mercoledì 26 marzo 2014

Salva Roma, la capitale mette in vendita 600 immobili. E' corsa all'affare nelle vie del centro -ilghirlandaio.com

Il comune di Roma mette in vendita 600 immobili per provare a rimettere in sesto il disastrato bilancio della capitale. Da queste dismissioni si vogliono ricavare circa 280 milioni di euro.Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha già incontrato diverse tra le più importanti società immobiliari attive sul mercato per trattare la vendita degli immobili più interessanti. Tra questi l'ex sede della polizia municipale: un intero palazzo nel cuore delle vie dello shopping capitolino, in via dei Montecatini angolo via del Corso. Già occupata lo scorso ottobre dai movimenti per il diritto all'abitare, dalla vendita di questo stabile, fanno sapere fonti de Il Ghirlandaio, il Comune si aspetta di ricavare almeno 10 milioni di euro, “ma si punta ad ottenere di più. E' una occasione da non lasciarsi sfuggire, siamo sicuri ci sarà la coda per acquistarlo”. Trattandosi comunque di cubature importanti, i possibili acquirenti hanno un identikit ben preciso: diversi tra i grandi marchi dello shopping potrebbero essere interessati all'acquisto e lo dimostrano “le continue chiamate agli uffici del Comune da parte delle diverse agenzie immobiliari per sapere quando uscirà il bando”. Secondo quanto risulta a Il Ghirlandaio il bando potrebbe essere presentato già la prossima settimana.
Ormai il Campidoglio ha già censito circa l'80 per cento del patrimonio immobiliare della Capitale e questi 600 immobili sono tutti pronti per essere messi sul mercato. Di questi, circa la metà sarebbe ad uso residenziale di cui un terzo si trova in zone di pregio della capitale, in pieno centro storico: nei pressi delColosseo, a Trastevere, in zona Prati e Borgo Pio. Della vendita se ne sta occupando una delibera che modifica la precedente deliberazione dell’Assemblea Capitolina n.43 del 2012 che si proponeva di alienare una grande quantità di immobili, ma che non ha avuto alcun seguito non avendo prodotto la vendita neanche di una unità. Dall’Assessorato al patrimonio del Campidoglio si prevede di chiudere tutta l'operazione di dismissione entro la fine di aprile.

Criteri di vendita
La nuova delibera rivede radicalmente i criteri di vendita degli immobili introducendo importanti misure di salvaguardia sociale. E’ stato infatti corretto l’elenco da alienare eliminando gli stabili che presentavano delle criticità e introducendo una serie di edifici non residenziali e liberi che permetteranno una più rapida e consistente dismissione di una parte del patrimonio riportato in elenco.


Alloggi non Erp
Per quanto riguarda i criteri previsti per gli immobili residenziali - spiegano dall’assessorato capitolino al patrimonio - è bene specificare che si tratta esclusivamente di alloggi non ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) e, nella quasi totalità dei casi, si tratta di singoli appartamenti in condomini prevalentemente privati. E’ prevista una clausola di salvaguardia per le fasce sociali più deboli, ovvero quelle comprese entro il reddito dei 28.000 euro/anno: in questi casi, se chi abita nell’alloggio da alienare non intende esercitare l’opzione all’acquisto, è garantita la permanenza alle stesse condizioni attuali, e dunque l’alloggio non sarà messo in vendita. Le fasce di reddito superiori a quella soglia e variabili, in funzione dei componenti per nucleo familiare, dai 30.000 ai 42.000 euro/anno (i limiti di reddito previsti si aumentano di 3000 euro/anno in presenza di portatore di handicap grave) alla scadenza del contratto, in caso di impossibilità ad acquistare l’abitazione, possono stipulare un nuovo contratto di 4 + 4 anni. Per tutti i residenti in regola, che possono esercitare un diritto di prelazione sull’acquisto dell’immobile, è previsto uno sconto del 30% rispetto alla stima di valore dell’immobile, con espresso divieto alla vendita per i successivi 5 anni. Gli altri immobili andranno all'asta a prezzo di mercato.


Immobili non residenziali
Per quanto concerne l’alienazione degli immobili non residenziali e liberi in elenco, è prevista un’asta pubblica: in caso di immobili con contratti in essere, invece, chi è in affitto avrà diritto di prelazione sulla migliore offerta pervenuta all’asta pubblica. Saranno salvaguardate le botteghe storiche, che non fanno parte degli elenchi e non saranno cedute. L’importo previsto in via prudenziale dalla vendita, pari a 247 milioni di euro, si precisa che sarà destinato al 100% alla rigenerazione e al recupero del patrimonio a fini abitativi e alla realizzazione di nuova edilizia residenziale pubblica. Quindi, sottolineano sempre dall’Assessorato al Patrimonio, non si tratta di un’operazione per fare cassa. Dopo l’approvazione della delibera, gli uffici comunali procederanno all'organizzazione delle procedure di gara che decolleranno nel giro di qualche settimana dall'approvazione del provvedimento, quindi presumibilmente entro la primavera. Gli introiti finali che il Campidoglio ha previsto - 247 milioni di euro - potrebbero però subire delle variazioni visto che gli immobili saranno venduti all'asta e quindi sul mercato potranno essere aggiudicati ad un prezzo superiore o inferiore alle iniziali stime, anche a seconda dellalocation e delle condizioni in cui si trova il singolo immobile.


Affitti, Campidoglio:" Prezzi saranno adeguati a mercato"
Gli immobili che il Campidoglio vuole vendere al momento sono affittati a prezzi al di sotto della media di mercato. Quelli di mercato mediamente sono affittati a 200 euro al mese e producono un reddito pari a circa 60mila euro l'anno. Quelli non residenziali a circa 4-500 euro e producono un reddito annuo complessivo di circa 130mila euro. Prezzi inferiori, dunque, a quelli di mercato, vigenti in forza di vecchi contratti di locazione, anche in zone di assoluto pregio come via del Colosseo, largo Corrado Ricci, Trastevere, Prati, Borgo Pio, dove il Comune ha in locazione almeno un centinaio degli immobili che saranno messi all'asta. I prezzi degli affitti, nel caso in cui non avverrà la vendita, “saranno adeguati a quelli di mercato”, assicurano dagli uffici del Comune.


Immobili occupati
La quasi totalità degli immobili che il Campidoglio vuole mettere all'asta è già occupato e con contratti di locazione molto datati, con residenti in buona parte anziani. Oltre la metà degli immobili occupati, inoltre, ha un'azione stragiudiziale pendente: in larga parte si tratta di procedure di sfratto a carico di inquilini morosi. Gli uffici capitolini tengono a precisare che le azioni stragiudiziali riguardano morosità, occupazioni senza titolo, locazioni da regolarizzare e, in alcuni casi, anche inquilini che hanno fatto causa al Comune per irregolarità varie. Si tratta di elementi che, in tema di vendita, giocheranno senz'altro a sfavore delle quotazioni.

Un patrimonio immobiliare, dunque, che costa al Campidoglio alcuni milioni di euro di mancati incassi.

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