giovedì 26 settembre 2013

Casa: la ripresa dell'immobiliare è ancora un miraggio di Massimo Morici - panorama.it


Casa: la ripresa dell'immobiliare è ancora un miraggio


Pur segnando un calo piuttosto accentuato, -7,7% in un anno, in molti di fronte al dato sulle
compravendite immobiliari nel secondo trimestre (242.817), contenute nella consueta nota dell'Osservatorio mercato immobiliare dell'Agenzia delle entrate, hanno tirato un sospiro di sollievo.di Massimo Morici
Perché confrontando i numeri con quelli catastrofici dei due trimestri precedenti (-13,8% nei primi tre mesi del 2013 e -30,5% nell'ultimo trimestre del 2012), la discesa del settore ora appare un po' meno ripida di quanto sembrasse qualche mese fa.
Ne sono convinti, anzitutto, i costruttori che per bocca del presidente dell'AncePaolo Buzzetti, ricordano come il "mercato sia ancora in crisi, seppur con una lieve riduzione dell'intensità della caduta". 
"È un segnale positivo, anche se può sembrare paradossale essendo un dato negativo. Si tratta della conferma di attenuazione della spinta recessiva che aveva colpito a più riprese il mercato negli anni scorsi. Non ci si deve aspettare, tuttavia, brucianti ripartenze" spiega invece a Panorama.it Luca Dondi, direttore generale di Nomisma.
Il secondo trimestre, infatti, si inserisce in un trend destinato a rimanere negativo ancora a lungo, anche se da aprile a giugno il mercato del mattone ha cominciato a mostrare segnali di una maggiore vivacità, recuperando sei punti persi nei primi tre mesi.
Il merito, in questo caso, va soprattutto agli investitori esteri, come rivela uno studio di Idea Fimit, che nella prima parte di quest'anno hanno comprato interi stabili a Roma e Milano.
Le due città, infatti, riescono a rimanere sotto la media: la prima a -6,9% e la seconda a -2%. Senza contare che in altri importanti centri, come Bologna e Napoli, il settore è tornato addirittura in positivo: +5% il capoluogo emiliano, +1,8% quello partenopeo.
Dunque, sarà ripresa? Dondi smorza gli entusiasmi: "Il mercato galleggerà nell'ordine delle 460 - 500 mila compravendite almeno per il prossimo biennio. Il dato a consuntivo di quest'anno sarà invece nell'ordine delle 410-415 mila compravendite, in calo rispetto alle 444 mila dello scorso anno. Siamo e rimarremo su livelli drammaticamente esigui, analoghi a quelli 30 anni fa".
Su queste dinamiche, aggiunge l'esperto del settore immobiliare, pesano diversi fattori: la congiuntura economica generale; il livello di fiducia delle famiglie sia generale sia relativo alle prospettive del settore immobiliare; un riprezzamento ancora inadeguato e che proseguirà per altri 12-18 mesi; una selettività del credito solo in minima parte attenuata rispetto alla formidabile stretta degli scorsi anni; e, infine, l'assenza di una chiara prospettiva fiscale (non solo Imu e Tasi, anche patrimoniale e presunzione patrimoniale di capacità reddituale).
Cosa potrebbe fare la politica, quindi, per rimettere in moto un settore fondamentale per l'economia italiana? "Il governo deve dare corpo alle misure annunciate, Cassa depositi e prestiti più i fondi di sostegno a morosità e acquisto, concentrare le poche risorse su pochi strumenti, come la riqualificazione immobiliare e la riduzione del disagio abitativo, privilegiando capacità di attivazione economica e di settore, e varare una riforma fiscale sulla casa organica e con obiettivi chiari e non contraddittori" risponde Dondi secondo cui nell'attività recente dell'esecutivo Letta non mancano certo buoni spunti.
"Tuttavia – conclude - rimane anche tanta approssimazione, ahimè destinata ad aumentare con la definizione delle basi imponibili ai fini della service tax e della riforma del catasto".