venerdì 22 novembre 2013

L'edilizia oggi vista da un costruttore (che ha saputo reinventarsi) di Giorgia Perbellini per www.luxuryandtourism.com


Partiamo da una notizia ANSA pubblicata nella giornata del 19 novembre:

"Il mercato immobiliare vede in Veneto una parziale ripresa nel secondo trimestre 2013. Lo afferma un'indagine del centro studi del portale 'Casa.it', secondo la quale le compravendite hanno segnato un trend positivo da aprile a giugno, anche se restano inferiori ai dati del primo semestre 2012. Secondo i dati dell' Agenzia delle Entrate - riferisce 'Casa.it' -, rispetto ai primi tre mesi del 2013, nel secondo trimestre (aprile-giugno) le compravendite nelle province di Venezia e Rovigo risultano in crescita, mentre i comuni che registrano le migliori performance sono Vicenza (+40%), Rovigo (+32,0%), Belluno (+27,4%). Ugualmente positivo, ma con una crescita minore il comune di Treviso (+3,5%). A contribuire a questo parziale miglioramento, tra gli altri fattori, vi sarebbe la cosiddetta 'fase calante' dei prezzi degli immobili che ha ridotto il divario tra domanda e offerta, favorendo una ripresa delle contrattazioni".

Cerchiamo di capirne di più mettendoci per una volta dalla parte del costruttore anzichè del consumatore o dell'agenzia immobiliare. Lo facciamo con Luca Perbellini, imprenditore e costruttore veronese che a causa (o grazie?) alla crisi ha saputo reinventarsi e sviluppare un progetto edilizio all'avanguardia.

Qual è stato il periodo peggiore per il mondo dell'edilizia?

Decisamente il 2011. In quell'anno si è registrato un brusco e improvviso calo delle vendite che ha colto impreparati tutti noi che questo mestiere l'avevamo sempre fatto con successo. L'edilizia è stata un settore trainante dell'economia italiana per parecchi decenni quindi non eravamo pronti a una crisi così pesante.


La crisi ti ha però permesso di evolverti e pensare in modo differente.

Assolutamente si. L'evoluzione ne è stata una diretta conseguenza. Non essendo un lavoratore dipende con lo stipendio fisso assicurato, nel bel mezzo del blocco immobiliare, ho deciso di puntare su qualcosa di nuovo. Si iniziava a parlare, ma ancora timidamente, di case a risparmio energetico, autosufficienti, amiche dell'ambiente. Così ho deciso di informarmi e ho capito subito che quello sarebbe stato il futuro dell'edilizia. Dal 2012 costruisco abitazioni in legno e devo dire che gli affari vanno molto meglio rispetto a tutte le aziende locali che producono in maniera tradizionale. Ma sa una cosa? Il legno è il presente, il futuro vedrà costruzioni di mattone in calce e canapa, totalmente ecofriendly. Noi ci stiamo già attivando.

Cosa ne pensi della ripresa del mercato immobiliare veneto riportata da Casa.it?

Se devo essere sincero non ho notato alcun miglioramento del mercato tradizionale: alcune costruzioni in mattone che ho realizzato negli anni passati sono ancora invendute e forse lo rimarranno per molto tempo. Quello che si sta muovendo sono i settori di nicchia: gli immobili extralusso che attirano sempre più stranieri nel nostro Paese e poi le costruzioni in bioedilizia o in legno. Al giorno d'oggi la casa non viene più considerata solo come patrimonio immobiliare. La tendenza è quella di vivere in un'abitazione passiva, che riesca a funzionare con un costo vicino allo zero. I giovani d'oggi sono molto più informati e sensibili verso le tematiche ambientali, quindi hanno una visione della casa molto differente da quella dei loro genitori.

Quali sono state le cause che hanno portato l'edilizia a trovarsi in una situazione di stallo?

Le cause sono molteplici ma cito sicuramente il cattivo sistema amministrativo che ha bloccato il nostro Paese. Il cittadino medio si ritrova sempre più povero perchè lo stipendio (quando c'è) negli ultimi anni è rimasto invariato ma sono aumentate le tasse e il costo della vita. Oggi comprare casa è davvero un lusso che pochi possono permettersi. Lo sa che solamente l'apertura di un contatore per l'energia costa intorno ai 600 euro? Qui in Veneto la parte grossa dell'economia l'hanno sempre fatta le piccole aziende a conduzione familiare. Ma oggi moltissime sono fallite e le poche rimaste non riescono a sostenere i costi troppo alti, per cui devono licenziare il personale. E' una ruota che gira.

Quali potrebbero essere le possibili soluzioni?

La misura più urgente è solo una: detassare le imprese e i cittadini. Solo così ci sarà più lavoro, più soldi nelle tasche degli italiani che, di conseguenza, consumeranno di più. Ripeto, è una ruota che gira. Ma per ora gira nel verso sbagliato.


di Giorgia Perbellini
http://www.luxuryandtourism.com