a dormire, perché sono stato al pc tutta la notte.
Comunque quando non sono in immersione sono a digitare sullo smartphone o sul tablet. Amo il mio lavoro, mi diverto da morire e mi sta facendo conoscere tantissimi amici, oltre che gratificarmi economicamente.


Com'è stato il tuo primo approccio col mondo del lavoro?

Vuoi che ti parli di quando, durante le vacanze estive, a soli 15 anni, lavoravo come pescatore di tonnetti a largo delle coste catanesi? 

Diciamo che il mio primo lavoro “serio“ fu la Sicilian Tourist, un’azienda mia che creava dei minitour in tutta la Sicilia dove la gente viveva un mestiere antico per un giorno: ceramista, pecoraio, pescatore, puparo. 
I miei clienti erano principalmente tour operator americani. In un anno ero riuscito a far un bel lavoro ma l'anno seguente, nel 2001, dopo il tragico attacco alle Torri Gemelle, la mia attività crollò.

A quel punto pensai di fare della subacquea il mio lavoro, prima presso un Diving Center ad Acitrezza, poi mettendomi in proprio.

Com'è migliorata la tua vita da quando vivi in Egitto?

Già dopo poco tempo in Egitto pensavo: “Questo paese mi ha dato in 4 anni quello che in 38 anni in Italia non mi ero nemmeno sognato di avere. Qui si va avanti per meritocrazia e nient'altro”.

Come ci si integra in un Paese dalla cultura e dalle tradizioni fortemente diverse dalle nostre?
Non ho avuto alcun problema, basta tenere sempre a mente che qui siamo ospiti a casa di altri e che l’epoca del colonialismo è finita.

Perché secondo te Sharm El Sheikh viene continuamente considerata una località poco sicura e sconsigliata dalla Farnesina, nonostante le opinioni contrarie di chi ci abita e di chi vi soggiorna?

Una mia prima idea rasenta la fantapolitica, meglio lasciar perdere.

Diciamo che la più plausibile è quella che battezzo la “Teoria di Ponzio Pilato”. Dopo 4 anni di sconsigli su Sharm noi residenti restiamo attoniti di fronte a quel bollettino di guerra che chiamate telegiornale, perchè sappiamo che la cosa più grave qui può essere solo una scottatura per il troppo sole.

Forse è possibile, cosa di cui dubito fortemente, un attentato a Sharm, forse ci sarebbe potuto essere, ma perchè sconsigliare proprio Sharm e non gli Stati Uniti ad esempio? Dove potreste escludere la possibilità di un attentato oggi? Dove la percentuale di rischio è meno alta di qui oggi? La Farnesina, nel dubbio, preferisce lanciare l'allarme e “lavarsi le mani”.

L'Egitto è un Paese tradizionalista o cosmopolita? Come viene vista la donna all'interno della società egiziana?

La mia esperienza è su Sharm el Sheikh, località turistica internazionale, ma l’Egitto più in generale è un paese dove convivono gli opposti. Conosco egiziani che hanno una moglie solo per sfornare figli, al pari della mia macchinetta del pane, altri che invece vivono in adorazione della loro donna.

 Dove ti vedi tra dieci anni? Il ritorno in Italia è una possibilità o è da escludere?



Non so dove sarò tra dieci anni, ma escludo un mio rientro in Italia, finché l’Italia sarà quella che è, nel bene e nel male. E poi guardare mio figlio che a soli 3 anni mi corregge sulla pronuncia dell'inglese mi fa capire che forse non dovrei augurargli di crescere lì.


di Giorgia Perbellini per Luxury&Tourism

Affitti commerciali: qui i più cari del mondo -news.immobiliare.it

Quando si è impegnati nell’avviamento di una nuova attività commerciale, una delle scelte più importanti è senza dubbio quella legata al luogo in cui ci si troverà ad operare; il discorso è ancora più importante se l’attività in questione è un negozio, i cui profitti possono essere notevolmente influenzati dal numero di persone che passeranno davanti alle vetrine e anche dalle altre vetrine presenti nella strada, soprattutto se stiamo parlando di brand legati al lusso. Tutto però ha un prezzo, e se ci si trova in una delle vie dello shopping mondiali il prezzo è alto, molto alto.
A quantificare i costi che si devono sostenere per affittare uno spazio commerciale nelle vie dello shopping più famose del pianeta è stata la società Colliers International che ha attribuito alla londinese Old Bond Street lo scettro di strada più costosa per chi vuole aprire un’attività commerciale. L’affitto mensile, secondo quanto scritto nel Report reso pubblico in questi giorni, è pari a 908 euro al metro quadro. Perché un prezzo così alto? Semplice, per la più basilare delle regole di mercato: molta richiesta e un’offerta che definire scarsa sarebbe riduttivo; tutti i grandi brand vogliono essere presenti in grande stile nella capitale britannica, ma non c’è posto per tutti e quindi chi può spendere di più riesce a farsi spazio (è il caso di dirlo) fra gli altri.
Alle spalle di Old Bond Street si piazza la Bahnhofstrasse di Zurigo, città sempre più interessante in ottica economica, soprattutto da quando molte multinazionali hanno centralizzato qui i loro uffici, e gli alti stipendi dei loro dipendenti. Imparagonabile rispetto a quello chiesto a Londra, però, il prezzo al metro quadro; in Bahnhofstrasse bastano 649 euro.
Due le vie italiane presenti nella top ten; la milanese via Montenapoleone (quotata con 580 euro al metro quadro) e la romana Via Condotti (sesta, 445 euro a metro quadro).

Scopri le nostre offerte immobiliari su Luxury&Tourism

giovedì 17 aprile 2014

Branson, boss della Virgin, compra uno dei vigneti più importanti del Sudafrica - il SecoloXIX




Roma - Il magnate del gruppo Virgin, Richard Branson, entra nel mondo della produzione di vino e dell’enoturismo e sceglie il Sudafrica.
L’esordio, come riferisce Winenews, è stato realizzato attraverso la Branson’s Virgin Limited Edition che ha acquistato Mont Rochelle Hotel & Mountain Vineyard, una delle realtà vinicole e turistiche più prestigiose del Sudafrica nella regione di Franschhoek.
La struttura, acquistata per una cifra top secret, conta 39 ettari, di cui 16 vitati, coltivati a Sauvignon Blanc, Chardonnay, Merlot, Shiraz, Cabernet Sauvignon, Mouvedre, Petit Verdot, Viognier Semillon e 22 camere di lusso.
«Sono sicuro che diventerà uno dei luoghi “must visi”´ per chi cerca esperienze nei territori del vino», ha detto Branson, il quale qualche anno fa era già entrato nel settore con la società di distribuzione Virgin Wines attiva soprattutto nel mercato inglese.

Usa: caro-affitti 'mangia' il 30% del reddito lordo -a-realestate.it


E' caro affitti negli Stati Uniti, dove la classe media sembra non farcela a tenere il passo degli aumenti. Secondo uno studio del New York Times, in 90 città americane gli affitti medi, non incluse le bollette, sono il 30% del reddito lordo medio. E la corsa dei prezzi non sembra destinata a fermarsi: con l'offerta bassa, quasi a zero, i prezzi sono previsti salire quest'anno del 4% dopo il +2,8% del 2013. ''Siamo di fronte alla peggiore crisi per gli affitti che questo paese abbia mai sperimentato'' affermano le autorità americane. Un recente studio di Harvard conferma che la meta' di coloro che affittano case negli Stati Uniti spendono piu' del 30% del loro reddito lordo, una quota in crescita rispetto al 38% del 2000.

Scopri le nostre offerte immobiliari su Luxury&Tourism