martedì 13 agosto 2013

"Mercato immobiliare fermo, non bastano gli incentivi". Per 'Lavoce' serve una riduzione dei prezzi di Mario Grechi - Il Ghirlandaio

(Il Ghirlandaio) Roma, 12 ago. Il mercato immobiliare è ancora fermo e per rilanciarlo è necessaria una riduzione dei prezzi, perchè non bastano gli incentivi fiscali. È l'analisi del sito di approfondimento Lavoce.info su 'Come dissinnescare la bolla immobiliare'. Infatti, gli indicatori "sul settore dell'edilizia abitativa (il numero delle compravendite, dei mutui ipotecari, dei permessi di costruzione) sono tutti ancora abbondantemente al di sotto dei livelli raggiunti ante-crisi ed è difficile fare previsioni su quando il mercato si rimetterà in moto. Le proposte sono diverse, ma per ridare vigore al mercato della casa è indispensabile una riduzione dei valori immobiliari".  
L'Abi e l'Ance, afferma l'economista Raffaele Lungarella, "hanno avanzato alcune proposte di carattere fiscale. Si chiede di attenuare gli effetti dell'Imu sul mercato della locazione e l'esenzione dall'imposta, per cinque anni, a favore dei proprietari che acquistano una casa dalle imprese di costruzione; la prosecuzione degli incentivi per elevare gli standard di efficienza energetica degli edifici e per la riqualificazione delle città; la riduzione delle imposte sul trasferimento degli immobili per favorire la mobilità della popolazione e altre agevolazioni fiscali per la manutenzione e ristrutturazione degli immobili".
"Tutte proposte - sostiene lo studioso - connotate dalla comune rivendicazione di un intervento dello Stato, il cui bilancio dovrebbe sopportare un onere finanziario non quantificato, ma sicuramente ingente". Il documento Abi-Ance, però, "non fa alcun cenno agli ostacoli al rilancio del settore che operano dal lato dell'offerta. E tuttavia, le condizioni dell'offerta hanno avuto una responsabilità non secondaria nell'originare la crisi, ed è principalmente su di esse che occorre intervenire per uscire dalla crisi".
C'è uno scarto rilevante, spiega Lavoce.info, "tra i prezzi delle case e la situazione economico-finanziaria delle famiglie, che ha indebolito la domanda. Su questo divario si sono innestati altri fattori aggravanti, primo fra tutti le difficoltà incontrate dalle famiglie nel finanziare gli acquisti di abitazioni a causa del credit crunch". Facilitare l'accesso al credito di famiglie e investitori "è di grande importanza, ma l'elemento fondamentale da cui partire per ridare fiato al settore immobiliare è riequilibrare il rapporto tra prezzo delle abitazioni e reddito delle famiglie". In altri paesi, infatti, "il livello di quel rapporto è stato abbassato dallo scoppio della bolla immobiliare e dal conseguente crollo dei prezzi delle abitazioni".
Negli ultimi tre anni, secondo l'Istat, i prezzi delle case hanno avuto "una flessione sensibile per le abitazioni esistenti, ma non per quelle nuove. Che sia necessaria una riduzione dei prezzi delle abitazioni è riconosciuto anche in un documento del centro studi confindustriale, dal titolo 'I prezzi delle case in Italia sono ancora alti'. E che il rilancio del mercato della casa passi per da qui è implicitamente ammesso anche dall'Abi, quando propone la conversione degli immobili invenduti in immobili di edilizia sociale, con conseguente 'forte riposizionamento del loro valore di riferimento' e con 'evidenti impatti negativi sia per le imprese di costruzione che per la banca che ha finanziato l'iniziativa'".
L'Abi, evidenzia l'economista, ritiene che l'operazione "dovrebbe essere parte di un piano casa che preveda anche un intervento del sistema integrato dei fondi avviato da Cdp Investimenti Sgr". Se però "ci fosse la disponibilità degli imprenditori proprietari degli alloggi ad abbassare i prezzi, non sarebbe necessario aspettare un futuribile nuovo piano casa. L'operazione può essere avviata subito: in sostanza, si tratta di allineare i prezzi dell'edilizia di mercato ai più bassi valori dell'edilizia
convenzionata. A parità di caratteristiche costruttive e di localizzazione, la differenza di prezzo tra le due tipologie di alloggi è data principalmente dal diverso valore attribuito all'area edificabile".
"Se - conclude l'analisi del sito di approfondimento economico - come sostengono Confindustria e Abi, la ripresa del mercato della casa necessita di una caduta dei prezzi, è interesse di tutti i soggetti coinvolti non aspettare che la bolla esploda, bensì innescare una deflazione controllata".