giovedì 24 ottobre 2013

Immobiliare, giù quotazioni settore non residenziale -ilvelino.it

Nei primi sei mesi del 2013 le quotazioni degli immobili del comparto non residenziale hanno registrato un ribasso generalizzato che ha interessato sia i prezzi sia i canoni di locazione. Lo rileva una indagine di Tecnocasa. Le difficoltà economiche che tante aziende hanno attraversato e stanno ancora attraversando hanno fatto sentire i loro effetti su capannoni, negozi ed uffici. Un importante colpo al settore è stato dato dall’introduzione dell’Imu che, su queste tipologie immobiliari, ha pesato in maniera considerevole scoraggiando sia imprenditori sia investitori. Nel settore non residenziale la maggioranza delle richieste si orienta verso la locazione, una scelta dettata soprattutto dal rischio imprenditoriale e dalla volontà di non immobilizzare capitali all’inizio dell’attività. Per quanto riguarda in particolare i negozi, si segnala un ribasso dei canoni di locazione del 4,7% per le tipologie posizionate in vie di passaggio e del 4,8% per quelle posizionate in vie non di passaggio. Sui prezzi il ribasso è stato rispettivamente del 4,2% e del 4,3%.

Nei primi mesi dell’anno hanno cessato circa 10 mila esercizi commerciali anche se prima dell’estate si è registrata una ripresa delle nuove aperture. Tutto questo ha avuto effetti anche sui locali ad uso commerciale. Chi cerca locali in affitto si orienta prevalentemente su tagli inferiori a 100 mq (il 75,8%). Il 15,7% è interessato a tagli superiori a 150 mq. A cercare in acquisto sono prevalentemente investitori. Le soluzioni più richieste sono inferiori a 100 mq (il 45,6% cerca tagli fino a 50 mq). Gli immobili commerciali garantiscono rendimenti annui lordi intorno al 7%, decisamente più elevati rispetto a quelli che si registrano sul comparto residenziale. L’introduzione dell’Imu, molto più gravosa dell’Ici sugli immobili commerciali, ha scoraggiato alcuni potenziali investitori e ha portato molti di essi a decidere di alienare l’immobile. Le “vie non di passaggio” negli ultimi anni hanno perso appeal e, sempre più spesso, sono utilizzate per svolgere attività di ufficio o di erogazione di servizi.