giovedì 16 maggio 2013

Imu, niente stop per le case di pregio - ilSole24Ore



La sospensione dell'acconto Imu di giugno non riguarderà i proprietari di ville, castelli e, quasi certamente, di immobili signorili. A beneficiare dello stop saranno invece le abitazioni principali con le pertinenze, le cooperative edilizie a proprietà indivisa, gli Iacp e gli immobili rurali. Il tutto sarà vincolato a una precisa clausola di salvaguardia: se entro il prossimo 31 agosto il Governo non avrà realizzato la riforma dell'imposizione sui patrimoni immobiliari all'insegna della "service tax", tutti i contribuenti dovranno tornare alla cassa entro il 16 settembre 2013 per versare l'Imu sospesa a giugno. Termine che potrebbe essere spostato ad ottobre come ha dichiarato il ministro Graziano Delrio al termine del confronto di ieri Anci-Governo sul testo del decreto.
Sono questi i pilastri portanti della bozza d'ingresso del decreto legge con cui oggi il Governo sospenderà il pagamento dell'imposta municipale. «Il decreto di domani (oggi per chi legge, ndr) non sarà il decreto dei miracoli», ha detto il premier Enrico Letta. Un decreto che comunque aprirà di fatto la strada alla deducibilità dalle imposte dirette (Ires e Irpef) dell'Imu versata dalle imprese sui beni strumentali. Il decreto d'urgenza, inoltre, rifinanzia la Cig in deroga e taglia l'indennità ai parlamentari che sono entrati nella squadra di Governo. Un taglio da 600mila euro destinato a concorrere alla copertura degli interessi spettanti ai Comuni per il mancato incasso dell'Imu (si veda il servizio nella pagina accanto).
Ancora ieri veniva confermata l'esclusione dei capannoni industriali dallo stop all'Imu estiva. Ma non sono affatto escluse sorprese dell'ultima ora. La partita sugli immobili industriali e agricoli non sarebbe ancora del tutto chiusa. La parola finale spetterà quindi al Consiglio dei ministri.
Come ha dichiarato ieri lo stesso viceministro all'Economia, Stefano Fassina, «il Governo sta cercando di fare un intervento realistico sull'Imu, nella consapevolezza delle difficoltà che stanno attraversando adesso le famiglie e le imprese. Credo – ha aggiunto – che non verrà dimenticata la parte che riguarda le imprese anche se può essere affrontata con modalità diverse rispetto a quelle previste per la prima casa». E a invocare un intervento per le imprese è anche il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta. Che senza mezzi termini afferma: siamo pronti a far cadere il Governo se entro il 31 agosto «non sarà fatta la riforma complessiva della tassazione immobiliare, compresi i capannoni».
Già certo, invece, è il congelamento dell'Imu di giugno per le cooperative edilizie a proprietà indivisa e per gli alloggi assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (Iacp) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica che hanno la stessa finalità degli Iacp. Rispetto quindi all'idea originaria di esentare dal pagamento del 17 giugno tutti gli immobili adibiti ad abitazioni principali e le loro pertinenze, il Governo ha optato, in nome dell'equità fiscale, per un intervento selettivo escludendo dalla sospensione gli immobili classificati A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici). Esclusione che quasi sicuramente riguarderà anche le abitazioni di tipo signorile classificate A/1.
Il decreto che sarà varato oggi resta comunque un "preliminare" della riforma vera e propria dell'imposizione sugli immobili che dovrà essere completata entro il 31 agosto. Uno dei motivi, espressamente previsto dal Dl, è riconducibile al rispetto degli obiettivi indicati nel Def e in coerenza con gli impegni presi con la Ue.
Per non perdere tempo e rispettare i termini non è escluso che il decreto approvato oggi possa imboccare già la prossima settimana una corsia preferenziale per essere licenziato dal Parlamento a tempo di record: la maggioranza avrebbe già valutato l'ipotesi di trasferire il Dl Imu-Cig con un emendamento nel decreto sblocca-debiti della Pa così da averlo in vigore l'8 giugno prossimo, bloccando la strada a eventuali assalti alla diligenza con modifiche in ordine sparso su temi sensibili come l'imposta sugli immobili e la Cassa integrazione tali da modificare gli equilibri finanziari del provvedimento. 
Per quanto riguarda, infatti, le risorse necessarie per rinviare compensando però i Comuni della perdita di gettito di metà giugno, il Governo ricorre a un'anticipazione di tesoreria per circa 2 miliardi, pari al 50% dell'imposta sugli immobili versata nel 2012 per le abitazioni principali ad aliquota agevolata del 4 per mille o maggiorata se deliberata dai Comuni. Le somme da destinare a ogni singolo municipio saranno comunque riportate in allegato al decreto.
La partita più complessa per il Governo è quella che sarà chiamato a giocare già da domani, quando dovrà avviare la riforma della tassazione dei patrimoni immobiliari che, come evidenzia il decreto legge, dovrà puntare all'introduzione di un prelievo complessivo che tenga conto anche della Tares e che dovrà rivedere l'intera struttura dell'imposizione fiscale sia a livello statale sia locale. Un impegno ufficiale, dopo gli annunci dei giorni scorsi, di una rivisitazione della "service tax". In attesa che la riforma riveda anche il prelievo sui beni delle imprese il Governo promette la deducibilità ai fini dell'Ires e dell'Irpef dell'imposta municipale dovuta da imprese e autonomi sui beni utilizzati per attività produttive.