mercoledì 18 dicembre 2013

Torna l'appeal dell'acquisto in vetta. Svizzera in testa alle preferenze -casa24.ilsole24ore.com

Gli immobili di pregio in montagna tornano in auge tra gli investitori e in diverse località dell'arco alpino si assiste a una nuova crescita dei prezzi dopo diversi anni di stasi o discesa delle quotazioni, un trend che purtroppo non si è ancora invertito in Italia dove, anche quest'anno, sotto l'albero si impilano una serie di segni meno, come rivela uno studio del portale immobiliare Casa.it.
Il rapporto prende in considerazione le soluzioni abitative del segmento lusso situate nei punti più spettacolari delle valli che attirano l'interesse di grandi investitori a caccia di beni rifugio, per la crescita del valore a lungo termine. L'andamento dei prezzi medi dell'ultimo anno, spiegano da Casa.it, suggerisce una domanda in progressivo aumento tra i nuovi ricchi dei paesi emergenti come Russia, America Latina e Asia.
Forte crescita in Svizzera 
Tra le mete più richieste c'è sempre la Svizzera, dove la crisi non è mai arrivata se non sotto forma del timore dello scoppio di una bolla immobiliare che però escludeva le località di vacanza. Qui i prezzi, rispetto allo scorso natale, sono cresciuti a ritmi tra il 10 e il 14% (si tratta di crescita dei prezzi in offerta) per città come Davos o Zermat, con quotazioni per le location top, sulle piste o con viste spetttacolari, che partono da 10mila euro ma possono arrivare fino a 23mila euro al metro quadro. Segno più ovunque anche se stupisce che St. Moritz cresca appena del 2,6% e che la palma del prezzo più alto delle Alpi non sia qui, dove si arriva comunque a 23 mila euro al metro quadro, ma a Gstaad, con 25mila euro in media. Prezzi alle stelle, tra 13 e 24mila euro, anche a Cras Montana. 

L'Est Europa spinge la Francia 
Aumenti più contenuti invece in Francia con Chamonix e Morzine, le migliori, che registrano una crescita intorno all'8%, spinte soprattutto dai nuovi ricchi dell'Est Europa. Le quotazioni ai piedi del Monte Bianco sono però quasi la metà rispetto alla Svizzera: per un immobile di lusso nel centro del paesino di Chamonix si parte già da 5.800 euro per arrivare ad un massimo di 13.500. Prezzi simili anche nelle località dell'Alta Savoia dove però i prezzi sono rimasti quelli dello scorso anno, in località come Méribel, Mégève, Courchevel si compra spendendo tra i 6 e i 12mila euro al metro mentre il picco nazionale è della Val d'Isère dove si può arrivare a spendere fino a 14500 euro al metro quadro.

Austria a buon mercato 
Tornano a crescere anche le località austriache guidate da Kitzbuhel e Bad Gastein con incrementi del 5%, ma le quotazioni rimangono decisamente competitive con uno chalet con vista che parte da 6.200 euro e può arrivare a 11.500. Il prezzo più economico è però quello di Schladming dove si può comprar già da 5.500. L'Austria poi offre anche soluzioni più mondane come l'area di Silvretta Arena, che ha oltre 200 chilometri di piste ed è chiamata "l'Ibiza delle Alpi" per i suoi après-ski e la vivace night-life, e offre appartamenti di lusso tra i 7 e 9mila euro al metro e chalet tra 12 e 15mila euro. Non mancano però aree più care come Lech, la prima per quotazioni con una forbice di prezzo che va da 9.500 a 18.500, e Zell am See dove si arriva a 13.500 euro.

Italia ancora in calo, ma prezzi minimi tra i più alti 
Discorso totalmente diverso per l'Italia dove i prezzi continuano a calare anche nelle mete più rinomate: tanto che a guidare la discesa c'è proprio la perla delle Dolomiti, Cortina, con quotazioni che in un anno hanno segnato un calo drastico dell'8%. Poco meglio Courmayer, che cede il 6,5% mentre a Madonna di Campiglio il calo è del 3,5%. In questo caso bisogna considerare che la forchetta dei prezzi in Italia è molto più ristretta rispetto ai paesi confinanti e i minimi in ogni località sono ancora più alti rispetto a quelli di Austria e Francia: per comprare a Cortina infatti si parte da 10mila euro al metro ma non si spende più di 12mila, a Courmayer si va da 8 a 11mila e a Madonna di Campiglio non c'è quasi spazio di manovra, con la forchetta tra 9 e 10mila euro. 

La novità russa 
Lo studio poi si sofferma su una metà non proprio tradizionale me che potrebbe diventarlo dopo i giochi olimpici invernali del prossimo anno: si tratta della russa Sochi che, dall'annuncio olimpico del 2007, ha visto le quotazioni schizzare di oltre il 50%. Sochi, pur essendo nel mercato russo, non particolarmente sviluppato nè trasparente, ha la peculiare caratteristica di poter unire mare e montagna, con in più il glamour delle piste olimpiche di Krasnaya Polyana.

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