venerdì 25 ottobre 2013

Imu italiani nel mondo, eletti all’estero si diano una mossa – italiachiamaitalia.it



E' il caso di esaminare - sperando che ciò possa essere utile, per opportuna conoscenza e per palese sentita partecipazione emotiva - le reazioni comportamentali dei soggetti politici in emigrazione alla luce dell'avvenuta approvazione della legge di stabilità e sua attuale discussione al Senato relativamente ai provvedimenti complessivi e dei suoi effetti per gli italiani residenti all'estero.
Non spetta a noi comuni mortali conoscerne tutti i dettagli ma facendo parte, per nostra fortuna, di un sistema che ci permette di dire la nostra, nessuno può negarci il diritto di pretendere che i soggetti politici delegati svolgano il loro ruolo con impegno, costanza e diligenza ottemperando ai loro doveri e salvaguardando i nostri interessi.
Nello specifico, la reazione al riguardo al suddetto provvedimento, allo stato attuale, esaminata sulla base delle informazioni riportate dai mass-media, sono quasi nulle. Sembra, paradossalmente, che la questione non interessi quasi nessuno, come se il provvedimento in esame non avesse alcuna importanza o che riguardasse non noi, ma solo gli italiani in Italia e gli extraterrestri.
A pensar male si potrebbe quasi essere dell'avviso che gli addetti ai lavori non ne abbiano, anche quelli da noi direttamente delegati, nemmeno preso visione e conoscenza. Ma, ad onor del vero, anche per voler evitare di essere preconcettualmente e forzatamente qualunquisti e disfattisti, l'on. Farina e il sen. Di Biagio, ma anche il Sen. Micheloni, nonché gli esponenti del MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero, si stanno adoperando attivamente, in questa importante e decisiva fase dibattimentale, per cercare di capovolgere a nostro favore il provvedimento in questione per quanto attiene il regime fiscale a cui assoggettare i nostri immobili in Italia, tendente ad eliminare la discriminazione in essere, pur nell'assenza più assoluta di un sostegno effettivo da parte degli altri loro colleghi parlamentari eletti all'estero.
Cosa fanno e cosa pensano al riguardo gli altri rappresentanti eletti all'estero, il cui eventuale impegno non può essere manifestato solo a piacimento o solo su argomenti di loro interesse o per loro fini? Cosa pensano e cosa fanno al riguardo relativamente a tutti provvedimenti della manovra in esame? Si stanno forse già attrezzando per combattere eventuali battaglie che sperano già essere perse in partenza per poi speculare su di esse? Cosa avranno da dire, sempre in questo contesto, i rappresentanti politici dei partiti politici nazionali presenti in emigrazione? Quali saranno le proposte, le iniziative fatte o pensate, dai responsabili delle varie sezioni di partiti a livello mondiale del PD nel corso della corrente campagna per le Primarie e cosa, ancora più interessante e significativa, diranno i candidati per i quali essi si stanno mobilitando?
Cosa hanno intrapreso e pensato di intraprendere i nostri eletti all'estero (l’On. Garavini che sostiene che l'Italia cresce - come non darle ragione? - solo investendo in cultura), l’On. Tacconi, e tutti gli altri onorevoli e senatori? Chi si prenderà a cuore in Parlamento ed avrà il coraggio di spendere una parola, un gesto o un'iniziativa tangibile nei confronti dell'emigrazione, che non sia solo il voto?
Puo' essere certamente valido e condivisibile il motto del PD per le Primarie, che recita:"Cambiare il PD per cambiare l'Italia". Sarebbe pero' assurdo pensare che questo cambiamento possa avvenire quando l'Italia sarà definitivamente sepolta sotto le sue macerie, del passato e del presente, affrancandoci da responsabilità personali come spesso avviene.