venerdì 7 febbraio 2014

Storie di vita. Carla, spirito giramondo, ha scelto la Repubblica Dominicana per fermarsi e mettere radici. Per ora. -di Giorgia Perbellini per www.Luxury&Tourism.com

Oggi intervisto Carla, spirito libero, che ha esperienza di vita in tantissimi paesi: dal Kenya al Brasile, dalla Thailandia alla Spagna. Oggi è ferma sull'isola di Hispaniola dove ha aperto un suo tour operator.
Da quanto tempo vivi in Repubblica Dominicana e di cosa ti occupi?

Vivo qui da 6 anni e mi occupo di turismo.
Ho iniziato lavorando prima per un tour operator italiano e poi per una compagnia aerea. Una volta acquisita l'esperienza necessaria e le giuste competenze ho deciso di mettermi in proprio creando un mio tour operator.

Cosa ti ha spinto a scegliere proprio l'isola di Hispaniola?

Santo Domingo è stata la meta della mia prima vacanza da sola quando avevo 18 anni, e mi è sempre rimasta nel cuore. Ma la scelta è stata determinata dal lavoro, che mi ha portata qui nel 2008.

Quali sono state le prime impressioni una volta arrivata e quali le difficoltà?

Le prime impressioni sono state ottime, qui è un paradiso terrestre! Le difficoltà? In realtà arrivavo da realtà molto più dure e problematiche e conoscevo già la mentalità dei dominicani. Diciamo che è stato un inserimento dolce e piacevole.

Descrivici una tua giornata tipo e un'abitudine dominicana, se c'è, della quale non puoi più fare a meno.

La giornata inizia alle 6:00 con una corsa lungo un magnifico sentiero di vegetazione in riva al mare che collega Bayahibe, il luogo dove io vivo, e Dominicus, la zona turistica dei resorts.
Doccia, colazione, un saluto alla famiglia (i miei genitori e mio figlio di 3 anni e mezzo) e scendo in ufficio. Dico scendo poiche’ vivo attaccata all'ufficio nella strada principale del Pueblo a 12 mt dal mare. Il lavoro mi occupa buona parte della giornata, ma se tutto va bene verso le 18 mi libero e porto mio figlio a fare un giro in bici o a giocare da qualche parte fino a ora di cena che si svolge in casa con i miei genitori. Qualche lettura e poi... tutti a letto.

A differenza degli altri intervistati, tu hai vissuto in diversi Paesi europei e non, per molti anni. Che opinione hanno dell'Italia all'estero?

Capita che, sopratutto nei paese sottosviluppati, quando si domanda a un locale qualcosa sull’Italia ci si senta rispondere "mafia, spaghetti, calcio, berlusconi". Questo è semplicemente il frutto di ciò che queste persone, certamente poco istruite, sentono dire dagli italiani in vacanza e quindi ripetono. L'opinione che all'estero si parli male dell'Italia è falsa, chi lo sostiene lo fa solo perchè è di passaggio e non ha la possibilità di approfondire l'argomento con persone di ceti sociali differenti. Noi italiani siamo apprezzati e il nostro paese è considerato un luogo meraviglioso sotto tutti i punti di vista.

Approfitto del tuo spirito giramondo per capirne di più sulle altre culture. Quale Paese ti ha riservato la migliore accoglienza? In quale c'è la situazione economica migliore? Qual è la cultura che ti ha piacevolmente stupita e quale invece ti ha delusa? E infine qual è lo Stato più cosmopolita e aperto?

Rispondere a queste domande in maniera esauriente richiederebbe un’analisi molto profonda delle situazioni politico-culturali dei diversi paesi.
In linea di massima posso dirti che il primo impatto è quasi sempre positivo, i meccanismi, a volte anche molto delicati, si iniziano a capire dopo qualche tempo.
Sono rimasta molto colpita dalla cultura Thailandese, apparentemente chiusa, ma in realtà molto "dignitosa".
I thailandesi sono riservati e non parlano mai a sproposito, ti salutano cordialmente e con rispetto peró mantengono le distanze e per nessun motivo impongono la loro presenza o la loro cultura. Le tradizioni thailandesi sono moltissime e si manifestano in ogni angolo del paese attraverso la discrezione della gente. Per non parlare delle bellezze del luogo: alcune isole sono in assoluto tra le più belle del mondo. La cultura che invece mi ha assolutamente deluso è quella cubana; purtroppo conosciamo tutti la situazione del paese, ti assicuro che passarci una vacanza o viverci è tutt'altra cosa.
Per quanto riguarda l’aspetto economico, dovrei fare uno sforzo sovrumano per identificare un paese indipendente, visto che nel 90% dei casi sono le nazioni straniere a sfruttare il territorio.
L'unico che mi viene in mente é il Brasile, che negli ultimi 15 anni ha fatto passi da gigante e oggi è uno dei paesi più in crescita dell’intero sud-america.
Lo stato piu’ cosmopolita e aperto per quanto mi riguarda sono gli Stati Uniti.

Che consiglio daresti a tutti coloro che vorrebbero fuggire in cerca di prospettive di vita migliori? E soprattutto da che paese partire?

Consiglio di fuggire valutando molto bene il tipo di scelta.
E’ vero che in determinati paesi se una persona ha coraggio, spirito di sacrificio e professionalità viene premiata, ma per riuscirci bisogna avere una mentalità molto aperta ed essere in grado di adottare comportamenti che sono l’esatto opposto dei nostri. Consiglio di non improvvisare e non partire senza un'idea concreta di lavoro o senza appoggi.
Giusto per essere chiari, è molto difficile diventare grandi ristoratori se fino a ieri ci si è occupati di edilizia.
Io sono di parte e ti dico che partirei dalla Repubblica Dominicana che è la mia terra e la mia seconda patria!

Dove ti vedi tra dieci anni? L'idea di tornare a vivere in Italia è possibile o l'hai esclusa?

Il mio spirito avventuriero e la mia fame di conoscenza sicuramente mi spingeranno a viaggiare ancora molto. E’ la mia natura e non ci posso fare niente. Non so dove sarò tra dieci anni ma credo lontana dall'Italia: non per sminuirla, ma perchè è avvenuto un profondo cambiamento dentro di me e tornare ad affrontare gli standard e le etichette della vita italiana credo che mi risulterebbe difficile.

di Giorgia Perbellini per LuxuryandTourism