giovedì 27 giugno 2013

Propongono mega affari immobiliari e truffano imprenditori per milioni, arrestati di Cristina Belloni corriere.it



Truffe compiute per 8 milioni e mezzo di euro, tentate e quasi portate a termine per altri 2 milioni e 300 mila euro. Era una banda dai grandi numeri quella scoperta dalla Guardia di Finanza di Lodi, che mercoledì, alle prime luci del giorno, ha fatto irruzione in alcune abitazioni e compiuto tre arresti nelle province di Lodi, Milano e Piacenza, su disposizione del gip di Lodi, a conclusione di un’indagine innescata da un’operazione anti-riciclaggio, che aveva già permesso alle Fiamme Gialle di sequestrare una somma di circa 500.000 euro in procinto d’essere trasferita in California.
LA BANDA - A partire da questo sequestro gli investigatori hanno individuato l’esistenza di un gruppo composto da 6 persone, tra cui una donna, specializzato nell’esecuzione di truffe, estorsioni e nel riciclaggio. A capo dell’organizzazione un 56enne lodigiano, già noto alle cronache lombarde perché in passato incappato nelle maglie della giustizia per alcuni episodi di truffa. L’uomo capeggiava un vero e proprio gruppo di specialisti, tutti accomunati dalla passione sfrenata per il gioco d’azzardo e per i Casinò, che tra il 2007 e il 2012 aveva messo a segno 18 truffe e almeno 4 estorsioni, riuscendo così a incassare circa 8 milioni e mezzo di euro. Somma che poteva essere ben maggiore, perché il gruppo non è riuscito a consumare in pieno alcune frodi e quindi a mettere le mani su altri 2.300.000 euro.
IMMOBILI E TERRENI - Le vittime della banda erano alcuni noti imprenditori lodigiani, nonché professionisti della provincia di Monza e del Milanese. L’esca normalmente offerta dalla banda era costituita dalla possibilità di acquistare a basso prezzo, grazie alla millantata collaborazione di pubblici ufficiali infedeli, immobili e terreni di grande pregio, dislocati soprattutto nella provincia lodigiana ma anche in Sardegna e nel Piacentino. Immobili, più in particolare, presentati come beni al centro di procedure giudiziarie riconducibili al Tribunale dei Minori di Milano, in qualche caso indicate come gestite da una fantomatica «Associazione tesoreria Tribunale dei Minori Milano». Associazione, quest’ultima, inventata grazie all’utilizzazione di documenti e firme false e animata da falsi cancellieri di Tribunale, falsi ufficiali giudiziari e falsi pubblici ufficiali, ruoli che erano impersonati di volta in volta dai diversi membri della banda. La loro faccia tosta era tale che sono arrivati a dare appuntamento alloro vittime anche all’interno di uffici dei Palazzi di Giustizia di Milano e di Piacenza. Un piano difficile da smascherare che prevedeva, nel caso qualche imprenditore scoprisse la truffa e volesse ribellarsi recuperando il denaro sottratto, anche la pratica dell’estorsione.