sabato 18 maggio 2013

Cantieri in difficoltà, la crisi delle costruzioni rallenta il Bosco Verticale a Milano di Michela Finizio - Il Sole 24 Ore

È l'ultima, in ordine di tempo, vittima della crisi dell'edilizia. La Zh General Construction, una delle imprese edili più grandi dell'Alto Adige, ha scelto la via del concordato preventivo, accettato dal tribunale di Bolzano, con il vincolo di presentare entro 120 giorni il loro piano di recupero dell'azienda. La crisi del colosso delle costruzioni porta con sé incertezze e ritardi su alcuni grandi cantieri, tra cui quello del Bosco Verticale di Milano, una commessa da 84,3 milioni di euro.

Il cantiere del Bosco Verticale
I lavori per la costruzione delle due torri progettate dall'architetto Stefano Boeri sono fermi da alcune settimane, nel cuore dell'area in trasformazione di Porta Nuova – Varesine sviluppata da Hines. Il colosso texano del real estate, la cui società italiana amministrata da Manfredi Catella gestisce il progetto di sviluppo immobiliare, conferma che l'impresa a cui erano stati affidati i lavori ha rinunciato all'incarico per motivi economici.
L'impresa è già stata sostituita con la Colombo Costruzioni, per un "riavvio tempestivo" del cantiere previsto già nelle prossime settimane. L'intervento di Hines però potrebbe comunque non bastare: la Colombo sta studiando il cantiere, ma solo quando ci sarà il via libera del Tribunale di Bolzano alla richiesta di concordato le gru torneranno all'opera. Il progetto doveva essere finito entro marzo 2014, ma ora i tempi dell'inaugurazione rischiano di allungarsi. Gli appartamenti sono già stati venduti per oltre il 60%, per un valore medio compravenduto a 9mila euro al metro.
L'impresa puntava sull'edilizia milanese
Il colosso delle costruzioni di Bolzano è coinvolto in diversi cantieri a Milano, fuori regione e anche all'estero. Inserita nel circuito delle grandi commesse, con costruzioni da record anche per le dimensioni degli edifici realizzati, la crisi della Zh potrebbe portarsi dietro una lunga lista di vittime. Oltre al Bosco Verticale, l'impresa a Milano sta lavorando alla costruzione di un edificio in Corso Como (25,6 milioni), alla riqualificazione dell'hotel Gallia e alla realizzazione di una parte dell'area Milanofiori.
Negli ultimi anni l'impresa altoatesina (della famiglia Zimmerhofer) aveva spostato il suo baricentro verso Milano, candidandosi come concorrente delle imprese locali (Gdm, Colombo). Il radicamento nel capoluogo lombardo nel 2011 è stato ufficializzato tramite la costituzione (con un azionista del calibro di Ligresti tramite la Immobiliare Costruzioni) della filiale Zh Milano Costruzioni. Un'agenzia Radiocor di allora presentava l'operazione «in un'ottica di rafforzamento della presenza in Lombardia e a Milano in particolare, dove la Zh sta portando avanti anche altri progetti come la ristrutturazione del palazzo che ospitava la vecchia sede del Pci milanese in via Volturno o la realizzazione di un palazzo da 80 alloggi in via Vivarini, nell'area sud della città».
Gli altri cantieri della Zh
L'impresa attualmente è impegnata in lavori in mezza Italia. Complessivamente sono aperti 37 cantieri e la speranza, per tutti, è che si riesca ad evitare il fallimento perché in caso contrario le ripercussioni di carattere economico sarebbero pesanti. Basti pensare che i fornitori indicati nella richiesta di concordato preventivo sono oltre 500 e l'entità del "buco" sarebbe di circa 80 milioni di euro.
Un anno fa la Zh era riuscita ad ottenere le seguenti commesse: una nuova scuola elementare e materna a S.Andrea (Bz) per 5,56 milioni; la costruzione di 4 condomini con garage interrato a Monaco in Germania, per 1,85 milioni; l'edificio residenziale di Via Caldera a Milano, per Generali Real Estate, con importo da 5,86 milioni di euro; l'edificio ad uso uffici Milanofiori U27 a Milano, per 26,19 milioni; l'ex hotel Astoria a Cavi di Lavagna in provincia di Genova, per 5,9 milioni.
Il ridimensionamento degli sviluppi milanesi
Mentre Hines assicura che tutto il cantiere di Porta Nuova procede spedito, nel rispetto delle scadenze, a pochi metri dalla grande trasformazione urbana continuano a restare fermi i lavori del famoso Rasoio di Ligresti, edificio incompiuto alto circa 60 metri, a pianta allungata dove era prevista la sede di Milano Assicurazioni. Bloccato da mesi, il cantiere è rimasto impigliato tra le vicende finanziarie del gruppo Ligresti: il fallimento della Im.Co., la società responsabile del cantiere, è datato 14 giugno 2012.
Nel frattempo a Milano si discute anche del destino della grande trasformazione urbana Citylife, a nord ovest della città sull'asse verso il sito di Expo 2015. Il Comune ha detto definitivamente addio al Museo d'Arte Contemporanea firmato da Daniel Libeskind che doveva coronare la riqualificazione dell'ex Fiera: le risorse necessarie, circa 45 milioni di euro, relative agli oneri della maxi operazione sono stati destinati alla riqualificazione dello stadio Vigorelli e del Palazzo delle Scintille. L'amministrazione, inoltre, ha rivisto la convenzione pubblico-privata con Citylife, spostando la data di fine lavori per i palazzi residenziali. Non più il 2016, ma il 2023. Palazzo Marino concede alla società una proroga di sette anni e in cambio ottiene garanzie sulla vivibilità dell'area e sulla realizzazione delle opere pubbliche. La società sviluppatrice assicura che verrà fatto tutto, ma con più calma, viste le difficoltà di mercato. A settembre 2013, intanto, in ritardo di 12 mesi sugli annunci iniziali, i primi inquilini entreranno negli appartamenti disegnati da Daniel Libeskind e Zaha Hadid (venduti al 40 e al 60 per cento, con un prezzo medio di 8.500 euro al metro).