venerdì 28 marzo 2014

Perchè i giovani se ne vanno dall'Italia? Ce lo spiega Daniel, 22 anni, gli ultimi dei quali trascorsi in Australia e Danimarca -di Giorgia Perbellini per Luxury&Tourism



Oggi intervisto Daniel Costa, 22 anni, vicentino. Daniel non ha terminato gli studi superiori, in compenso si è sempre dato da fare lavorativamente parlando. Prima come aiuto pizzaiolo e poi, da appassionato di informatica quale è, ha lavorato per due anni in un negozio di vendita e assistenza del bassanese. Due anni fa la decisione di partire senza qualifiche e con un livello di inglese quasi a zero, per provare a costruirsi un futuro all'estero.
Sei molto giovane ma hai già girato parecchio. Raccontaci in quali luoghi hai vissuto fino a ora e quali sono state le tue prime impressioni.

Ho vissuto 10 mesi in Australia girando molto. Prima Melbourne, poi Fremantle, un paese famoso nel Western Australia situato a circa 20 km da Perth. Infine, dopo un paio di settimane in una farm a Humpty Doo, vicino Darwin, sono tornato a Melbourne con un amico. Adesso sto rispondendo alle tue domande da Aars, un paese di 8-9000 abitanti situato nello Jutland settentrionale, in Danimarca. Vivo a casa di un amico da 4 mesi.

Passiamo alle prime impressioni: appena arrivato in Australia paragonavo tutto quello che vedevo con l'Italia e posso dirti che non ero arrivato solo dall'altra parte del mondo... ero atterrato in un altro mondo. Servizi eccellenti, burocrazia e tempi di attesa quasi inesistenti, organizzazione, cordialità delle persone, ordine (tranne venerdì e sabato notte), sicurezza sempre. Un bellissimo Paese con una qualità della vita molto alta. Avendo vissuto una bellissima esperienza, l'Australia è diventata il mio riferimento per futuri paragoni. La Danimarca è diversa sotto alcuni aspetti ma fondamentalmente posso dire di aver avuto le stesse prime impressioni, molto positive. Non sono rimasto stupito come in Australia perchè ora do molte cose per scontate. Comunque sono convinto che arrivando dal sistema italiano si hanno ottime impressioni più o meno ovunque.

Soffermiamoci sulla tua esperienza australiana. L'idea di trasferirti ti è venuta dopo averci ragionato su molto o hai colto al volo un'opportunità che ti si era presentata?

Avevo già intuito che c'era di meglio fuori e vedevo l'Italia sotto un occhio critico, grazie al mio lavoro. Quando stai a stretto contatto con il tuo capo, che è anche un grande amico, per 2 anni, "vivi" le sue stesse esperienze. Parti col sospettare e finisci col renderti conto che tutto funziona diversamente da come l'avevi immaginato fino a quel momento. Mi riferisco al lavorare in Italia e alla difficoltà di costruirsi qualcosa e, purtroppo, all'ignoranza seguita dall'accondiscendenza di troppe persone.

Una mattina un'amica mi dice "Vorrei andare in Australia e fare una grande esperienza. Tu andresti o perché non vieni anche tu?". Ho risposto di sì senza pensarci più di tanto. Ricordo che alla sera, appena tornato dal lavoro, ho detto:" Mamma, vado in Australia", così all'improvviso, dalla mattina alla sera. Sono convinto che sarei all'estero lo stesso adesso ma se non fosse stato per quell'amica, sarei partito molto dopo.

Quali sono state le difficoltà maggiori non appena arrivato in Australia?

Posso dirti che la difficoltà è stata una sola: l'inglese. Questo non vale solo per l'Australia ma per qualsiasi destinazione. Studiare ed imparare la lingua locale dev'essere il primo obiettivo ed è la difficoltà più grande. Per quanto riguarda i primi passi in Australia, non posso definirli vere e proprie difficoltà perché basta arrivare informati. Io prima di partire ho letto articoli e interviste su molti blog, ho visto video e verificato le informazioni sui portali ufficiali (cosa che consiglio sempre di fare perchè in giro si trovano tante false informazioni). E' molto importante informarsi bene, su internet è possibile trovare tutto se si ha voglia di cercare.

Quale è stato il tuo primo approccio col mondo del lavoro?

A causa del mio livello di inglese, ma anche di errori personali, ho faticato parecchio all'inizio. Sono arrivato a fare un colloquio con il supermercato Coles, la catena di fast food Hungry Jack's e un'azienda di pulizie ma sono sempre stato scartato per l'inglese. Dopo una parentesi di 6 giorni in una farm gestita da una famiglia australiana, (gli unici australiani disonesti che ho trovato in quasi un anno) ho trovato il primo lavoro come aiuto pizzaiolo in un ristorante italiano: in nero, sottopagato e con immancabili discussioni ogni volta che arrivava fine mese. Fortunatamente dopo un mese ho iniziato come lavapiatti in un grosso ristorante australiano. 

Questo è stato il mio primo approccio col mondo del lavoro. Purtroppo senza un buon livello di inglese (veramente buono e non scolastico) si inizia così e bisogna essere umili. Ci si trova davanti a situazioni ingiuste ma necessarie all'inizio, a meno che non si abbia una disponibilità economica illimitata. Io resto dell'idea che, comunque, a tutto c'è un limite. Il mio consiglio è: impegnatevi e cercate di migliorarvi sempre perché all'estero le opportunità ci sono veramente e vale la pena combattere per raggiungere i propri obiettivi.

Hai vissuto in Italia, Australia e Danimarca: quali sono i maggiori pregi di questi tre Paesi?
Senza dilungarmi troppo, ti dico la storia e la cultura per l'Italia, i servizi dell'Australia e la scuola di lingua gratuita per quanto riguarda la Danimarca.

Di cosa ti occupi ora?
Attualmente sono senza lavoro e mi sto impegnando per trovarne uno, bisogna insistere e non arrendersi mai. Sto cercando di migliorarmi giorno dopo giorno per raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissato. Ho creato un blog che è nato con l'idea di raccontare la mia esperienza ma che è stato un po’ trascurato: ora lo sto rilanciando con articoli guida chiari e semplici sui Paesi dove vivo o dove ho vissuto. Su Facebook ho creato una pagina che contiene moltissimi articoli e video interessanti sul vivere all'estero, tutti presi dai vari portali che seguo per passione. Invito tutti a dare un'occhiata e a mettere un mi piace se apprezzate. Infine, ho da poco aperto un canale su YouTube dove troverete video turistici, video guide e considerazioni fatte dal sottoscritto.


Dove ti vedi tra dieci anni? Sempre in giro per il mondo o in Italia?
Tra 10 anni sarò nel Paese che mi avrà colpito di più, dove mi sentirò meglio, a gestire una mia attività. Ti posso dire con assoluta certezza che quel Paese non sarà l'Italia.


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di Giorgia Perbellini per Luxury&Tourism