venerdì 31 gennaio 2014

Com'è la vita in Brasile vista da un'italiana doc? Scopriamolo insieme a Marta e alla sua esperienza -di Giorgia Perbellini per www.Luxury&Tourism.com

Oggi intervisto Marta, di Firenze, che dopo la laurea e un tirocinio in Italia ha deciso di partire per il Sudamerica. Ci rimarrà per sempre? Forse...
Da quanto tempo vivi in Brasile? Di cosa ti occupi ora e di cosa ti occupavi prima?

Vivo a Ilhéus, nello stato di Bahia, da circa 3 anni. Sono laureata in Scienze dell'Educazione Primaria e prima di partire ho lavorato un anno in una scuola materna nella mia città.

Quale motivo ti ha fatto scegliere proprio il paese carioca?

Ho scelto di diventare maestra d'asilo proprio perchè sapevo che non mi avrebbe legata all'Italia in modo esclusivo (ho sempre avuto il pallino del viaggio e delle esperienze all'estero). Quando ho deciso di partire, più per voglia di mettermi in gioco che per scappare da Firenze, ho valutato i paesi dove vivevano alcune persone a cui mi sarei potuta appoggiare. Le alternative erano: Brasile, Thailandia e Irlanda. Oltre al clima e alla lingua portoghese, decisamente più facile rispetto al Thai, c'era qualcosa che mi spingeva verso questa terra, un'attrazione magica, che tuttora non riesco a spiegarmi ma so che è stata la scelta giusta.

Quali sono state le prime impressioni una volta arrivata e quali le difficoltà?

Sono partita la prima volta nel 2010, non sapendo a cosa sarei andata incontro e non avendo mai visitato il Paese prima. Il Brasile e lo stato di Bahia in particolare sono magici: le persone sempre disponibili, i colori, la voglia di vivere mi hanno conquistata fin da subito. C'è da dire che all'inizio non parlavo una parola di portoghese quindi ho dovuto aspettare otto mesi prima di poter sostenere un colloquio lavorativo, durante i quali ho vissuto presso una cugina di mia madre aiutandola nel suo negozio di ortofrutta. Un altro aspetto al quale non ero abituata è il proverbiale approccio dei baiani nei confronti del lavoro, che all'inizio mi infastidiva. Ti faccio un esempio: i negozi, che solitamente hanno orari di apertura e chiusura, possono restare chiusi senza preavviso perchè il proprietario ha di meglio da fare. Per noi sarebbe inconcepibile ma qui è così, capita che i dipendenti non si presentino al lavoro per giorni senza motivo, non si può fare affidamento sulla gente!

Descrivici una tua giornata tipo e un'abitudine brasiliana, se c'è, della quale non puoi più fare a meno.

Lavorando in una scuola materna le mie giornate sono abbastanza regolari. La mattina fino alle 12.30 sono alla scuola "infantil", due pomeriggi a settimana organizziamo corsi per i bambini di pittura, musica o sport. Quando riesco vado in spiaggia a rilassarmi e farmi una nuotata o vado a correre. Dalle 16-17 le spiagge iniziano a svuotarsi quindi posso rilassarmi, da sola o con le amiche. Un'abitudine che ho acquisito è quella di andare a ballare il sabato sera: non immaginatevi la classica discoteca italiana, qui sono tutti locali all'aria aperta, piazze, dove le persone si ritrovano per ballare perlopiù in coppia (ottimo modo anche per rimorchiare!). Ad Ilhéus ballano tutti e lo fanno ininterrottamente per ore, divertendosi: so che questa spensieratezza e la loro gioia di vivere in Italia mi mancherebbero molto.

Come sta vivendo il Paese questo periodo pre-mondiali 2014 e pre-olimpiadi 2016?

Delle Olimpiadi si parla ancora poco, mentre i mondiali sono ormai sulla bocca di tutti. Dopo gli scontri dell'anno scorso durante la Confederation Cup sembrava che le acque si fossero calmate definitivamente. Invece qualche giorno fa a San Paolo sono esplose nuove proteste. I cittadini sono divisi, hanno opinioni diverse: è vero che sono stati creati migliaia di posti di lavoro, bonificate le favelas, ridotto il crimine organizzato, ma a quale prezzo?
Qui ad Ilhéus la situazione è tranquilla ma non si può dire lo stesso delle grandi città. Detto questo, c'è un fermento nell'aria indescrivibile. Il calcio per la gente povera è tutto, come il ballo, e l'idea di ospitare il torneo più importante del mondo li rende orgogliosi. Ci sarà una tifoseria popolare senza eguali.

Il Brasile sta davvero vivendo il boom economico di cui si parla o l'economia ha risentito della crisi mondiale?


Il Brasile è un territorio molto vasto e l'economia delle grandi città come Rio e San Paolo rispetto a una cittadina come quella dove vivo io cambia dal giorno alla notte. Ti posso portare la mia testimonianza: a Bahia l'economia cresce e migliora vistosamente. Da quando sono arrivata hanno aperto decine di cantieri per creare nuove case, strade, nuovi acquedotti e anche la vita della gente locali sta migliorando. Tutti hanno una televisione, quasi tutti un'auto, molti hanno un pc e scommetto che tra qualche anno la connessione internet arriverà anche a chi vive nelle case di lamiera. Credo che la situazione attuale possa essere paragonata ai nostri anni '80: si cresce, si costruisce, si lavora. Tieni conto comunque che le persone sono abituate a vivere davvero con poco, senza sfarzo: il lusso che si vede è quello dei paulisti (abitanti di San Paolo) che vengono per passare le vacanze al caldo o dei resort cinque stelle per i turisti.


Che consiglio daresti a tutti coloro che vorrebbero fuggire in cerca di prospettive di vita migliori?

Il mio consiglio, soprattutto per un giovane, è quello di partire da un paese in cui vive almeno una persona di fiducia alla quale appoggiarsi, oppure di provare a trasferirsi in uno stato vicino al proprio. Cambiare completamente vita, lasciare tutte le persone care non è facile come sembra e una persona esperta del luogo che ti possa consigliare e aiutare non è cosa da poco.

di Giorgia Perbellini per LuxuryandTourism