venerdì 15 novembre 2013

Storie di vita. Intervista a Vinicio, italiano che a Sidney ha realizzato il suo sogno di Giorgia Perbellini per www.luxuryandtourism.com


Oggi intervisto Vinicio, italiano che con grande spirito di sacrificio e duro lavoro è riuscito a realizzare a Sidney il suo sogno più grande.
Da quanto tempo vivi in Australia? Hai sempre vissuto in Italia prima o hai esperienza di vita anche in altri paesi?


Ormai è passato davvero tanto tempo! La mia avventura è iniziata l'8 dicembre 1998 a Milano Malpensa, ma prima di allora avevo sempre vissuto a Isola della Scala, in provincia di Verona. 

La decisione di andartene dal tuo paese è stata maturata negli anni o è stato più il frutto di un'opportunità da cogliere al volo? 

A dire la verità è stata una decisione presa di pancia, così su due piedi. Ho conosciuto una ragazza italoaustraliana e ho deciso di partire con lei per questa avventura: quando l'ho comunicato a parenti e amici erano tutti sconvolti dalla mia scelta. Però se ci penso ora so che è stata la decisione migliore: se mi fossi soffermato sulla difficoltà di adattarsi a una cultura diversa e sulla lingua, che allora non conoscevo, probabilmente non sarei partito.

Quali sono state le tue prime impressioni una volta arrivato e quali le difficoltà?

L'Australia è di una bellezza mozzafiato e regala una vastità di paesaggi notevole, te ne innamori. Ma le difficoltà per me, che non ero un giramondo, sono state tante. A cominciare dalla lingua: sembra impossibile ma se non riesci a comunicare ti trovi isolato, per non parlare della ricerca di un lavoro. Ci vogliono sacrificio, umiltà e tanta buona volontà per superare il primo periodo in un Paese così diverso dal tuo.

Come sono visti gli italiani in Australia? Esiste una comunità a Sidney, dove vivi tu?

Gli italiani qui sono tanti e sono tutti molto patriottici. In occasione delle feste comandate ci troviamo tutti insieme e festeggiamo ballando e cantando , forse per sentirci un po' più vicini a casa. Gli australiani hanno un'ottima opinione di noi, tutto ciò che è "made in Italy" qui fa subito tendenza. Ci invidiano la cucina, la moda, il nostro stile e molti di loro sognano una vita nel Belpaese tanto quanto noi idealizziamo l'Australia o i luoghi esotici. Vivere qui ti fa sentire fiero di essere italiano.

Qual è stato il tuo primo approccio col mondo del lavoro e quali sono le differenze più evidenti che si notano al confronto con l'Italia?


All'inizio mi sono dovuto adattare a impieghi molto umili e poco pagati, come il lavapiatti in un ristorante. Mia madre era un'ottima cuoca e mio padre un macellaio. Io sono sempre cresciuto in mezzo al cibo col sogno di creare un giorno qualcosa di mio, quindi ho preferito iniziare come sguattero in cucina piuttosto che fare altro. Soprattutto a causa della lingua, i primi impieghi li ho cercati contattando gestori italiani, e ad essere sincero alcuni di loro mi hanno umiliato molto e rispettato poco, solo per il fatto che erano arrivati da più tempo e avevano il potere della lingua e delle conoscenze giuste. Ma la perseveranza e il sacrificio pagano sempre: oggi, dopo tanti anni, sono finalmente riuscito a realizzare il mio sogno. Ho aperto una trattoria in un sobborgo di Sidney dove cucino piatti italiani, e posso dire di essere davvero realizzato. Faccio finalmente il lavoro che ho sempre sognato e quando entro nella trattoria non mi sembra ancora vero di essere riuscito a realizzare tutto contando solo sulle mie forze. Servire il risotto all'isolana (piatto di Isola della Scala per eccellenza) qui a Sidney e ricevere i complimenti di tutti i commensali non ha prezzo.


Il fatto di essere italiano ti ha facilitato nel lavoro di cuoco all'estero o non hai notato alcuna agevolazione?

Qui, come anche negli Stati Uniti, fai carriera se ti impegni e se lo meriti davvero, poco importa da dove arrivi o chi sei.

Una domanda che da italiana non può mancare: la crisi si sente anche lì o per te è solo un lontano ricordo?

Credo che ad oggi non esista un Paese davvero immune alla crisi, ma posso dirti che qui si sente solo di riflesso. La situazione non è minimamente paragonabile a quella Europea: ecco perchè negli ultimi anni l'Australia ha registrato un boom di emigrati dall'occidente arrivati qui in cerca di un futuro migliore.



Che consiglio daresti a tutti  coloro che         vorrebbero fuggire in cerca di una vita migliore ma non trovano il coraggio di farlo?

Non mi sento di dare consigli pratici, l'unica cosa che posso dire è "ascoltate il vostro cuore". Non è facile, le difficoltà sono tante e bisogna crederci davvero, ma una volta arrivati, qualunque sia la destinazione, ci saranno tantissime cose da imparare che vi arricchiranno. E' da provare.


Trattoria Il Segreto: http://www.segreto.com.au


di Giorgia Perbellini per Luxury & Tourism